Ho vissuto a Bucarest tra il settembre 2011 ed il marzo 2013, anche se sono tornato per lunghi periodi in Italia, quindi di fatto ho vissuto nella capitale rumena per meno di un anno. A Bucarest ci sono poi ritornato recentemente per convalidare i miei titoli di studio e per salutare vecchi amici, nonché per fare la conoscenza di un utente italiano che sporadicamemte scrive su questo sito e che risiede nella capitale rumena. Potrei raccontare tante cose di Bucarest, ma, visto che di recensioni su Bucarest ce ne sono tante, cercherò di dare delle informazioni che non ci sono nelle altre recensioni e che non sono facilmente reperibili sul web.
Bucarest è l'unica città rumena dove ci sono due scuole di rumeno per stranieri: la Rolang (Romanian Language) alla Strada Tudor Arghezi (nei pressi dell'hotel Intercontinental) e l'Institutul Cultural Român alla Aleea Alexandru nei pressi di Piața Victoriei. Avendo seguito corsi di rumeno in tutte e due le scuole, reputo più professionale la scuola Rolang dove la direttrice Mona Pologeanu mette il cuore nell'insegnamento della lingua rumena ed alla Rolang, rispetto all'Institutul Cultural Român, mi sono sentito più a mio agio.
A Iași, dove vivo, non ci sono scuole di rumeno per stranieri che organizzano corsi di gruppo come a Bucarest, ma si possono solo prendere lezioni di rumeno one to one; stessa situazione a Chișinău.
A chi parte da zero con il rumeno consiglio di studiarlo prima in Italia con un'insegnante rumena, anche se non qualificata, io ad esempio prendevo lezione da una ragazza rumena seguendo il testo "Grammatica Romena", autrice Valentina Negritescu, edizioni Hoepli che cinque anni fa era l'unico testo di grammatica rumena scritto appositamente per gli italiani. In alternativa si può seguire un corso Assimil da internet come ha fatto un utente conosciuto su questo sito che è riuscito ad arrivare ad un buon livello di conoscenza della lingua rumena, infatti parla rumeno meglio di qualunque studente dell'Università Apollonia di Iași che io abbia mai conosciuto.
Per rimanere in tema di studi, l'equipollenza del titolo di studi conseguito in Italia per lavorare in Romania (equivalarea diplomelor pe teritoriul României pentru cine a absolvit studiile în Italia) viene fatta da un ente pubblico che si chiama CNRED (Centru Național de Recunoaștere și Echivalare a Diplomelor), un istituto che ha sede in un palazzo di Strada Spiru Haret non lontano da Piața Revoluției. Una volta che siete arrivati su Strada Spiru Haret ci sono due palazzi simili dove hanno sede uffici statali: in quello dove ha sede il CNRED si entra, ci sono quattro o cinque scaloni alla fine dei quali c'è una sbarra, sulla sinistra c'è il portiere, gli dite che dovete convalidare i vostri titoli di studio e vi fa entrare. Per convalidare la mia seconda laurea hanno impiegato diciotto giorni.
La convalida delle lauree in medicina, odontoiatria e farmacia si fanno al Ministerul Sănătății alla Strada Cristian Popișteanu all'angolo con Strada Academiei. Si salgono i soliti quattro o cinque scaloni, appena entrati a destra c'è un poliziotto che vi chiede un documento di identità e trascrive i vostri dati su un registro, di lì andate nell'altra direzione, ovvero a sinistra rispetto a dove siete entrati, aspettate nella sala d'attesa ed entrate poi in un corridoio a forma di ferro di cavallo dove ci sono gli uffici in cui si fanno le convalide dei titoli di studio; l'ufficio centrale è quello che vi indirizza ad uno degli altri quattro uffici. Solo per le lauree in medicina, odontoiatria e farmacia è richiesta la residenza sul territorio rumeno per ottenere la convalida, mentre per le altre lauree non c'è questa richiesta.
Ho scritto della convalida dei titoli di studio nella speranza che qualche italiano che parla rumeno, cercando le parole chiave su Google, si iscriva poi su questo sito ed entri a farne parte.
Spesso viene chiesto su gnoccatravels cosa andare a vedere a Bucarest. Tenendo presente che George Enescu, Nicolae Grigorescu e Constantin Brâncuși sono i massimi esponenti rispettivamente della musica, della pittura e della scultura rumena, consiglio di visitare:
1) il Muzeul George Enescu su Calea Victoriei;
2) il Muzeul Național de Artă che ospita alcuni dei capolavori di Nicolae Grigorescu, immancabile per uno gnoccatravel il Portretul Mariei Nacu, ovvero il ritratto di una ragazza dai lineamenti delicati, ed alcune opere di Brâncuși, anche se le più importanti opere di Constantin Brâncuși si trovano a Târgu Jiu;
3) il Muzeul Național de Istorie al României nel quale sono conservate alcune copie della Columna lui Traian dove sono raffigurati alcuni momenti chiave della storia rumena antica;
4) imperdibile è il Palatul Parlamentului (ex Casa Poporului), simbolo della città;
5) una visita la merita anche il Muzeul Satului Român dove sono riprodotti i vari tipi di abitazioni tradizionali presenti in Romania.
Fatto questo cenno ai siti turistici, vi scrivo qualche informazione utile sui trasporti. Arrivati all'aeroporto di Otopeni per prendere i mezzi pubblici che arrivano in città dovete passare dal terminal degli arrivi al terminal delle partenze: è una breve passegiata e non dovete uscire dall'aeroporto, ma bisogna attraversare una sorta di tunnel. Al terminal delle partenze c'è la fermata per i due autobus che arrivano in città, il 783 (capolinea Piața Unirii) il 780 (capolinea Gara de Nord), per i quali bisogna avere la tessera che si compra ai centri RATB. La corsa viene convalidata elettronicamente passando la tessera sull'apparecchio giallo presente sul pullman. La corsa costa tra i quattro e i cinque lei.
Per quanto riguarda i taxi le principali ditte di taxi sono Meridian, Speed Taxi e Taxi 2000. Le regole semplici per non incorrere in situazioni spiacevoli con i tassisti sono tre:
1) chiamate a telefono la centrale della ditta di taxi, dite esattamente dove vi trovate (in linea di massima le centraliniste parlano anche inglese oltre che rumeno), la centralinista vi chiede il vostro nome, voi rispondete (se sapete che è difficile pronunciare il vostro nome, potete trasformarlo nel corrispondente rumeno o internazionalizzarlo, ad esempio Giovanni potete trasformarlo in Ion o John), lei vi dice il numero identificativo del taxi (indicativul mașinii) ed in quanto tempo arriva; saliti sul taxi, attenti a che il tassista faccia partire subito il tassametro. In questo modo la probabilità che il tassista vi possa fregare è minima e se cerca di farlo, richiamate la centrale, ricordando o leggendo il numero identificativo scritto sulla parte posteriore della macchina e dite quello che vi è successo o vi sta succedendo ed il tassista la pagherà cara.
2) Scaricarsi sul telefono l'applicazione Meridian o Speed Taxi o Taxi 2000.
3) Fare in prima persona l'ordine a telefono del taxi, evitando che lo chiami l'albergo dove alloggiate o il ristorante dove avete mangiato: il tassista sa chi ha fatto l'ordine e si regolera' di conseguenza.
A me capitò che fece l'ordine a telefono la ragazza della reception dell'hotel dove alloggiavo ed il tassista, appena entrai in macchina mi propose un prezzo standard inventato da lui; immediatamente uscii dal taxi, presi il telefono in mano e, guardando il numero identificativo dell'auto, mi accinsi a chiamare la centrale, il tassista, vedendo ciò, si mise in ginocchio e mi supplico' di non chiamare dicendomi che aveva quattro figli da mantenere.
Un'altra volta mi capitò di far fare l'ordine a telefono dal ristorante dove avevo cenato con una ragazza, anche lì un'altra situazione poco piacevole.
Rispetto a quei tempi parlo molto meglio rumeno ed ho più esperienza, ma a Bucarest il taxi nei luoghi turistici preferisco prenderlo la comandă.
C'è poco da fare: se siete italiani e non parlate rumeno o parlate male rumeno, siete una tentazione troppo forte per i tassisti di Bucarest che vi identificano appena aprite bocca. A questo si aggiungano tutti i nostri connazionali che hanno pagato senza battere ciglio il doppio, il triplo o il quadruplo di una corsa e il tutto si spiega, o forse si spiegava, perché, come già detto, Bucarest non la frequento assiduamente da più di tre anni.
In tutti e tre i casi che vi ho elencato serve una scheda rumena. Da tenere presente che fino al 2013 la situazione con i tassisti era particolarmente pesante ed ebbe il suo momento peggiore con l'assassinio della giapponese Yurika Masuno da parte del tassista pluriomicida Nicolae Vlad. All'aeroporto di Otopeni fino al 2013, anno in cui ho vissuto a Bucarest, non erano così rari i casi di sequestri di persona a scopo di rapina da parte dei tassisti. Emblematico era il caso della Banda di Viorel Titi Popa detto Ulise che agiva ad Otopeni; ricordo che al telegiornale rumeno fecero vedere un video dove si vedeva una donna che per la paura usciva dal finestrino del taxi. E fino a tre anni fa, ripeto fino al periodo in cui ho vissuto a Bucarest, il nostro Ministero degli Esteri ci metteva in guardia da questi pericoli alla pagina dovesiamonelmondo.it e viaggiaresicuri.it. Altri posti dove era bene evitare di prendere i taxi erano la bariera di Centrul Vechi su Splaiul Independenței, la stazione dei taxi in corrispondenza del Pasajul Latin su Bulevardul Brătianu e di fronte all'Athenee Palace Hilton. Da allora io a Bucarest non ci abito più e, per sentito dire o per quanto visto alla tv, le cose pare che siano cambiate in meglio, anche perché all'epoca, per la gravità dei fatti accaduti, venne esautorato il prefetto di Ilfov, il direttore dell'aeroporto di Otopeni ed altre istituzioni. Quindi non voglio assolutamente creare allarmismi, probabilmente ho raccontato solo una storia ormai passata, ma ad ogni modo vi ho scritto tre metodi per chiamare i taxi a Bucarest e stare tranquilli.
Vi do poi una mia descrizione di Centrul Vechi, quel dedalo di stradine che si snoda intorno a Strada Lipscani e a Strada Smârdan, dal mio punto di vista di ex residente in città, per cui un punto di vista diverso dal turista che a Bucarest ci trascorre tre giorni, una settimana o un mese. Detto questo, Centrul Vechi affascina i turisti italiani per la quantità di giovani e di ragazze che ci girano. In merito ai locali di Centrul Vechi faccio due considerazioni: la prima è che alcuni locali, come il ristorante Caru' cu Bere, hanno nel loro staff delle avvenenti ragazze con dei vestiti tradizionali che mettono in evidenza le forme delle ragazze, per cui si vedono i nostri connazionali (sempre in gruppi di maschi senza donne al seguito) galvanizzarsi davanti a queste bellezze, che potete stare tranquilli hanno qualunque uomo locale vogliano ai loro piedi; la seconda considerazione è che altri locali di Centrul Vechi pagano un certo numero di ragazze (in rumeno false cliente) per attrarre clienti e guadagnarci su di essi. Motivo per il quale, e chi vive a Bucarest lo sa, sono pochi i posti come Centrul Vechi (ad esempio alcuni locali notturni di Bucarest) dove c'è un buon rapporto uomini donne, mentre nel resto della città la percentuale di belle ragazze è probabilmente peggiire di quella delle nostre grandi città, con poche ragazze belle in giro e quelle poche belle sono vestite in modo tale da non lasciare dubbi sulla loro buona o ottima condizione sociale, vuoi che siano loro ricche vuoi che siano mantenute da qualcuno ricco. La situazione nelle città moldave o ucraine è invece ben diversa.
Uscendo da Centrul Vechi, dirigendosi verso Piața Alba Iulia, vi può capitare di andare a mangiare al ristorante "Da Giulio" alla Strada Popa Stoica din Farcaș, dove si mangia divinamente e dove si ritrovano gli italiani residenti a Bucarest: noterete anche in questo locale (dove ho mangiato decine di volte) che i nostri connazionali sono quasi tutti (o tutti) in gruppi di maschi o da soli e, se c'è qualche imprenditore italiano nella tavolata, nulla lascia pensare che abbia una relazione con una delle sue dipendenti che vada al di là del rapporto di lavoro. E la maggior parte di loro sono residenti, quindi in una condizione di vantaggio notevole rispetto ai turisti che trascorrono in città un tempo limitato.
Per quanto riguarda la vita notturna di Bucarest c'è sicuramente chi è più aggiornato di me, però nessuno mi sembra che abbia mai citato, al di là dei consueti locali notturni, la zona studentesca di Bulevardul Regiei dove ci sono diversi locali nei quali non ci sono turisti, ma solo studenti.
Io in un anno e mezzo di permanenza a Bucarest, dopo essere stato in otto diversi alberghi, dopo aver vissuto in appartamento per otto mesi, dopo aver conosciuto centinaia di italiani turisti o residenti in città, posso dire di aver visto solo dei siciliani sulla ventina conosciuti all'hotel Tempo che sono riusciti a rimorchiare in discoteca. Andavano forte con le ragazze anche i ragazzi residenti che studiavano odontoiatria alla Titu Maiorescu, che guardacaso sono anche gli italiani che meglio parlano rumeno in città. Per il resto la città brulica di italiani soli o in gruppi di maschi in cerca di donne, aggiungo con una evidente faccia che esprime tutta la loro frustrazione.
A Bucarest, da quello che ho potuto vedere durante la mia permanenza, va meglio ai turchi con le ragazze, ad esempio c'è, o meglio c'era fino a tre anni fa, un locale notturno, il Deja Vu su Bulevardul Nicolae Bălcescu, frequentato da un certo numero di mediorientali che avevano sempre fighe al loro seguito. Una situazione analoga al Deja Vu per gli italiani non l'ho mai vista nella capitale rumena.
In conclusione Bucarest rimane un'ottima città dove imparare il rumeno (forse l'unica città rumena, se si vogliono seguire dei corsi di rumeno in classe con altri stranieri), una città da visitare a chi per svariate ragioni piace la cultura rumena, una città dove il trasporto pubblico funziona discretamente, ma per cercare la fidanzata rumena, è molto meglio l'Italia dove le rumene arrivano sole, in condizioni economiche disagiate, mentalmente disposte ad iniziare una vita in una terra straniera e voi italiani avete la casa, la macchina ed un lavoro in linea di massima migliore di un loro connazionale emgirato in Italia. Questo ammettendo che viviate in una zona dell'Italia dove ci sono rumene giovani, infatti dalle mie parti sono sparite da due o tre anni a questa parte.
Agli italiani residenti a Bucarest o ai semiresidenti a Bucarest consiglio di spostarsi nelle città moldave o ucraine più vicine a Bucarest (ovviamente laddove si parla rumeno, ammettendo che parliate rumeno) per cercare una ragazza da avere al proprio fianco.
Una regola generale vale a Bucarest per gli italiani, ed è una regola che conosce chi ci vive o ci ha vissuto in tempi recenti: la gente ci tiene in forte antipatia e le ragazze non ce la danno. È una regola che non la si impara dopo tre giorni, dopo una settimana o dopo un mese. In un periodo breve si avranno solo impressioni, non si riesce a conoscere la realtà di una metropoli e l'atteggiamento della popolazione nei nostri confronti. Poi ci sono tutta una serie di situazioni che non rientrano in questa regola come l'essere particolarmente giovane ed attraente, a cui si può aggiungere la condizione di chi è studente, come pure aiuta tanto girare con una macchina di grossa cilindrata, invece di arrivarci con l'aereo come fa la maggior parte di noi, ma in linea di massima la situazione del rimorchio è nera e lo si vede chiaramente dalla condizione degli italiani in città che ho precedentemente spiegato. Fortunatamente in questa nuova versione del sito si può fare una sorta di classificazione delle recensioni in base alla fascia di età di chi le scrive ed è ovvio che chi ha diciotto anni, è carino e va al liceo a Bucarest scopa e si diverte, come pure chi ne ha venti e frequenta l'università, ma si vede chiaramente che io non mi rivolgo a quella fascia di età.
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