Trapanatore

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Gold
09/10/2012 | 00:01

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Nella mia ultima scorribanda in quel di Dorsten, alla ricerca di avventure per la prima volte nei PartyTreff, non ho potuto resistere dal fare un saltino ad un nuovo FKK, che avevo già visitato anni addietro e che mi aveva lasciato tutto sommato soddisfatto. Si tratta dell'Heaven'sGate, frequentato da locali e poco conosciuto agli stranieri. Ma andiamo per ordine.

Il locale si trova poco distante dal PartyTreff, giusto una decina di minuti di macchina. Dall'esterno appare come una bella villa a due piani, con la facciata di legno bianco ed una recensione che oscura il giardino e parte della casa alla vista dei curiosi. Il parcheggio è dietro la casa, privato e tranquillo. Personalmente ho trovato pochissimi persone, non più di una decina di ospiti, per altrettante ragazze.
L'ingresso al locale è di 40 euro, ma ci sono sconticini per chi arriva prima o a sera inoltrata. Il locale, devo dire, non è male, ben rifinito, carino, pulito, ben arredato. Ha tutte le caratteristiche per essere di alto livello, peccato per un paio di pecche di cui vi racconterò. Al piano terra, non appena entrati, trovate la reception, con persone che parlano inglese e che mi chiedono se è la prima volta che frequentavo il locale. Pagato l'ingresso e ritirato l'accappatoio mi avvio al piano di sotto, dove vi sono le docce e la zona benessere. Questa è una delle parti più belle e rifinite del locale. Gli spogliatoi sono curati, così come le docce, ci sono un paio di saune, una zona relax ed un ampio whirpool. Insomma, se non fossi qui per altri motivi potrei attardarmi dedicandomi un po' al benessere del corpo. Tanto per intendersi, il livello è un gradino sotto di quello che potreste trovare a Villa Vertigo, ma comunque il locale è ben curato e rifinito. Tornando al piano terra, dopo la reception troviamo un corridoio con alcune slot-machine che conduce alla zona principale: un bar con una zona giorno nella quale sono sistemati 4-5 divanetti a due posti. Sul bar si apre anche la zona buffet, che ad orari regolari viene rifornita di cibo che purtroppo non ho avuto modo di provare. Si può quindi uscire dalla vetrata per andare in giardino, con sdraio, divanetti, una piscina con cascata, un whirpool ed una finta spiaggietta con tanto di sabbia.

E veniamo alle note dolenti. Il giardino sarebbe molto carino, ma è poco curato. L'erba è incolta, la sabbia della spiaggietta ha invaso altre zone, le piante non sono potate, ci sono foglie un po' ovunque. Insomma, un po' in disordine e trasandato. Peccato, perchè ci vorrebbe veramente molto poco tenerlo curato e gradevole. La seconda nota dolente sono le mosche. Insopportabili. Tante. Sarà per la carne alla brace che cucinano all'ora del buffet, sarà per la zona particolarmente umida, non lo so. Fatto sta che queste bestiacce appiccicose non fanno altro che posarsi sulle gambe innervosendoti non poco.
Mosche a parte, la permanenza è gradevole e rilassata, nessuno ti infastidisce e nessuno prova ad attaccare bottone. Ma veniamo al parco gnocca. Una decina di ragazze, dicevamo. Un paio veramente carine, da 8, altre con voto variabile dal sei in su. Niente male, se non per il fatto che quelle più carine, come spesso succede, sono anche quelle che prestano il servizio peggiore. Di una mi ricordavo ... in quanto incontrata anni addietro. Una vera topona ma in camera piuttosto fredda ed anonima. Dell'altra, lituana bionda con le treccine, vi dirò a breve. I prezzi sono vantaggiosi: si può stare in camera 20 minuti, per una sveltina a 30 euro, oppure la classica mezz'ora per 50 euro. Se poi vi trattenete di più non siete obbligati a pagare un'ora intera: 40 minuti fanno 65 euro, mentre l'ora arriva ad 85. Insomma, il massimo della flessibilità, se non fosse che le ragazze vi chiedono subito quanto volete rimanere, e se gli dite venti minuti si adattano di conseguenza per farvi venire il prima possibile. Personalmente ho sempre risposto che non sapevo quanto mi sarei trattenuto in camera. "Amore, quando abbiamo finito controlliamo l'orologio". E con questa risposta mi sono trovato bene. La prima preda è una russa bionda un po' cicciottella ma che mi faceva sangue. L'ho subito adocchiata al bancone, occhi bellissimi e classico viso russo. Non potevo sbagliare .... le russe mi piacciono e non potevo farmela scappare.

Mi sono pertanto avvicinato ed abbiamo iniziato a chiaccherare. Il suo inglese è molto stentato, ma comunque proviamo a capirci ed a creare quel giusto clima di simpatia necessario per una sessione indimenticabile in camera. E così è stato, signori miei. In tanti anni di onorevole carriera, in patria e ultimamente fuori confine, non posso che definire questa cavalcata una delle migliori se non la migliore in assoluto. Iniziamo con bacini, teneri ed amorevoli. Poi mi sdraio e lei comincia a baciarmi e leccarmi ovunque dalla bocca, alle spalle e quindi sempre più in giu. Arrivata alla parti bassi ha iniziato un lavoretto di bocca sublime, soffermandosi su testicoli, scroto, giochicchiando con gli attributi, il tutto con partecipazione e senza nessuna fretta. Poi è stato il mio turno, l'ho messa supina ed ho iniziato a leccargli la passerina già di per se bella umida. Quando il clima ha iniziato a riscaldarsi mi sono messo il cappuccio ed abbiamo iniziato una cavalcata memorabile, prima alla missionaria, poi con lei sopra in varie posizioni, poi di nuovo alla missionaria. Non so per quale motivo tardavo a venire, forse era troppo bello perché finisse tutto. Lei era partecipe e assecondava il ritmo. Il caldo era soffocante ed i nostri corpi erano immersi nel sudore, ma lei sembrava compiaciuta da questa situazione. Ricordo una sublime massaggiata di tette, mentre lei era supina e io la prendevo in ginocchio, con il corpo, le mani e i capezzoli tutti grondi di sudore. La venuta finale ha tardato ben 40 minuti ad arrivare, e mi ha lasciato stremato sul letto per almeno altri 10. Siamo rimasti in camera ben oltre l'ora, ma ho pagato i previsti 85 euro, mai soldi sono stati per me spesi meglio.

Scendiamo e gli chiedo se ha altre amiche russe. Purtroppo oggi non ce ne sono, ma mi indica la lituana. Speravo di bissare la prestazione, cosa evidentemente improbabile, e così infatti non è stato. La bionda cavallona non partecipa come la sua amica in carne, pur essendo notevolmente più bella. Non concede il dating ma solo un 69 poco gratificante vista la sua vertiginosa altezza che non mi permetteva di arrivare con la dovuta rilassatezza all'obiettivo. Il lavoro di bocca è semi-coperto e poco gratificante. Le danze successive non hanno offerto emozioni particolari, ed ho preferito interromperle vista anche la difficoltà a raggiungere un secondo orgasmo. Lei ha forse percepito la mia insoddisfazione e mi ha chiesto se con l'amica ero venuto, dicendomi di essere consapevole di non avere lo stesso carattere e la stessa predisposizione. "Va beh ... se lo dici tu sarà vero !". Pago la mia mezz'ora e scendiamo. E' tempo di riposarsi, ma non troppo. Vedo una tedesca, biondina con gli occhiali, che avevo già incontrato nella mia precedente visita, ma non ricordavo la prestazione e lascio perdere. Preferisco concludere la giornata con un altra biondina non più giovanissima ma che ispirava la mia fantasia e chiudo quindi la mia avventura con gli ultimi quaranta minuti in camera di cui ho poco da raccontarvi, in quanto piuttosto anonimi benché soddisfacenti.
Ci ritorno ? Ceeerto .... non fosse altro per incontrare nuovamente la biondina russa.
P.S: Scusate ma sono negato per i nomi.

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Gold
08/10/2012 | 23:59

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Bene, eccomi a commentare il mio secondo giorno in visita ai partytreff. Seconda ed ultima visita ..... il volo di rientro è alle porte, ma ho tutta la giornata per divertirmi. Per questa seconda avventura avevo scelto un partytreff piuttosto piccolo, non molto gettonato, ma comunque ben commentato nei forum inglesi. Si tratta del PartyTreff Dorsten, a mezz0ora di macchina da Bochum.
Arrivo verso le 11, guidato dal mio fido Tom Tom. Attenzione a chi non c'è mai stato. Il navogatore vi ferma di fronte ad una grossa struttura a due piani, che potrebbe sembrare il locale giusto, ma è troppo grande, e sembra più una casa di cura che non un bordello. In effetti trovare il locale è un po' più difficile. Dovete proseguire per la stessa strada a fondo chiuso, fino ad un bivio sulla sinistra. Prendete questa stradina e seguitela per un paio di centinaia di metri, fino ad arrivare ad un piazzale. Il PartyTreff si trova proprio li: lo riconoscete perchè una villetta a due piani, non grande (sarà 100 mq per piano, il secondo mansardato). Cancello e targa inequivocabili. Parcheggio l'auto nel parcheggio posteriore (ci sono una quindicina di posti in tutto), busso ed entro. Mi apre un ragazzotto che non capisce l'inglese e chiama una delle ragazze. Mi viene spiegato che l'ingresso tutto compreso è di 100 euro. Pago, mi viene fornito un asciugamano e indicata una scala a chiocciola. Allora, al piano di sotto ci sono gli spogliatoi e le docce (in realtà due sole).

Le chiavi dell'armadietto vengono ritirate dal personale, tanto non vi serviranno più a nulla. Al piano terra, a destra dell'ingresso c'è il bar e una zona buffet. Sulla sinistra un locale soggiorno con dei divanetti (tre). Insomma, il tutto molto a dimensione, immaginate di stare in un appartamento disposto su due piani. Dal soggiorno si accede al giardino, in realtà ampio e ben curato: una jacuzzi, un max-schermo, divanetti, sdraio e una strana sauna a forma di funghetto (ricordate le casine dello hobbit ?). Non manca una zona per la grigliata con tavolini e sedie. Mi siedo sui divanetti e vengo subito approcciato da un paio di rumene che non appena scoperto il paese di provenienza iniziano a parlarmi italiano. Meno male ... penso .... peccato per le rumene ma meno male per la lingua ... visto che qui nessuno parla inglese. Due parole sulle girls. Qui effettivamente la media non è male, per un partytreff. Confermo quindi quanto avevo già letto nei vari forum sulla qualità delle ragazze, che non sfigurerebbero in un fkk. Stiamo parlando di 7 ragazze, una rumena da 7 e mezzo abbondante, la più figa, un'altra rumena da sette pieno, altre due rumene un po' cicciottele ma con una quarta di seno, gli darei un sei e mezzo, due tedescche e una di santo domingo che si meritano la sufficienza piena. Dopo una decina di minuti di chiacchere la rumena figa mi chiede se volevo andare su. Prende lei l'iniziativa. L'altra rumena invita un tedesco che era seduto di fronte a me. Saliamo al piano superiore in quattro. Il piano è mansardato e vi sono due stanze: una piccola con un letto che poò ospitare 3-4 persone ed una più grande con un lettone dove possono sdraiarsi tranquillamente sei o più persone. Andiamo tutti e quattro nel lettone grande.

I due maschietti (io e il tedesco) ci sdraiamo e le due rumene iniziano il loro sapiente lavoro di bocca. La mia è un po' più frettolosa, noto invece che l'altra è più delicata. Si passa quindi alle danze. Il tedesco si accoppia alla missionaria, venendo cinque minuti dopo, io preferisco farmi cavalcare con uno stupendo smorzacandela. Purtroppo non riesco a venire in fretta ..... la fatica inizia a farsi sentire, e simulo un orgasmo per mettere fine alla sessione che evidentemente era durata già a sufficienza, visto che la ragazza iniziava a spazientirsi. E già .... e qui veniamo alle noti dolenti. Le sessioni non durano mai più di dieci minuti. O venite, oppure inizia il gioco di manovella: la ragazza non si fa spupazzare più di tanto .... si ritrae, prende l'olio, ve lo sparge sul pisello e inizia un lavoro di manovella a 250 battute al secondo. Se tutto ciò non bastasse viene in aiuto un altra ragazza che vi eccita strusciandosi o facendosi leccare i capezzoli. Non appena sceso, riposatomi e pronto per una seconda sessione, ho infatti sperimentato tutto quanto sopra. Ho scelto la seconda rumena, quella che era stata con il tedesco, e siamo saliti in camera. BJ coperto (a proposito, qui nessuno lo ha fatto scopero), scopatina e poi via di manovella. Riesco a venire, ma senza divertirmi più di tanto. Per farla breve .... qui l'andazzo è questo: le ragazze sono li per farvi divertire, il che significa che cercano di farvi venire il prima possibile, tutte le volte che volete, ma comunque aiutandosi sempre con olio e manovella. Voi scendete, vi riposate e se avete ancora forze risalite, quindi riscendete, vi riposate e quindi risalite. Il più delle volte non dovete neppure scegliere, sono loro che vengono da voi. Personalmente sono rimasto gran parte della giornata e le ho provate tutte. Non sono riuscito a baciare nessuna. Solo una si è fatta baciare la passerotta, ma solo per un paio di minuti. Solo con una sono riuscito a venire senza operazioni manuali di altra natura, Parlando con alcune delle ragazze ho scoperto che qui il modello è completamente diverso da altri partytreff: le ragazze non sono pagate per prestazione, ma percepiscono una sorta di fisso, giornaliero o mensile non sono riuscito a capirlo. Sono in pratica pagate per soddisfare tutti i clienti che arrivano.

Ovvio che il modello sia quello della catena di montaggio. Ovvio anche che cerchino di preservarsi per non arrivare a fine giornata stremate. Per quanto riguarda le orge e il sesso in pubblico, la logistica del locale mi ha un po' deluso: non si sale nelle camere se non accompagnati, quindi non si può semplicemente osservare altri che fanno sesso, nè ci si può aggregare ad un'orgia in corsa. Una volta in camera capita di fare sesso insieme ad altri, questi si, anzi è la norma. Ma nulla di più. In sintesi .... mi è piaciuto il locale ? Non è il mio ideale, ma per il prezzo è un'ottima occasione per spararsi 4-5 o più colpi e rimandare ad altri momenti sessioni più lunghe e passionali.

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08/10/2012 | 23:55

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Sono le 6 e decido di concludere la giornata facendo un salto ad Acapulco, uno dei miei fkk preferiti. In realtà avevo promesso ad un’amica di andarla a trovare, una ragazza conosciuta l’anno scorso che ho poi avuto modo di vedere diverse volte e con la quale continuiamo a mandarci sms e messaggini vari. Lo so, è un mio debole non riuscire ad essere distaccato, mi capita spesso di allacciare rapporti che vadano oltre la mezz’ora di sesso nel locale, ma sono fatto così …. Cerco solo di non farmi coinvolgere più di troppo. Del locale non vi racconto, visto che trovate la descrizione in altre mie recensioni. Oggi l’ho trovato piuttosto affollato, il parcheggio era pieno ed ho trovato qualche difficicoltà a trovare posto, e dentro il numero di presenze era veramente notevole. Già, è sabato, ma altre volte non ricordavo di aver trovato tante persone anche durante il fine settimana. Comunque, mi cambio faccio la doccia e cerco SWEETIE (nome di fantasia, preferisco non dire il suo vero nome), ma non la trovo. Sarà in camera, penso. Nel frattempo mi guardo intorno per decidere come passare il tempo. Tante belle ragazze, sicuramente si nota la differenza rispetto al PauschaClub, ma devo dire che vi sono anche qui dei sei stentati, che a questo punto non capisco come possano lavorare in un fkk a 40 euro quando loro colleghe devono lavorare nei partytreff per 25 o anche meno. Comunque, individuo SANDRA, bassina, magra e ben formata, una terza abbondante tutta naturale, scoprirò rumena. Purtroppo la fregatura di Acapulco è questa: ti siedi nel divanetto, inizi a chiacchierare, scopri che è rumena, capisci il bidone ma ti rompe le scatole dicendo: so che sei rumena e che in camera sarai un missile, ti saluto. A me non riesce. E allora rimango. Chiaccheriamo per mezz’ora buona sul divanetto, lei non ha fretta, e neanch’io. Nasce un certo feeling, provo a baciarla ma mi dice che bacia solo in camera. In effetti in privato bacia bene e non è frettolosa. Inizio da GFE in pratica, con baci e carezze, poi lei inizia un BJ scoperto fatto niente male. E poi le note positive si esauriscono. Interrompe il BJ poco dopo, provo a ricambiare le attenzioni ma non mi concede il daty, vuole subito scopare, e allora si riempie di crema, il che personalmente mi infastidisce. La prendo da sopra ma lei non partecipa, e allora per non vedere la sua faccia assente la giro a pecorina e finisco in questa posizione. Un mezzo missile per la partecipazione e per il fatto che non se la fa leccare, ma comunque un bel corpicino e un inizio niente male. Chissà … magari la seconda volta potrebbe essere meglio, anche se dubito.
Faccio una doccia e mi metto nuovamente in cerca di sweetie, ma ancora niente. La chiamo e scopro che si è sentita male ed è a casa. Mi invita ad andarla a trovare. Che faccio ? Perdo i 35 euro di ingresso ad Acapulco per una sola venuta ? Mi dispiace dirgli di no, anche se avrebbe potuto avvisarmi. Eco prendo la macchina, imposto il TomTom e in meno di mezz’ora sono da lei. Usciao, facciamo due chiacchere, ci prendiamo qualcosa da bere, chiacchieriamo, qualche bacetto qua e la e la serata si conclude in amicizia. Domani mi chiede se sono libero e se facciamo qualcosa, visto che non può lavorare per la sua indisposizione. Ci penserò …. ho un programma da portare avanti !

Trapanatore
Gold
08/10/2012 | 23:53

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Allora, il navigatore, impostato al civico 37, vi conduce quasi alla fine di una strada chiusa. In realtà dovete preseguire fino in fondo e prendere una stradina pavimentata sulla sinistra per altri 300 metri circa. Seguite comunque le indicazioni del civico 37, scritte a caratteri cubitali rossi, facili da vedere. Si tratta di una zona industriale nella periferia di bochum, sembra strano vi possa essere un partytreff, ed in realtà è piuttosto nascosto ed anonimo. Arrivate in un parcheggio con una trentina di posti auto ed il locale che sembra un cubo rosso di due piani. Caratteristiche distintive il consueto cancello di metallo, che non ho mai capito per quale motivo ma distingue tutti i locali di questo genere, ed un bel murales di una ballerina sulla fiancata del locale. A proposito di parcheggio: al mio arrivo era tutto vuoto, ma avevo letto che è bene arrivare all’apertura del locale, perché il posto si riempe subito e i proprietari rispettano un rapporto rigoroso tra ragazze presenti e clienti. Quindi, se c’è troppa gente, non si entra, soprattutto se non si è clienti abituali tedeschi, che pare abbiano in questo caso la precedenza. Non posso dirvi se queste voci sono fondate, nel mio caso sono stato il primo ad arrivare, e dopo essermi trattenuto un po’ nel parcheggio per osservare che aria tirava, sono entrato tra i primi nel locale.

Sono le 11,15. Mi sono affrettato ad entrare in quanto le macchine iniziavano ad arrivare in rapida sequenza. Mi apre una signora bionda grassottella sulla cinquantina abbondanti, una delle proprietarie, scoprirò insieme ad un'altra signora più anziana che in realtà sembrava un uomo. Parla inglese, e mi chiede se ero già stato nel locale. Dico di no, e mi spiega che per 100 euro posso andare con tutte le ragazze che voglio, mangiare e bere. Chiedo di pagare 150 per tutta la giornata, ma mi consiglia di fare l’entrata per tre ore e poi eventualmente estendere. In effetti avevo letto che all’ingresso spingono per non fare subito il giornaliero, e qualcuno ipotizzava che il motivo fosse il desiderio di fare in modo che le persone si trattengano nel locale non più di tre ore per dare modo agli altri di entrare. Può essere, ma in realtà a me è venuto in mente un altro motivo: forse hanno avuto delle lamentele per il numero e la qualità delle ragazze, non sufficiente ad intrattenere una giornata intera gli ispiti, ed allora preferiscono che il cliente si faccia prima un’idea e poi decida autonomamente se rimanere o reputare sufficiente le tre ore. Veniamo al locale: subito dopo la reception ci sono gli spogliatoi, quindi sulla sinistra le docce, sulla destra una sauna, dritto si entra nel locale principale, un soggiorno con un bar e dei divanetti. Uscita sul giardino con tavolini, sdraio, una pisci netta fuori terra ed un gazebo. Piccolo ma ben curato. Al piano di sopra un altro soggiorno, più piccolo, con dei divanetti e l’angolo buffet.

Quindi le camere, una diecina, ed un locale/cinema dove avvengono gli spettacolini, ma di questo vi racconterò dopo. Il locale è ben arredato e ben tenuto, nella media degli fkk che ho visitato, forse l’arredamento e le pareti sono un po’ pacchiane per i miei gusti, ma tant’é. Il buffet è discreto e presenta una selezioni di formaggi, salumi, wurstel e bibite analcoliche (nel frigorifero in basso, io all’inizio non l’ho visto). L’unica nota dolente è il caldo. Sno capitato in una giornata caldissima, fuori c’erano 37 gradi, e all’interno niente aria condizionata. Questo significa che con l’arrivo delle persone il locale è diventato una fornace, i pochi ventilatori non erano sufficienti ad arieggiare le stanze e tutti si boccheggiava, si sudava, si continuava a fare docce gelide. Insomma, un vero handicap. Mi hanno detto che metteranno l’aria condizionata a breve, ma comunque informatevi, senza diventa un crematorio in una giornata come quella di oggi. Ma veniamo alle presenza femminili. In realtà mi attendevo un lineup non ai livelli degli fkk, ma nemmeno scadentissima, vito le recensioni positive lette sul locale. Quello che ho trovato mi ha un po’ deluso. Diciamo che non vi erano cessi da insufficienza netta, ma nemmeno dei sette meritati. Darei un sei più o meno meritato a tutte, qualche sei e mezzo, un unico sette, ad Alexandra, che come a breve vi dirò ha costituito il jolly della giornata.

Senza di lei mi sarei fatto un’idea completamente diversa del locale. In tutto vi erano 6-7 ragazze, forse 8 nell’ora di punta. I clienti hanno raggiunto e superato la trentina di unità, quando sono uscito ho notato il pannello delle chiavi degli armadietti: contiene 50 chiavi e ne rimanevano disponibili ben poche. Inizio prorpio con Alexandra. Saliamo in camera dopo qualche chiacchera in perfetto inglese e inizia subito un pompino scoperto. Mi dice che non bacia ma posso finire in bocca. Ottimo inizio, allora. Mi faccio succhiare per un po’, poi chiedo di baciargli la patatina. Me lo concede ma per pochissimi minuti, quindi mi continua a succhiare fino a farmi venire. Ottima sensazione, ingoia tutto con gusto, mi dice che gli piace e non capisce le altre ragazze che non lo fanno. Scoprirò poi che questa sua “particolarità” la rende la star del locale, nessun altra si comporta come lei. Mi riposo e poi continuo subito le danze con una rumena, quindi con un'altra ancora, di cui non ricordi i nomi. Le prestazioni sono tuttavia da dimenticare: BJ coperto, nessun bacio, poco partecipi, desiderose solo di farti venire subito. Noto effettivamente la differenza di comportamento rispetto ad un fkk. Mi informo con le ragazze sul modello di business del locale e vengo a scoprire che vengono pagate non a forfeit giornaliero, bensì per ogni prestazione in camera. Ma quanto ? Non mi torna, se prendessero a esempio 25 euro a prestazione, basterebbero 4 salite in camera per mandare il locale in perdita. In realtà una di loro mi spiega che innanzi tutto non tutti i clienti sfruttano il biglietto andando in camera con tante ragazze, molti vengono per incontrare la loro o le loro preferite. Oltre a ciò il prezzo/prestazione non è sempre lo stesso e viene stabilito a fine giornata in funzione di quanto sono state le entrate del locale e le prestazioni complessive. In pratica il locale non ci rimette mai, prende il suo guadagno e divide il resto tra le ragazze in maniera proporzionale e quante volte sono state in camera. Ingegnoso.

Non ci avrei mai pensato ! Scoperto l’inghippo mi comporto di conseguenza. Due rumene vogliono venire in stanza insieme, ok acconsento, tanto ho già pagato. Una ricordo si chiama Claudia, all’inizio un po’ scontrosa, ma simpatica e un po’ matta. Prestazione nella norma, ma si diverti e partecipa alle danze. Nella stanza c’era un dildo e ci siamo messi a giocare anche con quello. Lei si è affacciata alla finestra che dava sul giardino e faceva la stupida facendosi vedere con il fallo messo sopra la passera. Ma non è finita qui: ogni due ore viene organizzato lo spettacolino, in realtà una sorta di orgia nel locale al primo piano. La protagonista è una ragazza a turno, oggi era la volta di Alexandra. Lei è disponibile sul divanetto e cerca di soddisfare tutti quelli che gli si avvicinano, mentri gli altri guardano. E’ bravissima di bocca, e nel giro di mezz’ora ne avrà soddisfatti una decina. Io ero appena stato in camera e poi mi vergognavo un po. Ma al secondo spettacolo ho osato anch’io e mi sono fatto fare una pompa davanti a tutti per poi chiedergli di cavalcarmi sopra. Lei gode come una matta, anche perché in mezzo’ora spompina e prende siluri da tutti, non so proprio come possa riuscirci. Dopo il secondo spettacolo l’ho vista stremata. Ma non era meglio se mandavano qualche altra ragazza a dargli una mano ?

Continuo la mia giornata, il locale continua a riempirsi, fa sempre più caldo, vado con un altro paio di ragazze, ma non riesco a venire e loro si stramazzano sul letto per l’afa e la mancanza d’aria. Decido di concludere quest mia prima visita a un partutreff dopo circa 6 ore, una decine di “accoppiamenti” e cinque venute. Come riflessione finale posso dire che per 150 euro ne vale la pena, le ragazze non saranno bellissime ma non sono neppure dei cessi, ci si diverte, si mangia e si guarda il sesso fatto in pubblico, se si vuole si parteipa all’orgia Certo, se non ci fosse stata Alexandra le prestazioni sarebbero state tutte sotto la sufficienza, fatta eccezione quella di Claudia. Non so, forse il caldo, o forse comunque devo farmene una ragione, visto il modello di prezzi differente rispetto ad un fkk.

Trapanatore
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08/10/2012 | 23:52

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Dopo diverse trasferte in quel di Germania alla volta degli FKK ho casualmente letto alcune recensioni di PartyTreff. Avevo sempre scartato questi locali, in quanto associati a sesso in pubblico e sesso di gruppo, orge in pratica, ed il sesso in gruppo non faceva per me. Leggendo le recensioni ho invece scoperto che la caratteristica di questi locali, più che essere la tipologia di sesso praticato, è lo schema di prezzo applicato: piuttosto che pagare ogni singola ragazza si paga solo l’ingresso, e si fa sesso tutte le volte che si vuole con tutte le ragazze che si desidera, e non è detto che lo si debba fare in pubblico; ci sono anche le camere. Ed allora mi sono incuriosito ed ho iniziato ad informarmi per poi programmare una trasferta alla volta dei PartyTreff. Come dicevo in alcuni partytreff praticano il sesso pubblico e quello di gruppo, in altri ci sono le camere nè più nè meno come in un normale fkk. Ho deciso di iniziare la mia visita con uno di questi ultimi, ma visto he nella vita si deve sperimentare di tutto, almeno una volta, non mi farò mancare niente e proverò anche un partytreff con orge e quant’atro ad esse connesse. Bene, si parte, arrivo con la solita fidata Ryanair all’aereoporto di Weeze, che oramai conosco a memoria. Esco nell'atrio principale e mi avvio subito al box hertz dove ritiro la mia autovettura. Suggerimento per chi non fosse pratico nella prenotazione tramite hertz: fate il checkin online, cosi’ l’impiegata non dovrà digitare tutti i vostri dati, li troverà già al computer, e si limiterà a controllare la vostra patente e darvi le chiavi e il contratto. In tutto non più di tre minuti. Ritiro l’auto, avvio il navigatore e imposto il viaggio per il BuaschaClub di Bochum. Tempo di viaggio previsto un’ora e dieci minuta circa. Impiego in realtà un’oretta e arrivo a destinazione prima dell’apertura del locae, fissata alla ore 11.

Trapanatore
Gold
08/10/2012 | 23:51

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La trasferta è stata breve, devo già ripartire per l'Italia, ma l'idea di essere tornato in Germania senza passare ancora un po' di tempo con Mia non mi andava giu. Ed allora sono tornato di volata a Villa Vertigo, dove sapevo l'avrei trovata libera in mattinata. Non mi dilungo in particolari, di Mia vi ho già raccontato tutto nei miei precedenti post. Sono stato circa due ore in camera, abbiamo fatto di tutto e di più. Forze anche troppo, perché io corro sempre il rischio di infatuarmi delle ragazze con cui trovo un certo feeling. Ci scambiamo i numeri di telefono, nella speranza di programmare i prossimi incontri. Ma non la rivedrò più ed il suo cellulare rimarrà per sempre spento. Dovunque tu sia nel mondo, Mia, spero tu stia bene.

Trapanatore
Gold
08/10/2012 | 23:50

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Come seconda tappa decido di far visita al Villa Vertigo, dove mi ero trovato piuttosto bene la volta scorsa. Incrocio Mia, ma è occupata. Del locale vi ho raccontato tutto nel mio precedente resoconto di viaggio, quindi non mi dilungo. Vi dico solo che il giardino esterno con la bella stagione è diventato ancora più bello, con la piscine e ampi spazi dove riposarsi e prendere il sole. Nel patio hanno realizzato una zona barbequee, dove ho avuto modo di apprezzare un’ottima grigliata e della pasta gratinata tutto sommato niente male. La qualità del cibo è sicuramente tra le migliori testate negli fkk tedeschi. Mangio di gusto, quindi passo all’azione. Noto una ragazza che appare russa, dalla carnagione chiara, seduta di fronte al bar. Si chiama LORENA, e non è russa bensì rumena. Quando me lo dice ero tentato di abbandonare il campo di battaglia, vite le recenti esperienze poco esaltanti con le ragazze rumene, ma poi ho deciso di tentare. Ho trovato piuttosto difficile rompere il ghiaccio, all’inizio lei da poca confidenza. Ma poi ci siamo affiatati ed abbiamo chiaccherato per più di mezz’ora, ridendo e scherzando. Lei è simpatica, un po’ matta, aperta ad ogni tipo di esperienza, dice che gli piace il sado-maso, ma anche l’amore di gruppo, che gli piace farsi gli amici del suo ragazzo e quant’altro.

Probabilmente mi ha preso in giro raccontandomi un sacco di frottole, ma un po’ matta lo è davvero. E’ giovane, 21 anni, 1.70 circa, capelli neri lunghi e lisci. Ha la pelle Bianca, la riconoscerete senz’altro, usa un rossetto rosso accesso. In camera siamo stati bene per circa un’ora. Bacia, ma non alla francese, per il resto si lascia coinvolgere molto. Ha una seconda di seno, morbida al punto giusto. Gli piace essere baciata, e si concede al daty che gradisce. Uso prima un dito, poi due, ed I movimenti ritmici sempre più veloci le donano tremiti di piacere. Ms non raggiunge l’orgasmo. Meglio così che qualche urletto simulato, che odio. Non posso dirvi come lavora di bocca, perchè lei, eccitata, mi incappuccia e mi monta immediatamente.

Molto partecipe rischia di farmi venire subito. La blocco e gli chiedo di cambiare. Mi metto alla missionaria, e cambio in sequenza qualche posizione con me sopra fino alla venuta finale. Qualche carezza, qualche chiacchera, pago il centino e mi accomiato soddisfatto. Inizio ad essere stanco, la giornata è stata piuttosto lunga, ed il viaggio snervante. Il locale chiude all’una ed è quasi mezza notte. Non posso abbandonare il campo di battaglia con una sola timbrata, ma la scelta inizia a scarseggiare. Ci saranno una decina di ragazze a quest’ora, le altre sono tutte in camera con I clienti oppure sono già andate via. Decido allora di cedere alle tentazioni di RAMONA, ungherese, 1.65 circa, prima di seno, 27 anni. Non bella, ma simpatica. Mi blocca al bar e mi dice di essere sola. Bene, anch’io sono solo gli rispondo. Chiaccheramo amichevolmente e si crea il giusto feeling. Cosa posso fare per te, mi chiede ? Un bel blow job lento lento, gli rispondo, visto che le forze sono allo stremo, e l’idea di starmene sdraiato senza far fatica godendomi le altrui attenzioni mi stuzzica parecchio.

Detto fatto. Saliamo in camera. Ci facciamo una doccia. Lei bacia solo superficialmente, ma la piace essere baciata. Prima di concederemi alle sue attenzioni mi presento alle sue parti basse, per poi distendermi e lasciarla fare. In effetti il lavoretto è buono, lento e umido al punto giusto. Non affonda I colpi, e dopo un po’ mi rendo conto che non sarei mai venuto in quell modo. Lo capisce anche lei, che mi chiedo se voglio finire scopando. Mi incappuccia e mi monta sopra, dove finalmente raggiungo il mio quinto piacere gionaliero. Stanco saluto, mi faccio la doccia, mi vesto e mi dirigo in albergo.

Trapanatore
Gold
08/10/2012 | 23:49

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In questa trasferta tedesca ho frequentato principalmente due locali: Golden Time e Villa Vertigo. Segue il resoconto delle mie avventure.

GOLDEN TIME

Vi chiederete perchè sono tornato al Golden Time visto che non ne avevo parlato bene. Ebbene, rileggendo le positive recensioni mi è venuto il dubbio di essere stato poco oggettivo, di aver avuto una impressione falsata dal fatto che ero stato al locale in un mese freddo senza la possibilità di godere del giardino; insomma ha voluto ritentare per confermare o rivedere il mio giudizio. Nulla di meglio che andare al locale di giorno, quando ancora c’è il sole. Arrivo in dieci minuti dall’albergo, parcheggio internamente ed entro. Noto subito un’atmosfera diversa, più “diurnal”. La musica è meno da discoteca, tutto è più illuminatao, il giardino è fruibile ed il sole permette di stare a riposarsi sulle sdraio. Sicuramente un’atmosfera migliore dell’altra volta. Not o il numero delle persone, soprattutto degli uomini: sono veramente tanti. Ci saranno state una trentina di ragazze ma oltre 100 uomini. Un rapporto 1 a 3 o forse anche di più. Certo, alcune ragazze saranno in stanza, ma con altrettanti uomini, quindi la predominanza maschile era comunque evidente. Le ragazze erano tutte discrete, nessuna insufficienza, ma ho stentato a trovare qualche rara bellezza. Insomma, tutte nella media. Incrocio subito SANDRA, che mi saluta, dicendomi che si ricorda di me, che sono italiano e che l’altra volta gli avevo promesso che saremmo stati insieme. Ricordo allora che avevamo parlato per qualche minuto la volta scorsa, e che avevo inventato qualche scusa perchè la ragazza non è propriamente bellissima.

Che memoria … ma com fa a ricordarsi di tutti a distanza di mesi ? Memoria fotografica, risponde lei. Devo pur iniziare con qualcosa, e come sapete la prima volta si va poco per il sottile, quindi decido di non rimangiarmi la promessa. Lei è Indiana, bassina, mora, sulla trentina, capelli mossi quasi ricci, molto truccata sugli occhi. Visto che c’è il sole mi chiede se vogliamo spostarci a fare due chiacchere in giardino. Acconsento. Mi porta nella zona destra, più riservata. Ci sono un paio di sdraio dietro delle piante. Ci sediamo li. Mi viene il dubbio che abbia intenzione di fare le cose serie all’aperto …. Ma incuriosito la lascio fare. Mi salta subito addosso e ci baciamo. Teneramente, un bel bacio alla francese che lei apprezza. Poi cerca la carta, ma non la trova. La carta, penso, ma vuoi vedere che questa Indiana vuol farmi un bel lavoretto di bocca proprio qui in giardino ? Si alza e la va a prendere in un posto li vicino proprio mentre arrivano due uomini che si mettono a sedere su alcune sdraio poco distanti. Lei ritorna, gli dico che c’è gente e come tutta risposta mi propone di rilassarmi e di fregarmene, tanto qui siamo in un sex club. Ma si, penso, chi se ne frega, non mi conosce nessuno, e poi stavo bene sdraiato al sole, e mi faceva fatica alzarmi per spostarmi in camera. Così l’ho lasciata fare. Senza indugi mi apre l’accappatoio e inizia un lavoretto niente male, non eccelso ma neppure da principiante. Arriva altra gente, ma chi se ne frega. Lei continua e mi chiede se voglio venirle in bocca, io ero piuttosto attizzato e volevo farmela. Lei capisce, si sposta le mutandine e mi viene sopra. Così, attorniato da tre uomini almeno, lo facciamo nel giardino, con lei ansimante, io un po’ meno per non dare troppo nell’occhio. Non se se I tre uomini ci stessero guardando, perchè ero sdraiato, forse non gliene fregava niente. Comunque lei si toglie il reggiseno per farsi accarezzare il seno, non troppo sodo visto l’età ma piacevole. In breve concludo la mia prima fatica della giornata, e per nulla imbarazzato dal vicinato (stranamente…..era la prima volta e generalmente sono piuttosto riservato) ci concediamo qualche carezza per poi accomiatarci. Lei è una sufficienza stentata dal punto di vista fisico, ma tutto sommato mi ha regalato un’esperienza interessante. Affamato mi sposto al buffet, organizzato nel tendone del giardino, e posso apprezzare una sorta di spaghetti stracotti con un condimento di funghi, pollo e verdure. Insomma, una roba da tedeschi. Dopo essermi riposato faccio un giro del locale e scopro il cinema che l’altra volta non avevo trovato: è praticamente dall’altra parte del salone centrale, oltre il giardinetto interno con la sauna e l’idromassaggio.

E’ piuttosto piccolo e credo che non si presti bene a manovre particolari, a meno di non essere esibizionisti. Nel frattempo il locale si riempie, visto che fuori inizia a fare freddo. Il Calare del sole porta le persone all’interno, ed il fumo delle sigarette, la musica, la confusione, I troppi uomini, rendono nuovamente l’atmosfera poco rilassante. In pratica percepisco nuovamente la sensazione di claustrofobia provata durante la mia prima visita. Difficile trovare un divanetto dove riposare tranquilli, decido di circumnavigare il locale. Mi incrocia IVON, polacca, bionda, occhi azzurri, 1.70 circa, capelli lisci di media lunghezza, che porta raccolta a crine di cavallo. Avrà una prima di seno, dice 25 anni ma forse ne ha qualcuno di più. Mi invita subito in camera, e visto che le polacche mi hanno sempre dato buone soddisfazioni cedo alla tentazione. In camera si rivelerà solo discreta. Bacia, anche alla francese, ma in maniera piuttosto meccanica. Si fa baciare il seno, e le piace. Mi concede il daty, le piace, ma non si lascia coinvolgere più di tanto. Provo a usare le dita ma non me lo concede. Visto che la cosa non procede gli chiedo di passare all’azione. Il lavoretto di bocca è discreto, poi mi incappuccia e mi viene sopra. Decido di non fare il virtuoso e di utilizzare questa unica posizione, che manteniamo fino alla venuta finale. Discreta esperienza, lontana dal miglior GFE mai provato, ma tutto sommato piacevole.

Doccetta, una mezz’ora di riposo e sono pronto per la mia terza avventura. Nel frattempo il locale è diventato invivibile. La sala centrale una nuvola di fumo. Uomini ovunque, la sauna è piena, si fa fatica a camminare negli spogliaoti, insomma una vera baraonda. E’ vero, era domenica, ma vi assicuro che sembrava di essere al mercato del sesso. Proprio di fronte al cinema incrocio SABRINA, ungherese, castana, delle belle pere seconda misura, occhi blu. Decido di seguirla in camera, e mi porta in una delle casettine di legno presenti in giardino. Si rivelerà il primo mezzo missile della trasferta. Bacia appena, non alla francese. Inizia subito lei le manovre, gli chiedo il 69, lo concede, ma non partecipa. Anzi, fa di tutto per farmi venire il prima possibile, alternando il lavoretto di bocca con un’azione di mano fin troppo accellerata, quasi spiacevole. Indispettito gli chiedo di incappucciarmi, visto che non avevo nessuna intenzione di finire con un lavoretto di manovella. Mi viene sopra, dove inizia una lunga cavalcata poco partecipe. Insomma, un mezzo missile, mi dispiace ammetterlo ma il radar ha funzionato male. Faccio la doccia e mi cambio nella fiumana di gente che arriva e che continuamente mi costringe a spostarmi. Una vera bolgia. Esco dal locale tirando le somme e confermando la mia opinione iniziale: si tratta di un mercato del sesso. Grande confusione, ma anche grande scelta di ragazze.

Musica alta, fumo, locale claustrofobico, le ragazze non sono disponibili a fare tante chiacchere, o si va in camera o ci si saluta …. Difficile trovare un posto dove rilassarsi. Certo, di giorno il giardino aiuta, e stare all’aperto è piacevole, ma la sostanza non cambia. Capisco che tutte le opinioni sono personali, ma a me il Golden Time non piace. Confermo.

Trapanatore
Gold
08/10/2012 | 23:48

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Il Viaggio "FKK NO LIMITS" che vi ho raccontato risale ormai ad un paio di anni fa. Mesi dopo il primo tour sono riuscito ad organizzarne un altro. Anche in questo caso il racconto è "in differita", tenetene conto nei riferimenti a ragazze o situazioni.

VIAGGIO E SISTEMAZIONE IN HOTEL

Avendo un paio di giorni a mia disposizione sono riuscito ad organizzare in fretta e furia una trasferta in Germania. L’ultimo tour mi aveva condotto in alcuni posti che mi erano piaciuti, altri un po’ meno, ed il desiderio di confermare o ritoccare le impressioni del viaggio scorso era forte. Decido allora di organizzare il viaggio nella stessa zona piuttosto che esplorare territori nuovi, decisione peraltro piuttosto obbligata visto che all’ultimo momento la disponibilità di voli, soprattutto economici, non era tantissima. Trovo un andata e ritorno per Eindhoven a meno di 100 euro tutto compreso e la blocco “al volo”. Parto da Pisa con un aereo pieno di gente, scoprendo che la tratta è piuttosto gettonata. L’aereoporto di Eindhoven è piuttosto piccolo, come quello di Maastricht. In pratica una pista di atterragio, una sala per il ritire dei bagali e l’atrio di ingresso, dove trovo subito il bancone della hertz per il ritiro della mia autovettura. La signorina al banco è olandese e parla inglese in maniera piuttosto incomprensibile. Doveva tra la’ltro avere le sue cose, perchè era piuttosto nervosuccia e per nulla gentile.

Di pochissime parole mi fa firmare il contratto, fotocopia la mia patente, mi carica altre 150 euro di cauzione carburante e mi da le chiavi della macchina …. Arrangiati ! Dimmi per lo meno dove è parcheggiata, penso ! Va beh… non fa niente, il parcheggio di fronte all’aereoporto è piccolo e trovo subito la macchina, accendo il navigatore, che anche questa volta mi ero portato da casa aggiornandolo con le ultime mappe e stazioni autovelox, e sono subito in partenza. Il viaggio verso l’albergo, l’hotel lenhsen che avevo già sperimentato la volta scorsa, è di circa un’ora. Voglio avvertire chi dovesse volare su Eindhoven e quindi spostarsi in Germania: state attenti ai lavori in corso in uscita dallaereoporto e per i successivi 20 chilometri circa, stanno rifacendo svincoli e passaggi autostradali, ed il fido navigatore va in panne …. La cartine non sono aggiornate e per un paio di volta ho sbagliato strada. Vi conviene seguire le indicazioni per Maastricht …. Evitate di prendere altre strade … come purtroppo mi è siccesso. Comunque, perdo un quarto d’ora a causa delle inversioni che sono costretto a compiere, ripercorro parte delle autostrade già viste durante il precedente viaggio, tra le campagne olandesi, entro in Germania e in breve sono alla reception dell’hotel. Sull’hotel vi rimando alla recensione già fatta, piccolo, economico, con l’indispensabile per trascorrere un paio di nottate. Anche questa volta nessuna connessione internet, benchè pubblicizzata. La camera è più piccola dell’altra volta, una singola con un lettone a una piazza e mezzo. Mi sistemo e parto per la prima meta della giornata

Trapanatore
Gold
08/10/2012 | 23:47

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CONCLUSIONI FINALI

7 giorni completi di tour, senza soste o interruzioni, 16 locali visitati, più di 30 incontri, insomma un ritmo che sicuramente definirei provante. Sapevo che sarebbe stato difficile concludere il tour già in fase di preparazione, ma durante il viaggio me ne sono ben reso conto. Per me il momento più difficile si è presentato a metà del viaggio, quando ho vermaente avvertito la stanchezza. Per diversi giorni non pensate e non fate nulla se non sesso. Aggiungete gli spostamenti e dopo 3-4 giorni si prova una sensazione di spossatezza, se vogliamo anche un’intenso desiderio di fare qualcosa di diverso. E’ un po’ come se ci si imponesse di continuare a mangiare dopo un’abbuffata. Quella meravigliosa pietanza che tanto abbiamo desiderato, a pancia piena non è più appare più così attraente, ci trasmette anzi una sensazione di indifferenza. E’ così che mi sono sentito dopo I primi giorni del tour. Tante belle ragazze, sesso a volontà, e dopo un po’ si perde l’entusiamo iniziale, si perde l’eccitamento, lo slancio, il desiderio. Ma poi succeed una cosa strana.

Ci si abitua, si supera la sensazione di distacco, si entra in una seconda fase in cui alla stanchezza subentra una sorta di meccanismo di auto-difesa che adegua il fisico al ritmo che gli stiamo imponendo. In pratica è un po’ come il maratoneta: dopo aver superato una fase iniziale di stanchezza, il fisico entra a regime, e quasi anestetizzato continua ad andare Avanti allo stesso ritmo. E cs’ dal terzo-quarto giorno sono giunto fino al settimo. Ripeto, queste sono le sensazioni che ho provato, alcuni di voi potrebbero provare lo stesso grado di eccitazione fino alla fine della settimana, altri potrebbero stancarsi prima. Personalmente posso riportarvi quell ache è stata la mia esperienza. Stanchezza a parte, credo che il tour mi abbia permesso di avere una panoramica poiuttosto ampia dell’offerta degli FKK e Sauna Club in terra tutonica, in NWR in particoalre. Il tour mi ha permesse di visitare un’estrema varietà di locali, dai più grandi e rinomati a quelli piccoli e familiari, dai classici Sauna Club, alle case chiuse ed alli appartamenti gestiti da orintali, dai nuovi locali a quelli che un tempo erano parte del circuito Red Carpet. Ho escluso a priori I Partyref, in quanto, come ho già avuto modo di raccontarvi, non sono il mio genere di locale. Il costo del tour non è stato indifferente, sicuramente non economico. Ma è tanto che sognavo di realizzare questo sogno, ed una volta tanto nella vita bisogno sicuramente osare.

Non so se riprogrammerò una vacanza così lunga in visita agli FKK tedeschi, molto più probabilmente mi limiterà a visite di due-tre giorni ai locali che più mi sono piaciuti. Ma se doveste chiedermi se rifare il tour e se sono soddisfatto dell’esperienza fatta e dei soldi spesi, la risposta è si. Spero di aver anche contribuito in qualche modo a dare informazioni alla comunità internet che tanti suggerimenti mi ha fornito nei forum e nei siti specializzati. Questo voleva essere il mio modesto contributo. Spero possa essere di aiuto a qualcuno. Le informazioni riportate sono sicuramente soggettive, ma credo che leggere le esperienze vissute in una molteplicità di locali, diversi da loro, da parte di una stessa persona, renda più oggettivo il quadro d’insieme. Diverso sarebbe leggere la recensione del locale Y dal signor Bianchi e quella del locale X dal signor Rossi. Ognuno ha la sua opinione ed I propri gusti. Sono ovviamente graditi tutti I vostri commenti.

Trapanatore
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08/10/2012 | 23:45

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VILLA VERTIGO

Come sapete avevo deciso di sfruttare questa giornata per visitare uno o più locale nei quailero già stato e in cui mi ero trovato bene. Decideo allora di tornare al Villa Vertigo, per incontrare nuovamente MIA, con cui ero stato molto bene. La trovo seduta con un cliente, mi saluta e gli mando un bacio ed un sorriso. Dopo pochi minuti viene a dirmi che è impegnata e se posso attenderla. Ceerto che si ! E così, dopo poco, eccomi di nuovo in camera con lei. Abbiamo ripetuto tutto quanto fatto la volta scorsa, per cui non mi dilungo. Posso solo dirvi che la seconda volta è stata molto meglio della prima. C’era già un certo feeling, e le carezze,I baci, gli abbracci, erano tutti molto veri e spontanei. Insomma, più che un rapporto GFE simulato sembrava un rapporto vero. Sono stato due ore in paradiso e mi sono ripromesso di tornare a trovarla. Chissà, magari in una mia prossima avventura in terra teutonica. Ormai il mio viaggio è giuntoi al termine.

SISTEMAZIONE IN ALBERGO E PARTENZA

Arrivo verso le 10 di sera al Tulipp In di Maastricht. Lascio la macchina al parcheggio dell’Hertz e faccio il check-in in albergo. L’hotel è piuttosto spartano, le camere sono all’estrno, danno direttamente sulla strada. Insomma, una soluzione di fortuna per dormire qualche ora prima della partenza. Da scegliere per partenze la mattina presto, da evitare se si cerca il confort di altre sistemazioni. State attenti al prezzo, perchè aggiungono 5 euro per il parcheggio (che nel mio caso non avevo utilizzato), 2 euro di tasse e, se fate colazione, 13,5 euro per un buffet che non vale nemmeno la metà di quei soldi. Poche cose, prosciutto salta, uova fritte secche, insomma uno dei peggiori buffet che ho avuto modo di gustare (e, ahime, pagare). Puntuale mi reco all'imbarco, dove il puntuale volo ryanair mi riporta a casa a conclusione di questo lungo, stancante ma appagante tour.

Trapanatore
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08/10/2012 | 23:45

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SVEGLIA E PREPARATIVI

Anche stanotte non ho dormito bene. Il letto era comodissimo, ma ilpiumone mi faceva un po’ caldo e un po’ freddo. Faccio un’abbondante colazione, niente male il buffet, quindi mi preparo per la giornata. Oggi, come ho già avuto modo di rappresentarvi, avevo programmato di rivistare alcuni dei locali che più mi erano piaciuti. In realtà ho deciso di aggiungere un altro bel posto al palrmares della spedizione. Ebbene si, perché chiacchierando chiaccherando con qualche conoscenza fatta nei locali ho scoperto che hanno aperto un nuovo locale vicino Dusseldorg, Acapulco, che promette veramente bene. Ho visto il sito internet e dalle foto vale la pena una gita. Si trova nella zona dell’aereoporto, a nord-est della città. E’ aperto da meno di anno. Mi preparo, faccio il check.out e parto per il locale.

ACAPULCO

Il locale è piuttosto facile da trovare, si trova in una zona industriale a nord-est di Dussledorf, in cima ad una collina. Si entra in un cancello privato, si segue una ripida salita per arrivare al parcheggio proprio di fronte all’entrada del locale, con la classica ringhiera di metallo. Il locale è grande, molto grande direi. Apre alle 10, io sono 10 minuti in anticipo. Gironzolo quindi per i dintorni per poi suonare il campanello. Mi apre una gentile signora che mi spiega in inglese il funzionamento del locale e quindi chiama una ragazza brasiliana pregandole di farmi fare un giro panoramico, Come dicevo si tratta del locale più grande che ho mai visitato, più grande del Palace, non saprei fare un paragone con World e Oase in quanto non ho ancora avuto il piacere di visitarli. Credo copra una superficie di 2.000 metri quadri disposti su due piani. Al piano terra l’ingresso, con la reception ed un bel plasma che raffigura un fuoco ardente in un caminetto. Significherà qualcosa ? Sulla sinistra si entra nella zona spogliatoi, quindi alle docce. Prima di arrivare al salone centrale si passa per la zona wellness, composta da una bella piscine con tanto di ponte che la attravesa, lettini, sauna, bagno turco. Quindi il salone, molto ampio, con un bel bar, una zona buffet e tanti divanetti a due posti dove sedersi a riposare e dove le ragazze disponibili si siedono in attesa di clienti. Ho potuto gustrare il solo menu di mezzogiorno, e comunque l’ho trovato gustoso ed abbondante. Nella pratica I soliti salumi, formaggi, succhi di frutta, cereali, uova, bevande self-service e quant’altro. Verso le 14 è anche arrivata una zuppa calda. Qui sono tutti gentili, le ragazze sono cordiali e disponibili, così come il personale. Dalla zona wellness si accede alla scala che porta al piano superiore.

Ancora divanetti ed un cinema porno. Quindi, tutte intorno, le camere, ognuna con un nome diverso in funzione dell’arredamento, Parigi, Rome, Moscov, Champagne, Rubin e cos’ di seguito. Altre stanze sono al piano terra, in fondo al salone, ma hanno I soffitti a mezza altezza e sono quindi meno riservate, oltre che essere meno carine dal punto di vista dell’arredamento. Sempre al piano superiore si trova un’uscita verso il giardino, con un patio, dei divanetti e dello spazio verde. Il tutto era però in fase di ristrutturazione, evidentemente per la bella stagione, e quindi non praticato da ragazze e clienti. In effetti di spazio ce n’è molto, è sempre possibile trovare un angolo riservato dove riposare senza essere disturbati. Qui le ragazzze, tra l’altro, non possono approcciare I clienti, quindi si vive un’atmopsfera molto soft e rilassante. La mia prima preda e la moretta brasiliana che mi aveva ftto fare il tour del locale La vedo seduta su un divanetto e mi metto seduto accanto a lei. Si chiama DANIELA, mora, 1,70 circa, terza di seno (leggermente rifatto), 30 anni circa. Il feeling è buono, sul divanetto qualche carezza ma nient’altro. Tra l’altro ho notato che I cleinti servono per approcciare le ragazze ma generalmente non si avviano le danze se non in camera, almeno questo è quello che ho potuto notare nelle 4-5 ore che sono rimasto nel locale. Daniela in camera è tutto fuoco, come c’era da immaginarsi da una brasiliana. Inizia lei con foga, accarezzandomi e baciandomi dovunque, quindi proseguendo con un ottimo BJ. Quindi si concede al dating, apprezzando molto ed aprendosi completamente. Mentre raggiunge l’orgasmo ricordo che tutte le dite della mia mano erano state accolte dal suo umido e caldo nido d’amore. Mi incappuccio e la calvalco da sopra e di lato, per poi concludere ansimante insieme a lei. Carezze e qualche chiacchera. Mezz’ora gradevole, 40 euro e grazie.

Già, qui I prezzi sono molto vantaggiosi. L’entrata è 30 euro, prima dell’una addirittura 20 euro. Mezz’ora ocn le ragazze 40 euro, un’ora 80. E non attendetevi prestazioni scappa e fuggi, sono tutte attente alla soddisfazione del cliente, Mi è stato riferito che il proprietario del locale non ha piacere nel far lavorare ragazze rumene, immaginate bene il perchè. Dopo essere stato in camera con una ragazze, vi scrive il suo nome su un foglietto di carta appeso al braccialetto che vi viene fornito all’netrata (insieme alla chiave dell’armadietto e della cassettina porta-valori che si trova accanto al bar). HO più volte chiesto a cosa servissse scrivere il nome delle ragazze con cui sono stato, visto che il pagamento avviene direttamente a loro. Nessuno ha Saputo darmi una spiegazione precisa. Credo che il motivo sia dovuto al fatto che I proprietary del locali vogliono tenere d’occhio quail sono le ragazze più gettonate e quail invece chef anno poche sessioni in camera. Mi hanno detto infatti che alcune ragazze pagavono l’entrata (per loro 40 euro) per poi godere solo del buffet, della sauna e del centro benessere (c’è anche un lettino prendisole). Gli stessi servizi in un centro benessere sarebbero infatti costati molto di più. Dubito che questo sia il principale motivo, potrebbe comunque essere uno dei fattori che hanno spinto I proprietary a tenere traccia di quanto lavorano le ragazze. Dopo essermi riposato un po’, è la volta di FLORA, biondona riccia, 1,65 circa, prima di seno. Viene dalla Bosnia Erzegovina, e fino a una settimana fa lavorava all’Happy Garden (or ache ricordo avevo letto qualcuno parlare di lei). Prima di fare queso lavoro era assitente di un dentista o qualcosa del genere.

E’ molto simpatico e cordiale, adotta un approccio molto GFE. Ci si bacia ed accarezza sul divanetto, si fa qualche chiacchera e quindi si sale in camera. Non appena inizia un BJ fatto con la massima partecipazione si bagna completamente. E’ praticamente un lago d’acqua quando passo io all’azione. Viene prima di me mentra la cavalcavo alla missionaria. Se la riconoscete non lasciatevola sfuggire, molto partecipativa e disponibile. Mangio qualcosa, faccio una sauna, mi riposo una mezz’oretta sui divanetti del piano superiore, sono quindi pronto per la mia ultima sessione nel locale. Questa volta scelgo ADRIANA, tedesca, bionda, carina, 1,70 circa, seconda di seno. Non bacia, e questo è un punto a suo sfavore, ma esegue un opttimo BJ ed è molto partecipe durante il successivo dating che la porta all’orgasmo. Seguono un paio di posizioni, con lei molto partecipe, tanto che conclude per la seconda volta mentre eravamo in posizione missionaria. Doccia, un riposino e quindi decido che al mio tour manca ancora qualcosa: una nuova visita al Villa Vertigo.

Trapanatore
Gold
08/10/2012 | 23:44

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SISTEMAZIONE IN HOTEL

Per stanotte ho scelto il Best Western di Leverkusen. Arrivo in 30 minuti circa, ottimamente guidato dal mio navigatore. La sbarra del parcheggio si alza automaticamente (per uscire ci vuole il gettone da ritirare alla reception). Faccio il check.in e prendo possesso della camera, nella norma per una catena di questo tipo. Arredata elegantemente, anche questa volta trovo un frigobar, la televisione e la connessione internet wireless. Mi distendo per un’oretta, giusto per recuperare un po’ di forze, quindi via per la mia ultima tappa prima della giornata “libera” di domani.

CLUB EXTASIA

Il Sauna Club Extasia è a cinque minuti dall’hotel. Si trova facilmente, ma vi sono difficoltà a parcheggiare, non c’è un parcheggio privato ed è bene sceglierlo non sui marcipiedi, non si sa mai. Busso e subito mi viene aperto. Mi trovo in atrop con delle scale che scendono e salgono, e non c’è nessuno. Passa un uomo (che lavora al locale, deduco) e gli chiedo dov’è l’entrata. Non capisce l’inglese, ma intuisce. Mi indica di salire. Salgo e mi trovo al primo piano in un corridoio. Mi viene incontro la gestrice del locale, un pezzo di figliola come non l’avevo mai vista. Vestita elegantemente parla inglese e mi spiega gentilmente tutte le caratteristiche del locale. Al piano seminterrato docce, spogliatoi, una piscina ed una sauna. Il tutto piuttosto fatiscente e da ristrutturare. Al primo piano (due piani di scale, quindi, un unica stanza con un bar (3-4 posti al bancone) e 4-5 divanetti, occupati da ragazze. Difficile quindi trovare posto a sedere tranquillo. Prendo una coca e mi guardo intorno.

Mamma che sfilata di cessi ! Le ragazze sono 8, di cui 6 cessi ambulanti (avete presente miss cellulite e miss denti storti ?) un appena sufficiente ed un unico 7. Che tragedia, penso. Tra l’altro sono l’unico cliente. Lo avevo già presagito spogliandomi, in quanto non c’erano asciugamani sporchi in giro ed un silenzio di tomba. Che faccio ? Mi avvicino all’unica ragazza guardabile e mi siedo accanto a lei. Si chiama JULIA, romena, scura con le meche bionde, una seconda abbondante di seno. Cpisce una parola di inglese su 10, la conversazione è molto difficile. Lei non fa nulla per creare un feeling, sta molto sulle sue. Non sento odore di missile, sento una tanfa terribile di missile. D’altra parte che devo fare ? Salutare ed avvicinarmi ad uno dei cessi umani ? Farò la cronaca di un missile annunciato, penso. E così gli chiedo di andare in camera. Lo faccio con la consapevolezza di star buttando via una bella manciata di euro. Fortunatamente qui I prezzi non sono altissimi: 30 euro l’entrata e altri 30 per 20 minuti (50 per 30 minuti, 90 per un’ora). Entriamo in camera. Lei sta molto distante, neppure immaginabile avvicinarsi per baciarla. Provo a baciarle il seno ma ottengo come tutta risposta che non è possibile. Mamma mia, penso, altro che missile, questo è uno shuttle ! Inizia un lavoro di mano. Un po’ lo accetto, poi stizzito gli dico: ma tu non fai i BJ ? La ragazza fa la finta tonta, non capisce la parola BJ ! Ma dai, non ho mica scritto giocondo sulla testa, è una parola internazionale ! Dai, datti da fare e gli indico il punto dove deve rivolgere le proprie attenzioni. Inizia non male, ma poi subito peggiora con movimenti veloci e bruschi. Allora gli dico di interrompere il supplizio e iniziare le danze. Mi viene lei sopra, ma condiuce il ritmo in un modo tale da non ricevere mai le spinte e non concedere mai una penetrazione troppo profonda.

Che scatole, questa qui. Sperava di farmi concludere in quell modo, ma niente da fare, per sua sfortuna. Quindi gli dico che voglio andare sopra io. Ora non può più rifiutare affondate ed accelerazioni di ritmo, così me la cavalco per un bel po’, con lei praticametne una statua che guardava dall’altra parte. Ce esperienza nefasta ! Scendo, pago il trentino e saluto a denti stretti. Lei, con la faccia da mortisia, accenna un “BYE”. Ciao bella, datti una bella svegliata !. Magari le altre ragazze erano più simpatiche e spigliate, ma ci voleva dello stomaco, e proprio non ce l’ho fatta. Visto che il buffet non esisteva (un unico vassoietti con due pezzi di pane e due fette di formaggio sopra) mi vesto immediatamente, saluto la bellezza chef a la padrona di casa e me ne vado. Concludo quindi il mio tour con la visita di questo locale da dimenticare. Ha da poco cambiato recensione, e qualcuno dice su internet che è migliorato, non oso immaginare cosa fosse prima. Vedo dei loschi figuri che escono dal locale con delle mazzette da 100 euro. Uhm, roba sporca penso. Meglio filare. Abbasso la testa e mi fiondo verso la macchina.

Trapanatore
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08/10/2012 | 23:43

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COCOON

Il dovere di cronaca richiede di completare il tour visitando anche un altro ex red carpet club, il cocoon. Le recensioni che avevo letto non erano molto lusinghiere, ma d’altra parte uno dei motivi di questo tour era quello di sondare le diverse tipologie di offerta, quindi …. Eccomi qua a raccontarvi come è andata. Il navigatore mi porta sul posta in circa 30 minuti. Vicinissimo all’autostrada, tenete presente che il parcheggio è sul retro, quindi circumnavigate la casa e lo troverete. Dal parcheggio si salgono delle scalinate e ci si trova il portone di ferro sulla destra. Entro e vengo accolto da una signora anziana che non parla inglese, quindi chiama una ragazza. Questa mi spiega come funzionano le cose, mi fornisce un accappatoio e mi spiega I prezzi: 19,90 per l’entrata senza bibite nè mangiare, 40 tutto compreso. Opto per 40, scelta poi che si rivelerà sbagliata. Al piano terra ci sono le docce e gli spogliatoi, oltre ad una piccola reception.

C’è inoltre una piscine (che nessuno frequentava) e alla fine di quest’ultima una port ache da sul giardino, dove c’è un casottino con la sauna. In questa zona del locale non c’era nessuno, sembrava deserto. Docce, bagni, spogliatoio sono piuttosto decadenti, il tutto fornisce una sensazione di squallore. Andrebbe in pratica tutto ristrutturato. Mi faccio una doccia e salgo al piano di sopra. Qui un piccolo bar, (2-3 posti di fronte al bancone) e di fronte una piccolissima stanza con un plasma, due metri per due, per capirsi. Passato il bar un locale più ampio, l’unica stanza degna di questo nome, con una decina di divanetti. Classificherei il locale indubbiamente tra I piccoli, lo spazio di movimento è poco, e ci si sente osservati dalla ragazze che siedono sul divano. Bevo una coca, mi siedo e, benchè le ragazze (in costume, qualcuna in corpetto) non possano approcciare i clienti, un paio di tailnandesi di rivolge la parola dai loro divanetti.

Cerco di evitare la conversazione, visto che non raggiungevano il 6 e mezzo, e mi guardo intorno. Non c’è molta scelta, le ragazze saranno una decina, nessuna sopra il sette, ma nemmeno delle insufficienze. Noto che il mio braccialetto è blu, mentre quello degli altri clienti è rosso. Evidentemente il blu indica il tutto compreso, il rosso invece solo l’entrata. Un soft drink costa 2,5 euro, la birra 3,5 o 4 euro. Fate voi I conti cosa conviene, dipende ovviamente da quanto bevete. Il magiare ? Ah, già, anche quello fa la differenza. Il problema è che il mangiare non esiste, proprio nulla, nemmeno delle noccioline. C’è un meno con una ventina di piatti, primi e ed alcune pizze. Ma nel locale non c’è nulla. Se uno ha fame ordina un piatto chef anno arrivare da qualche trattoria o pizzerie della zona. Squallido. Nel tutto compreso è possible effettuare un’ordinazione. Ho ordinato una pizza che è arrivata quasi un’ora dopo. Tirate voi le conclusioni.

Delle ragazze vi ho già accennato. Due sole mi interessavano, una mora, che tuttavia aveva l’aria di tirarsela parecchio, ed una bionda che stava deduta in un divanetto su un angolo. Vado da lei. Si chiama LAURA, pelle chiara, bionda, lentiggini, una seconda di seno, pelle vellutata. Da lontano carina, da vicino il viso non è un gran che, soprattutto la bocca e I denti. Iniziamo a parlare e noto che ha un modo stranissimo di conversare, dice una parola, si interrompe, ne dice un’altra, insomma sembra un po’ matta. E’ turca, anche se non si direbbe assolutamente. Sembra tedesca o polacca. Chiaccheramo tranquillamente, poi andiamo in stanza. Bacicchia teneramente, French kiss accennato. Ci accarezziamo, a lei piace andare con calma. Rivolgo le mie atenzioni alla patatina, lei lascia fare, ma non si lascia coinvolgere più di tanto. E’ invece brava quando prende lei l’iniziativa con un bel BJ scoperto, per poi incappucciarmi e montarmi sopra.

A quell punto diventa molto partecipe e duriamo a lungo in questa posizione. Poi la rivolto alla missionaria per il gran finale. Carezze e abbracci, una chiaccherata e scendo a pagare. Mezz’ora 60 euro, ma è possible fare 20 minuti per 35, anche se la prestazione dovrebbe risentirne. Con Laura mi sono trovato tutto sommato bene, ma lei è una ragazza tranquilla, e mi ha confessato che non tutte lo sono, soprattutto le rumene, mi dice, cercano solo I soldi e concludere alla svolta. Ma fortunatamente non ho storied a raccontarvi in tal senso, almeno al Cocoon. Rimango ancora un po’ nel locale, ma non c’è vermaente null ache mi ispira. Inoltre , devo dirvi la verità, inizio veramente ad accusare la stanchezza, e mi manca ancora un locale per completare il mio tour. Decido quindi di salutare e mi avvicino a Leverkusen per la mia ultima tappa.

Trapanatore
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08/10/2012 | 23:43

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SVEGLIA E PREPARATIVI

Stanotte ho dormito male, mi sono svegliato spesso e non sono riuscito a riposare bene. Mi alzo piuttosto presto e scendo a fare colazione. Rimango piacevolmente sorpreso dalla qualità del buffet, veramente notevole, che va a completare un’impressione fondamentalmente positiva dell’hotel. Oltre al salato, i classifi salumi, formaggi, uovo sode e fritte, co sono wurstel e salsicciotti, salmone, yougurt, cereali di ogni tipo, succhi di frutta, macedonia fresca, ma anche i dolci, brioche e una macchina per fare il caffè e il cappuccino. Insomma, veramente ottimo. L’albergo è sicuramente da prendere in considerazione per la qualità, la vicinanza all’autostrada e la posizione strategica. Mi preparo e parte per la prima tappa della giornata, Freudenbergstr. 39.

FREUDENBERGSTR 39

Arrivo in circa tre quarti d’ora, passando nelle vicinanze dell’aereoporto di Dusseldorf e circumnavigando la citttà a nord Ci troviamo a nord.est di Dusseldorf, in una cittadina di nome Bochum, il locale è vicinissmo all’uscita dell’autostrada, ma fate attenzione al parcheggio: mettete la macchina proprio di fronte al locale, alter zone sono proibite. Immaginavo un locale piccolino, almeno così avevo letto, ed invece mi sbagliavo. Lo classificherei come medio, forse anche tra I grandi. Infatti, non appena entrati (classica inferiata di ferro grigio), mi accoglie una ragozzona bionda tutta nuda, che mi conduce alla reception, dove la gestore del locale mi spiega le linee guida in perfetto inglese. Capisco poi che è usanza del locale far aprire ai clienti da una delle ragazze. Il locale è particolare. Innanzi tutto le ragazze sono tutte come mamma le ha fatte, non lasciano nulla all’immaginazione. La qualità è discreta-buona, non ci sono sufficienze stentate, ma nemmeno pezzi da 9. Si vive un’atmosfera molto tranquilla. Le ragazze non possono assolutamente avvicinare gli uomini, che hanno tutto il tempo di guardarsi intorno. Dicevo che il locale è piuttosto ampio. L’atrio dell’ingresso presenta la reception, dietro di questa un bar e dei divanetti. Sulla destra il locale buffet, mentre sulla sinistra un ampio locale con tanti altri divanetti. Ci si muove agevolmente e si trova sempre posto in tutto tranquillità, I locali sono ampi. Questo è un locale ex red carpet, e per questo mi incuriosiva. Lo si nota dalla caratteristica moquette rossa che copre tutto il locale. Al piano di sotto docce e spogliatoi, e devo dire la cosa più brutta del locale, in quanto sono piouttosto decadenti e andrebbero ristrutturati. Credo che il locale si stia pian piano adeguando ad alti standard, passando dalla formula del red-carpet a quella più canonica degli altri locali. L’ingresso è sorprendentemente basso: 30 euro, che danno diritto a bevande illimitate ed ad un ottimo buffet. La mattina ci sono infatti salami, formaggi, succhi, nutelle, marmellate e anche brioche. Alle due del pomeriggio arriva il buffet caldo, con lasagne (non male per essere in Germania), patate, verdura, insalate miste e dolci. Discreto, non c’è che dire. Le bevande sono self-service, ci sono diversi frigoriferi pieni di bottigliette. Ci sono anche un paio di machine per farsi caffè o cappuccini. Altra caratteristica sono I divanetti: tutti di pelle near a due posti. E’ qui che si abbordano le ragazze. Quando loro sono disponibili si siedono su un divanetto, aspettando il cliente, che le salute e gli si siede accanto. Si passa quindi a fare due chiacchere e subito attacco ai preliminary, generalmente con baci, carezze ed anche I primi lavoretti di bocca, spesso di fronte a tutti. Questa è la caratteristica del locale, l’ho visto fare a degli uomini e l’ho fatto anch’io. Per questo motivo è difficile prendere una fregatura. Se cercate il GFE qui il tutto inizia sul divanette. Se non inizia si può salutare e dire arrivederci, senza brutte sorprese in camera (a parte se ve le andate a cercare, come ho fatto, ma andiamo per ordine). Passiamo alla ragazze. Ho subito abbordato SARA, polacca, bionda, seconda di seno. Abbiamo iniziato ad acarezzarci e a baciarci sul divano. Parla qualcosina di inglese, ma ci siamo capiti benissimo. Ci spostiamo quindi in camera, dove lei inizi un ottimo BJ, quindi si concede a alle mie attenzioni. E’ molto partecipa e fa un sacco di mugolii. Mi incappuccio e inizio in posizione con me sopra, per mantenere a lungo questa posizione.

Concludo alla mezza pecorina. Ottima esperienza e ottimo GFE. Attendo una mezz’oretta e quindi è la volta di ADRIANA, anmche lei polacca, scura, magrolina, seconda di seno. Anche lei inizia a baciare sul divanetto e sempre in sala avvia le sue attività di bocca. In camera si rivela un’ottima scelta. Prima un bellissimo BJ fatto con maestria, poi dating e infine un’indimenticabile cavalcata con lei che urla per il piacere e viene sotto le mie spinte. Le camere hanno le pareti a metà altezza, devono averci sentito tutti. Da’altr parte, passando vicine alle camere si sente spesso I mugolii delle coppie che stanno facendo sesso.

E’ una delle alter caratteristiche del locale. Ah, mi ero scordato, in fondo alla sala con I divanetti ci sono lecamere ma anche un cinemino dove però non ho mai visto grandi manovre. Faccio una sauna (si trova accanto all’atrio principale), mangio qualcosa e sono pronto per la terza vvenutura. Purtroppo il missile è in agguato. Incrocio NADINE, tedesca, mora, molto carina. E’ studentessa e viene a lavorare al locale di tanto in tanto per racimolare alcuni soldi. Sul divano non si avvicina, non bacia e mi chiede di andare in camera. Più per dovere di cronaca ma forse anche un po’ per curiosità di vedere se anche in questo locale è possible prendere fregature, devido di seguirla. Magari si scioglie in camera, penso, o magari, molto più probabilmente, è un missile. Seconda impotesi. Non bacia, mi incappuccia subito ed esegue un BJ coperto eseguito maluccio. Mi viene sopra e tenta di farmi venire il prima possible. Non essendo eccitata la penetrazione inizia a fare un po’ di attrito, provo ad umettare ma lei dice che così non va bene. Hai la crema ? No, nemmeno quella. E allora che si fa ? Proviamo ad andare Avanti, ma l’attrito inizia a darmi fastidio, il fratellino è piuttoto provato e gli sfregamenti lo rendono molto sensibile. Così proprio non riesco a venire, e rischio anche di perdere l’erezione per la sensazione di fastidio. Ringrazio e dico che proprio non ci troviamo. Prenditi questi 50 euro e sparisci.

Quindi, anche qui I missili esistono, ma sono ben riconoscibili. Ed è quindi facilissimo evitarli. Concludo la mia visita con DENISE, una favola di ragazza, tedesca, mora, molto carina, ottimo GFE. Ci baciamo sul divanetto per poi andare in camera. Inizia un ottimo lavoretto scoperto, mostrandomi una patatina che è tutto un programma, da fiondarcisi dentro con tutta la testa. E così faccio, inizia un lungo e prolungato 69 orizzontale, che entrambi gradiamo. Le danze proseguono a lungo con tre posizione, le canoniche con grande conclusione alla percorin. Lei molto disponibile e partecipe. Per concludere, mi sono trovato benissimo in questo locale, stavo proprio bene e sarei rimasto ancora. Ma altri due posti da visitare mi aspettano, quindi il dovere mi chiama. Ma ricorderò questo locale, e se dovessi ricapitare in zona è sicuramente una meta da tenere in debita considerazione. Dipende ovviamente dai gusti, ma un’atmpsfera rilassata, senza pressioni, con ottime ragazze e la possibilità di sondare la disponibilità prima di andare in camera sono qualità che io apprezzo. Se poi uniamo un pottimo buffet si delinea un posto da tenere sicuramente presente Peccato per il locale di sotto, sicuramente da rivedere, e le poche attrattive tra una sessione e l’altra.

Trapanatore
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08/10/2012 | 23:41

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LIVING ROOM SAUNA CLUB

Arrivo al living room nel tardo pomeriggio. Il locale è facile da trovare, vicino all’autostrada. Il problema è che, pur essendo in periferia, non ha un parcheggio privato (eccetto cinque posti proprio di fronte al locale), ed è quindi necessario parcheggiare in strada o nelle vie limitrofe. Evito di parcheggiare sui marciapiedi, come invece altri anno fatto, ma trovo un parcheggio a duecento metri di distanza. Classica inferiata di ferro. Suono e mi apre una ragazza bionda molto carina e gentile. Parla inglese e mi spiega tutto. Mi fa inoltre accompagnare per una visita ai locali da una delle ragazze. Il locale è di medie dimensioni. Al piano inferiore gli spogliatoi, le docce e la zona benessere, ben fornita, una tra le migliori che ho visitato.

C’è una vasca idromassaggio circolare bella grande, sauna, bagno turco, divanetti per rilassarsi. Al piano terra un cinema porno e un unico stanzone con una decina di divanetti ed il bancone del bar. AL lato della stanza la zona buffet, che purtroppo non posso descrivervi in quanto non ho potuto constatarne la qualità, essendo stato in camera per oltre due ore con la stessa ragazza. Lei si chiama NIKKI, della repubblica ceca, bionda, seconda di seno, occhialini che le danno un’aria da intellettuale. Mi abborda al bar e dopo le chiacchere iniziali mi propone di andare al cinema, dove non mi salta addossa ma continuamo a chiacchierare creando un certo feeling. Dopo qualche carezza saliamo in camera. Sarò breve, perché con Niki siamo andati oltre il classico sesso in camera. Io era effettivamente stanco del mio peregrinare, Lei dolce, simpatica e cordiale. Mi sono quindi concesso un paio di ore di riposo durante le quali ci siamo conosciuti, ci siamo raccontati un po’ della nostra vita, abbiamo familiarizzato ed abbiamo ovviamente anche fatto sesso, per due volte, entrambe molto appaganti con ottima partecipazione di lei. Bacia, gli piace il dating e sa essere dolce al momento giusto. Insomma, ve la consiglio.

Esco dalla camera giusto in tempo per mangiare un pezzo di pizza, bere una coca, passare una mezz’oretta al bar guardando le ragazze e quindi fare ritorno in albergo. Il locale è piuttosto affollato, per essere domenica. Ci saranno state 30 ragazze e altrettanti uomini. Le ragazze le ho trovate tutte carine, benché non ho intravisto nessun 9, ma neppure nessuna sotto il 7. Il livello mi è quindi sembrato appiattito su una votazione media. Il locale ha anche delle zone esterne, che ho solo intravisto al buio, che lo rendono sicuramente più confortevole durante le giornate calde. In conclusione, credo che esistano alternative migliori al living room, che tuttavia è facilmente raggiungibile dall’autostrada e potrebbe comunque risultare comodo per una scappata. Stanco me ne torno in albergo.

Trapanatore
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08/10/2012 | 23:40

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SVEGLIA, PREPARATIVI e TRASFERIMENTO IN HOTEL

Ragazzi …. È dura, la fatica inizia a farsi sentire. I ritmi, almeno per me, sono serrati. Dormo bene, il piumone è sufficientemente morbido e comodo. Decideo di fare colazione a buffet. Cara, carissima, 14 euro, ma ne valeva la pena. C’è di tutto di più, dai dolci (finalmente) al salato. Una considerazione finale su questo hotel: 60 euro la camera e 14 la soluzione fanno 74 euro. A questo prezzo credo si possa trovare di meglio. La stanza non è male, ma arredata un po’ troppo in maniera spartana, la location troppo vicina a Kreffeld, e come ormai sapete questo mi ha influenzato. E’ vero che l’hotel è comodissimo per l’autostrada e quindi l’ideale come tappa per i giretti in zona, da tenere comunque presente, ma a quel prezzo ritengo si possa anche trovare altro. Ed infatti, pagata la camera e presa la macchina per recarmi all’hotel dove alloggerà stasera, trovo subito una sistemazione migliore. Si tratta del ParkInn di Kaarst. Un’ampia struttura, moderna e con tutti i comfort. Alla reception personale disponibile, chiave magnetica a forellini per entrare in camera e stanza arredata con gusto e con classe. Un balzo in avanti rispetto agli hotel in cui sono stato. Connessione internet a pagamento, come peraltro anche nei precedenti hotel. Finalmente un frigobar in camera, che finora non avevo mai trovato. Ed un cioccolatino ad attendermi sul cuscino, che non guasta mai. Oggi il programma mi incuriosisce, soprattutto per la prima parte. Ho in programma di andare al Blue Note di Dusseldorf, localino piccolo dove mi attendo 5-6 ragazze ma molto rinomato per l’ottimo servizio e il rapporto qualità/prezzo. Mi attende poi il Living Room Sauna Club di Kaarst. Ma di questo vi racconterò dopo.

BLUE NOTE

Arrivo al Blue note verso le 11.30, mi apre una signora sulla sessantina che mi comunica che il locale apre alle 12. Il locale è in città nella zone dell’aereoporto, e c’è qualche difficoltà a trovare parcheggio. Per chi dovesse andarci tenga presente che il locale non si affaccia su una strada, ma su un parcheggio privato nel quale dovete entrare. Il locale è in fondo al parcheggio, che è stretto e lungo (sulla sinistra ci sono anche delle camere in affitto). Comunque, dalla strada, guardando dentro il parcheggio, si vede il caratteristico canello blu visibile nella foto. Alla porta d’entrata una piccola ghiera di metallo, sulla sinistra, lascia presagire la tipologia del locale, Visto che sono in anticipo ne approfitto per fare una visita all’acquario di Dusseldorf, che dista soli 10 minuti dal locale. Ottimo per trascorrere un’oretta, nulla a che vedere con il nostro acquario di Genova. Torno al locale verso l’una, per non trovarmi ad entrare come primo cliente. La signora che mi aperto mi accoglie gentilmente, spiegandomi tutto e fornendomi un asciugamano. Qui, come al Bernd’s, non ci sono accappatoi, ed il locale è piuttosto trasgressivo nel senso che ci sono parecchie camere senza porta e spesso le azioni iniziano sui divanetti. Ma andiamo per ordine. Il locale è piccolo, lo classificherei quindi nella stessa categoria del Bernd’s. Per darvi un’idea, a parte qualche piccolo corridoio e il minuscolo vano d’ingresso con la reception, troverete una piccola suana, due docce, un unico locale composto da una saletta buffet, con un bancone a due posti al massimo e posto a sedere sui divanetti per 5-6 persone ed una zona cinema con un plasma e tre divani a due posti. Tutto qui. Chiaro che l’ambiente è quindi molto ristretto, e tra una sessione e l’altra è difficile trovare qualcosa o comunque stare sdraiati a riposarsi. Il buffet è molto spartano. Un unico vassoio con salumi e formaggi, alcune marmellate, miel, nutella e del pane. Di caldo c’era una zuppa di verdure. Le bibite sono self service dal frigorifero. Visto che non c’è molto da fare, adocchio una ragazza bionda sul divanetto e mi siedo accanto a lei Qui le ragazze hanno il divieto assoluto di approcciare i cliienti. Lei si chiama ANNA, bionda, polacca ma vive da 25 anni in germania. Lavora solo di domenica, poi ha altri lavori. Iniziamo ad accarezzarci e baciarci sul divanetto. Ottimo feeling, ti fa sentire a tuo agio, e ottimo GFE. In camera continua tutto come previsto, con grande partecipazione da parte sua. Visto che l’amichetto è diventato piuttosto sensibile, limito i giochini con la bocca per incappucciarlo e concedermi una lunga cavalcata con la massima soddisfazione di entrambi. Ottima esperienza, la migliore al Blue note. Mi riposo un po’, faccio una suana, visto che non c’è molto altro da fare, quindi sono di nuovo in caccia. Abbordo JESSICA, molto carina, di famiglia tedesca, ma mi comunica che fa solo lavori di bocca. Ringrazio, ma gli spiego che non è il caso. Passo quindi a AGATHA, polacca, mora con gli occhi azurri, bel visino anche se ha solo una prima di seno. Sul divanetto sta sulle sue, ma spero che in camera dia il meglio di se. In realtà si rivelerà un’ottima esperienza, ma meno GFE della precedente. Provo a prendere l’iniziativa ma è lei che rivolge subito le sue attenzioni alle mie parte bassi. Passo quindi ad un dating lungo e prolungato, che lei gradisce alla grande. Calda al punto giusto mi incappuccio e le vado sopra, iniziando una lunga cavalcata che la conduce all’orgasmo. Io ho problemi, per la stanchezza, e l’amico decide di concedersi una pausa. Lei lo nota, e inizia a masturbarsi mentre provo a rianimare il moribondo. L’operazioni va a buon fine, e lei mi cavalca da sopra fino a portarmi alla conclusione finale. Anche in questo caso ottima esperienza. In conclusione credo che al Blue Note, un po’ come al Bernd’s, non dovrebbero prendersi grosse fregature, le ragazze sono tutte cordiali e attente a soddisfare il cliente, non sono in pratica dei missili. Vige la cultura che cliente soddisfatto ritorna. Certo, è questione di trovare più o meno feeling, ma questo rientra nel gioco. E’ un locale dove trascorrere un paio d’ore, forse tre, ma oltre non si saprebbe veramente cosa fare. Si ha in pratica la sensazione di trovarsi in un ambiente familiare, dove tutti si conoscono (e per la maggior parte è proprio così). Vale una visita se si passa in zona. Tenete inoltre presente che, sorpresa sorpresa, i prezzi sono molto vantaggiosi. L’entrata è 60 euro (non 55 come altri avevano riportato) ma 5 euro vengono restituiti indietro quando si riconsegna la chiave dell’armadietto. La mezz’ora con le ragazze costa 30 euro, un’ora 60. Insomma, prezzi di discount, ma non tipo red-carpet club, dove per 25 euro le ragazze fanno di tutto per farti concludere il prima possibile, qui la soddisfazione del cliente è al primo posto. Mi diceva bene Anna che lei qui non lavora, si diverte. E cos’ la pensano in molte nel locale.

Trapanatore
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08/10/2012 | 23:38

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TRASFERIMENTO IN HOTEL

L’hotel dista poco più di dieci minuti. Attraverso parte della periferia di Krefeld e mi convinco sempre di più che il posto è piuttosto malfamato. Sporco ovunque, aiuole non curate, marciapiedi sconnessi, insomma siamo in una altra Germania, quella che non avrei immaginato esistesse. Con sollievo l’hotel è fuori Krefeld, i man mano che esco dalla città mi sento sempre più sollevato. Faccio fatica a trovare l’hotel, che è inserito in un grosso contesto dedicato ad un parco naturale, con traverse che si chiamano tutte allo stesso modo. Chiedo informazioni ad una coppia che passava a piedi con il cane e finalmente lo trovo. L’hotel p discreto, un tre stelle in classico stile internazionale. Nulla di particolare, molto simile all’hotel di Hessen.

HAPPY GARDEN

Arrivo all’happy gardem in 20-25 minuti circa, e finalmente l’inferiata di ferro mi conferma di essere nuovamente arrivato in un Saunaclub. Dopo le due esperienze di stamani sono sollevato nell’animo. Parcheggio, suono e vengo accolto da una signora che non parla inglese ma mi fornisce subito un accappatoio, le ciabatte e mi prende le chiavi dell’armadietto, facendomi fare un giretto panoramico del locale. Lo classificherei tra i locali medi, dove il piccolo lo riserverei per ora al Bernd’s visitato ieri. Sulla destra dell’ingresso ci sono le scale che portano alle camere del piano inferiore e una porta che conduce al locale bar, non molto grande, con un bancone per una decina di persone posto lungo un corrodoio, dove è difficile passare quando c’è molta gente, In fondo al bancone il locale si amplia per far posto ad alcuni divanetti. Alla sinistra dell’ingresso ci sono invece gli spogliatoi, quindi, proseguendo, le docce ed un altro locale, più ampio e su due livelli, con altri divanetti, il bancone del bufet (per ora vuoto!) e un maxi-schermo sul quale proiettano costantemente un canale sportivo. Tutte le ragazze sono in bikini, qualcuna veste un corpetto. Non dovrebbero approcciare i clienti, ma in realtà capita spesso che lo facciano, complice anche in questo locale gli spazi stretti quando c’è molta gente.

I locali al chiuso sono quindi limitati, anche se confortevoli. Nel periodo estivo c’è però un bel giardino esterno con piscina e altri posti a sedere. Di sera si illumina rendendo il tutto molto carino. Il livello del locale, come finiture, lo definirei tuttavia medio. Sono circa le 16 quando approccio KATIA, bulgara, mora, una seconda di seno, sui 25 anni. Parla qualche parola di italiano, e ci si intede benissimo. Passiamo in camera, dove è piuttosto partecipe. Bacia, mi concede un dating veramente prolungato, al termine del quale, eccitato, prendo il cappuccio e lo indosso da solo, per poi montarle sopra prima alla missionaria, poi in altre posizioni. Lei partecipa, e con immensa soddisfazione timbro il primo cartellino del locale. Purtroppo non immaginavo che anche qui i missili sono in agguato. Passa infatti un quarto d’ora e mi approccia MAGDA (MADDALENA), polacca, bionda, una terza di seno, non altissima. Già al bancone avevo il sentore che non ci fosse feeling, mi sembrava troppo distaccata. “Ma è polacca”, penso, non può tradire la fama delle ragazze polacche, che finora, insieme alla russe, mi hanno sempre dato grandi soddisfazioni .

E così mi convinco di andare in camera. Un disastro ! A parte il fatto che era passato solo un quarto d’ora dal mio ultimo cartellino, il terzo della giornata, lei non fa assolutamente nulla per rendere la situazione coinvolgente. Se ne sta immobile distesa sul letto mentre io inizio a baciarla, quando provo a passare alle parti basse accetta ma senza il minimo di partecipazione. Poi prende lei l’iniziativa ma prima di usare la bocca prende il fazzoletto e mi pulisce come se avessi del catrame appiccicato sulla testolina del fratellino. Gli faccio capire che mi sta facendo male e per tutta risposta lei afferma che deve pulirlo. Ma vai a quel paese, penso, ho già fatto quattro docce oggi, l’ultima non più tardi di 10 minuti fa. Poi inizia un lavoretto con la massima svogliataggine, nota un neo e mi chiede cos’è. “Un neo….non è mica una pustola piena di pus”, penso. Ma niente da fare, di continuare il lavoretto di bocca nemmeno se ne parla. Lo prende in mano e tenta di farlo resuscitare con un lavoro di manovella piuttosto energico. Il compagno di avventure, già provato dagli straordinari a cui lo sto sottoponendo, pretende per lo meno un po’ di gentilezza e di atmosfera per alzare la testolina, quindi non posso dargli addosse se è rimasto accucciato nei suoi alloggi. Stizzito gli dico di smetterla, mi sono proprio rotto le scatole. Gli do i suoi 50 euro, tanto non ho voglia di fare casini, saluto con un sorriso e a mai più rivederci.

A questo punto ero sicuramente poco motivato a proseguire la mia permanenza all’happy garten, il buon umore era completamente sparito. Ma avevo fame, una fame delle miseria, visto che a pranzo non avevo mangiato nulla. E qui il buffet era completamente vuoto. “Ma a che ora si mangia qui ?” chiedo. Mi viene detto che portaranno da mangiare alle otto di sera. Mannaggia, devo aspettare due ore. Che faccio ? Ritorno al Villa Vertigo, che è a 6 chilometri da qui ? Tutto sommato mi rompeva buttare via i 50 dell’ingresso, e cos’ mi sono messo ad osservare le ragazze. Non avevo voglia di fare una sauna, anche perché si trova nella sala sopra il buffet, con i vetri che danno sui divanetti e quindi in piena mostra. Il tempo passa velocemente, e finalmente arriva il buffet serale. Carne di pollo, spaghetti alla bolognese, patate, budino e fragole. Niente male. Peccato per l’attesa. Mangio di gusto, quindi, dopo una mezz’oretta di riposo, mi rimetto in caccia. La musica viene alzata di volume, sembra ora di stare in discoteca, cos’ come al Golden Time. In effetti i locali sono molto simili, da questo punto di vista, diventano molto affollati nelle ore serali, con musica molto alta, calca, e pochi spazi per stare tranquilli. Dipende ovviamente dai gusti, può piacere o meno.

Qui, a differenza del Golden Time, ho trovato la temperatura esterna più gradevole, le porte erano aperte e nei locali al chiuso non si respirava fumi. Mi era infatti scordato di dirvi che al Golden Time, oltre una certa ora, entrare nel locale bar significa entrare in una cappa di fumo. A me personalmente il fumo da noia, per voi potrebbe non essere un problema. Ma non vi ho ancora parlato del parco ragazze. Beh, il concetto è quello del Golden Time, la scelta è di alta qualità, molte ragazze molto belle, pochissime sotto il 7, la maggior parte 7 o 8, con un paio di 9. Una in particolare, bionda con un corpetto rosso, mi intrigava particolarmente. Si sa che le supermodel spesso nascondono dei missili, ma decido comunque di provare l’aproccio. Iniziamo a chiacchierare, ma non regge la conversazione. Si fa offrire un cocktail (4 euro), ma sono sempre e solo io a fare domande, lei non partecipa. Forse è fatta così, perché ho notato che non conversava neppure con gli altri uomoni, o forse non c’era semplicemente feeling. Non avevo voglio di rischiare un altro missile, ed ho lasciato perdere. Non saprò mai se mi sono perso una gran mezz’ora con la più bella del locale o se avevo appena evitato una grande fregatura. Incrocio MARIA, appoggiata su uno sgabello, che scambio per Russa. In realtà è bulgara, bionda, anzianotta, diciamo sotto la quarantina. La cosa mi stuzzica, non l’ho mai fatto con una di questa età e il mio radar mi dice che l’esperienza potrebbe essere coinvolgente. E così è, in effetti. Lei bacia appassionatamente, si fa baciare dovunque e partecipa alla grande, le danze iniziano con movimenti molto lenti, per poi accelerare pian piano, in diverse posizioni, fino al gran finale. Ottima mezz’ora e forse oltre. 50 euro e grazie. Doccetta e riposo sui divanetti.

Accanto a me una brasiliana che non parla né tedeco né inglese, e quindisi trova un po’ spaesata. Non ricordo il nome, purtroppo, ma ha un gran bel fisico, seno purtroppo rifatto (a me piacciono quelli naturali). Lei mi stuzzica, ma gli spiego che sono appena uscito dalla camera. Comprensiva non mi molla e continua a chiacchierare. Passa così circa mezz’ora, finchè lei si fa più intraprendente, facendomi capire che le brasiliane a letto sono molto calde. Che dire, sono stremato, ma l’ultimo colpo della serata non si rifiuta. E così ci spostiamo in una camera in una chalet fuori in giardino. Mi ero infatti scordato di dirve che il giardino è contornato di piccoli chalet, utilizzati quando le camere all’interno sono tutte occupate. Lei è scatenata e caldissima. Mi salta addosso, mi acciuffa dovunque, mi bacia, prende subito di mira il giocattolino con un lavoretto niente male anche se per me troppo vigoroso. Ma so contraccambiare con la stessa moneta. La prendo di peso e la ribalto, gli salto addosso e passo alle parti basse. Lei gradisce ed è molto attiva e partecipe. Non resisto, prendo il cappuccio, lo indosso e la penetro alla missionaria. Non riesco a capire il motivo, ma il mio michetto tra le gambe ha risposto con una imprevedibile prontezza alla situazione, era arzillo come alla prima botta giornaliera. Ma la conclusione è comunque difficile da raggiungere, quindi strapazzo la brasiliana in tutte le posizioni che conosco, con lei strillante e completamente partecipe. Arrivo con i battiti a 2000 e mi accascio sul letto. Per oggi basta. Doccia, pizza (nel frattempo erano arrivate delle teglie piene di pizza di diversi tipi) una bevuta e via in albergo a riposare per le nuove avventure di domani.

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Trapanatore
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08/10/2012 | 23:03

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PREPARAZIONE DEL VIAGGIO E PARTENZA

Finalmente si parte. La preparazione del viaggio è stata lunga, per non tralasciare nessun dettaglio e cercare di organizzare al meglio le tappe. Per più di 10 giorni mi sono documento su internet, ho letto le imprese dei cavalieri del SORCAT, ho navigato in lungo e largo per siti che organizzano tour agli FKK tedeschi, ho letto e riletto i forum su internetionalsexguide. L’idea iniziale era quella di tentare un’impresa mai fatta prima, almeno per quello che mi è dato di apprendere da internet: un’intera settimana di tour nella zona NWR, la zona nella quale sono stati inventati gli FKK, quella con la maggior concentrazione di luoghi da visitare, quella soprattutto dove permane alto il rapporto tra prezzo e prestazione, visto che non è ancora stta presa d’assalto dal turismo di massa. L’impresa prevede sette giorni a disposizione, a tempo pieno, e richiede la visita di 14 fkk, con l’obiettivo di sondare il meglio dell’offerta che può offrire questa zona. Ho cercato innanzi tutto di documentarmi sui migliori FKK. Alcuni sono molto noti, tra questi quelli descritti negli ormai leggendari racconti dei cavalieri nostrani del SORCAT, altri un po’ meno noti, frequentati praticamente da soli cittadini locali. Ho escluso a priori i partyref, soprattutto per il fatto che non sono il genere di locale nei quali mi troverei a mio agio. Magari in uno dei miei prossimi viaggi farò la mia prima esperienza anche in un partyref, ma per questa impresa ho eliminato queste destinazioni dal tour. Per il resto ho cercato di identificare il meglio degli FKK, sia quelli più noti, sia alcuni tra quelli frequentati da soli clienti locali, cercando di identificare i locali che più degli altri riscuotevano successo nei vari forum di discussione. Ho così scoperto che è si ormai estinto la rete di locali che un tempo venivano chiamati Red Carpet, degli FKK gestiti da un unico proprietario e che si distinguevano dagli altri per i prezzi nettamente inferiori: 30 euro per 20 minuti.

Spesso però si doveva rinunciare agli optional e soprattutto ai preliminari in sala, che praticamente erano quesi sempre inesistenti: si approcciava la preda, si salutava e ci si trasferiva direttamente in camera per l’inizio delle azioni. Pare che ormai la catena dei Red Carpet non esista più, ma alcuni locali mantengono le vecchie tradizioni, ed allora ho inserito un paio di questi fkk nel mio tour. Mi attendo quindi di visitare una moltitudine di locali diversi: da quelli più grandi, con un prezzo di ingresso più elevato, ma con una più ampia offerta di buffet, sauna, centro benessere, zone realx etc… Locali invece più piccoli, una o due stanza, con un prezzo di ingresso più ridotto ma anche un’offerta limitata all’osso: praticamente un bar e le ragazze da approcciare. Tra questi i locali ex Red Club. Mi attendo poi di visitare alcuni locali dove le ragazze girano come mamma le ha fatte (i very FKK) ed altri invece dove le ragazze girano in bikini e comunque semi-vestite (in questo caso non sono FKK ma Sauna Club). Ci sono infine locali dove le ragazze possono approcciare i clienti, generalmente quelli più grandi e turistici, altri invece dove questo non è loro concesso. Devono allora aspettare che il cliente le scelga e faccia la prima mossa. Nel mio tour non poteva mancare il mitico Bernd’s, che a detta di molti è il locale che ha dato inizio a questo fantastico mondo, e l’unico dove ancora il CIM è compreso nel prezzo e quello in cui è più naturale fare sesso in pubblico. Ho infine inserito nel tour, per completare la visione dell’offerta degli FKK della zona, anche un locale gestito da orientali, cinesi e giapponesi in particolare.
Una volta identificati i locali che intendevo visitare durante i miei 7 giorni di tour, li ho geolocalizzati su una cartina della zona e li ho suddivisi in tappe: generalmente due locali vicino al giorni. A questo punto non mancava che prenotare aereo e hotel. Per il volo ho trovato un’ottima offerta pisa-maastricht, andata e ritorno, che non ho mancato di prenotare al volo (!). L’aereoporto di Maastricht è a meno di un’ora di macchina dai migliori locali, anche se si trovano ottimi voli anche per Dusseldorf , Eindhoven o Colonia, tutte ottime destinazioni per l’organizzazione del tour. Prenotata una macchina direttamente sul sito Ryanair, sette giorni a meno di 200 euro, non male. La ricerca degli hotel è invece stata lunga e laboriosa, anche perché molte zone sono periferiche e non avevo voglia di prenotare in una grande città e fare tutte le sere un’ora di macchina per tornare a dormire. Ho trovato molto utile il sito booking.com, che ha nel proprio elenco hotel in tutte le città della zona, anche quelle più piccole. Mi sono basato su una tariffa media per notte, dai 50 agli 80 euro, senza necessariamente andare a ricercare alberghetti o bed and breakfast per tentare di risparmiare 20 euro a notte. Le miei scelte sono state fatte a tavolino, sicuramente è possibile risparmiare e soggiornare in strutture comunque comode e confortevoli. Per il primo viaggio ho preferito basarmi sulle recensioni che ho trovato sul sito bookings.com e identificare strutture vicine ai locali che avrei visitato in serata e quindi generalmente in periferia delle grandi città e vicino ad autostrade o altre grandi strade di comunicazione.
Ma veniamo finalmente al viaggio, se mi seguirete nel racconto scoprirete con me se le scelte fatte in fase di preparazione del viaggio si saranno rivelate corrette.

Siamo alla partenza … il volo parte alle 6.25 di mattina da pisa. Ero indeciso se partire la sera prima e soggiornare nelle vicinanze, ma ho poi deciso di mettere la sveglia alle 3.40. Mi alzo ancora assonnato, ma tutto entusiasta per il viaggio che mi appresto ad iniziare. Dopo un caffè con l’obiettivo di svegliare i movimenti peristaltici e quindi assolvere agli obblighi giornalieri, mi metto in macchina per fare i circa 180 km che mi separano dall’aeroporto. Attivo il tom, tom, che – mi ero scordato di raccontarvi – avevo predisposto i giorni addietro aggiornandolo con l’ultima versione delle cartine europee nonché con tutte le postazione fisse e mobili degli autovelox. Mi accorgo di essere già in ritardo, e allora mi affido al fedele navigatore per la segnalazione delle temute postazioni per il controllo della velocità, è premo sull’accelleratore un po’ più di quanto sarebbe consentito. La strada è deserta, il viaggio inizia tranquillo ….. poi …… la nebbia. Miseriaccia …..! Inizio a imprecare …. Ho paura di non arrivare in tempo …. Inizio a pensare a come potrei rimediare qualora dovessi perdere il volo. Mi viene in mente che il volo pisa-maastricht è programmato una sola volta a settimana, e allora mi assale il terrore che qualora dovessi perdere il volo non avrei alternativa che prendere un altro volo da firenze per qualche altra destinazione, con tutti i problemi che ciò comporta: disdire la prenotazione della prima sera in hotel, disdire o modificare la prenotazione della macchina etc…. Mannaggia….. Fortunatamente dopo pochi chilometri la nebbia si dirada, e allora riprendo la velocità di crociera. E se buco ? E se trovo un incidente ? E se mi ferma la polizia ?

Qualsiasi imprevisto avrebbe causato la perdita del volo ….. In momenti come questi si è tentati di vedere tutto nero. Poi, per non portarmi sfiga, tento di pensare positivo. Accendo la radio e ascolto un po’ di musica. Fortunatamente arrivo in aereoporto in tempo per parcheggiare la macchina nel parcheggio a lunga sosta (7 euro al giorno) e presentarmi puntuale al controllo e all’imbarco. Per la mia massima sorpresa salgo in aereo con solo altri 10 passeggeri, siamo in tutto 11 sul boeing 737 della Ryanair, tra lo stupore di tutti i passeggeri ma anche delle hostess, che dichiarano essere la prima volta che viaggiano con un aereo così vuoto. Ho l’imbarazzo della scelta del posto, cerco un sedile a metà aereo, dove si sentono meno le turbolenze, ed attendo la partenza. Apro il computer e inizio a scrivere le mie memorie per questa prima parte del viaggio. Bene, sono ora ansioso di arrivare a Maastricht, l’aereo ho già iniziato la discesa. Devo ricordarmi, prima di prendere la macchina, di controllare dove soggiornerò l’ultimo giorno del mio viaggio. Ho infatti prenotato una camera direttamente in aeroporto, per prendere il volo la mattina presto dell’ottavo giorno di viaggio.

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Trapanatore
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08/10/2012 | 22:58

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ASIA GIRLD DUSSELDORF

La prima tappa della giornata è l’Asia Girls di Dusseldorf. Il locale si trova nella primissima periferia a sud, e la zona è facilmente raggiungibile dall’autostrada. Si entra in città con la macchina, si ha quindi la possibilità di dare uno sguardo, anche se veloce, al contesto cittadino. Almeno questa zona della città è costituita da palazzine a 3-4 piani, talvolta in classico stile locale, talvolta più comuni e moderne. Nulla di particolare. Parcheggio prima di arrivare al locale, che il navigatore mi indica trovarsi in una stradina a fondo cieco. Avverto una sensazione di disagio, in quanto si ha l’impressione di essere osservati dai passanti. Siamo insomma in città e non c’è un parcheggio privato come in altri club che ho visitato. Mi aspetto un localino piccolo, in classico stile cinese, con una manciata di ragazze, quelle che avevo già intravisto sul sito internet. Ma mi sbagliavo in toto, come a breve vi racconterà. Innanzi tutto avete rischiato di non leggere questa recensione.

Già, perché il locale non è un locale ed il luogo non è facile da trovare. In pratica stavo rinunciando e mi accingevo ad andarmene quando finalmente l’ho trovato. Per chi vuole andarci: i numeri civici 33 e 35 sono in una stradina laterale a sfondo chiuso, quella indicata dal Tom Tom. Il problema che tutte le palazzine qui hanno il civico 33: 33a, 33b, 33c, fino al 33f. Faccio un primo giro della strada cercando un locale senza dare all’occhio dei passanti. Nessun locale, qualche attività commerciale che non capisco bene di cosa si tratti, ma nient’altro. Rifaccio allora un secondo giro guardando tutti i campanelli (sul sito c’era scritto “bei Asia”, cerco quindi un campanello con questo nome). Niente da fare. La strada, tra l’altro, non è proprio bellissima, C’è una macchina distrutta, una sorta di autocarrozzerie in fondo alla strada, un posticino tutto sommato non di classe, se vogliamo usare un eufemismo. A questo punto stavo rinunciando, quando noto un ultima palazzina bianca in fondo alla strada, sulla sinistra, al civico 33f. L’entrata non è facilmente visibile, perché è sulla sinistra su un pianerottolo e si deve salire qualche gradino. Ho quasi timore di farlo, perché se non fosse quello il locale e qualche vicino mi vedesse chiedendomi cosa cercavo mi sarei trovato in una situazione imbarazzante. Ed invece è proprio quello: alla porta un campanello “asia”. Quando sono stato io, su una delle finestre, c’è una piccola scritta luminosa “OPEN”. Mi apre una giovane orientale, carina, bassina, ben fornita, AICOTO, o qualcosa di simile. Il locale non è un locale, né una casa per appuntamenti in stile tedesco. E’ semplicemente un appartamento dove queste ragazze orientali ricevono i clienti. Il posto è piuttosto squallidino, benché la camera, arredata in stile orientale con luci soffuse, tutto sommato è graziosa ed accogliente. Trattiamo il prezzo, 100 euro per mezz’ora, 160 euro per un’ora. Provo a contrattare ma la lingua non aiuta. Avverto anche una leggero tono di stizza quando in inglese mi dice “these are the prices here”. Della serie, prendere o lasciare. Accetto la mezz’ora, ormai sono qui. Si rivelerà una scelta corretta. Infatti, a discapito della location, la ragazza è notevole, e ci sa veramente fare. Mi fa fare una doccia in un bagno messo maluccio, quindi inziamo a baciarci e ad accarezzarci in piedi. Bacia bene, anche se per ora senza baci alla francese (ma arriveranno!). Si spoglia pian piano ed ho il piacere di scoprire sotto le mani un corpo da ventenne, sodo e dalla pelle vellutata. Lei è giapponese, deve avere vent’anni, anche se è difficile dargli un’età. Mentre siamo in piedi scende alle parti bassi e inizia un lavoretto niente male. Poi ci sdraiamo e le dedico le mie attenzioni, che gradisce al punto che deve interrompermi per non arrivare. Reinizia lei, in ginocchio sul letto, ma pio mi sdraio per farla lavorare meglio, ed allora da il meglio di se. E’ la prima volta che lo provo, e sono rimasto estasiasto. La fanciulla pratica il deep throat, ed è fantastico vederlo scomparire per intero tra le sue labbra. Quindi mi incappuccia e seguono un paio di posizioni canoniche con ottima partecipazione di lei. Poi baci, carezze, due chiacchere (ma vermente due, perché l’inglese è stentato) e quindi i saluti. “Torna presto” mi dice. Fossi in zona volentieri, penso. Venire apposta non lo consiglio, anche perché non essendo un locale non c’è nulla da fare dopo la timbrata. Ma se siete in zona può rivelarsi una valida alternativa per trascorrere una mezz’ora piacevole in un’atmosfera da vero GFE.

ASIA GIRLS KREFELD

A questo punto so cosa aspettarmi all’Asia Girls di Krefeld, e sono indeciso se andare o meno. Ma il tour deve essere completato, e i doveri di cronaca verso la comunità internet che in precedenza tanti consigli mi ha fornito non possono essere disattesi. Quindi parto per Krefeld. Impiego un’ora ad arrivare, quando il navigatore, inizialmente, mi segnava 30 minuti. Questa volta il mio fidato Tom Tom mi ha fregato. Il problema è che nella ricerca del percorso più breve lui non tiene conto dei semafori rossi e del traffico. Mi fa infatti passare per il centro di Dusseldorf, piuttosto che farmi fare un giro più largo e prendere l’autostrada. Ne approfitto per vedere un po’ a citta, in quanto mi ritrovo nel traffico cittadino. Mi sembra di essere a milano, ed in alcune zone la città ci assomiglia veramente. Arrivo a Krefeld. Il locale si trova in una zona periferica, che devo dire piuttosto bruttina e squallida. Il navigatore mi conferma di essere arrivato al termine di una strada.

Ma la zona è brutta, e non ci sono parcheggi ai lati della carreggiata. Le macchine sono parcheggiate sul marciapiede, ma non voglio rischiare nulla, così mi allontano di alcune centinaia di metri e parcheggio in una zona più tranquilla. Si fa per dire, perché la zona non promette nulla di buona, sporca, girano tipo non del tutto raccomandabili, si prova insomma una sensazione di allerta. Torno in zona, ma non vedo nessun numero 10. Anche questa volta ho difficoltà a trovare l’appartamento (perché di appartamenti si tratta, ormai lo sappiamo). Di fronte al termine della strada c’è una piccola zona a traffico limitato. Due ragazzi giocano a pallone per strada. Proprio in zona trovo un locale con le facciate rosse e le scritte luminose “open” alle finestre. Alcune persone escono dalla porta. Mi avvicino cautamente e guardo i campanelli, ma nessuna indicazione (sul sito c’era scrittto “bei Toto”, campanello “Toto”). Qui siamo inoltre al civico 33. Sul muro scritte “Fick me” e altre cose del genere. Sono indeciso se bussare a caso, i ragazzini che mi guardano mi bloccano. Faccio un giro per le viuzze laterali e trovo altri locali con la scritta “Open” alla finestra. Devono essere altri bordellini orientali. Inizio a capire che la zona è un vero “puttanaio”, scusatemi il termine. Ma del 10 con il campanello “Toto” non se ne vede l’ombra. In realtà era più vicino di quanto immaginavo: alla fine della strada, invece che proseguire dritto per la zona a traffico limitato, è sufficiente girare a destra, probabilmente la strada fa angolo, per trovare quanto cercato. Una palazzina come tante altre, insospettabile. Ai campanelli tanti nome di ragazze cerchiate di rosso …. Immaginate voi cosa potrà significare. Per ultimo il campanello “Toto Maya”, anch’esso cerchiato di rosso. Sarà questo ? Il civico e il nome della strada coincidono, quindi busso. Mi aprono due ragazze orientali, una giapponese e l’altra cinese di Hong Kong. Mi fanno entrare e sedere. Posso scegliere tra le due.

Memore della bella esperienza di Dusseldorf, scelgo la giapponese. Il nome inizia con la M, ma proprio non me lo ricordo. Vengo accompagnato a fare la doccia in un bagno anche questa volta di mediocre categoria. La camera è però di nuovo graziosa e confortevole, anche più di quella di Dusseldorf. Letto a baldacchino, arredamento in legno scuro, moquette, arazzi alle pareti, il tutto in stile cinese. Ci accordiamo per 100 euro la mezz’ora. I prezzi sono gli stessi di quelli di Dusseldorf. Lei non bacia, almeno non me. Ma iniziamo una lunga, lunghissima serie di carezze reciproche. Mi stendo e la lascio fare. Sarà uno stile giapponese, non lo so, ma provo qualcosa che non avevo mai provato prima. Lei mi accarezza, molto, molto lentamente. Poi sis sposta alle parti basse e le sfiora, gioca con le noccioline, le sposta in basso e in alto, ma sempre tutto al rallentatore. Lui si sveglia, e non vede l’ora che la ragazza si dia da fare come sicuramente saprà fare. E invece lei continua a stuzzicarmi, credo sia una tecnica per innalzare l’eccitazione, che nel mio caso però e a rischio visto che è trascorsa solo un’ora dalla mia ultima esperienza e visto che vengo da tre giorni pieni di avventure. Pur tuttavia la tecnica fa il suo dovere. Lei mi si posiziona sopra e mi da il sedere. E’ molto carina di corpo, anche lei pelle di seta e piedi curatissimi. Solo di faccia non è bellissima, ma a me le orientali proprio non piacciano di faccia, quindi non sono del tutto oggettivo. Si piega e mi mostra la patatina in tutta la sua gloria. Non posso non approfittarne.

Inizia un 69 molto, ma molto lento, mi adatto al suo ritmo, non ho nulla da perdere, vediamo dove vuole arrivare, penso. Certo, se continuiamo così altro che mezz’ora, penso, domani devo ancora venire. Ad un certo punto decido di fare il birichino, Avevo il suo culetto a un centimetro dal naso, e allora umetto l’indice e inizio ad appoggiarlo sul buchetto, massaggiandolo con movimenti circolare e contemporaneamente facendo un po’ di pressione. Lei gradisce, ma capisce che la pressione avrebbe inevitabilmente inserito l’indice dispettoso nel buchetto, ed agitandosi per scacciarlo via non faceva altro che agevolare l’operazione. So che le orientali non lo fanno, e per loro è tabu, ma ho voluto provare a vedere le reazioni. Lei è stata un po’ al gioco, poi, forse indispettita, ha smesso il 69 e ha preso il cappuccio. Finalmente ! Mi monta, ma il ritmo è praticamente quello di un lento per ottantenni. Non si fa penetrare completamente. Dopo un po’ finalmente si accelera, e continuamo in quella posizione per un po’. Poi mi metto io sopra e finalmente affondo i colpi, continuando per un bel poi con lei finalmente partecipe e mugulante. L’eccitazione che ha saputo provocare mi rende piuttosto facile raggiungere la conclusione, il tutto nella mezz’ora canonica già concordata. Noto un particolare: sul letto una televisione con un indice delle canzoni in sottofondo. Quando si entra in camera il dvd si avvia. E’ programmato per non ripetersi, e vi sono 7 canzoni. Praticamente, finita la musica finita la mezz’ora. E’ un segnale di avvertimento per le ragazze. Pago il mio centone e scappo di corsa alla macchina, incrociando nel frattempo due loschi figuri in giubbetto di belle nera che non promettono nulla di buono. Che dire, l’esperienze di per se non è male. Se penso però che per 50 euro in più sono stato un’ora da Dio al Traum’s Paradise, non posso consigliarvi questi posti. Le location sono poi piuttosto squallide, e l’esperienza nel complesso ne risente. Lo dovevo per onor di cronaca. Ma non ci ritorno.

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Trapanatore
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08/10/2012 | 22:57

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SVEGLIA E PREPARATIVI

Il letto è comodo e confortevole, trovo il classico piumone, ma questa volta è sufficientemente grande da riucire a rimboccare la parte vicino ai piedi, così da bloccarlo in posizione. La stanchezza ha la meglio, e dormo ininterrottamente fino alle sette del mattino, quando mi sveglio e noto che la giornata è uggiosa. Finora ero stato fortunato, tutte giornate di sole pieno, ieri la temperatura era salita fino a 25 gradi. Scendo per la colazione. Il buffet è degno di un hotel a quattro stelle, peccato che non vi siano cose dolci ma solo salate: uova fritte, wurstel, ampia varietà di salumi e formaggi, croassant salati appena sfornati, frutta fresca, yougurt, stuzzichini, succhi di frutta e quant’altro. Mi viene servito un cappuccino che potrebbe definirsi più una ciotola di caffè e latte, ma comunque gradevole. Acquisto una scheda per la connessione internet wireless, è questa la prima tappa del tour in cui ho trovato un hotspot disponibile (magari ce ne saranno stati altri, alcuni riportano anche presso i locali, ma non avevo sempre il portatile dietro per controllare). Confermo quindi l’impressione che per 62 euro l’hotel è un’alternativa da tenere presente. Mi preparo e mi metto in viaggio. Il programma della giornata prevede tre soste, due delle quale dedicata ad un’altra variazione sul tema che ho voluto introdurre nel tour: è mia intenzione testare l’offerta di club orientali in quel di germania. I club in questione si chiamano Asia Girls, ce ne sono due, uno a Dusseldorf e l’atro a Krefeld. L’hotel che ho prenotato per la notte si trova sempre a Krefeld, vicino all’Happy Garden, che ho intenzione di visitare come ultima meta della giornata. Mi rimetto in marcia e mi incammino in autostrada. Circumnavigo per la seconda volta Colonia, arrivando in breve a Dusseldorf.

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Trapanatore
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08/10/2012 | 22:55

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Dal Samya all’hotel che ho prenotato a Hessen impiego circa mezz’ora di macchina. Percorrendo l’autostrada verso sud continuo ad osservazione lo stesso paesaggio pianeggiante che ormai mi accompagna da tempo. Poco prima di Hessen lo scenario cambia, si intravedono delle colline all’orizzonte, ed i pochi chilometri percorsi prima di arrivare ad Hessen si svolgono su un terreno collinare, simile alla campagna toscana. L’hotel è l’Euro Park, ed ho trovato una camera a 62 euro colazione compresa. Si trattadi un quattro stelle, una struttura medio-grande, sullo stile delle maggiori catene alberghiere che si trovano anche in italia. Non si tratta quindi dell’alberghetto a gestione familiare, ma un ampio hotel con una reception aperta 2 ore al giorno, personale che parla in italiano. Arrivo in camera, al terzo, piano. E’ sufficientemente spaziosa, arredata modernamente, un bel bagno, ma purtroppo il frigobar è rotto. Unica pecca riscontrata. Non ho molto tempo, mi sistemo e mi fiondo nuovamente in macchina per raggiungere Bernd’s, cosa che faccio in circa 10 minuti. L’hotel dista una diecina di chilometri dal locale, sulla carta, quando ho prenotato, mi sembravano meno. Stiamo comunque parlando veramente di 10 minuti di macchina, quindi la sistemazione è comunque da tenere presente qualora nel localino consigliato vicino al Bernd’s non si trovasse posto o se comunque si preferisse un hotel internazionale ad un piccolo bed and breakfast a conduzione familiare.

BERND'S SAUNA CLUB

Il locale si trova nel mezzo di un paesino piuttosto caratteristico. Meno pittoresco dei villagi che ho visitato in NWR, ma comunque simatico. Le costruzioni hanno il classico tetto spiovente con i mattoncini scuri, ma le facciate sono spesso tinteggiate di bianco, talvolta a scacchi neri, caratteristica questa che ho riscontrato solo in questo paesino. Meno curati i vialetti, i giardini, insomma, il tutto meno fiabesco. Mentre attraverso il paesino ho la sensazioni di essere osservato dagli abitanti. Effettivamente sembra di invadere la loro privacy, ma ormai avranno fatto l’abitudine a vedere macchine nuove che vanno al locale, e non ci fanno più caso. Lo trovo comunque un po’ imbarazzante. Quando il tom tom mi indica l’arrivo non riconosco immediatamente il locale e soprattutto non identifico il parcheggio. Mi chiedo se il posto è veramente quello, ma scaccio subito i dubbi per la concentrazione di macchine parcheggiate lungo la strada o nelle aree adibite a parcheggio. State attenti a parcheggiare bene, la gente qui si arrabbia. Io ho preferito trovare un’area di parcheggio libera a 200-300 metri e fare qualche a piedi, molto più tranquillo, e si evita qualunque tipo di problema. Avevo letto che c’era anche un parcheggio privato, ma non l’ho trovato. Comunque, la casa è una come tante altre nel villaggio, tenete presente il civico, 28, ben visibile sulla facciata. Novità novità, nessuna inferiata di metallo all’ingresso. Si rampo al Bernd’s questa tradizione che finora non aveva mai tradito. Busso e mi viene aperto praticamente subito.

Mi apre una signora che però non parla inglese, ma immediatamente le viene in soccorso una bionda cinquantenne completamente nuda che mi da il benvenuto in inglese praticamente perfetto. Credo sia una tedesca che lavora da tantissimi anni al locale. Mi conduce agli spogliatoi, mi fa cambiare e quindi mi conduce in giro paronimico per il locale. La prima cosa che penso è se puoi vorrà abbordarmi, ma il pensiero viene subito scacciato quando lei stessa mi indica le caratteristiche del locale, tra cui l’assoluto divieto imposto alle ragazze di approcciare i clienti. Qui tutti si devono sentire a proprio agio. Iniziamo a descrivere il locale. Allora, è piccolo, il più piccolo che ho mai visitato sinora, immaginatevi un classico appartamento su due pieni (in realtà su tre, ma l’ultimo piano non l’ho visitato e non so cosa ci sia, forse altre camere. Al piano terra, oltre il piccolo bancone della reception troviamo: sulla sinistra un piccolo bar (2-3 posti di fronte al bancone, tanto per intendersi), una sala buffet (piccola, sarà un 3 metri per 4, ci sono solo 6 posti a tavola in tutto) e un salottino con divanetti e un plasma con film porno. I divanetti sono per 6 persone circa, 8 ci stanno strette. Insomma, tutto in miniatura, il clima è quello familiare, sembra di stare in casa altrui ed assistere ad una vesta privata. Al piano di sotto un altro piccolo bar, altri divanetti (6 posti circa), le docce e una piccola sauna.

Le stanze sono sia al piano terra che al piano di sotto, tutte molto piccole, il letto e lo spazio intorno per passare. Il Bernd’s è un mondo a se, non ci può classificare. Questa è la conclusione a cui sono giunto. Qui le ragazze sono tutte nude, rigorosamente, ma non possono approcciare. Qui tutti sono disponibili e gentili, il clima è da vecchi amiconi. Tutti si conoscono, la base della clientela è costituita per la maggior parte da locali che orami da anni frequentano il locale. E’ anche un locale molto disinibito e dove è necessario non avere troppe inibizioni. Innanzi tutto non esistono gli accappatoi. Viene fornito un asciugamano. Il mio era troppo piccolo, ed ho poi dovuto chiederne uno più grosso. Generalmente l’azione inizia in pubblico. Baci, anche appassionati e quasi sempre lavoretto di bocca di fronte a tutti, a distanza talvolta anche molto ravvicinata, visto gli spazi. Il tutto nella massima tranquillità e disinvoltura. Mentre stavo seduti nel divanetti mi è capitato spesso di avere una coppia in azione alla mia destra e una alla mia sinistra. C’è anche una stanza al piano di sotto con una grande vetrata. Una coppia faceva sesso in camera e si vedeva tutto. Passando per il corridoio si sentono i mugolii delle coppie in amore. Alcuni – ma questo mi è stato solo detto, e non ho potuto verificarlo di persona – fanno sesso con la porta aperta per farsi vedere. Decido di aprire le ostilità approcciando DANY (DANIELA), rumena, piuttosto in carne ma gradevole, bel visino, mora. Quando mi dice di essere rumena ho delle perplessità vista la fama non proprio lusinghiere delle ragazza provenienti dalla Romania. Ma siamo al Bernd’s penso, quindi qui fregature o missili non si trovano. E in effetti questa è la caratteristica del locale. I missili praticamente non esistono, il locale è famoso per l’ottimo servizio offerto dalle ragazze. Tutte baciano appassionatamente, anche perché lo fanno prima di andare in camera, sui divanetti, dove inizia l’azione. Nessuna ha fretta di concludere, tutte sono partecipi e disponibili a vari giochini. Ovviamente ognuno a modo suo, ma nessuna proverà a farvi venire in cinque minuti per uscire dalla camera in dieci. Daniela si dimostra gentile e simpatica. Parla inglese ma anche italiano (l’unica al Bernd’s, mi viene riferito). In camera altri baci, carezze, poi il solito menu, composto da un ottimo lavoretto di bocca, un daty, le tre classiche posizioni canoniche. Tutto con molta partecipazione da parte di lei e ottima soddisfazione da parte mia. Dopo una doccia decido di mangiare qualcosa. Il buffet non è ricchissimo ma comunque gradevole. Formaggi, salumi, uova sode, yougurt e un paio di piatti caldi: una zuppa di verdure e dei carciofini di bruxelles. Mi stendo sui divanetti per riposarmi un po’. Accanto a me siede ALEX (ALESSANDRA), bulgara, magrolina, seconda di seno, mora, bel visino. La incrocio con gli occhi e inizio a chiacchierare. Ci facciamo sempre più vicini e anche con lei iniziamo a baciarci. In camera stesso repertorio, non mi dilungo, forse lei è un po’ meno partecipe, soprattutto per il fatto che è sempre attenta al cappuccio durante la penetrazione. Generalmente a me da fastidio che metta la mano laggiù per verificare che sia sempre tutto a posto. Ma per il resto tutto ok, se non per il fatto che dopo mezz’ora di giochini vari e cavalcate in varie posizioni, l’amico di avventure decide di fare festa, non ne vuol sapere di concludere. Non gli posso dare torto, visto lo stress a cui lo sto sottoponendo, quindi mi scuso con Alex e gli dico che per me è stato bello lo stesso. Ultima sessione con una ucraina TANIA, che purtroppo non parlava una parola di inglese, ma in camera ci siamo intesi benissimo. Praticamente siamo venuti insieme mentre eravamo in posizione canonica. Nche lei molto partecipe, bacia appassionatamente, si lascia coinvolgere nel daty, ma ormai rischio di ripetermi, in quanto qui al Bernd’s si fa veramente fatica ad immaginare che le cose possano andare male con le ragazze.

Che dire, il locale è una piccola (in tutti i sensi) oasi di trasgressione, non è dal mio punto di vista classificabile in quanto è veramente un mondo a se. La conclusione cui sono giunto è che o lo ami o lo odi. Sicuramente aiuterebbe molto parlare tedesco, qui non tutti parlano inglese, sicuramente è frequentato da gente locale, quindi è necessario essere discreti, entrare in punta di piedi e farsi accettare sapendoci un po’ fare. Interessante per un’esperienza, molto più interessante se si avesse la possibilità di tornarci periodicamente, per stringere legami e sentirsi sempre più a proprio agio. Perché proprio questo è il rischio: se non ci si immedesima nel clima e non ci si lascia dietro un po’ di inibizioni, si rischia di trovarsi male.

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Trapanatore
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08/10/2012 | 22:54

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Arrivo in circa mezz’ora al Samya. Attenti al numero civico, il Tom Tom non lo riconosce, ma la strada di destinazione è piccola ed il Samya è facilmente identificabile dallas critta che campeggia in alto all’edificio, bianco, su tre piani. L’ingresso del parcheggio è sul lato, e l’entrata del locale è sul retro dell’edificio, direttamente dal parcheggio. In pratica la massima riservatezza per i clienti, che non devono entrare dalla strada. Sono circa le 13 quando entro. Ci saranno una decine di ragazze e 5-6 clienti. Il locale non è grande, lo classificherei nei medi, ma è piuttosto confortevole, con finiture di medio livello e un bel centro wellness al piano inferiore. Ma partiamo per ordine. Busso e mi apre immediatamente una signora bionda, che purtroppo non parla inglese ed accenna ad una smorfia quando gli chiedo se lo parlava.

Ma ci capiamo ugualmente. Pago i 50 dell’ingresso e ritiro un ottimo accappatoio di ottimo cotone, bianco con i bordi rossi. Il migliore mai trovato finora. Soffice e confortevole. Al piano di sotto gli spogliatoi, i bagni (ma ci sono anche al piano terra), le docce ed il reparto wellness più completo finora visto: sauna finlandese, bio-sauna, bagno turco, docce con il getto d’acqua gigantesco, lettini per riposarsi, delle vasche per l’idromassaggio dei piedi (credo, non ho visto nessuno che le usava), una stanza per i massaggi. Manca solo la whirpool. Mi viene poi spiegato (ma lo avevo già letto) che 6-7 anni fa il locale era un centro benessere, meta preferita di personaggi famosi e calciatori. Al primo piano, dove ora sono le camere, all’epoca c’erano le stanze per i massaggi. Ma veniamo al piano terra. La porta immediatamente di fronte a voi quando entrate porta nell’unico salone del locale, con il bar, un piccolo banco buffet, qualche divanetto e l’accesso ad una veranda con tavoli e sedie. La veranda è coperta dal tendone giallo visibile nella foto, oggi si stava bene, ma d’inverno credo che sia inagibile per il freddo. Al piano primo, come già detto, le stanze, tutte molto belle, arredate bene e spaziose. Il livello del complesso è quindi medio, medio-alto. Non arriviamo agli ambienti di classe del Palace o del Villa Vertigo, né del Traum Paradise, ma comunque è molto gradevole. Il grosso vantaggio è che al piano interrato, nel wellness center, si ha tutto il modo di riposarsi indisturbati. Le ragazze sono tutte in topless, deve essere una regola della casa. Non ci sono bikini o top, tutte uguali. La media è buona, solo un paio di sufficienze, poi tutte belle ragazze, sette-otto con un nove, una biondona polacca di cui vi racconterò dopo. Tempo di aprire le danze. In questo locale è fatto espresso divieto alle ragazze di abbordare i clienti. E la regola è veramente ferrea. Qui, per la prima volta, non ho mai visto nessuna ragazza ammiccare, salutare, sfiorare o fare qualsiasi forma di gesto ai clienti. Sono tutte sedute sui divanetti o sugli sgabelli al bar, in attesa della vostra prima mossa. Talvolta parlano tra di loro, ma quando non sono “in caccia”, si tratta solo di aspettare. Abbordo SETIENNE (o qualcosa di simile, il nome non era facilissimo), detesca scura, 1,70 circa, capelli lunghi neri, magrolina, seconda di seno. Mi ispirava perché aveva l’aria di una ragazza distinta. Iniziamo a parlare e ci tratteniamo per oltre un quarto d’ora, creando un po’ di feeling. Poi saliamo in stanza. Inizio ad accarezzarla, a baciarla, ma molto delicatamente perché non capisco se gradisce o meno. Faccio tutto molto lentamente, lei lascia fare. Mi concede il dating, molto prolungato, lei è partecipe ma fa fatica a scaldarsi. Per concludere mi aiuto anche conl’indice, che gradisce e non rifiuta. Quindi passa lei al contrattacco.

Ci sa veramente fare con la bocca, è brava, lavora di lingua e poi sa utilizzare tecniche diverse. Mi incappuccia e iniziamo con lei sopra. Dopo una bella cavalcata lei si stanca (mi dice di essere andata a cavallo e di avere i muscoli stanchi). Allora la distendo e vado sopra di lei, con la classica posizione missionaria che mi offre l’occasione di baciarla. Mentra prima baciava dolcemente ma senza concedere il bacio alla francese, ora è lei che prende l’iniziativa. Continuiamo per parecchio tempo, anche perché la mia maratona mi rende ormai difficile raggiungere presto l’orgasmo, così le danze durano in varie posizione con lei sdraiata, poi di lato ed infine sempre alla missionaria. Concludo tutto sudato. Lei molto partecipe e carina. Ma è necessario saperla prendere all’inizio e scaldarla con calma. Chiaccheriamo un po’. Chiedo quanto siamo stati. Più di un’ora mi dice. Un’ora e dieci minuti. Pago un0ora, bacetto e grazie e arrivederci (75 euro, ma ormai in queste zone i prezzi sono standard). Tempo di avvicinarsi al buffet. Poca roba, trattasi del buffet del pranzo, non posso quindi dirvi cosa ci sarà sera. Io ho trovato i soliti salumi, qualche formaggio (in realtà una decente scelta), della bella frutta fresca. Simpatici i frigoriferi con le bottigliette di bevande a disposizione dei clienti. C’è anche il cavatappi attaccato alla maniglia. Non c’entra nulla ma mi viene in mente ora: i bagni hanno un particolare fenomenale, che vedo per la prima volta. Una volta scaricata l’acqua si attiva un mezzacanismo che fa ruotare la seduta del wc, lo pulisce e lo disinfetta. Veramente una gran bella idea ! Tempo per una sauna e una quindicina di minuti di relax sul divanetto, quindi di nuovo a caccia. I clienti sono aumentati, saranno una decina, le ragazze circa 15.

Una curiosità: all’ingresso troverete l’elenco delle ragazze che lavorano nel locale, sono circa 40 (non tutte in contemporanea) e per ciascuna di esse è indicato quali extra fanno e per che prezzo. Dopo essermi guardato in giro sono indeciso se andare con un’altra ragazze nella media, accendendo il radar del GFE, oppure puntare sul top della belleza del locale: una bionda alta 1,80, occhi e viso da favola, un corpo da sballo. Non posso lasciarmi sfuggire questa occasione, rischio il missile, chi se ne frega. Lei si chiama KARINA, è polacca, biondissima, capelli a caschetto. Non parla inglese, solo qualche parolina, ma ci si intende. Sciogliamo il ghiaccio ed è simpatica. In camera fa tutto con calma, ma prende lei l’iniziativa. Mi bacia un po’ dovunque (ma non in bocca), quindi passa alle parti basse dove inizia un ottimo lavoretto, con calma e maestria. Gli chiedo di contraccambiare e mi concede il dating. Si lascia andare, si inizia a scaldare, ma poi mi blocca. Mannaggia ! “Dangerous” mi dice. Che significa “dangerous” ? Capisco che non vuol concludere, tenta di non farlo mai, si stancherebbe troppo. V

a beh, pazienza, proseguiamo con l’azione. Ripone nuovamente a sua attenzione al fratellino, poi mi incappuccia. Lei sopra è un vero spettacolo. Partecipa attivamente al gioco, sembra gradire. Anche lei si stanca e allora passo all’ormai consueta girandola di posizione con me sopra e di lato. Ma ho difficoltà a venire, e, per dirla tutta, anche a mantenere in erezione il compagno di avventure. Lei capisce che per concludere è necessaria una mossa astuta, e allora mi propone la pecorina. Signori, che spettacolo. Un sedere da favola. Con foga e colpi ben assestati riesco a chiudere l’esperienza in cinque minuti. Che dire, non un GFE ma un’ottima esperienza. Concludendo, il locale è carino, le ragazze pure, si ha l’impressione che la qualità dei servizi sia mediamente buona. Qualche missile esisterà pure, ma nel complesso credo che valga la pena ritornare.

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Trapanatore
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08/10/2012 | 22:53

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Il locale si trova in una zona industriale tra Colonia e Bonn. E’ vicino all’autostrada, 5 minuti dal’uscita. Il fido navigatore di viaggio mi conduce proprio all’uscio.

Sono in anticipo (il locale dovrebbe aprire alle 10), ho una mezz’oretta per scrivere alcuni appunti in attesa dell’apertura. Il locale si presenta come una palazzina a due piani. Un uarto alle 10 decido di dare un’occhiata al locale da vicino. L’entrata è sul retro, come indicato chiaramente dai cartelli. Mi avvicino per avere conferma degli orari. Evidentemente mi vedono dalla telecamera e immediatamente mi aprono la porta. Mi saluta una signora sulla cinquantina, parla inglese ed è molto gentile. Gli dico che posso passare dopo, ma lei mi fa entrare ed accomodare in un salottino d’attesa, offrendomi da bere e pregandomi di attendere li in attesa che le ragazze si preparino. Leggo qualcosa, mi guardo intorno. Il locale è vermanete bello, proprio come me lo aspettavo. E’ un locale di classe, gran belle finiture e molta attenzione ai particolare. Siamo nuovamente ai livelli del Palace e del Villa Vertigo. Qui non ci troviamo ovviamente in un club ma in una casa per appuntamenti. Approfitto del bagno ed ho l’occasione di vedere le camere, che sono tutte aperte (una decina al primo piano, più credo, altrettante al piano di sotto. Tutte molto belle e arredate con gusto. Arriva il momento tanto atteso, vengo portato in una seconda camera, mi siedo e la signora mi spiega che entreranno le ragazze una ad una, pregandomi di annotare il nome di quella che mi interessa. Inizia la sfilata.

Entrano in successione 7 ragazze, tutte carine, diciamo sette-otto. Nessuna sufficienza stentata, nessuna fotomodella, il livello è comunque altro, e tutte sono vestite in abiti eleganti e molto fini. Segno i nomi annotando due ragazze che mi interessano, una russa e una tedesca. A quel punto entra un’altra signora, la matrona, non so come si possa chiamare. E’ molto disponibile, come tutti in questo luogo, d’altronde. Avrà sessanta anni, bionda, molto cordiale. Capisce che la prima volta e mi chede se ho qualche preferenza. Indico le mie due scelte. Lei mi fa capire che la russa, NATASHA, parla inglese, è molto dolce e sensuale, mentre l’altra, la tedesca, è molto più giovane e non ha studiato lingue straniere. Si informa poi dei miei gusti, e quando gli dico che cerco un GFE, mi consiglia vivamente di scegliere Natasha. Così faccio. Parliamo di prezzi. Il locale non è economico, come mi attendevo, ma neppure improponibile. Direi un ottimo rapporto prezzo/prestazioni. Un’ora tutto comrpeso, con sesso a piacimento senza limitazioni di sorta sono 150 euro. Se voglio posso optare per un’ora e mezza al prezzo scontato di 200 euro invece di 230. Opto per un’ora. Natasha è molto simpatica, carina. Non è giovanissima, ha 30 anni, un bel sorriso e dei begli occhi. Chiaccheriamo un po’ per rompere il ghiaccio, poi facciamo la doccia insieme. Ci stendiamo e ci avvinghiamo in un lungo e passionale bacio. Carezze, abbracci, strusciamenti, il tutto nella massima tranquillità e spontaneità. Prende poi lei l’iniziativa, mi accarezza e bacia dovunque, molto lentamente, per poi scendere alle parti bassi. E’ molto delicata, e il fratellino è già da tempo sull’attenti.

Non fa nulla per accelerare le cose, lavora prima con la sola lingua, poi con tutta la bocca. Si interrompe da sola, risale strusciandosi con il corpo e mi ribacia. Proseguiamo ancora per un po’. Poii prendo io l’iniziativa, la volto e inizio a baciarla ovunque, per poi arrivare all’oggetto del desiderio. Arriva in pochissimo tempo, ed ho la certezza che non sta simulando. Risalgo, ci ribaciamo a lungo, quindi riprende lei l’iniziativa. Prima di bocca, poi mi incappuccia e mi sale sopra. Movimenti lenti e appassionati. Poi, eccitata, inizia a cavalcarmi più veloce, finchè, stanca, si accascia di lato. Allora salgo sopra di lei e iniziamo una missionaria indimenticabile, molto coinvolgente, baciandoci mentre la penetro prima piano, poi velocemente, poi ancora piano. Mi metto in ginocchio e accellero il ritmo, poi la sposto di fianco per il rush finale. Bello vedere il suo bel seno al natura ballonzolare su e giù. Non mi è facile concludere.

Sono evidentemente stanco delle attività dei giorni passati. Lei lo capisce, anche perché la vedo piuttosto stanca. Accellero il ritmo e finalmente arrivo in un bagno di sudore. Mi accascio e continuo a baciarla. Seguono carezze, e poi una bella chiacchierata. Insomma, che dire. La prestazione è di un altro livello rispetto a quello che ho provato finora, un GFE da paura. Sicuramente le russe sono una garanzia, il locale si presta poi ad una grande attenzione per il cliente. Andateci, se volete trascorrere un’ora veramente piacevole in un ambiente di classe con persone molto gentili e cordiali. Non è il locale per chi vuole spendere 50 euro per una svuotatina veloce. Per quello ci sono altri locali più adatti allo scopo. Ultima informazione: anche qui è necessario essere fortunati. Benchè tutte le ragazze cercano di lasciare soddisfatto il cliente, è possibile non trovarsi benissimo, dipende ovviamente dal feeling che si instaura. Così mi ha infatto raccontato Natasha. Se si cerca un’esperienza soft e si incappa invece con una hard del sesso, probabilmente ci saranno poche affinità. Affidatevi alla matrona, è li per questo. Ditegli che tipo di esperienza state cercando, vi indicherà leri la ragazza o le ragazze giuste.

D’altra parte, a differenze dei sauna club, qui il personale cerca di stabilire un rapporto duraturo con la clientela e quindi necessariamente di soddisfazione per quest’ultima. Anche i nuovi arrivati sono i benvenuti, benché il locale sia frequentato per la maggior parte da clienti del posto che ritarnano spesso. Anche il nuovo arrivato, se si trova bene, ritorna. E’ la prima regola del marketing, e qui la conoscono molto bene. Sono contento di aver inserito questa esperienza nel mio tour, spero di aver fornito anche utili informazioni. Ci tornerei volentieri. Ma ora ho altre tappe da completare. Prosegue il tuor. E’ quasi mezzo giorno.

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Trapanatore
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08/10/2012 | 22:52

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Speravo di dormire bene come la prima invece, ed in vece il piumone mi ha fatto troppo caldo e mi sono svegliato parecchie volte cercando una copertura ottimale. I piumoni saranno soffici e confortevoli, ma hanno il grosso difetto di essere “tutto o nulla”. Se hai caldo lo togli, ma così hai freddo, provi a coprirti a metà, ma in qusto modo hai le gambe che scoppiano dal caldo e la schiena congelata. Insomma, non ho dormito per nulla bene. Mi sveglio di buon ora, faccio le valigie e guardo il programma della giornata.

Mamma mia, l’agenda è ricca di appuntamenti, ben tre luoghi da visitare. Eh si, in fase di preparazione avevo dato per scontato che dopo i primi due giorni di “acclimatamento” avrei potuto tentare la tripletta. In realtà la prima tappa è “scappa e fuggi”, come avrete modo di leggere in seguito. Ma comunque tre tappe sono tre tappe, e quella sorta di “acclimatamento” che avevo previsto in fase di preparazione nella realtà dei fatto è invece già una sorta di affaticamento. Ebbene si, inizio a sentire i primi segni di affaticamento, forse ho esagerato i primi due giorni, non credo di poter riuscire a tenere questo ritmo. Ma il tour è ancora lungo, e lungi da me il pensiero di non portarlo a compimento. Perché tre tappe se ho previsto di visitare 14 locali in 7 giorni ( e quindi, se la matematica non è un’opinione, due locali al giorno) ? Beh, vi svelo il segreto che ho tenuto nascosto finora: la programmazione che ho fatto è ancora più ambiziosa di quello che vi ho raccontato finora. I locali da visitare sono 14, ma tutti in 6 giorni e non 7, così da lasciarmi l’ultimo giorno libero per ritornare nei posti che mi sono piaciuti di più. In pratica il tour dovrebbe prevedere 15-16 visite a 14 locali. L’ultimo giorno non è stato programmato, è una giornata a disposizione che deciderò in seguito come riempire. L’albergo, qualunque locale deciderò di visitare nuovamente, è sempre quello dell’aereoporto di Maastricht, per prendere il volo la mattina successiva. Ma torniamo al programma di oggi.

Si cambia zona. Si lascia la meravigliosa e caratteristica zona del confine tedesco-olandese e ci si sposta verso le grandi città, Colonia e Bonn in particolare. L’idea è quella di visitare il Samya e il mitico Bernd’s. Giornata ricca, quindi. Ma sulla strada per il Samya l’intenzione è quella di visitare anche il Traum Paradies, nella periferia di Colonia. Non è un classico Suna Club, né un club FKK. Dovrebbe essere molto simile ad una casa chiusa, dove si entra, si osservano le ragazze in sfilata, si fa la propria scelta e si entra in camera. Un vecchio bordello, insomma. Diciamo che è una divagazione sul tema che ho voluto introdurre nel tour, anche perché su internet il locale è molto apprezzato. Ho letto essere molto elegante e frequentato da belle ragazze. Mi attendo un localino di classe, insomma, non un borsellino squallido di provincia. L’idea è quella di fare una visita, una scelta, sparare un colpo e quindi via di corsa al Samya. Faccio colazione, saldo il conto dell’albergo e mi metto in viaggio. Per la notte ho prenotato un albergo ad Hennef, in modo da essere vicino all’uscita dal Bernd’s.

Avevo letto molti commenti positivi su un alberghetto a 200 metri dal Bernd’s, ma ho preferito prenotare in una struttura leggermente più grande a un paio di chilometri di distanza. Per lo meno provo qualcosa di nuovo e condivido le miei impressioni. L’idea è quella di fare il check-in subito dopo essere uscito dal Samya e prima di andare al Bernd’s. Una nota sul programma: visiterò nei prossimi giorni altri locali vicini al Villa Vertigo, ma sono stato costretto ad anticipare la trasferta in quel di Colonia perché il Bernd’s è chiuso durante il fine settimana. Qualora doveste programmare un simile tour, provate a invertire le due giornate, magari rimanendo in zona per visitare gli altri locali e quindi spostarvi verso Colonia. Il viaggio dura infatti un’oretta circa. Nulla di particolare, è tutta autostrada, ma è possibile comunque ottimizzare gli spostamenti. Il viaggio mi conduce lentamente fuori da quelle zone caratteristiche che ho visitato i giorni scorsi per condurmi verso Colonia. Il paesaggio lentamente muta. Sembra ora di attraversare la pianura padana. Ogni tanto ancora qualche casetta caratteristica, che lascia tuttavia presto il posto a palazzi e edifici più moderni.

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Trapanatore
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08/10/2012 | 22:50

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Mi accingo a raggiungere il Golden Time con una certa curiosità. Ho letto di tutto di più su questo locale, che molti definiscono uno dei migliori, se non il migliore della zona. Scoprirò che, almeno dal mio punto di vista, nulla è più lontano della verità. Ma andiamo per ordine. Il tragitto dall’hotel al locale è brevissimo, dieci minuti scarsi. Il fido Tom Tom indica l’arrivo quando sono a metà di uno stradone e non vedo nessun locale. Vado avanti e torno indietro, rallento e trovo sulla destra una stradina di accesso. Il locale è ad un unico piano, e non è facilissimo vederlo dalla strada. Il cannellone d’ingresso non riporta la sigla Golden Time, ma non faticherete a trovarlo dal gran numero di macchine postegiate. Entro e mi parcheggio sulla destra, non senza difficoltà a trovare posto.

Ci saranno almeno 50 macchine posteggiate. Trafficato il locale, penso. Solita cancellata, ormai è un segno distintivo, suono ed entro. Un baccano assordante. Musica a palla. In pratica è come essere in una discoteca. Fiumane di persone. Abituato ad altri locali più sobri qui sembra di essere entrati in un mercato. La signora all’ingresso mi consegna il braccialetto con una chiave magnetica e un ottimo accappatoio bianco. Le docce sono subito sulla sinistra. Il locale all’interno è piuttosto piccolo. In pratica un unico stanzone dove c’è il bar e i divanetti. Definirlo stanzone non è poi neppure troppo corretto. Si sta stretti, insomma. C’è tanta gente, ma tanta vermente. Ci saranno 50-60 uomini e 30-40 ragazze, praticamente tutti ammassati. Si fatica a camminare e a trovare posto a sedere. Nel descrivere i locali cerco di essere il più obiettivo possibile, così da darvi un’idea delle differenze tra un posto e l’altro. Qui proprio non mi trovo a mio agio. Faccio un giro per il locale, scopro che oltre al locale bar e divanetti il locale si estende circumnavigando un cortile interno. Tutto intorno le camere, e nel cortile una sauna, un whirpool, delle docce e un lettino per i massaggi. Il cortile è coperto da una vetrata, non è a cielo aperto, e si sta bene. E’ l’unico posto dove si riesce a trovare un po’ di tranquillità.

Certo, c’è anche la parte esterna, e forse per questo il Golden Time acquista punti. Il giardino sul retro è piuttosto grande, più o meno come quello del Villa Vertigo. C’è un patio cono tavolini e divanetti, vialetti, degli chalet e un tendone riscaldato dove servono il buffet. Noto che stanno distribuendo cibo caldo, una sorta di spezzatino condito, ma non approfondisco l’argomento in quanto avevo deciso di mangiare dopo la prima timbrata. Si rivelerà poi la scelta sbagliata perché il buffet è aperto dalle 6 alle 8 e poi chiude. Sono le 7 circa, mi metto subito in caccia. Ma non c’è bisogno di darsi tanto da fare. Ho letto che nel locale alle ragazze era vietato approcciare i clienti. Nulla di più falso, almeno oggi. Ho visto tante ragazze che abbordavano i clienti, ed io stesso sono stato approcciato una decina di volte, mi sono anche saltate addosso mentre stavo riposando su una sdraio nel cortile dopo aver fatto una sauna. Il locale ha finiture medie, è discreto, ma nulla a che vedere con il lusso del Villa Vertigo. Le ragazze sono in bikine, alcune in topless, alcune con il corpetto. La media è anche qui molto alta. Appena sono entrato ho notato subito diverse belle stangone, ma difficilmente si scende sotto il sette. Solo un paio di ragazze su 40 circa si meritavano appena la sufficienza, per il resto 7 abbondanti, molti 8 e qualche fotomodella da 9, anche se forse il top di Villa Vertigo non si raggiunge. Anche in questo caso, come al Villa Vertigo, si ha l’impressione che esista un filtro all’ingresso: qui le brutte non entrano ! Meno male !. I passaggi sono molto stretti per la calca, si strusciano i lati delle ragazze, e loro ne approfittano per tirarti a se.

Una di questa è NELLY, bielorussa. Parla pochissimo inglese, ma ci si intende. Devo pur iniziare in qualche modo, e le russe/bielorusse non mi hanno mai tradito. Così decido di seguirla in camera. Scelta corretta. Bacio appassionato, dating molto gradito, prolungato. Quando stava per venire mi sono aiutato con il mio indice, lei ha gradito, ma mi hai poi sgridato. Evidentemente in altre occasioni, più lucida, non si fa penetrare con le dita. Passa quindi all’attacco, ed il lavoretto non è per nulla male, alternando colpetti con la lingua ad affondi più vigorosi. Le danze ci vedono impegnati in tre posizioni, iniziando con lei sopra, per poi proseguire con una prolungata missionaria e quindi concludere alla pecorina. Ottima partecipazione e buon GFE. Il Golden Time, confusione a parte, si conferma un posto con ragazze di alto livello e servizi in camera soddisfacenti. Faccio in tempo a farmi una doccia che vengo abbordato da una bulgara, a cui necessariamente devo rispondere che non che la faccio la seconda volta dopo cinque minuti. Peccato perché era molto carina. Prosegue e questa volta mi abborda un’altra bielorussa, VESNA. Questa volta mi lascio convincere, anche perché lei è da copertina, un corpicino minuto ma sodo, con ogni cosa al suo posto. Mora, seconda di seno, un bel visino. In camera si rivela tuttavia discreta ma non superlativa. Bacia un po’ svogliatamente, prende subito l’iniziativa con il fratellino, mi concede un ottimo 69 ma ….

Accade il fattaccio. Ragazzi …. Sono passati appena dieci minuti dall’ultima venuta, la quarta della giornata, e il mio compagno di avventura ha deciso che stavo sottoponendolo ad un ritmo troppo forzato. Così ha deciso di non collaborare. Ho dovuto interrompere il 69 e scusarmi. Ma lei non si è data per vinta. Rilassati, mi ha detto. Ha riniziato il suo lavoro con dolcezza, poi in maniera sempre più decisa. E così ha risvegliato colui che era già andato precocemente in letargo. Colgo l’attimo e chiedo di incappucciarlo. Lei sorpresa mi dice … “allora proviamo eh ?”. Certo che proviamo, penso. La posizione è quella a me più canonica con lei sopra. Che decido di non cambiare. Bella la vista del suo corpicino, che ammiro fino all’esplosione. Altra discreta mezz’ora in camera. Ora però ho proprio bisogno di riposo. Vado a mangiare, ma il buffet è già finito, mi informo e mi dicono che alle 10 arriva la pizza. Aspetto con una suana e una riposatina sul letino del corrtile. Quindi mi fiondo su una zuppa di fagioli e mais che rendono disponibile vicino al bancone bar. Arriva quindi la pizza. Dopo essermi rifocillato ammiro il moto vorticoso di uomini in accappatoio bianco e ragazze. E’ veramente un gran mercato del sesso. Sono indeciso se andare via o tentare l’uiltimo colpo. Incontro nuovamente Nelly, che mi presenta un’amica, DASHA, russa. Come posso dire di no ? Anche questa una scelta giusta. Ottimo bacio alla francese, interrompo io per cambiare gioco, lei sarebbe andata avanti ad oltranza. Mi concede il dating, che tuttavia non prolungo perché evidentemente lei non gradisce più di tanto. Nel frattempo si era riempita la mano di gel e aveva iniziato ad accarezzare il fratellino che questa volta era già bello e arzillo. I giochini con la bocca sono degni di una gran professionista. Me li godo per una decina di minuti. Quindi gli chiedo di salirmi sopra. Dopo cinque minuti la ribalto e continuo a lavorarla di sopra, un po’ alla missionaria, un poò inginocchiato, un po’ alla mezza pecorina. Vengo con le sue gambe sulle mie spalle, affondando i colpi e arrivando al sesto orgasmo della giornata. Stanco, distrutto, assonnato, mi doccio e fuggo verso il mio albergo. E’ passata la mezzanotte, devo riprendermi per un’altra giornata di nuove avventure. Considerazioni finali sul locale. Vi ho già detto tutto, ragazze molto belle, servizi più che soddisfacenti, ma è una gran bolgia. Gli spazi interni sono piccoli e claustrofobici, visto il numero di persone. Sono certo che con la bella stagione e gli spazi esterni a disposizione, tutto sarà più vivibile. Per il momento io preferisco di gran lunga il Villa Vertigo.

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Trapanatore
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08/10/2012 | 22:49

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Arrivo a Villa Vertigo in anticipo. Fate attenzione al Tom Tom, il numero civico 90 non lo ricosce, la casa è comunque immediatamente visibile non appena imboccate la via. La riconoscete perché è una villona bianca con il tetto scuro, veramente una bella costruzione. Che classe, penso. Il primo impatto è veramente positivo. Il giardino sul di fronte curatissimo, le rifiniture della villa tutte di altissimo livello. Il cancello è chiuso, così approfitto per fare un giretto nel limitrofo paesino di Grefrath per osservare qualche spaccato di vita locale. Mi presente puntuale alle 11, ora di apertura. Questa volta trovo il cancella aperto e entro, non senza un po’ di titubanza visto che il parcheggio interno, sulla destra, è completamente vuoto. Sono il primo cliente. Mi presento all’ingresso e noto che manca il cancello di ferro, nota ormai comune a tutti i locali visitati.

Ma trovo invece una bella sbarra rossa. Vuoi vedere che il locale è chiuso ? Mi afficino e fortunatamente vedo un cartello che indica l’entrata laterale; mi sposto e cosa trovo ? Il famigerato cancellino di ferro. Suono e mi apre la padrona, una signora mora sulla cinquantina, molto gentile ma che non parla inglese. Uno dei genitori era però di Barcellona, così lei parla qualche parola di spagnolo, che per noi italiani è comprensibilissimo. Gentilissima mi spiega tutto e mi fa fare un tour panoramico del locale. Mi dota di asciugamani e accappatoi color granata (tutti di ottimi materiali e firmati villa vertigo). Nel mentre apprezzo le ottime finiture e immediatamente vengo attratto da due stangone che mi passano di fronte. Dopo le esperienze inguardabili del Saunapark mi sembrano delle visioni. Siamo sul 9 abbondante, due fotomodelle in persona. Siamo in paradiso, finalmente, penso. Il locale è fantastico, di altissimo livello.

Lo avevo immaginato piccolo e invece è piuttosto grande, direi che lo classificherei nella fascia del Palace e del Yin Yang. Si sviluppa tutto al primo piano, con le stanze al secondo. Sulla destra dell’entrata c’è un ampio stanzone con un bar, diversi divanetti, delle jacuzzi, delle poltroncini ed una grande veranda che affaccia su un grande patio con tavolini, sedie, sdraio nonché un bellissimo giardino molto ampio con baldacchini, una bella piscina , vialetti e chi più ne ha più ne metta. Tutto veramente molto bello. Da questo locale si accede alla sauna, al solarium, c’è anche una stanza per la cura delle mani e dei piedi e delle docce. Dietro questo grande locale ci sono gli spogliatoi e le docce. La chiave apre l’armadietto, ed insieme alla chiave viene fornita una tessera a chip sulla quale vengono segnate le consumazioni extra non incluse nel prezzo di ingresso che è, come di consueto, 50 euro. A sinistra dell’entrata si accede invece ad una sala buffet e ad un’altra stanza con un altro bar e dei divanetti. Dalla sala buffet si accede alla scala che porta alle camere al piano superiore. Le camere, come scoprirò da li a breve, sono bellissime, ampie, spaziose, arredate elegantemente, con il bagno in camera, alcune con un bel whirpool circolare. Completato il giro panoramico mi viene presentata dalla padrona una delle stangone che avevo intravisto. ALISA, (anche se ho qualche dubbio sul nome) rumena, 1,70, fisico mozzafiato, corpetto nero. Anche in questo locale, come ormai di consuetudine, la ragazze non sono nude e non possono approcciare il cliente. Ma la padrona credo che abbia fatto uno strappo alla regola per darmi il benvenuto e per farmi conoscere il meglio dell’offerta in termini di bellezza femminile. Lei è molto gentile, mi fa fare un altro giro del locale, mi opffre da bere, si siede sul divanetto a fare quattro chiacchere, insomma si merita il primo cinquantino della giornata. Peccato che dietro tutta quella bellezza vi sia poca, pochissima sostanza. In camera è un disastro. Non bacia, prende lei l’iniziativa e inizia un lavoretto appena sufficiente, intimandomi di avvisarla per non finire in bocca. Le chiedo se posso baciarla anch’io, ma non mi concede il dating. Andiamo male, malissimo, penso. Poco dopo le chiedo di passare all’azione, così mi incappuccia e completiamo la sessione senza troppo coinvolgimento in un paio di posizione canoniche. Assolutamente non consigliata, se non da guardare. D’altra parte il fatto di essere rumena avrebbe dovuto farmi da subito presagire il missile. Esco dalla camera un po’ sconsolato. Sarà meglio dopo, penso. E così sarà. Nel frattempo il locale si riempe, ora ci sono una decina di ragazze e altrettanti uomini. Mi rilasso un po’, quindi approccio, un po’ per caso, una biondona polacca, ANITA. Il livello delle ragazze è piuttosto alto. Direi nessuna sotto il sette. La media sull’otto, qualche fotomodella da 9 e oltre. Viene da pensare che vi sia una selezione all’ingresso. La polacca in questione non è tra le più belle, parla un po’ d’inglese, ma riusciamo a capirci. E’ simpatica, e decido di darle un’occasione. Ottima scelta. Bacia anche se non troppo appassionatamente, ma si lascia baciare dovunque, si posiziona sul letto spalancando le gambe e ti attende. Non me lo faccio chiedere due volte. Approccio la patatina con il meglio del mio repertorio e in meno di un quarto d’ora lei ha due orgasmi, uno dietro l’altro. Indimenticabile. Proseguo per il terzo, ma lei è esausto e prende l’iniziativa. Il lavoretto di bocca è discreto, ci sa fare, poi passiamo all’azione con un paio di posizioni svolte con buona partecipazione. “Good sex” mi dice. Ci tratteniamo a chiacchierare e accarezzarci un po’. Quindi obolo il cinquantino e saluto allegramente. Finalmente una bella mezz’ora, forse anche di più. Questo è il bello di questi posti. Mi sarà trattenuto sicuramente una quarantina di minuti. Al palace mi avrebbero sicuramente chiesto il centone, non c’è dubbio.

Ma è ora di approcciare il buffet. Non c’è effettivamente molto, salumi e formaggi, qualche marmellata e yougurt, sulla falsariga del Yin Yang. Siamo perà al buffet del pranzo, tenete conto per i paragoni. Verso l’una arriva inoltre un’ottima zuppa calda con verdura e pasta corta. Devo dire piuttosto buona. Nel pomeriggio arriveranno delle fette di torta. Ma passiamo alla mia terza ed ultima esperienza in quel di Villa Vertigo. Già da tempo stavo osservando una ragazza carina, bionda, con i capelli lisci a caschetto, che se ne stava in disparte con una vistosa tunica color lilla. Mi ha incuriosito sia perché era l’unica vestita (le altre ragazze sono in due pezzi, alcune in topless, altre indossavano un corpetto), sia perché non faceva assolutamente nulla per incrociare gli sguardi dei clienti. Si era anche presa una rivista e si era messa a leggere. Vengo a sapere che è russa, si chiama MIA. Nessun cliente decide di abbordarla, e la stavo osservando già da un paio d’ore. La cosa era veramente strana. Ma le cose strane mi incuriosiscono, così mi armo di coraggio e la approccio. Si dimostra simpatica, parla bene l’inglese, ed iniziamo una amabile conversazione. Mi dice che ha i suoi clienti abituali, perché gli piace instaurare un feeling. Difficilmente viene approcciata da nuovi clienti. Umm…butta male penso. Ma poi decido di sfoderare le migliori armi a mia disposizione in termini di simpatia e cortesia. E così mi ritrovo a chiacchierare piacevolmente per più di mezz’ora, durante la quale ho appreso molto della sua vita e del suo modo di pensare. Visto che il ghiaccio si era rotto ho pensato di invitarla in zone più riservate del locale …. Insomma ci siamo spostati in camera.

Decisione azzeccatissima. D’altra parte le russe non mi hanno mai smentito. Lei è molto dolce, ti accarezza, ti bacia (anche se non alla francese) dovunque, si lascia accarezzare e baciare. Fa tutto molto, ma molto lentamente. Mi concede il daty e ragiunge l’orgasmo in un tempo sorprendentemente veloce. Poi mi concede le sue attenzioni. Il lavoro di bocca è di egregia fattura, umido, profondo e stuzzicante al punto giusto. Gioca con le mani e con la lingua. Il tempo passa piacevolmente, ma sono sempre più eccitato e allora prendo il cappuccio e glielo passo. Lei lo indossa con la bocca e si siede sopra il fedele compagno di avventure. Diverse posizioni con lei sopra, con la massima partecipazione. Poi mi fa presente di essere stanca, allora la distendo e continuo alla missionaria, quindi a metà pecorina. Lei urla dal piacere, ma prende un cuscino e si tappa la bocca. Per me è la terza della giornata, quindi posso giocare a mio piacimento fino alla venuta finale. Rimaniamo ancora parecchio tempo ad accarezzarci, farci le coccole e chiacchierare. In tutto siamo stato un’ora e mezzo in camera. 150 euro spesi non bene, benissimo. Consigliatissima, ma create il giusto feeling prima. Ci accomiatamo promettendole che verrò nuovamente a trovarla, chissà! Il posto sicuramente merita. Stanco faccio una doccia per tornare in albergo, riposarmi un’oretta e prepararmi per la seconda avventura della giornata, il mitico Golden Time.

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Trapanatore
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08/10/2012 | 22:47

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Mi sveglio riposato. Ho avuto qualche problemino con il piumone, quelli classici tedeschi che non riesci a rimboccare in nessun modo e devi dormire, senza lenzuoli, coperto solo da questo batuffolone di piume. Che tra l’altro non è grandissimo, non arriva ai bordi del letto, quindi copre giusto l’area sufficiente a nascondere il corpo. Bah, i tedeschi ci saranno abituati, ma io non mi trovo. Fortunatamente la stanza era doppia uso singola, così prendo il piumone dell’altro letto, lo metto di traverso sopra il mio e rimbocco la parte inferiore del letto.

L’alberghetto è tranquillo e si dorme bene. Mi sveglio alle 7.30, dopo 8 ore di sonno corroborante che spero sia riuscito a scacciare via la stanchezza del giorno prima. Ieri forse ho esagerato, 6 schiz il primo giorno, quando ho di fronte un tour di tutto rispetto, forse erano troppi. Il problema non è il numero di venute, che con un buon riposo mi auguro si possano lasciare alle spalle, quanto le sofferenze meccaniche per abrasione del mio amichetto, che è piuttosto delicato in tal senso. D’altra parte faccio un rapido consuntivo del primo giorno: 6 incontri, due missili e 4 canoniche mezz’ore senza infamia e senza lode. Non sono stato fortunatissimo, penso. Spesso una giornata al Palace mi riserva più soddisfazioni, ma credo che a parità di radar anti-fregature, sia anche una questione di caso. Insomma, soprattutto a Yin Yang, che per grandezza e numero di ragazze è paragonabile al Palace, c’è un grande movimento, e si può trovare lo squalo così come una grande esperienza GFE, né più e né meno di quanto succede al Palace. D’altra parte qui in alta sassonia la spesa è decisamente inferiore: 6 sessioni mi sono costate 300 euro, mentre al Palace avrei sborsato qualcosa tra i 400 e i 600 euro, in quanto la maggior parte delle ragazze, per una mezz’ora completa senza fretta e comprensiva di dating chiedono ormai 100 euro (non tutte, lo so …. ). Quello che rende aleatoria la qualità dell’esperienza in questi locali è proprio il grande movimento di ragazze che vanno e vengono da locali diversi. Insomma, come in tutti i grandi locali si deve essere fortunati a beccare le ragazze giuste. Mi attendevo qualcosa di diverso al Parksauna, dove, visto il locale più intimo e raccolto, mi sarei immaginato anche un parco ragazze più stanziale e con una particolare attenzione alla clientela. Insomma, in locali più piccoli l’aleatorietà dovrebbe ridursi. Come vi ho già raccontato il Parksauna si è invece rilevato una gran brutta sorpresa. Speriamo che le mie ipotesi siano confermate dalle nuove esperienze che andrò a fare e raccontarvi.

Scendo in sala colazione per testare il buffet dell’albergo. Niente di particolare. Salumi, uova sode, due succhi di frutta, caffè o te servito dalla gentile signorina che ho incontrato ieri. Siamo in germania, in un alberghetto di un piccolo villaggio di provincia, niente colazione internazionale e soprattutto, per noi italiani, niente cornetti i brioche. Va beh, faccio una colazione alla tedesca a mi preparo per la mia prima avventura della giornata: Villa Vertigo. L’altra mia destinazione odierna è il Golden Time, ma ho preferito visitare prima Villa Vertigo in quanto più distante dall’Albergo. Stasera, infatti, sarò di nuovo qui a dormire, e il Golden Time dista soli dieci minuti di macchina, mentre per arrivare a Villa Vertigo impiegherò una mezz’oretta circa. Dalla foto mi attendo un locale simile al Sauna Park, anche se non ho molte altre informazioni in merito

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Trapanatore
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08/10/2012 | 22:45

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Dopo un’oretta di riposo in albergo, che ho sfruttato per scrivere il resoconto della mia prima avventura, mi dirigo nuovamente verso il Parksauna di Wildenrath. Ormai la strada ed il luogo mi sono familiari, arrivo in circa quindici minuti e posteggio sul davanti del locale. Mi insospettisco vedendo solo tre macchine. Stai a vedere che è ancora chiuso ? Sono quasi le sei del pomeriggio, non è possibile, visto che mi avevano detto che il locale apriva all’una. Non mi perdo d’animo, supero il gabbioto (che, come altri hanno fatto notare, è quasi sempre presente in questa zona delle germania – io perlomeno l’ho notato sia al Yin Yang che al Parksuna) e suono. Nessuna risposta. Porca miseria ….. ma che succede ? Aspetto un minuto e finalmente mi apre una ragazza mora, vestita da amazzone: stivali, cinturone nero di pelle che stringe una sorta di tunica bianca. La ragazza fortunatamente parla inglese, ma è di poche parole. “Did you stau here”, dice, in un inglese sgrammaticato ? No, è la prima volta. Bene, sono cinquanta euro. Pago e scompare sborbottando qualcosa che ha a che fare con le chiavi. Attendo un minuto circa e la vedo arrivare con le chiavi dell’armadietto. Nessuna spiegazione. “Thank you”, mi arrangio da solo. Immediatamente dopo la reception, al piano terra, sulla sinistra, ci sono gli spogliatoi. Mi cambio e proseguo. Dopo gli spogliatoi le doccie e i bagni. Qui arriva il primo problema. A differenza del Palace, ma devo dire anche del YinYang, dove gli asciugamani erano in abbondanza e a completa disposizione degli ospiti, qui non se ne vede traccia. Vorrei farmi una doccia, ma se mi asciugo con l’accappatoio poi sono costretto a tenermi l’umido addosso. Opto per una via di mezzo: una boccettina veloce alle parti intime e un’asciugatina con il lembo dell’accappatio. Supero le docce e i bagni. Sulla sinistra una scala, sulla destra una sauna, il bar con due stanze adiacenti con dei divanetti ed un plasma che trasmette filmini porno. Il locale è praticamente vuoto. Al bancone c’è la ragazza che mi ha aperto, un cliente ed una ragazza inguardabile, nient’altro. Capisco che la ragazza che mi ha aperto fa la padrona di casa, gestisce il bar e apre la porta quando qualche cliente bussa. Mi offre da bere e mi dice che ci sono altri locali al piano di sopra con altre ragazze. Meno male, penso, altrimenti qui è un mortorio. In realtà presto mi accorgo che di vero mortorio si tratta. Le finiture del locale, anche in questo caso, sono medie. Salgo le scale sulla sinistra. Al primo piano una zona massaggio, la sala buffet, un piccolo cinema, altre docce e un altro bagno.

Rispetto al Yin Yang i locali sono molto ristretti, tutto è più ridotto, non vorrei dire claustrofobico, ma comunque immaginatevi stanze del 20-30 mq e non stanzone da 80-100 mq. Al piano terra c’è un’uscita su un piccolo giardinetto sul retro, con una piccola piscina, un banconer bar ed uno chalet. Il tutto tuttora non agibile. Faccio un giro per il buffet, e noto sicuramente un miglioramento rispetto al Yin Yang. Non si tratta certo del buffet del Palace, ma comunque qui non ci sono solo pane e affettati. Anzi questi non ci sono proprio. Trovo stuzzichini, pomodoro e mozzarella, patate condide, spaghetti con una salsa al ragu, pollo in umido, frutta, fettine di pizza. Niente di esaltante, comunque niente male. Rifletto tuttavia che l’ora è diversa rispetto al Yin Yang. Probabilmente in questi club il pranzo viene offerto dalle 11 alle 15 circa, mentre la cena dalle 18 in poi. Non è detto che i buffet dei singoli club offrano le stesse pietanze per pranzo o cena, non è quindi del tutto corretto paragonare il buffet del pranzo di un club con quello della cena di un altro club. Si affaccia una ragazza vestita, magra, bionda e carina. Si chiama Sara, è lei che prepara il buffet. Non lavora, penso, con i clienti. Peccato. Conosce l’italiano ed è simpatica. Ridiscendo per analizzare la situazione ragazze. Il cliente di prima è scomparso, ora sono da solo. Ci sono solo due ragazze sedute sul divanetto. Sono in bikini, come da copione, trattandosi di un sauna club e non di un fkk. Non sono un gran che, diciamo un sei scarso. Qui le ragazze non possono abbordare i clienti, ma utilizzano comunque altri stratagemmi. Ti sorridono a distanza, insomma ti fanno capire di avvicinarti. Se poi gli passi vicino è fatta, ti guardano e se le incroci con gli occhi ti salutano e ti invitano a sederti. Mi è capitato con una delle due ragazze, LINA. “Do you speak english” ? Manco per il cavolo ! Ma sei italiano ? Allora parliamo italiano. Lei dice di essere bulgara, è stata in italia e capisce l’italiano, anche se lo parla a singhiozzi. Questo è quello che passa il convento, penso. Veramente una miseria. D’altra parte ormai sono entrato e non posso di certo buttare via 50 euro senza provare le specialità della casa. Così mi faccio abbindolare dalla pseudo bulgara e ci muoviamo al primo piano in una delle stanze. Una cosa strana che non sono riuscito a capire: prima di salire si annotano il numero del tuo armadietto. “Si paga tutto dopo ?” chiedo. Manco per il cavolo, si paga direttamente alla ragazza. E allora perché si annotano il mio numero di armadietto ?

Boh …. Valli a capire questi tedeschi. Se qualcuno lo scopre me lo faccia sapere. Entro in camera con Lina e contratto mezz’ora per 50 euro. Scoprirò poi che il menu prevede anche 15/20 minuti per 25 euro con lavoro di bocca coperto, opzione questa che però le ragazze non citano praticamente quasi mai. Un ora per 75 euro. Lina è anzianotta, avrà più di 30 anni, non bacia, ma si rilassa e si concede ad un daty prolungato. Anche questa volta sfodero le mie armi, aiutandomi con indice e medio, ed in 15 minuti circa le offro un attimo di piacere. Tocca a lei. Il lavoro di bocca è scoperto, ma non da maestra. Si aiuta troppo con le mani, la presa con le labbra è appena accennata e non profonda. Mi stufo presto e gli chiedo di passare alle danze. E’ la mia quinta ragazza della giornata, e vi ho già fatto presente che senza aiutini l’unica posizione che mi garantisce una buona tenuta è quella con lei sopra. Evito quindi fantasiosi campi di posizione, per evitare clamorosi fallimenti, e mantengo la posizione fino all’esplosione. Una mezz’oretta tutto sommato gradevole, che tuttavia non può definirsi in nessun senso GFE. Durante le chiacchere finali scopro che Lina di bulgaro non ha proprio nulla. Sua madre e suo padre sono turchi, lei è però nata in bulgaria. Effettivamente aveno notato in lei qualche lineamento non proprio dell’est europeo. Ago il cinquantino, saluto, mi doccio e questa volta mi fiondo al buffet. Mangio con gusto, ma metto in guardia chi dovesse arrivare al locale troppo tardi: non sono previsti rabbocchi, finite le pietanze si rimane a digiuno ! Scendo e trovo lo stesso mortorio di prima, anche peggio. Nessun cliente, la ragazza inguardabile di prima. Riacchiappo Lina e gli chiedo cosa succede, se è sempre così. Lei lavora al ParkSauna da una settimana, e non sa rispondermi. Pare però che non ci sia un grosso via vai. Mi dice che qualche presenza in più si registra il venerdi e il sabato sera, oltre che la domenica mattina. Per il resto, durante i giorni feriali, c’è pochissima gente, e di conseguenza pochissime ragazze. Dai racconti si internet non mi era sembrata una situazione così desolata, forse le cose sono peggiorate negli ultimi mesi. E’ vero che sono andato in un giorno feriale, ma è pur vero che mi sono trattenuto dalle 6 del pomeriggio fino alle 11 di sera e ho visto un solo cliente e mai più di tre ragazze di cui nessuna sopra il sei. Per farla breve mi adagio sui divanetti in attesa di qualcuno … ma passano le mezz’ore e non si vede anima viva.

Lina mi chiede di fare il bis, ma non ci penso nemmeno, allora mi vuole indirizzare verso l’amica, che però proprio non si può guardare. Chiaccherando gli offro 5 euro per giocare alle macchinette, e allora lei mi confida un mezzo segreto. Mi dice che sia la barista che Sara, la ragazza che prepara il buffet, lavorano anche in camera con i clienti. Che notizia, penso. Ve la offro su un piatto d’argento, voi che state leggendo queste righe. Farsi la barista è sempre stato nel mio immaginario, e in quello – penso – di molti di voi. Se andate fateci una pensata, e sondate …. La cosa si può fare. Mi raccomando, poi raccontate la vostra esperienza. Io personalmente non ho approfondito il tema, visto che la barista, pur se carina, non era il mio tipo, e poi mi sembrava un po’ ghiacciatina. Per quanto riguarda Sara …. Un mezzo pensiero ce l’ho fatto, ma non è capitata l’occasione, visto che scompariva per lunghi periodi di tempo. Alla fine Lina mi fa conoscere una sua amica, MELISSA, anche lei turca emigrata in bulgaria. Parla italiano, almeno un po’. Un sei scarso, scura, bassina, 1,60 circa. Andiamo in camera e opto per la mezz’ora canonica. Anche lei non bacia, ma anche lei mi condede il daty. Non riesco a fare Bingo, provo ad aiutarmi con l’indice ma non mi autorizza l’ingresso. E allora desisto. Mi concedo alle sue attenzioni che consistono in un lavoretto di bozza ben fatto, umido e profondo al punto giusto. Incappucciameno e unica posizione come ormai da copione. Un’altra mezz’oretta piacevole, ma non un vero GFE, insomma assolutamente non memorabile. Che dire, in conclusione. Il locale non è grande ed è praticamente deserto. Forse per questo le ragazze non hanno fretta, anche se non ho trovato bellezza né esperienze GFE. Devo però fare una riflessione rispetto al Palace di Francoforte: qui una mezz’ora tranquilla, magari anche qualche minuto in più, viene a costare 50 euro. Al Palace le ragazze chiedono ormai quasi tutte 100 per stare in camera rilassati senza accelerare le cose per chiudere in 15 minuti. Peccato perché in locali come questi, più piccoli e riservati, se solo il numero e la qualità delle ragaze fosse superiore, ci sarebbe da divertirsi. Spero ovviamente in quello che potrà accadere nei prossimi giorni. Saluto, esco dal locale verso le 11 e in poco tempo sono di nuovo in camera.

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Trapanatore
Gold
08/10/2012 | 22:44

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Visto che sulla carta il Parksauna Wildenrath apre alle ore 10 (con entrata libera fino alle 18, pare) mentr il Sauna Club Yin Yang apre alle ore 11, e vista l’ora mattutina, mi decido di visitare per primo il Parksauna WIldenrath. Si rivelerà la decisione sbagliata, ma comunque mi darà modo di visitare i dintorni. I due club sono più o meno alla stessa distanza dall’hotel, circa 15-20 minuti di macchina. Mi dirigo verso il ParkSauna godendo il panorama delle stradine al confine tra germania e olanda. La giornata è stupenda, limpidissima, e il paesaggio è comunque gradevole. Si attraversano sterminate pianure immergendosi di tanto in tanto nel folto dei boscheti. Attraverso così alcuni paesini, dalla tipica architettura locale, con i mattoncini rosso scuro e i tetti spioventi (probabilmente per la neve) e di tegole marrone scurissimo, quasi nero. I paesini contano una manciata di case, e la vita in questi posti sembra tranquilla. MI sorprendo ancora per la guida dei locali, sempre molto educati e mai di fretta. Nel timore della polizia faccio la massima attenzione a non superare i limiti, e alcune macchine mi seguono con la massima tranquillità, senza fare il minimo cenno di sorpasso anche quando si potrebbe agevolmente superarmi. Andare a 50 km orari in stradine comunque deserte sembra di essere fermi, per noi italiani che siamo ormai abituati a guidare sempre di fretta. Qui è tutto diverso. In italia mi avrebbero suonato già almeno 10 volte. Arrivo a Wildenrath, piccolo paesino anch’esso di una manciata di case.

Il Tom Tom mi indica l’arrivo, e sulla sinistra vedo immediatamente il Parksauna. Fate attenzione, non si chiama così, sul cancello d’ingresso trovate scritto “pegasus”, ma riconoscete comunque il locale dal grosso numero “35” stampigliato sopra il portone d’ingresso. Entro, noto un parcheggio di fronte con due sole macchine, faccio un salto nel parcheggio dietro la casa, che trovo vuoto. Ritorno al parcheggio di fronte, scendo e busso. Nessuna risposta. Iniziamo bene, penso. Attendo un minuto, ribusso. Niente. Avevo letto che ospiti indesiderati possono non essere fatti entrare, ma la mia fisionomia non è certo quella di un turco o di un orientale, mi maschero bene tra i cittadini del luoghi, quindi deve esserci un’altra ragione. Ribusso. Niente. Me ne sto per andare uando una signora bionda esce da dietro la casa e mi saluta. Deve essere la padrona. NOon parla inglese, o quasi. Chiedo se è aperto. Mi dice che apre all’una. Ma sul sito non c’era scritto alle 10 ? Pazienza, vorrà dire che tornerà nel pomeriggio. Decido quindi di invertire l’ordine delle visite e dirigermi al Sauna Club Yin Yang. Programmo il fido navigatore che invece che condurmi indietro verso l’hotel e quindi al Yin Yang seguendo l’autostrada (il Yin Yang si trova vicinissimo a Roermond, praticamente sulla strada fatta all’andata dall’aereoporto all’hotel, mi indica un percorso in diagonale, che attraversa la campagna tra germania e olanda. Accetto,d’altra parte è un modo per are un’occhiata ai dintorni. Sappiate che, per chi vuol fare lo stesso tragitto tra i due club, si troverà a percorrere stradine non più large di 3 metri, nella campagna, tra i boschi, incrociando fattorie, alcune bellissime villette, un paio di allevamenti di cavalli, boschi, nonché un paio di piccoli villaggi veramente pittoreschi e caratteristici. Sembrano villeggi incantati di un mondo delle fiabe, casette singole, con vialetti, giardini curatissimi, aiuole piene di fiori variopinti, prati verdissimi curati come mai avevo potuto immaginare.

Se è giorno e la giornata è bella, fate questo tragitto, è veramente caratteristico. Purtroppo nel percorso ho incontrato una pattuglia che aveva fermato una macchina, e mi è tornato in mente di avere la patente scaduta. Non ci openso e proseguo, e in poco tempo arrivo al Sauna Club Yin Yang. Alcune indicazioni per chi dovesse andarci: si trova in una stradina che il Tom Tom riconosce come chiusa al traffico, quindi il vostro navigatore non vi porterà al cancello d’ingresso (quello della foto), ma quasi. Fate così: quando siete a poche centinaia di metri d’allarrivo, vi troverete ad un semaforo. Dal semaforo è chiaramente visibile, alto tra gli alberi, un grosso cartello giallo con la scritta “Yin Yang”, a quel punto orientatevi a vista, troverete subito la stradina privata e in breve sarete all’ingresso. Il posto è carino, un bel parcheggio con il ghiaini, e il club dislocato su una piccola altura. Busso e immediatamente mi fanno entrare. Mi accoglie una cortese signorina bionda, che mi saluta e, in inglese, dopo essersi accertata che era la prima volta che visitavo il locale, mi spiega dove sono gli armadietti, quali sono le attrattive della casa e mi fornisce un accappatoio verde. Prezzo d’ingresso: 35 euro, scontato rispetto ai 50 euro indicati sul sito. Probabilmente l’ora (sono circa le 11.30) mattutina prevede uno sconto all’entrata. Mi fiondo subito nella stanza dove sono gli armadietti, ma ho difficoltà a trovare le ciabatte, come già altri cavalieri hanno riportato. Sono dietro il muro che separa gli spogliatoi dalle doccie, dovete salire qualche gradino. Ci sono anche i bagni, uno per le signore e uno per i maschietti. Chissà come saranno a fine giornata, penso. Ne approfitto subito scacciando i brutti pensieri. L’accappatoio è piccolo, riesco a mapena a stringerlo, ma noto che sono più o meno tutti della stessa misura. Questo è sicuramente un punto debole rispetto al Palace, dove è possibile scegliere tra diverse misure e sicuramente trovare quella più adatta a farci sentire a nostro agio. Al Yin Yang, con quell’accappatoio troppo stretto, mi sono sempre sentito non del tutto rilassato. Il locale non è piccolo, ma neppure grandissimo. Per chi conosce il Palace di Francoforte direi che, benché suddiviso su tre livelli, ha più o meno la stessa superficie. Le finiture del locale sono medie, non siamo al livelloi del Palace, tanto per intendersi. Subito dopo la reception ci sono le scale, quelle a destra portano al primo piano, con alcune camere e la zona pranza. Quelle a sinistra portano alla zona spogliatoi, ci sono poi alcune camere, una zona benessere con sauna, whirpool, docce e solarium, il bar con i divanetti, ed un’ampia zona esterna con un patio, ombrelloni, sedie e tavolini. La piscina era in fase di ristrutturazione, così come alcuni vialetti del prato. La giornata era comunque gradevole all’esterno, c’erano circa 18 gradi, ed alcune ragazze se ne stavano fuori a prendere un po’ d’aria e un po’ di sole. Dopo essermi orientato veniamo alla parte più interessante: il parco ragazze. Devo dire che non ho urlato di gioia: alcune ragazze vermente belle, diciamo 8, 8-1/2, alcuni tegami inguardabili (della serie denti storti e neri o ciccia in abbondanza), la maggior parte delle ragazze tra il 6 e il 7. E’ un park-.sauna e non un fkk, quindi ecco la prima differenza con il Palace, unica mia precedente esperienza, benché ripetuta ormai una decina di volte. Questo significa che le ragazze non sono nude, ma in bikini. La doccia è però in comune, quindi basta cogliere l’attimo per osservarle come mamma le ha fatte. Devo dire però che anche in bichini si riesce perfettamente a individuare le prime della classe.

Vengo a breve abbordato da MONIKA, che dice di essere Bulgara, 26 anni, mora, 1,70 circa. Gira in topless e mostra due bocce rifatte da quarta abbondante. Il feeling non è dei migliori. Do you speak english ? Si mi dice, quando poi in realtà capisce un decimo delle parole che pronuncio e non riesce a mettere insieme un verbo con un sostantivo. Insomma, colloquio inesistente. Mi porta al bar, provando a simulare una qualche sorta di approccio iniziale, ma niente da fare. Mi porta quindi al cinema. Scopro cos’ che il locale ha anche un seminterrato, con un cinema porno ed alcune stanze. Al cinema danno star trek ! Giàl proprio così. Lei non si siede nemmeno, si ferma in piedi e mi propone di andare in stanza. Avevo già da tempo annusato il missile, ma devo ambientarmi e allora decido di tentare. Mi porta in una stanzina al piano seminterrato. Non andateci ! Mancano completamente di privacy. Non hanno le porte ma una semplice tenda. Chi passa può sentire e vedere tutto. Provo a prendere l’iniziativa ma non me lo permette. Mi incappuccia al volo ….. iniziamo veramente male, penso. Provo a chiedergli un 69, lei acconsente e inizio a darmi da fare. Ma poco dopo si sposta per continuare solitaria il suo lavoretto. Porcaccia miseria …. Missile fatto e finito, penso ! Il lavoretto è della pessima qualità, frettoloso e piuttosto meccanico. A questo punto è meglio iniziare le danze. Gli dico di montarmi sopra, ma si stanca subito. Si sdraia, e allora decido di darmi da fare in missionaria Partecipazione inesistente. Decido di concludere alla svelta, nella speranza di migliori future avventure. Pago il cinquantino e saluto a denti stretti. Da evitare come la peste.

Il tempo di fare un giretto, bere qualcosa e vengo presto avvicinato da LIA, tedesca, bionda e magrolina, 1,70 circa, capelli a caschetto. Finalmente una ragazza che parla bene l’inglese. Mi soffermo a chiacchierare piacevolmente seduto al sole del patio, e decidiamo quindi di spostarci in camera. Le camere del piano terra sono decisamente migliori. Spaziose, con il bagno in camera. Vengo a sapere che il locale era un hotel, e le camere lo dimostrano. Evidentemente la nuova attività garantisce affari migliori ! Lia non bacia, ma le danze iniziano comunque molto dolcemente, con delle carezze reciproche. Anche lei mi incappuccia, al che, essendo la seconda volta, penso che in questo locale il bocca poncio al naturale sia un extra. Ci mettiamo in posizione 69 e questa volta lei mi lascia fare e sembra gradire anche le mie attenzioni. Continuiamo per 5-10 minuti, quindi si mette sopra di me. Seguono le due altre posizioni classiche, da dietro per poi il gran finale in posizione missionaria. Nulla di speciale, lontano anni luce dal miglior GFE provato, ma comunque anni luce anche dal missile che avevo appena preso. Cinquantino, bacino e grazie e arrivederci. E’ tempo di mangiare qualcosa. Mi dicono he il buffet è aperto fino alle 15, mi reco quindi al piano superiore e trovo una misera selezione di salumi, un unico formaggio, un dolce, caffè e succo di frutta all’arancia. Per chi è abituato al buffet del palace noterà sicuramente la differenze. Caratteristica è però la grande piastra elettrica dove è possibile friggersi le uova. Mi preparo allora un piatto con un’uovo fritto, un po’ di formaggio e dei formaggi. Un caffè e un bicchiere di succo completano il pranzo. Tutto sommato niente male per un appoggino. Gironzolo un po’ e mi reco quindi al bar per un bere qualcosa. Vengo approcciato da ISABELLA, madre Polacca e padre Siciliano, parla molte lingue, tra cui l’inglese e l’italiano. E’ facile comprendersi, si instaura un ottimo feeling. Lei è bionda, magrolino, anche lei capelli a caschetto, altezza media 1,75 circa. Mi ha veramente fregato, penserò poi. Se con Monika avevo avvertito da subito il missile, lei ha aggirato il mio radar, facendomi anzi presagire fuoghi artificiali. Mai impressione si rivelò più errata. Bacia meccanicamente con la punta della lingua, senza un vero contatto fisico. Accetta il Daty, ma è completamente distratta, ascolta la musica e canticchia. Mi cadono le braccia. Non si fa baciare il grillettino, troppo sensibile, si scosta. E’ davvero troppo, decido di smettere. Mi incappuccia al volo e inizia un lavoretto di pessima fattura. Mi monta sopra e dopo non più di 5 minuti, senza un particolare motivo, si sposta e iniziarmi a menarmi il gingillo con le mani. Eh no…. Questo è troppo !!! La lascio fare per alcuni minuti ma poi mi ribello. Gli dico di stendersi che voglio finire come Dio comanda. La prendo con foga, gli spingo in basso la gambe che lei aveva alzato per affondare i colpi. Lei si ribella, ma faccio il prepotente e concludo con colpi profondi e ben assestati. E porma miseria ! Il secondo missile la prima mattinata proprio non me lo attendevo ! Cinquantino e a mai più rivederci. Da evitare. A proposito … prima di uscire mi chiede anche se ritorno a breve e se posso portargli una sim per il cellulare. Si, come no …. Tanto ho scritto giocondo in fronte. Gli dico “va bene, stai tranquilla che te la porto di sicuro la sim”.

Inizio ad essere stanco, il viaggio si fa sentire, e non ho a disposizione nessun aiutino per il mio baldo amichetto nelle parti basse. Avevo ordinato qualcosina su internet (mi vergogno di andare dal medico e farmi fare la ricetta) ma non è arrivato nulla in tempo per la partenza. Decido allora di rallentare il ritmo. Mi concedo una sauna e un po’ di riposo. Quindi incrocio MERCEDES, ungherese, bionda, bel sorriso, stessa altezza delle altre, capelli corti, labbra carnose. Parla un buon inglese e dedichiamo un buon quarto d’ora alla conversazione. Il feeling è quello giusto, il radar non ha segnalato missili, quindi ci spostiamo in camera. La scelta è la migliore della mattinata. Dolce, GFE di sufficiente livello, anche se non al top. La sdraio e chiedo il permesso al daty, che con piacere concede. Sforno il meglio del mio repertorio, e in circa un quarto d’ora la dolce donzella cede alle mie attenzioni e si lascia travolgere da un orgasmo che riconosco essere autentico. “What a nice surprice” mi confessa! Ora è il suo turno ! Anche lei mi incappuccia. Mannaggia, ma qui è proprio un vizio. La fattura del lavoro è comunque buona, con ottimo contatto visivo e alternarsi di tecniche a stantuffo e a picchetto. Iniziano quindi le danze. Sono stanco, ormai mi conosco, e so che l’unica posizione in cui riesco a reggere una erezione duratura è quella disteso supino con lei sopra. Decidiamo allora questa posizione, che non cambio fino al gran finale. Bacini i carezze. Non un GFE da sballo, ma comunque la mia migliore esperienza al Yin Yang.

Ed ora qualche considerazione conclusiva, anche a fronte di quello che sono riuscito ad appurare dalla ragazze. Benchè in reception mi avessero detto che i prezzi sono da contrattare con le ragazze, il rating si è dimostrato sempre lo stesso: 50 euro per la mezz’ora, 75 per l’ora (che non ho comunque mai avuto l’occasione di raggiungere). Nella mezz’ora è previsto un solo shot, per due shot sono 75. Il locale è pieno di squali, state attenti ! In questo locale le ragazze possono approcciare il cliente, sullo stile del Palace, ed in effetti la mia esperienza conferma questa ipotesi. In germania invece, in molti dei locali che mi appresto a conoscere, dovrò fare io la prima mossa. E’ frequentato da Olandesi, Belghi e pochissimi altri stranieri. I tedeschi capitano, ma preferiscono i locali in germania. La mia impressione è che sicuramente è possibile trovare qualche perla di rara bellezza, nonché incappare in esperienze indimenticabili. Ma bisogna cacciare le perle in un mare di squali. Insomma, non è il locale in cui le ragazze tengono alla prestazione con il cliente. E’ un locale Olandese, e le differenze con i locali tedeschi si fanno notare. Innanzi tutto mi è stato spiegati che in Olanda è molto difficile aprire questo tipo di locali. Questo è il più grande. Secondo: i proprietari non possono dire alle ragazze cosa fare e cosa non fare…. It’s up to them ! Quindi, a differenza della germania, dove nei locali obbligano le ragazze a i lavori di bozza senza il guanto, qui in Olanda questo non è possibile. Ci sono alcune ragazze che lo fanno, ma la maggior parte evita questa prassi. Il CIM è praticato da alcune (poche), ovviamente per un extra. Insomma ….. un’esperienza da fare una volta per la curiosità di vedere il locale, ma sono sicuro che in germania troverò molto di meglio. Certo, forse sono stato sfortunato, altri si potranno trovare meglio, ma questa è la mia conclusione. Fatene l’uso che riterrete più opportuno. Io non ci torno.

... CONTINUA

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Trapanatore
Gold
08/10/2012 | 22:43

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Bene, il volo arriva puntualissimo, anzi con 10 minuti di anticipo. Consiglio veramente questa tratta, perché è poco utilizzata e tutto si svolge con la massima velocità. L’aereoporto di Maastricht è minuscolo, praticamente una pista di atterraggio ed un edificio dove c’è il minimo indispensabile. La sala per il recapito dei bagagli è praticamente vuota, d’altra parte siamo 11 passeggeri ! Esco e mi trovo subito di fronte il banco della Hertz per il ritiro della macchina. Ci sono altri 4-5 banconi di altre società di autonoleggio, tra cui ricordo anche Avis, ma sono tutti vuoti. Mi avvicino al banco e leggo un cartello che dice che l’operatori è fuori per la consegna di un’auto e rientrerà entro 10 minuti. C’è anche un numero di telefono, ma non è necessario chiamare perché nel frattempo arriva una ragazza olandese, bionda, che apre il bancone. Sono l’unico ad aver prenotato un’auto, quindi sapeva già il mio cognome ….. tutto molto facile penso. Ma la brutta sorpresa era in agguato.

Disinvoltamente fornisco patente, carta d’identità a carta di credito, e pochi secondi dopo mi sento chiedere: ma la patente in italia non ha scadenza ? Certo che ce l’ha, penso io. Controlla la data di scadenza …. Porca miseria, ho la patente scaduta da quasi un mese !!! E non me n’ero accorto !!!. Ma perché in italia non mandano un avviso qualche mese prima della scadenza così noi poveri mortali ci ricordiamo di rinnovare la patente ? S borbotto qualcosa in inglese dicendo che in italia viene rinnovata automaticamente ma non ho ancora ricevuto l’avviso. Non so se la tipa se la beve, chiama un suo responsabile …. Poi alla fine mi dice che può andar bene !!!. Fiuuu!!! Pensavo già a come mi sarei potuto organizzare senza macchina. Meno male che mi hanno dato la macchina. D’altra parte loro devono guadagnare ! Il problema, penso, nasce se mi ferma la polizia. Ma che sfiga …. Non mi fermano da anni … proprio qui in olanda e germania devono fermarmi ? Mi prometto di essere attentissimo alla guida e … che dio ce la mandi buona. Dopo le brutte, anche le belle sorprese. Avevo prenotato un’auto monovolume, e invece mi viene consegnata una Golf Jetta, una bella berlina grigia, con la quale, penso, non sfiguerò molto nei parcheggi degli FKK, dove è risaputo posteggiano macchinoni BMW e Mercedes. Ma è ora di dare un’occhiata all’hotel che utilizzerà l’ultima notte prima della partenza: il Tulipp Inn. Lo avevo già avvistato dalla scaletta dell’aereo, è praticamente appiccicato all’edificio dell’aereoporto, facilissimo e comodo. Salgo in macchina e accendo, non senza un briciolo d’ansia, il fido TomTom. Stranamente si impalla, prova a trovare la strada dall’aereoporto a casa mia in italia, e visto il viaggio non proprio cortissimo si blocca nel calcolo delle strade. Lo riavvio e imposto subito il mio primo viaggio sul territorio Olandese e Tedesco: dall’aereoporto all’hotel Lenhsen. E’ presto, sono le 8.30 del mattino, così decido di andare subito in albergo per prendere possesso della camera e dare un’occhiata alle strade che rifarò di notte per ritornare in camera. Che bello viaggiare per le autostrade olandesi …. Perfette, scorrevoli, senza pedaggio, tutti gli automobilisti rispettano i limiti, non si creano ingorghi quando, per lavori in corso, si deve passare da due a una corsia, nessuno ti supera per poi rientrare pochi metri prima della fine della seconda corsia …. Insomma, tutto il contrario di quello che succede in italia. L’autostrada percorre la desolata campagna olandese, per poi entrare in Germania. Nessuna frontiera. Solo alcuni lavori in corso. Arrivo in 40 minuti circa all’hotel.

Grazioso, spartano ma pulito e confortevole. Entro subito nella reception (che poi non è altro che il bar della sala dove viene servita la colazione) e subito arriva una graziosa signorina tedesca. Do you speak english ? Certoooo! Molto cortesemente mi dice che sono troppo in anticipo, le donne stanno ancora pulendo le camere, ma poi trova subito una stanza già pulita e mi da le chiavi. Mi spiega che la stessa chiave serve anche per aprire il portone dopo la mezzanotte (avevo infatti visto i cartelli che indicavano la chiusura delle porte alle ore 24). Rassicurato salgo in camera. Una doppia, spaziosa, televisore, bagno e doccia ampi e confortevoli. Mancano alcuni accessori, quali telefono e frigobar… ma chi se ne frega. Noto che la mia prenotazione riporta 49 euro a notte, mentre l’insegna riporta le singole da 29 euro. Inizio a imprecare contro il sito booking.com …. Non è un buon inizio. Poi però do un’occhiata alla planimetria dell’hotel e vedo che le singole sono più piccole delle doppie e sono in numero molto limitato. Magari alla prenotazione non erano più disponibili. Noto poi che la mia tariffa include la colazione, 9 euro, che invece potrebbe non essere inclusa nel prezzo indicato di 29 euro. Mi tranquillizzo un po’. Dimenticavo …. Scrivo questi appunti di aviaggio dal mio fedele portatile, praticamente in tempo reale per non scordare dettagli e impressioni a caldo. Al mio ritorno in italia pubblicherò tutto su internet per chi vorrà leggermi, traendo magari qualche spunto utile. I forum e i racconti dei nostri cavalieri connazionali mi hanno fornito molte informazioni fondamentali per il mio viaggio, ritengo quindi doveroso questo mio modesto contributo alla comunità. Spero di poter in qualche modo essere utile anch’io contraccambiando le tanti informazioni ricevute. Sul sito booking.com veniva riportata una connessione internet gratuita in camera. Non vedo cavi, né trovo segnali wireless. Della connessione internet neanche l’ombra. Va bè, pazienza. Passo a rivedere il programma della giornata, che prevede due Sauna Club già recensiti dai prodi cavalieri del SORCAT, Il Sauna Club Yin Yang e il Parksauna Wildenrath.

... CONTINUA

Trapanatore
Gold
03/06/2012 | 06:39

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venerdì 18 sera cedo alla persistente eccitazione accumulata in giornata e tra qualche new entry contattata con risultato negativo e qualcun'altra poco convincente decido di chiamare una girl già frequentata un paio d'anni or sono,Fernanda,brasiliana Paranaense,castana occhi nocciola,alta circa 1.65,pelle chiara,fisicamente minuta ma con un bel derrière e un gran seno,rifatto ma veramente bene tanto da sembrare naturale,ragazza "dolce" nelle movenze e di carattere,educata e gentile,dichiara 29 anni ma ne dimostra diversi di meno...

conosco la zona in cui risiede ma nel contatto telefonico le chiedo il civico perchè non lo ricordo,traversa di viale Certosa a Milano...con la consueta mezz'ora di anticipo necessaria a me per arrivare e utile a lei per prepararsi mi metto in marcia,arrivato con leggero ritardo perchè il navigatore ha fatto le bizze facendomi fare qualche giro a vuoto la chiamo annunciandole il mio arrivo,parcheggio facile...entrato nel palazzo arrivo immediatamente alla sua porta che è al piano terra,mi apre e ci salutiamo con un sorriso,sembra che il tempo non sia trascorso per lei perché è tale e quale a come la ricordavo...mi accompagna in camera e ci accordiamo per un'ora,150 con french k.,blow j. scoperto,oral nei suoi confronti e 69,fuck rai 1 in più posizioni,non lo prende "sotto la coda" ma questo già lo ricordavo dal precedente incontro...tappa in bagno e rientro in camera nudo,lei sdraiata sul letto scatta mettendosi seduta e mi fa i complimenti per il fisico,ricambio e mi avvicino al suo viso con l'arnese già attivo,senza alzarsi mi mette una mano in mezzo alle gambe e inizia a massaggiarmi con delicatezza,avvicina la bocca alla cappella e la inghiotte in una sola mossa,fa aderire bene le labbra e applica un buon vacuum ,se lo sfila di bocca e scende con la lingua lungo l'asta fino al nervo sopra le palle,un paio di lappate lì e poi la spingo sul letto per metterci in una posizione più comoda per entrambi,messi entrambi a proprio agio non tarda a mostrare la sua abilità impegnandosi egregiamente in un bj intenso,corse della lingua su e giù per tutta la lunghezza del bastone e deep throat fin oltre la metà con percettibile contatto cappella/tonsille,risucchio delicato ma continuo e senza pause,dopo meno di una decina di minuti devo fermarla per prevenire venuta anticipata ed finalmente posso dedicarmi alla sua passerina depilata e profumata...inizio leccando le morbide labbra "pugnalandola" con la lingua di tanto in tanto e poi mi dedico al clitoride,aprendola bene lo espongo e scopro un grilletto di dimensioni medie ma esposto quanto basta per essere lavorato con efficacia,con un accurato lavoro di labbra e lingua la faccio gemere e contorcere ripetutamente ma quando passo al risucchio dopo pochissimi minuti si lascia andare in un tremito incontrollato e la sua fichetta lascia uscire un brodo caldo e profumato,rimane quasi sorpresa di essere venuta perchè forse non le capita spesso...

impostiamo un 69 e la mia posizione "under" offre una panoramica del suo back da lasciare senza fiato,la passera continua a gocciolare ininterrottamente lasciando cadere gocce di nettare sul mio viso e nella mia bocca,meraviglioso...terminata la parentesi oral prende i cappucci dal comodino e provvede alla "vestizione",la faccio mettere in doggy per continuare ad ammirare il suo splendido culo,mi chiede di infilarla lentamente intimorita dalle mie dimensioni e così faccio,entrato trovo un canale avvolgente e umidissimo,comincio immediatamente con un ritmo veloce e lei cambia quasi personalità diventanto aggressiva e invitandomi ad alta voce a sbatterla con vigore,velocità elevatissima e mugolii a non finire,agguanta un cuscino e ci appoggia la testa sopra,mi aiuto nella spinta tenendola per i fianchi e le penetro il culo con quasi metà pollice della mano detra,si contorce più volte stringendo le lenzuola ma non si lamenta nonostante prima di iniziare abbia manifestato più volte la sua avversione per l'anal,la fica stretta mi obbliga a interrompere dopo una manciata di minuti perchè sento l'epilogo avvicinarsi con prepotenza...cambio di posizione con lei sopra e la sua flemma lascia il posto a una insospettabile determinazione,dice di volermi dentro subito e fa tutto da se infilandosi il cazzo in men che non si dica,sceglie lei il ritmo e dopo pochissimi istanti di ambientamento con un sorriso malizioso comincia a muoversi in modo frenetico alternando rotazioni del bacino e colpi profondi arrivando fin quasi a farlo uscire per poi sprofondare fino ai coglioni,musica celestiale lo sbattere delle "biglie" contro le morbide natiche,accompagno il movimento stringendole le meravigliose tette dotate di rosei,grandi e turgidi capezzoli,improvvisamente e appena in tempo riesco a sfilarlo prima dell'irreparabile e lei ci rimane un pò male per l'interruzione di qualcosa che evidentemente era di suo gradimento,o meglio,di reciproco gradimento...

decido per una missionaria per favorire nel finale una visione d'insieme,il suo bel viso,lo splendido seno e per potermi godere le espressioni del piacere che spontaneamente e con naturalezza non accenna a nascondere quando gode,reggendomi sulle braccia sprofondo dentro di lei fino alle palle con un colpo secco,a questo punto scivolo al suo interno che è un piacere tanto è bagnata,alza la testa e protende la bocca verso la mia,mi avvicino e ne scaturisce un profondo,passionale e languido bacio,l'eccitazione è ormai al culmine e mi immergo dentro di lei con una reciproca sintonia mentale che raramente si arriva ad ottenere,ritmo intensissimo e ultra veloce,mi appoggio su di lei con contatto dei ventri e le agguanto le tette con tutta l'ampiezza del palmo delle mani,stringe gli occhi per il piacere e mi chiede di venirle in bocca,trascorrono pochi minuti ed esaudisco il suo desiderio,esco da lei e sfilo il condom,tiratasi su apre la bocca e dopo una brevisima auto masturbazione appoggio la cappella alle sue labbra scaricandole il seme dentro,sborrata intensa e lei non smette mai di guardarmi negli occhi mentre io mi svuoto e nemmeno mentre inghiotte il nettare,ridiamo divertiti e dopo una reciproca lavata in bagno ci stendiamo sul letto per 2 chiacchiere,Fernanda è una ragazza di una semplicità disarmante,simpatica e modesta nonostante l'indiscutibile bellezza,rimaniamo così per una decina di minuti parlando delle reciproche quotidianità e del suo paese,ci tiene a non essere genericamente indicata come brasiliana e le piace sottolineare la provenienza specifica,lo stato del Paranà...si è fatto tardi nel frattempo e mi rivesto,lei si infila una vestaglia e mi accompagna alla porta,ultimo scambio di saluti e ci lasciamo con un bacio...in totale l'incontro è durato più di un'ora... BELLEZZA 8 e mezzo CAPACITA' 8 e mezzo SOCIAL 9,professionista che dovrebbe essere presa ad esempio da molte ragazze a Milano...

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Trapanatore
Gold
07/11/2011 | 12:08

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zona euro da evitare causa costi e ragazze "svezzate"...bielorussia ok,ci si diverte senza svenarsi e le girls me le hanno descritte come molto belle,ho un amico che ci va 2 volte l'anno per lavoro e ne decanta spesso le lodi...ucraina idem ma cercando di evitare i grandi centri urbani come kjev,Donets'k,Odessa...evita le ragazze che parlano italiano troppo bene,sono sicuramente pro e conoscono bene il valore del denaro...a parer mio le ucraine sono le più belle in assoluto...

Mosca e San Pietroburgo da evitare come la peste, care e con girls scaltre,a San P. ho evitato una trappola all'ultimo momento,invitato in casa da una tipa rimorchiata in un locale sentii dei rumori provenienti dall'interno prima che lei aprisse la porta,all'apertura c'erano 2 tizi dentro e io schizzai via,mi urlarono dietro e mi inseguirono per un paio di rampe di scale...trappolone classico in cui mai sarei caduto normalmente se nonchè rimasi quasi ipnotizzato dalla bellezza della tipa...mai andare a casa di una girl appena conosciuta se ci si trova all'estero...consiglio ucraina e bielorussia

Trapanatore
Gold
30/10/2011 | 18:24

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Ciao cari colleghi gnoccatravelers che macinano chilometri a caccia della gnocca pay o della gnocca free.

Volevo segnalare questo sito internet davvero interessante: www.guida-incontri.it qui sono catalogati tutti i migliori siti internet di incontri, utili per rimorchiare della gnocca in Italia.

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