Prima di iniziare a parlare del mio Gnoccatravel, un mio preciso ringraziamento verso @toulouselautrec.<br>Se non avesse pubblicato il suo intervento non avrei portato a termine la gita odierna, perché proprio mi ero sfrantumato le pizzignaccole. Il suo lungo scritto mi ha fatto ricordare in che pessime condizioni fossi un anno fa, quando me ne uscii con la boutade “Meglio andare a puttane che dallo psicologo, spendo uguale ma mi diverto di più!”.
Grazie anche a tutti voi, perché quella boutade, che mi sembrava estremistica perché contraria alle regole e alla morale che ho seguito per quasi cinquant’anni, oggi è diventata realtà. <br>Una realtà stranissima, che ancora non mi convince; in quei momenti, mi capita di pensare “Ma questo qua sono veramente io, o mi sto sognando in un film porno?”<br>Quel lungo scritto mi ha spronato a vincere la noia, per lanciarmi di nuovo nella mischia.<br>La gita che andrò a descrivere si colloca nella “parte alta” del gradimento di quelle che ho intrapreso fin ora; per lo meno, alla fine non ero scazzato e deluso come la volta scorsa e quella precedente.
La lettura dell’intervento di toulouselautrec, con relativa spiegazione della sua prima defaillance, mi ha fatto venire in mente la mia (per fortuna, per ora unica) cilecca del febbraio scorso.<br>All’epoca, oltre ad accusare genericamente me stesso (ricordo che mi accusai di non essere capace neanche di andare a puttane…),scaricai un po’ di responsabilità alla girl, il cui comportamento non fu propriamente il massimo della professionalità.
Con il senno di poi, posso affermare che ci furono anche cause mediche, quindi indipendenti da entrambi : all’epoca assumevo un antidepressivo, che tra gli effetti collaterali poteva prevedere anche problemi di “sostegno” al walter. Ovviamente, ebbi la fortuna di beccare proprio quelle controindicazioni, che di norma si presentano una volta su cento utilizzatori del farmaco…<br>Comunque, con la girl in questione ci ritornai tre mesi dopo, ma non la riconobbi (… ero veramente spanato…) : in quell’occasione, la sua prestazione mi sembrò proprio a livello del minimo sindacale, ma niente di missilistico. Solo qualche giorno dopo mi resi conto che lei era il “mio” missile… e da allora mi è rimasto un nonsochè di irrealizzato.<br>Quindi mi sono costruito la gita n. 17 con due obiettivi : <br>1 - ribeccare il missile, che ora sapevo risiedere all’Hollywood, per esorcizzare coscientemente quanto accaduto, a costo di buttare via il rate avendo una prestazione scadente, ma con la consapevolezza, alla fine, di poter dire alla ragassa : “Bella mia, vai a far la badante, che per questo mestiere non hai la stoffa…” <br>2 – beccare Ramona “occhidighiaccio” che la volta scorsa mi era scivolata via tra le dita<br>3 – varie ed eventuali
Siamo subito partiti male, perché al mio ingresso all’Hollywood non ho visto nessuna delle due.<br>Il solito barman “Allegria”, quello bene in carne, mi ha servito la solita birra schifida : stavolta una Corona con dentro una fettina di limone (?) che proprio non mi ha lasciato alcun ricordo positivo.<br>A quanto pare non c’è proprio pericolo che all’Hollywood si procurino birre più decenti.<br>A questo punto, quando ero entrato da ben tre, diconsi TRE, minuti, è successo il patatrac.<br>Veramente, non so se tale patatrac si possa definire positivo o negativo, perché si tratta solo ed esclusivamente di questione personale.<br>Questo mio patatrac si chiama Laura Moldava.
Tutte le volte che lei mi si presenta va a finire allo stesso modo (e lei lo sa!) , e io non so se prendermi a sberle perché ci sono cascato un’altra volta, o se farmi i complimenti perché si è realizzato quello che desideravo di più.<br>Insomma, avrete già capito : con Laura Moldava ci ho fatto la NONA, dopo aver fatto l’ottava alla gita scorsa, e la sesta e la settima insieme la volta prima.<br>Senza scomodare i grandi, come Beethoven, Mahler, Bruckner, Dvorak eccetera, per me è stata la solita stupenda sinfonia di sensi.<br>Sulla prestazione di Laura, che resta sempre il mio mito, un solo commento : alla fine di tutto, dopo un bel po’ di giravolte, tanta ginnastica e qualche discorso, si è presa una bustina di un comune antidolorifico.<br>Non pensiate cose cretine, non sono stato io a farle male : aveva semplicemente mal di testa.<br>E se ne è uscita con una frase da incorniciare : “Io faccio l’amore anche quando ho mal di testa”.<br>Semplicemente eccezionale.<br>Per la decima dovrò aspettare un bel po’, perché Laura tra pochissimo se ne torna al paesello e ci resterà un paio di mesi. Ha confermato la notizia, apparsa su questi schermi, che intende rientrare al Castione, a causa della non certa situazione istituzionale dell’Hollywood.
Ok, il primo giro della giostra è andato. <br>Non so definire se tale primo giro sia andato bene, se sia andato meglio, o se sia stato un semplice così così, perché ogni volta con Laura ho una confortante certezza, che però taglia le gambe ai desideri di scoperta, di novità, di caccia, di preda…
Torno al bar, ma ancora non vedo nessuna delle mie prede predestinate; e, sinceramente, non vedo proprio nessuna di mio gradimento.
Mi metto un po’ a giocherellare con il cellulare, come stanno facendo diverse ragazze lì intorno, aspettando che magari arrivi qualcuna notevole per lo meno di farci un pensierino.<br>Ma niente, proprio niente.<br>Laura, che è ridiscesa con me, in mezzo alle altre mi appare quasi brillare di luce propria.
A questo punto, mi si impone una decisione drastica: o faccio subito la decima con Laura, o cambio aria.<br>Mi impongo di cambiare aria; lascio la “sala giochi col cellulare” e mi dirigo verso l’uscita.<br>Sugli scalini sento una voce femminile che mi lancia un : “Dove vai, bello?” <br>Mia risposta, quasi senza voltarmi: “ AL CASTIONE !”
Recupero la macchina e un quarto d’ora dopo sono al vecchio, mitico, indimenticabile Castione.<br>Anche qui, si sono incastrate coincidenze incredibili.<br>Appena superata la tenda amaranto mi ha beccato Elena, amica anche di facebook, con la quale mi sono intrattenuto più volte.<br>Completamente diversa da Laura, allegra ed espansiva: mi ha subito cazziato perché le avevo scritto che fino all’anno prossimo non mi sarei fatto rivedere (e infatti la gita di questa volta era con destinazione esclusiva Hollywood …).
A ben pensarci, ogni girl con la quale ho sostenuto molteplici sessioni ha particolari che la contraddistinguono e la diversificano dalle altre.<br>Laura Moldava è il mio mito, e non si discute.<br>Madalina (che è a quota quattro) è una splendida e capace professionista.<br>Elena è un’amica, che, sia anagraficamente che come esperienza di vita, mi è molto più vicina.
Parlando del più e del meno con Elena, mi guardo in giro (magari ho fatto un po’ la figura da cafoncello, perché parlare con una e intanto valutare da lontano le altre … non è che sia precisamente comportamento da gentleman).<br>Oh, ma neanche al Castione ho visto qualcuna che mi ispirasse! O nel corso di queste feste il livello della gnocca-pay nel bellinzonese si è abbassato, oppure io, senza rendermene conto, ho alzato la mia soglia di ispirazione…<br>Quindi, determinazione finale : in questa gita ho fatto Laura 9, tanto vale fare anche Elena 5!
Prendo la solita Leffe scura e siamo usciti nel giardinetto, perché Elena voleva fumare.<br>Diluviava, pioggia mista a neve, ed era stato tirato un tendone che degli operai stavano tentando di modificare in veranda; però faceva letteralmente acqua da tutte le parti. E faceva un freddo boia (il termometro della macchina, appena arrivato, diceva 3° C). Complice la birra, che era gelata, mi sono praticamente assiderato.<br>Andiamo in camera di Elena mentre ancora avevo qualche brivido, lei entra nella doccia … e, tempo venti secondi, all’attacco, ci entro anch’io, per tentare di decongelarmi! E lì sono finito quasi bollito, perché Elena utilizza l’acqua ad una temperatura elevatissima! Comunque, bella esperienza, il walter dopo un primo momento di stordimento per il passaggio improvviso dal gelo alla bollitura si è ripreso, e ha funzionato come al solito.<br> Insomma, stavolta esperienza positiva : ho anche provato un mini-tour dei locali al quale non avrei mai pensato, con una timbratura a sud ed una a nord di Bellinzona.
Ma quando accadutomi, mi ha fatto venire in mente quanto indicato nel titolo del presente intervento: meglio Hollywood o meglio Castione?<br> Attenzione : consideriamo solo i locali, non la popolazione gnocchesca, che può essere variabile e non necessariamente collegata alla location.<br>1<br> Questione geografica personale : Il Castione, arrivando da Locarno, è più lontano di 12 km, e per arrivare occorre attraversare il centro di Bellinzona, oppure trovarsi scorciatoie in mezzo ai vigneti e alle campagne, con relative perdite di tempo.
2<br>- al Castione la stragrande maggioranza delle camere ha i servizi interni (finora ne ho beccata solo una, sopra il locale, con servizi comuni)<br>- all'Hollywood, all'attico mansardato di Laura Moldava si contrappongono camere con doccia interna o con servizi esterni comuni. Però qui chiedo supporto agli esperti, perché finora all'Hollywood ho visitato solo TRE camere (appunto, l'attico di Laura, poi una camera proprio senza servizi, e un'altra con un box doccia interno)
3<br>- al Castione servono una decente Leffe scura<br>- all'Hollywood mi hanno rifilato tre birre chiare una più schifida dell’altra
4<br>-Castione sa un po' di bocciofila e di circolo del dopolavoro ferroviario<br>-Hollywood è un bar moderno, con area fumatori e possibilità di relativa "riservatezza" (nella saletta a sinistra della porta scorrevole)
5<br> All' Hollywood fanno gli spettacolini serali, ma personalmente non mi interessano. E, sempre all'Hollywood, è presente sempre quel tavolo da buffet imbandito sulla sinistra, di fronte al bancone. A me non ispira, ma ho visto qualche gentleman che si riforniva con gusto
6<br>???
A voi altre considerazioni!
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