Margerita
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[Amarcord] Ricordo di una magica gita a Praga.

Un po' stupito dalle richieste sul pay fatte in questo forum da alcuni studenti liceali che si apprestano ad andare in gita con la propria scuola mi sono ricordato delle gite fatte illo tempore e delle belle avventure che mi sono talvolta capitate. <br>Lungi da me voler giudicare i giovani pischelli che preparandosi alla gita scolastica a Praga, pensano di andare a mignotte, vorrei solo condividere con voi la mia gita a Praga di qualche anno fa.

La storia, come quella ambientata alla mostra di Segantini, sarà a puntate ed è realmente accaduta, è stata ovviamente "romanzata" per rendere più fluido ed interessante il racconto. Potete crederci o meno, la realtà dei fatti non cambia, più che altro spero di dare qualche attimo di relax a chi avrà voglia di leggermi. <br>All'epoca ero piuttosto timido, ma questa storia ha risvegliato il diavoletto che è in me, cancellando l'aura di timidezza che mi aveva circondato fino ad allora e dandomi la sicurezza per affrontare le gnocche successive con la necessaria autostima. Il perchè Anna mi abbia scelto resta tutt'ora un mistero, ma evidentemente era riuscita a vedere oltre la mia patina di teenager "timidone" ed ha voluto vedere se aveva ragione. Comunque tenete bene a mente che il protagonista è un ragazzo timido di quarta superiore con ben poca esperienza alle spalle, prima di emettere giudizi affrettati

Bando alle ciance ed inizino le danze

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----------- Inizio prima parte ------------------

Corre l'anno del Signore 19.., Internet si chiama ancora Arpanet ed il CERN di Ginevra sta partorendo il World Wide Web, FB non esiste neanche come idea - Zuckerberg in quel periodo ha appena sputato i suoi denti da latte, esistono però le BBS cui ci si connette direttamente col modem stile War Games, ma in quella galassia non esiste nulla di lontanamente paragonabile al forum GT. Tutto si basa sul sentito dire e sulle esperienze altrui. Siamo a fine aprile, la primavera è esplosa, così come gli ormoni di tutti i teenager del mondo. Si parte in treno con destinazione Praga. Altre due sezioni di quarta liceo si aggiungono alla mia e la cosa mi rallegra non poco, vista la scarsità di donzelle papabili presenti nella mia classe. Il viaggio sarà molto lungo, ma noi siamo preparati, mazzi di carte e bottiglie di birra spuntano dalle valigie e diamo inizio al campionato provinciale di briscola. <br>I discorsi scivolano inevitabilmente sul calcio, il campionato si avvicina alla sua conclusione ed i baldi giovani sembra non siano in grado di pensare ad altro che a 22 bellimbusti in mutande che corrono dietro ad una palla. Mi manca la mia chitarra. Ma perchè non l'ho portata con me??? Ah sì, non c'era spazio. Vabbeh, mi infilo le cuffie del walkman, e coccolato dai rudi accordi di Kirk Hammett esco dallo scompartimento e passeggio nei corridoi in cerca di qualche incontro interessante. <br>Guardo annoiato dentro gli altri scompartimenti, c'è chi dorme, chi gioca, chi limona... C'è chi limona??? Guardo meglio e mi rendo conto che sono le coppiette fisse di una delle altre due sezioni. Si sono messe tutte insieme nello stesso scompartimento. Che facciano anche altre cosine insieme? Uhm... la cosa potrebbe farsi interessante. No niente da fare. Peccato! OK passo oltre. Mi fermo davanti ad uno scompartimento i cui occupanti si stanno scambiando una sigaretta "speciale". Apro. "Posso partecipare?", "Certo accomodati!". <br>Dopo qualche tiro e qualche risata decido di proseguire la mia esplorazione del treno. Passo nella carrozza successiva, vedo qualche faccia conosciuta, saluto e passo oltre, preferisco le note di Seek & Destroy al noioso chiacchiericcio di quegli sfigati, ma sono talmente concentrato sull'assolo che per un pelo non mi perdo l'occasione della mia breve vita. Il movimento di una tendina mi fa spostare in maniera del tutto involontarialo sguardo all'interno di uno scompartimento dove scorgo alcune facce amiche, sono degli ex compagni della squadra di basket delle medie, faccio per proseguire, non mi voglio assolutamente perdere il finale della canzone, ma... cazzo! E quella chi era? Sembrava un angelo caduto dal cielo! Non del tutto sicuro di ciò che ho visto torno sui miei passi, apro la porta (nel frattempo avevano richiuso le tendine) e vedo lei, la ragazza più bella che avessi mai visto fino a quel momento! Mora, capelli mossi alla spalla, jeans attillati e camicetta, una bocca da urlo e due occhi neri enormi (oggi le canterei Очи чёрные, ma all'epoca sapevo a malapena dove fosse la Russia sulla carta geografica). Il posto di fronte a lei è libero, lei mi sorride, mi siedo. Uno dei miei ex compagni di basket fa le presentazioni: "Anna". "baluba". Nella mia mente ho un uragano, ma non riesco a spiccicare mezza parola. Gli amici sciolgono il ghiaccio, si inizia a conversare, mentre lei si distrae guardando fuori. Il tempo passa, finalmente riesco a coinvolgerla nei discorsi. Le chiedo da dove spunta, non avendola mai notata prima, il che mi sembra impossibile. Come caspita aveva potuto sfuggirmi una simile sventola? I compagni mi spiegano che lei è molto riservata, sta sempre sulle sue, durante la ricreazione resta in aula e si fa i fatti suoi, sono stupiti che abbia partecipato alla gita ed ancora più stupiti del fatto che lei mi rivolga la parola. Anna racconta che adora Praga, che fin da piccola avrebbe sempre voluto visitarla e quindi ha preso l'occasione al volo. Esco per andare al bagno (le birre di prima si fanno sentire). Al ritorno vedo che i due posti accanto a lei sono liberi, senza pensarci su due volte me ne approprio. Il suo dolce profumo mi dà alla testa, non riesco a concentrarmi, che diamine mi sta succedendo? Ah sì, la sigaretta speciale sta sortendo il suo effetto. Bene, forse riesco a sfruttare la cosa a mio favore e a liberarmi della mia proverbiale timidezza col gentil sesso, ma lei mi anticipa. Mi guarda, sbadiglia, dice che vorrebbe riposare, che ha bisogno di stendersi, che le serve un cuscino. Un lampo si lucidità mi squarcia la mente ottenebrata: "Beh, puoi appoggiare la testa sulle mie gambe se vuoi". Lei mi guarda con un sorriso sornione che sta a significare "Bravo! Finalmente hai capito!" e poggia la testa su di me. E' stesa sul fianco con la testa girata verso di me e le spalle rivolte verso la panca opposta, sulle orecchie le mie cuffiette aggiuntive (per fortuna avevo portato lo sdoppiatore a Y) come a voler escludere gli altri tre occupanti dello scompartimento dalla nostra zona di conforto. Con nelle orecchie la musica di una cassetta di ballate rock (Kuschelrock) registratami da un mio amico tedesco, il cervello inebetito, il cuore che martella nel petto come a voler saltare fuori da un momento all'altro, sulle gambe il dolce peso della sua testa, la mano destra appoggiata al suo fianco e la sinistra che le sfiora i meravigliosi capelli cerco di godermi l'attimo e per la prima volta nella vita sento quella sensazione ben definita, quella sensazione di voler fermare il tempo, per non spezzare l'incanto, quell'incanto che forse non tornerà mai più, ma che in quel preciso istante è tutto ciò che voglio.

----------- Fine prima parte ------------------

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sembra quasi che stai copypastando da qualche romanzo di successo vista la fluidita' nel racconto, complimenti scrivi proprio bene, storia coinvolgente aspetto la seconda parte

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@troiaccia_eva grazie. Niente copy&paste, è tutto frutto della mia mente. Ma è così difficile! Scrivo di getto e poi lo rileggo mille volte per fare correzioni qua e là. Decisamente fare lo scrittore non è il mio lavoro, ma è sempre stato un mio sogno nel cassetto visto che sono un divoratore di libri ;-)

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E bravo @baluba... adesso però accelera che vogliamo conoscere il seguito!!!!

:-bd

DAGHINE!!!!

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Grazie @robin.

Vabbeh la storia non sembra suscitare troppo interesse, ma ormai l'ho scritta tutta e quindi vi cuccate anche il seguito :-P

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----------- Inizio seconda parte ------------------

Mi risveglio con un sussulto. Cullato da dolci pensieri e dal rollio del treno mi ero assopito, ma qualcosa di strano mi ha svegliato. Che cos'è stato? Ascolto il ritmico tu-tum tu-tum del treno provocato dalle ruote che incontrano le giunture dei binari, apro gli occhi e vedo che siamo soli, non capisco. Ed eccola di nuovo quella specie di scossa elettrica fra le gambe. Sento la sua mano che si muove piano piano sul mio fratellino. Mentre dormivo ha appoggiato la mano sul mio membro e la testa sopra la mano muovendola ogni tanto, seguendo il ritmo del treno, in maniera estremamente dolce e quasi impercettibile, scatenando delle scosse che dal basso ventre raggiungono ogni singola cellula del mio corpo. La guardo, lei ha gli occhi chiusi e un'espressione beata sulle labbra, quando sente il mio sguardo su di sè apre i suoi pozzi neri e mi sorride. Ho dell'acciaio fuso fra le gambe, mi immagino di avere il membro di un T-1000, duro, incandescente e pulsante. E adesso che faccio? <br>La porta dello scompartimento viene aperta piano piano e fanno capolino le teste di alcuni compagni di classe. Anna chiude gli occhi e fa finta di dormire, ma la sua mano continua a vegliare sul mio fratellino. I compagni entrano alla spicciolata, tirano fuori le macchine fotografiche e cominciano a scattare, ad osservare e a commentare. Io divento rosso come un peperone, vorrei che tutti uscissero, vorrei mandarli a quel paese, vorrei urlare la mia frustrazione al mondo intero, ma purtroppo quel favoloso incanto che si era creato si è spezzato per sempre. <br>Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Nel volgere di un istante sono diventato la star della scuola o per lo meno delle due carrozze occupate dalle tre quarte del liceo in viaggio per Praga. Baluba di qua e baluba di là e io che non penso ad altro che a quel dolce movimento. Purtroppo il viaggio finisce e come un'onda anomala ci riversiamo nel mega albergo che ci ospiterà per le prossime notti. Le stanze sono già fatte, io sono in camera con Dario, un pluriripetente che ama stare sulle sue, ma che è un gran personaggio. Appena entrato comincia a rullare e mi chiede: "Fumi?", "Certo" faccio io tirando fuori dalla valigia una bottiglia di vodka. Gli AC/DC suonano in sottofondo. Di quella sera non ho molti altri ricordi :-D <br>La mattina dopo ci immergiamo in una Praga post-comunista che tanto post ancora non è. Il grigiume sovietico la fa ancora da padrone, i negozi sono semivuoti, ma la gente è arzilla, si vede che l'aria è cambiata e che presto tutto sarà diverso. Sara mi prende sottobraccio e mi dice di stare attento a "quella là", che è una mangia-uomini, fa sfilate di moda in lingerie ed esce con un vecchio di 29 anni! Di 29 anni! Ma t'immagini? E io: "Aspè aspè, fa sfilate in lingerie??? Dove? Quando? Dimmi tutto!". Ma Sara non aggiunge altro, mi dice solo di girare al largo da Anna, è troppo pericolosa per uno come me. Sara ha una cotta per me fin dal primo anno di liceo, mi scrive frasine nel diario, mi aiuta a fare i compiti, mi fa copiare quando necessario, ma io non me ne sono mai accorto, o magari sì, ma non ho mai fatto nulla per cambiare le cose, probabilmente faceva bene al mio ego sentirmi corteggiato da lei e perchè cambiare le cose visto che ne posso trarre solo vantaggi? (ndr: Si vede che inconsciamente già allora ero uno stronzo e pure melanzano :-D ). Intanto cerco Anna con lo sguardo. Ah sì eccola là, cerco di avvicinarmi a lei sempre braccato da Sara, le sto vicino, la sfioro quando posso, inspiro a piene narici il suo dolce profumo, ma sono troppo timido per rivolgerle la parola. Sento ancora la sua mano là sotto ed ogni volta che ci penso vengo invaso da ondate di desiderio. Anche lei mi cerca, ogni tanto rallenta per farsi raggiungere, altre volte mi cerca con lo sguardo e fa un'espressione strana quando vede Sara con me, ma non ci avviciniamo mai troppo, l'ambiente scolastico è bastardo e probabilmente non vuole alimentare troppo le voci che hanno già iniziato a circolare. Cellulari e facebook ancora non esistono, ma il tam-tam funziona lo stesso, anche se più lentamente.

Quella sera i prof propongono di uscire e fare un salto in qualche locale dopo cena. Fra le urla di entusiasmo sento la voce di Anna che dice: "Prof, io non mi sento bene, preferisco restare in camera a leggere.". "Va bene cara, nessun problema, ma mi raccomando non uscire da sola". Io sono nel fiume in piena di teenager carichi di ormoni che spingono verso l'uscita, passando di fianco ad Anna lei mi fa: "Io resto tutta sola soletta in albergo stasera...". Sara mi strattona e mi tira verso l'uscita. Io come inebetito mi lascio trascinare fuori, ma le parole di Anna mi risuonano ancora nella mente. Cosa voleva dire? C'era un sottinteso? L'ho capito bene? O è solo la mia fantasia che marcia a mille? <br>Incrocio lo sguardo disperato di Sara e finalmente capisco.

----------- Fine seconda parte ------------------

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e certo che la gente si prepara al pay, tutti a dire è inflazionato, odiano gli italiani e via dicendo...

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@baluba ottima lettura prima di andare a dormire davvero complimenti,scitto come un romanzo,attendiamo la terza parte.

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Eccellente @baluba . Altro che FB e social network vari.

"Ma si sa, purtroppo quando il cazzo è uno e i piccioni sono due…non si sa mai dove andarlo ad infilare e nonostante si chieda aiuto alla lingua quale “appendice” potenzialmente penetrante, la anche stessa non basta mai." (cit. propria)

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@baluba

8->

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^:)^

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Adesso continua pero'....siamo curiosi ....

Cmq. Bella avventura ... mi hai fatto ricordare i miei 17 anni .. i primi sotterfuggi con piu'ragazzine per giocare su diversi piatti.... che poi per avere qualcosa in piu' dovevi sudare ...per dartela volevano quasi un patto di sangue..

Scopo poco ma scopo

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----------- Inizio terza e ultima parte ------------------

Alzo la mano: "Prof, mi sento malissimo, mi viene da vomitare, è meglio che torno in albergo, prendo una tisana e mi metto sotto le coperte!". "Ma cos'è? Un'epidemia? Sì certo, abbi cura di te e visto che ci sei, stai attento ad Anna". Sono sempre stato un bravo ragazzo e la prof evidentemente si fida di me. Pochi si sono accorti della defezione di Anna, ma sentendo l'ultima frase si guardano intorno ed iniziano a realizzare. Sorridono, mi fanno l'occhiolino e trascinano via Marco che ha una evidente cotta per Anna e vorrebbe "star male" anche lui. Sara invece è sparita. <br>Ho di nuovo il cuore che batte a mille, mi sento avvampare. Che faccio? come mi devo comportare? Entro nella hall, ma Anna non c'è. La cerco al bar, ma non è neanche lì. Sarà tornata in camera. Per farmi coraggio ho bisogno di bere qualcosa. Studio le birre del bar. Staropramen, Budweiser e l'immancabile Pilsner Urquell. Mannaggia, le birre ceche mi fanno venire il mal di stomaco. Non le sopporto. Chiedo se hanno delle alternative, il barman pesca dal frigo una Augustiner. Ecco finalmente ci siamo, le birre bavaresi per me sono il top! Ne prendo due con le poche corone che ho in tasca e mi accingo a salire le scale in cerca di Anna. So benissimo in quale stanza dorme, quando hanno fatto l'assegnazione il suo numero di camera mi è rimasto impresso come fosse scolpito nella roccia. Passo dalla mia camera, mi do una sciacquata. Cazzo ho dimenticato il profumo a casa. Annuso quello dei compagni di stanza, ma fanno tutti schifo. Vabbeh, vado senza. Il docciaschiuma dovrà bastare. Sputo la gomma e faccio un po' di gargarismi col colluttorio. Non ho altre scuse per per perdere altro tempo. OK adesso sono pronto. Busso. Niente. Una miriade di pensieri ingolfano la mia mente. Che stia dormendo? Che abbia cambiato stanza? Che abbia interpretato male i suoi segnali? Si sta facendo il barman? Busso di nuovo, sento un fruscio, poi la porta si apre. Entro. Con un'aria inebetita balbetto una qualche sciocchezza e le faccio vedere le birre. Lei si accomoda sul davanzale della finestra e mi fa segno di sedermi di fianco a lei. I davanzali dell'albergo sono alla tedesca, con tanto spazio all'interno per potercisi sedere. Ci soffermiamo ad ammirare i tetti di Praga. Con l'accendino apro le birre, brindiamo e beviamo un sorso. "Pensavo che non saresti più arrivato. Sei carino sai? Ti avevo notato a scuola, sono anche stata ad un tuo concerto l'anno scorso. Mi piaci quando suoni, sprigioni la grinta che è in te, quella grinta che di solito nascondi sotto quell'aria da bravo ragazzo". La testa mi gira, non riesco a concentrarmi. Il mio sguardo continua a cadere sulla sua camicetta tesa che tenta inutilmente di contenere i suoi seni prorompenti. "Ma è vero che fai sfilate in lingerie?". "Certo!". "Quando??? Dove???". "Fra due settimane, in via... Ma perchè aspettare tanto? Vuoi averne un assaggio?". E inizia con il primo strip "live" della mia vita. Un corpo tonico senza un filo di grasso si muove sinuoso e lentamente si sbottona la camicetta liberando due seni meravigliosi a malapena trattenuti da un reggiseno di cotone nero, poi si sfila i jeans con movenze feline, balla al ritmo di una musica che sente solo lei, ma che io per una qualche magia riesco a percepire lo stesso. Infila le dita nelle mutandine, le fa scendere un po' facendomi intravedere un'ombra scura, poi la mutandina risale a ricoprire quell'ombra magica. Mi sento come Ulisse attirato dal richiamo delle sirene. Ma a differenza sua non ho nessuna intenzione di farmi legare all'albero della nave, voglio assolutamente schiantarmi su quello scoglio. Desidero solo toccare quella pelle abbronzata, percepire quella seta sotto le mie dita bramose. Si avvicina, mi sbottona la camicia. Mi accarezza il petto. Mi fa alzare e mi sbottona i jeans. Lo bacia. Si ferma e mi fa: "Questo te l'hanno mai fatto?". "No", ammetto io. Non c'è niente da fare, non riesco a mentirle, a che pro poi? <br>Mi chiede se ho un preservativo. Mannaggia, ovvio che non ne ho! Anzi, aspè, dovrei avere il mio goldone portafortuna del portafogli. Controllo. Sì evviva c'è! Sarà lì da due anni almeno, ma in fondo, chissenefrega? Il suo dovere di portafortuna lo ha svolto, eccome se lo ha svolto!

Grazie Anna.

----------- Fine ------------------

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Un gran bel racconto che io non riuscirei a riprodurre come scritto in quanto i miei ricordi di gite scolastiche non sono più così limpidi e chiari....è passato troppo tempo e solo se avessi tenuto un diario avrei potuto riportare i dettagli del viaggio.....la fortuna degli under 40 è quella di aver programmato gite anche all'estero, cosa impensabile sino a 30 anni fa.

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Grande ricordo...bella storia,complimenti!

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Bellissimo racconto @baluba, complimenti. Solo una cosa: ma sei sicuro che negli anni 90 a Praga ci fosse la Budweiser?

Dura un giorno la vita o forse poco più

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@rabdomante yes.

Intendo la Budweiser originale, quella di Budvar, non la brutta copia americana ;)

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hai piu' notizie di questa anna?

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Ottimo @baluba... ancora una volta ti dimostri molto bravo nel ricostruire quel quadretto di emozioni che si hanno così intensamente solo a 18 anni; dopo certe emozioni non ci mancano, ma non è più come la prima volta ;-)

La timidezza con le donne, a mio avviso, se ben sfruttata, può offrire una marcia in più nel lungo periodo... sembro contraddittorio ma so bene di cosa parlo ;-)

Brava anche lei, spero che tu non abbia troppo romanzato la sua capacità di iniziativa... in effetti un'italiana tanto esplicita non l'ho mai incontrata...

Spesso, seriamente, gli si affacciava l'idea di dar addio a tutto, arruolarsi tra i cosacchi, comprarsi un'isba, il bestiame, ammogliarsi a una cosacca [...] andarsene a caccia e a pesca, e coi cosacchi alle spedizioni.
Lev Tolstoj "I Cosacchi" - 1863

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@cosacco la sua capacità di iniziativa è la parte meno "romanzata" del racconto. Ed è la parte che ancora oggi a distanza di molti anni mi lascia perplesso, perchè non ho mai più incontrato un'italiana con quel tipo di iniziativa. Tedesche, olandesi, danesi, americane e russe sì, ma italiane mai più.

E' questo probabilmente il motivo per cui ancora oggi ho quei ricordi così vivi in mente. E' stata lei a farmi capire che se volevo, potevo diventare una farfalla ;-) <br>Questo rende Anna unica e speciale e per lei riserverò sempre un piccolo angolino nel mio cuore.

Concordo sulla "timidezza", penso di aver capito cosa intendi.

PS: per "romanzato" intendo l'arricchimento dell'intreccio con particolari di contorno, posti per snellire e rendere più piacevole la lettura, ma che non modificano la fabula, cioè i fatti principali e la loro collocazione spazio-temporale.

PPS: si nota tanto che per aiutare negli studi la mia russkaya devushka ho dovuto studiarmi anch'io alcuni concetti fondamentali della letteratura? :-D

@troiaccia_eva notizie attuali no. E preferisco non averne e non vederla per non rovinare il piacevole ricordo che ho di lei ;-)

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Non avevo messo in dubbio l'architettura del racconto, mi chiedevo solo se la tipa fosse stata davvero così esplicita, anche nei particolari. Davvero sorprendente per un'italiana, specie a quell'età.

Ci siamo capiti sul resto, timidezza e affini ;-) Sul fatto di diventare una farfalla, anche io ho da ringraziare una donna.... a cui tanto devo.... ;-)

Spesso, seriamente, gli si affacciava l'idea di dar addio a tutto, arruolarsi tra i cosacchi, comprarsi un'isba, il bestiame, ammogliarsi a una cosacca [...] andarsene a caccia e a pesca, e coi cosacchi alle spedizioni.
Lev Tolstoj "I Cosacchi" - 1863

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