♥ Nei Paesi Bassi a chiavare tra alti e bassi. YinYang - Sixsens - Red Light District di Eindhoven ♥

♥ Venerdì: Roermond Saunaclub YinYang

Roermond si pronuncia Romorrd ed esiste sulle cartine geografiche solo in funzione della vicinanza allo Yin Yang. Lo Yin Yang di cui stiamo parlando non è il simbolo taoista della dualità che avete in mente voi: bene-male, caldo-freddo, bianco nero. Nello Yin Yang che intendo io la dualità è: bianche-negre, culo-fica, fica-culo, bocca-fica e così via. Ne avevo sentito parlare anni fa ad Amsterdam, oppure era un ricordo indotto da funghetto avariato, comunque mi era rimasto in mente quindi con il Conte decidiamo di farci un salto. Roermord è una cittadina che almeno una volta nella vita vale la pena visitare, la seconda cittadina che vale la pena di visitare è Nottingham, fidatevi. Alla sera dopo un’ottima cena a base di specialità Roermondesi prendiamo un taxi guidato da un certo Alì di origine turca, direzione Yin Yang. All’ingresso veniamo subito accolti da un grosso uomo pelato vestito in nero, dalla testa talmente enorme e venosa che sembra una delle lune di Giove che ci spiega come funziona lì nel locale. L’ingresso è 60 euro e con le ragazze trattative a parte. Ci spogliamo. Siamo nudi bruchi con solo l’accappatoio e il pisello che spesso ti sbuca furi a seconda di come ti muovi. Non facciamo in tempo nemmeno a fare un giro esplorativo che due ragazze ci fermano proprio di fronte al cesso, non potevano sostare in un posto a loro più appropriato. Con nostra sorpresa, durante la conversazione viene fuori che una è rumena e l’altra è moldava. Viene fuori che parlano perfettamente italiano, anche meglio del Conte che spesso è scambiato per rumeno.

Ci divincoliamo dalle due sanguisughe. Un drink al bar per ambientarci, dove tutto è gratuito escluso l’alcool e le bariste. Il Conte armeggia con il braccialetto. Una ragazza lo vede in difficoltà si avvicina sculettando nel suo

vestitino a due pezzi tigrato. Si chiama Barbara e spiega come infilare nel modo giusto all’interno del braccialetto la chiave dell’armadietto dove i clienti lasciano vestiti e oggetti. Anch’io mi faccio insegnare.

Un trucco per abbordare clienti e nel mio caso riesce perfettamente perché dopo poco sono io a spiegarle dove vorrei infilarle la mia di chiave. Un saluto al Conte che è già al lavoro con una bionda.

Barbara mi accompagna nella stanza del montaggio. È una camera bella grande, tappezzata di specchi. Le chiedo di dov’è. Indovinate cosa risponde Barbara?.... sbagliato: dice di essere Lituana. Sospiro di sollievo, finalmente mi scopo una Lituana. Barbara ha un tatuaggio sull’inguine con scritto Monica e dice di che quello è il suo vero nome. Le chiedo se è veramente Lituana e dopo un attimo di esitazione mi risponde di essere Bulgara. È già qui la cosa si fa ingarbugliata. Prometto a me stesso di non chiedere più né nomi, né nazionalità, ma solo quanto prendono a seconda di dove lo prendono.

Barbara ha bel culo e un viso dolce con un naso un po’ porcino. Monica ha le labbra della fica uno più sviluppata dell’altra. Sembra qualcuno ci abbia giocato a tira e molla e le sia rimasta una parte più allungata. Iniziamo subito la nostra sessione con un pompino deep throat. Del resto aveva detto in fase di colloqui preliminari che il pompino era la sua specialità. Dopo 15 minuti di succhiate e gargarismi, me la metto a pecora agguantando quel bel culo bulgaro burroso. Quando sono stanco di fissarle il tatuaggio a forma di non so cosa sulla schiena le chiedo se posso assaggiare la patata bulgara. Lei si sdraia, alza una gamba di lato come per pisciare o peggio. Infatti non faccio in tempo a darle un lappata che le parte una scorreggia che sembra un vento di tramontana balcanica. Lei mi assicura “It’s from my Pussy” Ringrazio il dio delle scorregge bulgare di avermi risparmiato. Monica attacca a ridere e non la smetterà per i prossimo 30 minuti. Per non rischiare il secondo colpo di cannone in faccia, me la metto di fianco. La pompo da dietro. La prendo per il mento. Girandole il viso verso di me le se sparo la lingua in bocca. Così almeno la pianta di sghignazzare ‘sta troia.

Ma la cosa non funziona. Il dubbio è che sia bella benzinata di droga. il sospetto che non fosse lucida completamente ce l’avevo già dall’inizio. ‘che quando ti parla di cose senza senso Monica ha le sempre le palpebre a mezz’asta e l’aria tanto rilassata. Per questo i pompini sono fame chimica, nel il culo ha più aria di un Bong. La metto a gambe larghe. La fica asimmetrica, spalancata e carnosa che sembra l’interno di una macelleria bulgara dove c’infilo una bel pezzo di rosticciana di maiale. Vorrei incularmela ma oggi non può, dice. Forse domani. Il motivo non è dato di saperlo. Il quarto segreto di Fatima sul culo di Monica. Il tempo sta per scadere e Monica mi conta 3 minuti di countdown. Pompo con la paura di sforare ‘che poi mi tocca litigare sull’extra. 1 minuto e 32 secondi dopo sono lì che sto a sfotticchiare Monica sudando come un cinghiale bulgaro. 46 secondi e mi sfilo da Monica, mi sfilo il preservativo che schizza succo di fica bulgara ovunque e a 32 secondi faccio appena in tempo a prenderle la testa e ficcare in quel buco che ha al posto della bocca un pezzo di me. 21 secondi, a questo punto si merita una bella spruzzata di panna acida calda, così forse si strozza di sborra e la smette di ridere ‘sta maiala. Monica si scusa, mi assicura che non ride di me, anzi… ha pensieri che le vengono in mente, dice.

Monica ha giusto le scorregge nel cervello. Quando si mette a sedere per infilarsi le mutandine, riparte ‘na bordata d’artiglieria. Non ci giurerei, ma a ‘sto giro non mi dice “It’s from my Pussy”.

E io di certo non sto lì ad annusarla.

Ritorno al bar e trovo il Conte appollaiato in cima allo sgabello. Oltretutto su questi sgabelli ci devi mettere sopra gli asciugamani quando ti siedi perché il tuo culo nudo si siederà sopra migliaia di culi e palle sudate prima di te. Il Conte È assediato dall’armata della triplice alleanza Bulgaro-Rumena-Moldava. Convinco il Conte a non cedere. Gli il rapporto su com’è andata con la bionda di prima. Dice di averlo convinto di essere Lituana. A parte il fatto di aver scoperto di aver chiavato la tremilionesima rumena s’è fatto una montata discreta. Decidiamo di aver già contribuito negli anni a risollevare il Pil della Romania. Quindi per stasera basta.

L’unica speranza di farmi un’altra chiavata è una mulatta con un culo grosso come una asteroide che incrocia ogni tanto le nostre orbite. Non riesco mai ad agguantarla, è più sfuggente delle scorregge di Monica. Non ho più la forza e soprattutto la voglia di rincorre negre culone per il locale alle 3 del mattino. Quindi fanculo lo Yin Yang, fanculo le mulatte culone e ce ne ritorniamo a Roermond. Fanculo pure ai due italiani che fuori del locale mentre aspettiamo i taxi sotto il cielo che piscia ci chiedono indicazioni stradali alternative per Maastricht perché la strada principale è chiusa per non ricordo quale motivo. Fanculo pure a loro, mica siamo infotraffico.

♥ Sabato: Vaals Saunaclub Sixsens

Cosa fai un sabato pomeriggio ad Aquisgrana quando pioviggina? T’infili in un museo, t’infili in un cinema, t’infili un cappio al collo.

Vai al Sixsens di Vaals.

Troviamo l’Alì di Aachen che ci porta diritti al Sixsense a Vaals in Olanda. Una decina di chilometri dal centro di Aquisgrana che sta in Germania. Quindi dalla Germania si ritorna in Olanda. Siamo i frontalieri della gnocca. Uno dei pochi pregi che troviamo del Six Sense è che puoi pagare una tariffa di 2 ore a 35 euro invece di pagare l’intera giornata a 60. Un’intera giornata al Sixsense vietano di portare la cintura all’accappatoio perché troveresti gente impiccata ovunque, e anche vedresti corpi galleggiare a faccia in giù in piscina. Appena entrati capiamo dov’è che finiscono le rumene brutte che non vedete in altri posti. Il Sixense è tipo essere in un bidone raccolta differenziata della gnocca. Il bidone devo dire non è niente male, elegante, ben curato, pulito. Ma è come trovarsi al Palazzo di Versaille con i sacchetti neri della spazzatura lasciati nel corridoio degli specchi e bucce di banana sui sofà Luigi xv. Sono Six la ragazza simpatica come una candidosi che al bancone consegna gli asciugamani e braccialetti, la direttrice, una bionda ex succhiacazzi che se ne sta in un officetto buio a guardare il grande fratello delle mignotte tutto il giorno, la barista e il massaggiatore omosessuale. Il resto dell’enturage fa prorprio sense. Il Conte al bar si mette a socializzare con una rumena che sia attiva in modalità simpatia con la compilation delle solite domande “di dove sei, come ti chiami, che lavoro fai, che misure di piedi hai.”. Per levarsi subito il dente, il Conte lo vedo sparire tristemente al piano di sopra, mano nella mano con la rumena, anzi la rumena lo sta trascinando per una mano. Ora sono al bar da solo. Come una merda in un deserto mi sento ronzare negli orecchi di continuo. Arriva una tipa che le puzza talmente il fiato che rispondo rivolto alla parte opposta, come se parlassi ad un amico immaginario, facendo finta cercando di respirare il meno possibile, che non abbia appena scorreggiato per non metterlo in imbarazzo. La scaccio. Guardandomi intorno vedo solo morte, desolazione e puttanieri in accappatoio. Potrebbe essere anche la prima volta che entro in un bordello e consumo solo aranciata annacquata. Ma qualcuno lassù impietosito, manda per la salvezza del mio uccello un angelo nero che in posto del genere ci sta come un esquimese in Congo. Trovo questo angelo languidamente sdraiato su un divanetto in una delle sale privé. Mi sdraio accanto a lei ed è subito amore. Si chiama Paloma. 1 e 75 senza tacchi, capelli neri lisci, pelle d’ambra, labbra che sembrano spugne per la sborra, un culo un po’ svaccato ma che ricorda antichi splendori. La prima impressione è che sembra un trans nella sua bellezza statuaria. Ma quei 25 centimetri che potrebbe avere tra le gambe diventerebbero semmai un ponte che unisce le opposte sponde del nostro amore. E poi piuttosto rischio il trans che un’altra rumena fetente. Ma Paloma invece è tutta donna. A Paloma se le dai un cazzo ci può stare una settimana a succhiartelo. Rischi che per averlo indietro ci vuole un intervento dell’Ocse (Organizzazione Contro Spompinamenti Esagerati). Dice che le piace da matti fare pompini. Infatti non a caso lavora al Six Sense e non fa la cassiera al Penny Market. Paloma te lo lavora in tutti i modi. Con l’epiglottide, con la lingua, con i gli incisivi, con i molari, con la guancia destra, con la sinistra. È la Torquemada del pompino. No ti dà tregua all’uccello, arrivi al punto di perderne la sensibilità. Ti ritrovi solo una cosa rosa dura e bavosa dalla punta infiammata tra le gambe. Poi ti monta a cavalcioni e pompa come un pistone di un pozzo petrolifero, piegandosi sulle ginocchia. Così Paloma si tiene anche in esercizio. Si guarda allo specchio giusto per rendersi conto di quanto è troia. Quando fanno così impazzisco. Le piace sentirsi puttana. Non resisto ad avvicinarle la faccia a me e limonarla duro. Quelle labbra umidicce che sanno di cazzo, forse non solo del mio.

Arriviamo al pecora time, e quando sono lì a stantuffare quel quarto di bue color cioccolato e crema, il buchetto del culo mi fissa impaziente come per dire: Ora tocca a me, dai ‘cazzo aspetti. Ci infilo un pollice che è un punto interrogativo, con mio disappunto contrariamente agli accordi precedenti sul sofà, la risposta è no.

Dice che ce l’ho troppo grosso, nonostante raddoppi il rate per l’extra da 25 euro a 50 ce lo troppo grosso ancora, nada! Con il culo a ‘sto giro non sono fortunato. Potrei rimediare al ritorno in albergo, se solo il Conte si facesse inculare almeno una volta… potrei ricattarlo con quei 200 euro che mi deve, vedremo…

♥ Domenica: Eindhoven Baekelandplein Red Light District

Domenica ce la prendiamo comoda. Il Conte non si è fatto inculare ma comunque offre una colazione in un bar in piazza. La domenica mattina la piazza centrale di Roemord è piena di vita come Hiroshima dopo lo sgancio dell’atomica. Abbiamo il volo nel pomeriggio da Eindhoven. Tiriamo giù un programma su come trascorrere le ultime 6-7 ore.

Negozi, messa delle 11 nella Cattedrale, saluti agli spacciatori locali, prendere a calci i piccioni.

Poi incrociamo questa maledetta negretta che se ne va a passeggio inconsapevole di essere una calamita vivente di cazzi. In quei Jeans attillati un culo da adorare come una divinità, labbra che è meglio non ve le racconti. Ogni nostro piano, negozi, piccioni, etc va a puttane. Lo stupro dicono sia illegale in Olanda e quindi un secondo dopo siamo con lo smartphone a digitare su google queste parole chiave: Eindhoven-red light district, brothels, e visto che ci siamo, Belén Rodríguez video porno. È una corsa contro il tempo per farci l’ultima chiavata in Olanda. Arrivati a Eindhoven ci facciamo portare da Alì di Eindhoven in Baekelandplein. Baekelandplein che non riuscirai mai a pronunciare senza che un Olandese ti rida in faccia o si senta a sua volta in diritto di offenderti la mamma è una piazzetta che sembra un mini outlet. Se non fosse che invece delle vetrine della Nike, Prada e Mcarthurglen ci sono le vetrine di Svetlana, Ramona e Giorgiona la succhiona. In questi 200 mq di una assonnata domenica pomeriggio siamo gli unici clienti e giriamo con i trolley che sferragliano da matti. Il Conte

mi sparisce subito perché dice di aver visto una liquidazione di fine stagione interessante. Abbiamo quindici minuti di tempo contati perché Alì sarà ritornerà per accompagnarci all’aeroporto.

Nel negozietto d’angolo vedo una svendita totale di una negretta in un vestitino rosa con le scaldacaviglie rosa e gli occhioni grandi grandi, quelli non rosa. Sembra un fottuto uovo di pasqua di cioccolata fondente con il tanga. Sulla vetrina, in basso attaccato con lo scotch c’è un cartello con una scritta sbilenca fatta a pennarello dove invece di sconto 50% o paghi 1 prendi 3 c’è “Sado Maso - Strap-on - Prostate massage”. Un minuto dopo sto salendo le scale portando il mio trolley che non ho voluto lasciare ad Alì, con ‘sta bomboniera negra che ondeggia il culo mentre mi accompagna nella sua stanzetta delle meraviglie. Su un mobiletto tra le foto di famiglia e immagini di certo padre Pio africano, ci sono ritti come tante piantine di cactus cazzi in gomma di dimensioni che vanno dalla misura criceto a quella King-Kong con l’orchite. In un piccolo armadietto sono appesi vestitini in latex, uniformi da infermiera, Hello Kitty, maschere a gas, frustini, passate con orecchi da coniglietta e cappelli nazi. Non resisto alla tentazione di chiavarmi una negra nazista, era un sogno che avevo fin da bambino e le faccio subito indossare un cappello da Feldmaresciallo delle SS. Vorrei chiederle se ha del lucida scarpe nero per farle i baffetti alla Hitler, ma non mi vengono in mente le parole ‘Lucida scarpe ‘ in inglese.

Quando scende dal tacco 25 sembra faccia tre rampe di scale. La sua faccia ora mi arriva all’ombelico. Una mignotta nera mignon. Però tutta giusta: bel culetto, belle tettine, solo gli occhi hanno qualcosa che non va: uno guarda a nord-est e l’altro a sud-ovest. Mi sdraio sul quel letto traballante e parte con un gran pompino che vuole coperto. Poi il pisello tutto unto se lo infila tra quelle tettine con i capezzoli nella mia visione ci vedrei bene attaccate delle svastiche. Mi si arrampica sull’uccello. Poi mi sollevo e faccio per scoparmela in piedi. È talmente leggera che potremmo scopare anche aggrappati a una liana come Tarzan e Cita. Poi la butto sul materasso che quasi ci rimbalza e mi finisce appiccicata al soffitto. Partiamo con una pecorina selvaggia ad una velocità che sembro Usain Bolt della chiavata e quasi il letto arriva nella stanza accanto. Quel cazzo di cappello nazi le balla sulla testa e mi dà il nervoso, le do un paio di manate sul culo, e il cappello le vola via. Alla negretta propongo altre 50 euro per il culo. Po finalmente faccio la mia un’ultima schizzata nei paesi bassi.

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Giù il cappello:))

Raggiungere l'Oriente navigando verso Occidente.

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Grande conte :-)) yinyang in caduta libera per fortuna non mi so allungato ad Aachen

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Recensione spassosissima complimenti.

Al contrario però deludente per i locali visitati..

Sto ancora ridendo, bravo

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grandissimo @IlMarchese,sempre in giro x il mondo a scopazzare

la bava di bagascia,utile per ogni fregna del mondo intero
certe coppie sono assieme per lo stesso motivo che io quando cago,porto un giornale da leggere:solo per ammazzare il tempo...
to pay 4 to fuck.....

@ilmarchese idolo

^:)^ bellissima recensione come al solito

Attraverso i sette mari … i cinque continenti…oscure foreste…alte montagne e aspri deserti .. non esiste posto che non raggiungerei per la conquista della sacra gnocca !!

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gentile staff di @gnoccatravel com'è che il titolo l'ho trovato cambiato? qualcuno si è preso il disturbo di sostituire chiavar con scopare e per un momento ho pensato di essermi fottuto pure il cervello. nn userei mai un termine grossolano come scopare in un titolo. chiavar è molto più musicale, è nelle corde del Marchese. scopare è troppo da borghesi. potete rimetterlomcome prima. vi ringrazio. un saluto

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e' stato cambiato per esigenze di SEO, mi dispiace che il termine non e' nelle tue corde ma non puo' essere ulteriormente cambiato

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visto l ottima recensione facciamo un'eccezione per @ilmarchese

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Anche se volendo esser pignoli secondo me era chiavar senza e :-))

@sexybangkok @Gnoccatravels

Per carità non era una cosa di così vitale importanza.

Premetto che la stima che ho nei confronti del vostro lavoro è infinita, ma giusto per capire: per esigenze di SEO, che ho dovuto cercare su google e credo si riferisca a Search Engine Optimization, non dovrebbero bastare i tag che uno sceglie e le parole chiave (ahaha) del titolo tipo luoghi etc?

Grazie cmq per l'apprezzamento e per l'eccezione.

@cinghialutra sei un grande, non mi ero accordo di questa e fastidiosa alla fine.

è Chiavar

senza E

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Grande Marchese!!!! Mi piacerebbe incontrarti al Tempio ,che ormai ritengo l'unico posto dove non si prendano missili con un

livello di figa e prestazioni super.

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@ilmarchese e pensare che ci potevamo incontrare allo yinyang:-)) non ci siamo beccati per un pelo :-)) p.s. l'hai incontrata pure te la mora con la foglia di maria tatuata sul culo? :-)) Il poeta c'ha chiesto da fumar

Ma ha risposto di fumar c'ho solo questo (mostrandole il culo flaccido)Riposta: allora passo appresso !

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@cinghialutra

sta a vedere che eravate voi 2 a chiedermi indicazioni su Maastricht all'uscita.

Non ci siamo beccati per tanti peli...

Quella che hai trombato te con la foglia sul culo non era una foglia era la mia manata.

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Ma quello di zurigo

naturalmente

Marchese

!!!!

YY storicamente mai avuto giro di livello ergo struttura top ma gineceo sub

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Ho riso davvero tanto...@IlMarchese sei il degno erede di Henry Chinask, cazzo!

:-))

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