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20/10/2020 | 20:41

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certo che in Ccccermannia sarebbe più intelligente andare negli ospedali che nei bordelli
https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/10/20/locse-alla-germania-nel-2013-dovete-ridurre-i-posti-letto-in-ospedale-non-aver-accolto-il-consiglio-ha-salvato-migliaia-di-vite/5973087/

Pochi anni fa l’Ocse (che si “firma” better policies for better lives, politiche migliori per un’esistenza migliore) dava un suggerimento alla Germania: ridurre la disponibilità ospedaliera per risparmiare. L’Organizzazione evidenziava infatti come i posti letto in Germania fossero decisamente superiori alla media dei paesi membri e di tutti gli altri stati europei. La gestione delle strutture, secondo l’Ocse era troppo poco improntata a criteri di economicità, con il rischio di generare un “eccesso di offerta e disponibilità”. Il consiglio dell’Ocse è stato sostanzialmente ignorato da Berlino. Come nel 2013, l’anno di redazione del rapporto, i posti letto sono rimasti 8 ogni mille abitanti. L’Italia ne conta oggi 3,1 per ogni mille persone (nel 2013 erano 3,5), la Francia 5,9 (da 6,4), la Spagna 3 (da 3,2), la Gran Bretagna appena 2,5 (da 3 che erano nel 2013). L’unico paese Ocse con valori più alti di quelli tedeschi è il Giappone dove i posti letto sono 13 ogni mille abitanti.

Dall’inizio della pandemia la Germania ha registrato 366mila casi e 9.700 decessi. In Italia i contagiati sono stati pochi di più (414mila) ma le vittime più del triplo. Il tasso di mortalità è legato a molti fattori (età media della popolazione, misure di contenimento, etc) ma non è un caso che i paesi con la più alta disponibilità di posti letto siano anche quelli che mostrano i numeri più contenuti quanto a decessi. Il Giappone ha avuto pochi contagi, poco più di 90 mila, ma, in proporzione, ancora meno vittime: 1676. La Francia ha avuto circa il doppio dei contagiati italiani ma lo stesso numero di vittime. In Gran Bretagna i colpiti dal virus sono stati sinora 722 mila, i decessi oltre 40 mila, 4 volte quelli tedeschi.

Anche l’analisi dei singoli lander tedeschi (più o meno le nostre regioni) suggerisce qualcosa. Anche in questo caso i posti letto sono solo uno di un complesso insieme di fattori. I lander dell’ex Germania dell’Est hanno ad esempio una popolazione mediamente più anziana di quelli occidentali. Bremen, grossa regione del Nord Ovest del paese, è il lander con la disponibilità di posti letto più alta. I decessi sono 1 ogni 10.800 contagiati. Baden Wurttemberg, nel Sud Ovest, quello con meno disponibilità (5,3). Le vittime qui sono 1 ogni 5718 contagiati.
L’adozione di criteri di economicità anche in ambiti come la sanità e gli ospedali è stato recentemente oggetto di feroci e approfonditi dibattiti in Francia. Alla prova della pandemia chiusure e tagli decisi negli anni scorsi hanno prodotto risultati ritenuti catastrofici dai critici della linea “i conti prima di tutto”. Più o meno la stessa impostazione aziendalista è stata da poco rilanciata in Italia da Confindustria e messa nera su bianco nel volume “Il coraggio del futuro. Italia 2030-2050”.

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18/10/2020 | 20:48

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come se la stanno vedendo là:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/10/18/coronavirus-in-russia-contagi-record-e-ospedali-saturi-il-vaccino-ce-chi-non-sa-di-prendere-parte-a-una-sperimentazione/5969881/

In Russia un rapido aumento di nuovi casi da Coronavirus sta mettendo sotto pressione il sistema sanitario. Ma per ora le autorità di Mosca, la città più colpita dalla pandemia, hanno scelto solo di inasprire le misure restrittive, considerando un nuovo lockdown come l’ultima spiaggia. Benché la Russia abbia annunciato l’approvazione di ben due vaccini contro Covid, mentre un terzo è in arrivo, la loro sperimentazione in realtà ancora in corso, e i volontari che stanno prendendo parte alla terza fase dello studio di “Spuntik V”, definito dalla Russia il primo vaccino anti-Covid nel mondo, “stanno testando su di loro un farmaco sconosciuto e dall’efficacia ignota” senza rendersene conto, ha detto a ilfatto.it la microbiologa russa Irina Yakutenko.

Contagi record e ospedali pieni – Il 16 ottobre in Russia si sono registrati 15.150 contagi da Covid, il record dall’inizio della pandemia, con oltre 15mila casi nella sola Mosca, record dal 12 maggio scorso. Mentre il giorno prima con 286 morti è stato battuta la soglia massima dei decessi. Il ministero della Sanità ha fatto sapere che i posti letto per malati Covid è occupato al 90 per cento. In alcuni regioni, ha scritto il giornale Kommersant, gli ospedali Covid sono saturi quasi al 100 per cento.

Il sindaco di Mosca Sergej Sobjanin ha dichiarato in un’intervista che nella capitale attualmente ci sono 1200 ricoveri giornalieri, ma se dovessero superare quota 1500, “la situazione sarà più complicata”. “A Mosca la situazione è molto seria e gli ospedali riconvertiti stanno lavorando sotto grande tensione”, ha raccontato a ilfatto.it il cardiologo moscovita Aleksei Erlich. Mentre l’ex sindaco della principale città della regione degli Urali, Ekaterinburg, il politico anti-sistema Evgenij Rojzman, ha scritto su Twitter che l’hospice della città viene di nuovo destinato ai malati Covid. “Queste azioni disperate e caotiche delle autorità lasciano la sensazione che sappiano qualcosa, ma non ce lo dicano e che la situazione sia più grave di quello che sembra”, ha commentato Rojzman.
Le misure a Mosca – I moscoviti che finora non si sono mostrati particolarmente ligi all’obbligo della mascherina, da ieri non hanno più scelta se vogliono salire sull’affollatissima metro di Mosca, dove l’accesso d’ora in poi è vietato senza protezione facciale e senza guanti. Dal 19 ottobre invece i frequentatori di night club e bar notturni dovranno registrarsi all’accesso utilizzando un QR code e fornendo il proprio numero di telefono ai fini del tracciamento in caso di contagio.

Inoltre le aziende della capitale devono mettere in smart working il 30 per cento del personale e inviare alle autorità informazioni dettagliate dei dipendenti che lavorano da casa. Gli over 65 sono stati messi in isolamento dal 28 settembre e in alcuni teatri di Mosca ci sono stati controlli a tappeto per stanare i pensionati disubbidienti. Infine le vacanze scolastiche nelle scuole moscovite sono state prorogate di una settimana, fino al 18 ottobre, e dal 19 ottobre all’1 novembre per gli allievi degli superiori la didattica si svolgerà online.
Tutte queste misure vorrebbero scongiurare un nuovo lockdown, misura impopolare e costosa. Secondo un interlocutore nel governo russo del sito Meduza.io, le autorità hanno preso una decisione politica per fare in modo di non obbligare attività e negozi alla chiusura.

Intanto il presidente russo Vladimir Putin ha dato il 14 ottobre l’annuncio dell’approvazione ufficiale del secondo vaccino russo contro il coronavirus. Si tratta di “EpiVacCorona” del Centro scientifico nazionale di virologia e biotecnologia “Vektor” di Novosibirsk, testato durante la prima e la seconda fase di sperimentazioni su cento volontari. La terza fase di studio di questo vaccino si svolgerà su 40mila volontari e avverrà dopo la sua approvazione, nello stesso identico modo in cui sta avvenendo per il vaccino “Sputnik V” del Centro nazionale di ricerca epidemiologica e microbiologica N. F. Gamaleja di Mosca. Approvato in agosto, secondo l’agenzia Tass, viene già somministrato da inizio settembre su base volontaria ai gruppi a rischio (medici e docenti). Ma anche a diversi Vip, tra cui una delle figlia del presidente Putin, il sindaco di Mosca Sergej Sobjanin e la vice premier Tatjana Golikova si sono già vaccinati.
“Chi riceve il vaccino non sa che prende parte a una sperimentazione” – Per quanto riguarda i volontari che stanno partecipando alla terza fase della sperimentazione di “Sputnik V”, in realtà, come ha raccontato Bbc Russia, spesso sono degli impiegati pubblici mandati dalle loro aziende e, come spiega, la microbiologa Irina Yakutenko, non tutti si rendono conto di prendere parte a una sperimentazione. Significa che al posto del farmaco potrebbero quindi ricevere un placebo, oltre a correre il rischio di effetti collaterali. Secondo Yakutenko, la prassi che si sta consolidando per i vaccini russi anti-Covid, secondo la quale la terza fase di sperimentazioni cliniche si svolge dopo l’approvazione del farmaco, va contro non solo le norme per l’approvazione di un vaccino, ma anche contro le norme etiche. Come spiega l’esperta, proprio la terza fase dei test serve a dimostrare l’efficacia del vaccino e la sua sicurezza nei termini di effetti collaterali rari. Infatti, in questo contesto, aggiunge Yakutenko, i principali produttori occidentali del trattamento, tra cui anche AstraZeneca, si sono impegnati a non presentare la domanda di approvazione finché i loro vaccini non supereranno tutte e tre le fasi della sperimentazione clinica.

Il direttore del centro Gamaleja Aleksandr Gintsburg ha dichiarato che “Sputnik V”, testato nella 1 e 2 fasi di studio su 76 volontari, non “ha nessun rischio di sistema”, e ha spiegato la procedura di approvazione accelerata con la necessità di dare alle persone la possibilità di riceverlo già adesso o di aspettare la fine degli studi.

Verso la sperimentazione di massa – Un terzo vaccino russo anti-Covid viene sperimentato dal Centro per la ricerca e lo sviluppo di farmaci immunobiologici M. P. Chumakov dell’Accademia russa delle scienze. La vaccinazione di massa con i due farmaci approvati potrebbe iniziare a fine novembre e a dicembre, ha annunciato il ministro della Sanità Mikhail Murashko. La scelta del vaccino avverrà secondo le indicazioni mediche, ha spiegato il ministro, visto che i tre usano tecnologie diverse (solo “Spuntik V” si basa su vettori virali da adenovirus, la stessa tecnologia del vaccino di AstraZeneca) in grado di provocare risposte immunitarie differenti, come spiega Yakutenko. Ma secondo alcuni sondaggi la gran parte dei russi non è ancora pronta a farsi vaccinare. Anche il cardiologo Aleksei Erlich, che potrebbe già vaccinarsi come medico, preferisce aspettare la fine delle sperimentazioni.

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10/10/2020 | 20:35

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https://www.luganolife.it/2020/10/10/leggi-notizia/argomenti/canton-ticino-1/articolo/il-covid-19-torna-a-far-paura-anche-nel-canton-ticino.html

Nelle ultime due settimane in Svizzera e Liechtenstein si contano 8.325 nuove infezioni confermate in laboratorio, ciò che corrisponde a un tasso di 97 casi per 100.000 abitanti. La Svizzera rientra quindi, secondo la propria stessa definizione, nella categoria delle zone a rischio: la soglia di 60 contagi per 100.000 abitanti negli ultimi 14 giorni è il criterio adottato da Berna per imporre l'obbligo di quarantena a persone provenienti da determinati paesi o regioni.

Non fa eccezione il Canton Ticino, dove crscono i nuovi positivi, i ricoveri in ospedali ed i micro focolai, al punto che il Consiglio di Stato ha promulgato una stretta circa le misure di contenimento che contemplano l’obbligo di mascherina all’interno dei centri commerciali e negozi e la chiusura di pub, discoteche ed in senso più ampio locali da ballo.
Un giro di vite che nasce dalla presa d’atto che il tasso di contagio, nel Cantone, ha raggiunto il 7 per cento, che è addirittura di tre punti inferiore al 10 per cento registrato a livello nazionale, ma ancor più per via dell’innalzamento dell’età media dei nuovi contagiati e dell’aumento tra gli over 60 e 70 con annessa e preoccupante ripresa dei ricoveri negli ospedali.

Si fa il possibile per evitare lockdown parziali e totali. Al ristorante si potrà mangiare solo al tavolo, con i camerieri dovranno indossare mascherine chirurgiche e non le visiere di protezione, mentre nei negozi dovranno essere installate barriere di plexiglass alla cassa e forniti guanti alla clientela che deve toccare il prodotto da acquistare.

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07/10/2020 | 13:39

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cosa vuol dire avere uno scienziato al governo:

merkel.jpg

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06/10/2020 | 13:42

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27/09/2020 | 20:35

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24/09/2020 | 19:45

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https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/09/23/germania-i-virologi-lanciano-lallarme-la-pandemia-iniziera-seriamente-soltanto-adesso-app-anti-covid-scaricata-gia-18-milioni-di-volte/5941304/

“Dobbiamo cambiare alcune cose perché la pandemia inizierà seriamente soltanto adesso. Anche da noi”, avverte il virologo dello Charité Christian Drosten, una delle voci di punta del panorama scientifico tedesco. E intanto, il ministro degli esteri di Berlino, Heiko Maas, si è messo in isolamento fiduciario in via precauzionale dopo che uno degli addetti alla sua protezione personale è risultato positivo al Covid. Il primo test a cui si è sottoposto il capo della diplomazia è risultato però negativo.

Drosten mette in guardia la popolazione sui futuri sviluppi della pandemia nel Paese: “Non abbiamo fatto le cose meglio degli altri finora, abbiamo soltanto reagito prima”, ha spiegato lo scienziato, invitando a smetterla di trattare questo argomento con “modi da stadio”. “Non abbiamo avuto successo perché abbiamo enti sanitari migliori di quelli francesi e ospedali migliori di quelli italiani”, ma perché abbiamo reagito prima, ha concluso.

Intanto è stata scaricata 18 milioni di volte in 100 giorni la app tedesca che lancia l’allarme su una possibile infezione da coronavirus, quella “di maggior successo in Europa”, secondo quanto dichiarato dal ministro della salute Jens Spahn. La warn-app è disponibile in sei lingue (tedesco, inglese, turco, rumeno, bulgaro e polacco), quelle più parlate in Germania, ma si sta lavorando ancora su una versione in francese e in russo. “Oltre 1,5 milioni di risultati dei test sono stati comunicati attraverso l’app”, ha detto il ministro.

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24/09/2020 | 13:52

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per adesso sono ancora messi bene:mappa.jpg

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13/09/2020 | 12:05

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magari 'sta volta saremo noi a chiudere agli austriaci:
https://www.ilsole24ore.com/art/coronavirus-ultime-notizie-morti-mondo-superano-quota-920mila-ADu7A9o

L'Austria è entrata nella seconda ondata di infezioni di coronavirus.
Lo ha dichiarato il cancelliere Sebastian Kurz in un comunicato, mentre continua a salire il numero di contagi giornalieri. Da venerdì a sabato, il Paese di 9 milioni di abitanti ha registrato circa 870 nuovi casi, di cui oltre la metà a Vienna. “Siamo all'inizio della seconda ondata”, ha detto Kurz avvertendo che il Paese supererà rapidamente i 1.000 nuovi casi al giorno e invitando la popolazione a rispettare strettamente le misure anti-virus e a ridurre al massimo i contatti. A partire da domani, le mascherine saranno obbligatorie, oltre che nei supermercati e nei mezzi pubblici, anche in tutti i negozi e negli edifici pubblici. Kurz ha avvertito di non escludere nuove restrizioni, se il numero dei casi dovesse continuare a crescere, pur auspicando di poter evitare un secondo lockdown. Dall'inizio della pandemia, l'Austria ha registrato 33 mila casi e 750 morti.

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10/09/2020 | 20:41

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la lista dei clienti:
https://europa.today.it/attualita/coronavirus-germania-prostituzione.html

Dopo mesi di stop in Germania riparte anche la prostituzione. Le 'vetrine' e le case di appuntamento, che erano state chiuse a causa della pandemia di conronavirus, riapriranno i battenti dal 15 settembre. Si comincerà negli stati della Bassa Sassonia, Schleswig-Holstein, Brema e Amburgo, e alle lavoratrici del sesso, per tracciare eventuali contagi, sarà richiesto di tenere elenchi dei clienti e di lavorare solo su appuntamento.

I tre Stati seguono la decisione del Nord Reno-Westfalia, dove una decisione della principale Corte amministrativa ha annullato con effetto immediato il divieto di prostituzione emesso nel corso della pandemia. Da settimane le prostitute protestavano chiedendo di poter tornare al lavoro come tutti gli altri tedeschi. Il settore è stato molto colpito al punto tale che proprio la scorsa settimana, uno dei bordelli più grandi d'Europa, il Pascha di Colonia, ha dichiarato bancarotta per i problemi finanziari dovuti alla crisi.

“Finalmente”, ha esultato su Twitter Johanna Weber, la portavoce dell'associazione tedesca dei lavoratori del sesso BesD, dopo la notizia della ripartenza. "Gli eventi di prostituzione e la prostituzione nei veicoli" saranno ancora proibiti, ha detto Melanie Leonhard, ministro degli Affari sociali di Amburgo, la città portuale che ospita la Reeperbahn, uno dei quartieri a luci rosse più famosi della Germania.

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01/09/2020 | 20:49

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trahzia = scopare come ì(e)bat, figa si dice anche pisdà (più volgare di kiska)
ma cosa avete studiato? L'equivalente di "the pen is on the table"?

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30/08/2020 | 20:59

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bravissimi, io interagisco solo con qualche prostituta russofona in italia e non ho una motivazione sufficiente per dedicare quel tempo (e quelle energie) a imparare una lingua così diversa dalla nostra anche se mi piacerebbe andare oltre a qualche paroletta di circostanza (privièt, krassivaia, kiska, trahzia, rakam,ecc)
certo mi piaceva Dostoevskij e la lettaratura russa, ma poi ho visto:

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29/08/2020 | 19:47

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https://www.repubblica.it/esteri/2020/08/29/news/coronavirus_nel_mondo_la_germania_registra_quasi_1500_casi_in_un_giorno_la_corea_del_sud_esaurisce_i_posti_letto-265749925/

Continuano a crescere i casi in Ucraina, dove i contagi accertati nelle ultime 24 ore sono 2.481: il numero più alto registrato in un solo giorno nel Paese dall'inizio dell'epidemia. Sono 41 le persone morte a causa della malattia nel corso dell'ultima giornata, mentre in totale le vittime del nuovo virus sono 2.492. In tutto, i casi di Covid 19 accertati in Ucraina sono 116.978.

Le autorità sanitarie della Russia segnalano 4941 nuovi casi di coronavirus e 111 vittime nelle ultime 24 ore. Stando al bollettino giornaliero dell'unità anti-Covid, dei quasi 5000 nuovi contagi, 1269 sono asintomatici. I casi complessivi di infezioni da coronavirus attualmente sono 985.346 e con 17.025 vittime. Per quanto riguarda la sola Mosca, si sono registrati 677 nuovi contagi, 12 decessi e oltre 1300 ricoveri in ospedale.

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28/08/2020 | 20:38

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cosa vuol dire avere un politco serio (ex scienziata) che non racconta minchiate come certi personaggi ributtanti delle nostri parti:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/08/28/angela-merkel-avvisa-i-tedeschi-prossimi-mesi-saranno-ancora-piu-difficili-in-germania-la-situazione-e-seria-e-resta-seria/5913381/

I mesi che arriveranno “saranno ancora più difficili”. Angela Merkel sceglie queste parole per parlare ai tedeschi durante la tradizionale conferenza stampa d’estate, probabilmente l’ultima dopo 16 anni alla guida della Germania. Il messaggio della cancelliera è chiaro: il coronavirus è una minaccia da continuare a prendere sul serio perché finita l’estate torneremo a stare al chiuso “nei posti di lavoro, nelle scuole e nelle case“.

“Dovremo convivere con il virus ancora a lungo”, ha ricordato Merkel, indicando tre priorità per questo autunno: garantire che i bambini possano continuare ad avere accesso all’istruzione nonostante la pandemia, assicurare una ripresa economica e mantenere la coesione sociale. La risposta della Germania alla pandemia di coronavirus è stata ritenuta relativamente di successo, ma nelle ultime settimane nel Paese è stato registrato un notevole aumento di nuovi casi. Secondo i dati diffusi oggi dal Robert Koch Institute, nelle ultime 24 ore sono stati registrati 1.571 nuovi positivi.

I prossimi mesi, fra autunno e inverno, “saranno più difficili di quelli estivi” e “la situazione è seria e resta seria”. Merkel non usa parole di speranza e di ottimismo, ma decide di rivolgersi alla Germania chiedendo ancora una volta prudenza, come già aveva fatto negli scorsi mesi. Una scelta non casuale in un Paese che ha mostrato di avere numerose sacche di insofferenza alle regole restrittive imposte dalla pandemia. “Nei prossimi mesi dovremo tenere bassi i numeri delle infezioni mentre trascorreremo il tempo al chiuso, negli uffici e nelle scuole e a casa”, ha detto ai giornalisti la cancelliera tedesca. “Con un po ‘di buon senso e limitazioni, possiamo superare bene questo periodo”, ha detto la cancelliera. Mentre si potrà tornare alla normalità, ai “comportamenti di prima soltanto quando ci saranno il vaccino o le medicine appropriate”. Merkel ha anche spiegato di essere preoccupata dallo sviluppo del Covid nelle diverse fasce d’età: “Adesso ad esempio l’età dei contagiati è calata, mi chiedo perché. È chiaro che una fascia sociale si sia ritirata”.

Merkel ha avvisato poi che la crisi da coronavirus rappresenta una sfida per la salute finanziaria della Germania perché non c’è certezza sulla durata della pandemia. “La Germania può permettersi le misure prese finora – ha rimarcato – e tutto le decisioni sono state bilanciate con il rischio di non agire“. La Merkel ha fatto presente come perduri l’incertezza circa quando effettivamente arriverà un vaccino. “Non sappiamo se saranno tre mesi o 12 mesi o 15 mesi. In tal senso è davvero una sfida sconosciuta alla nostra capacità finanziaria“. Per questo, ha spiegato la cancelliera, è importante “mantenere la nostra attività economica il più a lungo possibile o ripristinarla il prima possibile”. La terza priorità è la coesione sociale: “La pandemia è un fardello molto diseguale per le persone”, ha sottolineato Merkel.

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27/08/2020 | 20:46

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Il governo britannico ha annunciato oggi la reintroduzione della quarantena precauzionale obbligatoria di 14 giorni per chiunque arrivi o torni nel Regno Unito dalla Svizzera. La misura entra in vigore sabato alle 4.00 (ora locale, le 5.00 ore svizzere) di mattina.

https://www.cdt.ch/svizzera/londra-impone-la-quarantena-per-chi-arriva-dalla-svizzera-YA3112908?refresh=true

asceta_pentito
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22/08/2020 | 20:24

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stop and go continui (con buona pace dei pezzi di merda negazionisti che purtroppo hanno anche loro):
https://www.corriere.it/politica/20_agosto_21/coronavirus-germania-piu-cento-istituti-chiusi-43ea3cf2-e3e1-11ea-ac83-4559b0176519.shtml

Coronavirus, in Germania più di cento gli istituti scolastici chiusi

«Ogni giorno in cui non viene chiusa nessuna scuola è un buon giorno» dice Philipp Bender, portavoce del Ministero della Cultura dell’Assia, in Germania, dove le lezioni sono riprese lunedì scorso. Non ce ne sono molti: l’anno scolastico tedesco è ricominciato ufficialmente tre settimane fa, anche se gli studenti sono tornati in classe al momento solo in 9 Länder su 16 (in base all’autonomia scolastica ognuno può scegliere la data di inizio). Ma sono già almeno un centinaio gli istituti chiusi completamente o parzialmente. A cui vanno aggiunti gli asili. Le chiusure sono state necessarie in particolare nelle zone più densamente abitate: Nord Reno Vestfalia (4 scuole del tutto chiuse e 31 solo «in parte»), la regione con più contagi, Berlino (41 istituti in quarantena su 825), ma anche Amburgo e Francoforte sul Meno. Le scuole hanno l’obbligo di avvertire le autorità sanitarie quando riscontrano casi e sono poi queste a decidere, di volta in volta, quale misure applicare. Possono decidere di tenere in quarantena anche soltanto alcune classi. Tutti gli alunni e il personale delle scuole tedesche hanno normalmente l’obbligo di mantenere la distanza di sicurezza di un metro e mezzo e di portare le mascherine all’interno degli istituti, ma non durante le lezioni.

Nelle zone dove l’epidemia è tornata a diffondersi di più, come il Nord Reno Vestfalia, l’obbligo è stato invece esteso alle lezioni: una misura che ha provocato le proteste dei negazionisti del virus. Giovedì scorso il Tribunale amministrativo superiore di Münster ha respinto una richiesta urgente di tre alunni del distretto di Euskirchen che avevano fatto ricorso contro le nuove regole, stabilendo che il provvedimento è «proporzionato» ai rischi e non costituisce un pericolo per la salute degli studenti. «Lo so che è faticoso. lo è per tutti, ma al momento non c’è alternativa alla mascherina» ha detto la ministra dell’Istruzione Anja Karliczek, che, secondo cui «il funzionamento ordinario è partito bene». In generale le autorità tedesche, nonostante le chiusure, al momento non mostrano particolare preoccupazione. Secondo il primo rapporto dell’Amministrazione scolastica di Berlino, pubblicato ieri dalla Berliner Zeitung, i casi di positività al coronavirus registrati finora nelle scuole della capitale tedesca «non rappresentano una minaccia per la loro piena operatività». Nella maggior parte dei casi rilevati, sono state trovate solo singole persone infette, tra alunni, insegnanti o personale scolastico, e sono state disposte quarantene cautelative. «Le scuole non sono focolai. Le infezioni di solito vengono portate negli istituti dall’esterno», ha confermato Sandra Scheeres, responsabile berlinese per l’Istruzione.

La Germania sembra aver messo in conto questi stop and go continui, come un prezzo che è necessario pagare per non bloccare i percorsi educativi. «È meglio l’obbligo di mascherina piuttosto che richiudere le scuole» ha sintetizzato nei giorni scorsi la cancelliera Angela Merkel. Che però ha convocato giovedì i ministri presidenti dei vari Länder in videoconferenza per fare il punto sull’epidemia: ieri sono stati registrati 1427 nuovi infetti, in lieve calo rispetto alle 1707 infezioni segnalate ieri, che rappresentavano il livello più alto dalla fine di aprile. Ma il governo vuole prevenire una possibile seconda ondata. L’ipotesi al momento è nuovi divieti per feste private e assembramenti, e l’estensione dell’obbligo della mascherina. Di uno stop all’anno scolastico non parla nessuno.

asceta_pentito
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18/08/2020 | 20:47

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ciao, non vivo in Olanda e purtroppo non sono in grado di aiutarti
il Belgio è mal messo al punto che sono stati proibiti i viaggi dall'Olanda a Bruxelles:
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2020/08/15/olanda-vieta-viaggi-a-bruxelles-quarantena-per-chi-rientra_a75f30b6-2d32-4fa4-9023-e092a4732601.html

qualcuno conferma che le olandesi (come tedesche o scandonave) non si fanno offrire niente e pagano sempre la loro parte?
https://www.youtube.com/watch?v=0OdaYX3IktQ

asceta_pentito
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17/08/2020 | 20:19

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https://www.cdt.ch/ticino/alberghi-e-case-dei-clienti-ora-off-limits-per-le-prostitute-YB3065573

Alberghi e case dei clienti ora off limits per le prostitute

È una cosa di cui si erano accorti in pochi anche tra gli addetti ai lavori. Perfino tra gli stessi granconsiglieri che la nuova legge sulla prostituzione l’hanno votata e analizzata. Nuova legge, e questo era ben noto, che «confina» la prostituzione nei locali a luce rossa autorizzati e negli appartamenti notificati. In realtà però - e ce lo ha confermato la polizia cantonale - sono perseguibili anche le prostitute che offrono il servizio «outcall» e che dunque si spostano al domicilio del cliente oppure negli hotel. Dunque una scena alla Pretty Woman, in cui Richard Gere invita Julia Roberts a trascorrere del tempo in una lussuosa suite d’albergo, sarebbe proibita in Ticino. Non abbiamo conferme ufficiali in questo senso ma, stando a nostre informazioni, alcune professioniste sarebbero state recentemente perseguite per aver offerto sesso a pagamento a casa del proprio cliente. E questo - nonostante la legge e il relativo regolamento risalgano ormai al luglio di un anno fa - ha fatto scattare il «passaparola» tra chi in Ticino si occupa di prostituzione. Molte ragazze hanno poi rimosso dai loro annunci online la dicitura «disponibile per servizio a domicilio e hotel».

C’è chi non è d’accordo
Aver reso «l’outcall» illegale in Ticino è una decisione che cambia in modo piuttosto drastico la situazione. Nell’ambiente lo scetticismo è palpabile. «È anche - ci spiega un avvocato che da anni segue le vicende del settore - una questione di privacy e di libertà individuale. C’è chi non vuole o perfino non può andare nei locali a luci rosse e preferisce dunque che sia la prostituta a recarsi a casa sua o in una camera d’albergo. E mi chiedo come si possa imporre, visto che la prostituzione non è illegale, cosa si possa o non si possa fare tra le mura di casa propria».

«Non ne abbiamo mai parlato»
Abbiamo chiesto informazioni anche a Giorgio Galusero (PLR) e Amanda Rückert (Lega), che in Gran Consiglio erano stati i relatori del messaggio che aveva portato all’approvazione della nuova legge sulla prostituzione. Entrambi ci hanno confermato che la questione outcall non era mai emersa durante l’analisi della legge ed è probabile che si sia arrivati a questa situazione attraverso il successivo regolamento di applicazione, che stabilisce in modo più dettagliato dove si può e non si può esercitare.

Le spiegazioni della polizia
La polizia cantonale ci ha spiegato la situazione basandosi sugli articoli di legge. Importanti sono l’articolo 6 («Un locale erotico può essere aperto e gestito soltanto previo ottenimento dell’autorizzazione») e l’articolo 14. Quest’ultimo regolamenta la prostituzione negli appartamenti. Il mestiere si può esercitare «purché non vi sia condivisione degli spazi con altre persone che esercitano la stessa attività», «se chi esercita lo fa a titolo individuale, in locali di sua proprietà o per i quali vanta dei diritti d’uso» e se «una persona non mette a disposizione più di un appartamento destinato all’esercizio della prostituzione e questa attività è esercitata unicamente dalla persona alla quale il locale è messo a disposizione». E anche il passaggio che regola la prostituzione nelle zone residenziali - aggiungiamo noi - sembra importante: «L’esercizio della prostituzione è vietato nelle zone che il Piano regolatore destina in misura preponderante all’abitazione».

Il virus ha avuto un impatto
La prostituzione dunque, in estrema sintesi, è permessa solo nei postriboli autorizzati e in appartamenti (di proprietà della prostituta, o di cui la prostituta è in possesso di un contratto d’affitto), a patto però che sia l’unica ad esercitare la stessa attività e che il proprietario dell’appartamento non ne abbia altri adibiti allo stesso scopo. «L’esercizio della prostituzione al di fuori dei luoghi che non sono autorizzati o notificati non è consentito ed è quindi perseguibile», ci viene spiegato. Come detto non molti però si erano accorti che appunto, stando all’applicazione di queste norme, la prostituzione al domicilio dei clienti e in hotel è vietata. E ultimamente la richiesta di «outcall» sembrava in crescita. Questo anche perché dopo le 18 nei postriboli viene chiesto - per facilitare il tracciamento di eventuali casi di COVID - un documento all’ingresso. Ed evidentemente molti clienti, per non dover lasciare i dati personali in un locale a luci rosse, preferivano chiamare a casa propria le ragazze.

asceta_pentito
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15/08/2020 | 13:38

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otr nel centro di Santiago:

asceta_pentito
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14/08/2020 | 14:10

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e chissà qui a settembre:
https://www.fanpage.it/esteri/germania-scuole-aperte-da-meno-di-una-settimana-e-in-7-spuntano-gia-contagi-una-richiude/

In Germania gli studenti sono tornati in classe da meno di una settimana ma qualcuno è stato già costretto a lasciare la propria scuola. Tutto a causa dei contagi di Coronavirus di nuovo in aumento. Nel Paese della cancelliera Angela Merkel il Covid ha ricominciato a diffondersi in modo preoccupante, con oltre mille casi nuovi di infezione al giorno: quelli registrati nelle ultime 24 ore sono 1445, stando ai dati del Robert Koch Institute. Il capitolo scuole preoccupa in questo momento la capitale Berlino, dove tra l’altro oggi sono stati riportati 125 positivi al Coronavirus in più rispetto al giorno precedente.

Nel giro di meno di una settimana sono già diversi i contagi da Coronavirus segnalati negli istituti scolastici di Berlino e c'è appunto anche il caso di una prima scuola che ha deciso di richiudere i battenti e rispedire i ragazzi a casa. Sarebbero al momento sette le scuole, che si trovano in quattro quartieri diversi, in cui si sono registrati i casi (singoli a quanto si sa per ora) di infezione da Covid-19. Gli istituti hanno reagito per lo più mettendo gruppi di studenti o classi in quarantena.

asceta_pentito
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13/08/2020 | 20:49

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@Anthony80 said:
in questi mesi ne abbiamo sentite anche troppe di cazzate...

le peggori queste:
https://www.cdt.ch/mondo/migliaia-di-ricoveri-a-causa-delle-fake-news-sul-coronavirus-JK3048128

Disinformazione, false notizie e teorie complottiste sulla COVID-19 dilagano. E a questa disinformazione sono stati collegati 800 decessi, 6 mila ricoveri e infortuni gravi. Sessanta persone sono morte per aver bevuto metanolo come cura per il coronavirus.
È quanto emerge da uno studio internazionale coordinato da esperti presso l’Università del Nuovo Galles del Sud (Australia) e pubblicato sull’American Journal of Tropical Medicine and Hygiene.
In base all’analisi di documenti contenenti rumors, stigma (frasi discriminatorie) e teorie cospirative postati sui social in 25 lingue diverse e 87 Paesi, sono state almeno tre da gennaio ad aprile le ondate infodemiche a colpi di affermazioni false o non verificate, frasi discriminatorie e complottismo.
L’89% delle notizie sono state classificate come «rumors» (affermazioni senza alcun fondamento verificabile), il 7,8% come teorie complottiste.
I Paesi più «inquinati» da fake, rumours e teorie cospirative sono India, Usa, Cina, Spagna, Indonesia e Brasile. L’Italia, uno dei primi Paesi colpiti dalla pandemia in Europa, si pone in posizione intermedia.
Tra gli esempi di rumors ci sono affermazioni come «le uova di gallina sono contaminate con coronavirus» e «bere candeggina potrebbe uccidere il virus». Frasi discriminatorie (stigma) sono invece affermazioni come «ogni malattia viene dalla Cina». Mentre tra le affermazioni complottiste figurano frasi come «dietro al virus c’è la Bill & Melinda Gates foundation con l’intento di aumentare le vendite di vaccini».
«I rumors - scrivono gli autori del lavoro - possono risultare credibili e avere effetti potenzialmente pericolosi di salute pubblica. Per esempio il mito secondo cui a alte concentrazioni l’alcol uccide il virus che hanno circolato quasi ovunque possono portare a comportamenti a rischio.

asceta_pentito
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13/08/2020 | 13:54

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gli attualmente positvi più che raddoppiati in 2 mesi:

germ.jpg

asceta_pentito
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11/08/2020 | 20:07

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occhio a non tornare anche tu col virus:
https://www.cdt.ch/mondo/migliaia-di-ricoveri-a-causa-delle-fake-news-sul-coronavirus-JK3048128

Possiamo dire che la Grecia è entrata formalmente in una seconda ondata di epidemia. Questo è il punto in cui potremmo vincere o perdere la battaglia», ha detto Gkikas Magiorkinis, assistente professore di epidemiologia all’università di Atene.
Secondo l’’ex ricercatore della Università di Oxford, ora nel pool di scienziati esperti nel Governo greco, il virus avrà un’impennata di 350 casi al giorno se il «consistente aumento» continuerà senza sosta, scrive il Guardian.
«A meno che non ci sia un cambiamento nella tendenza che stiamo vedendo, è probabile che saranno proposte diverse misure sulla falsariga che abbiamo visto a Poros», ha aggiunto riferendosi alla piccola isola greca situata nella zona meridionale dove un’ondata di casi alla fine della scorsa settimana ha spinto le autorità ad annunciare restrizioni severe che includono la chiusura di club, bar e ristoranti dalle 23.
Fino a questo mese, i funzionari della Sanità sembravano avere l’epidemia sotto controllo, ma il ministro della Salute, Vasillis Magiorkinis ha detto che la brusca impennata, aggravata da un improvviso aumento del numero di persone intubate, dalle 9 del primo agosto alle 22 di ieri, non lasciato dubbi sul fatto che la malattia stia registrando una nuova impennata.

asceta_pentito
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10/08/2020 | 20:25

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senza vaccino si ipotizzano epidemie ogni inverno almeno fino al '25:
https://www.cdt.ch/mondo/dure-critiche-da-bill-gates-sistema-dei-test-folle-negli-usa-JF3043496

Gli epidemiologi su Nature: "Sono molto probabili i lockdown a intermittenza"

Sulla rivista Nature, gli epidemiologi hanno tracciato i possibili scenari che ci attendono nei prossimi mesi: tra le ipotesi c'è anche quella dei lockdown intermittenti, che potrebbero diventare la nuova normalità in vista di una convivenza col virus lunga mesi o perfino anni. Resta comunque la possibilità di effettuare mini chiusure sempre più rapide e mirate, a patto di potenziare il sistema di tracciamento, come sottolinea il fisico Enzo Marinari dell'Università Sapienza di Roma.
"Fin dall'inizio della pandemia si era ipotizzato che dopo la fase acuta avremmo dovuto essere pronti a fare chiusure rapide e mirate per contenere i contagi", afferma Marinari. Per realizzare questo obiettivo "sarà fondamentale migliorare le procedure, gli algoritmi e le app per il tracciamento dei contatti, che finora hanno funzionato meno di quanto speravamo, in Italia come nel resto del mondo".

Su Nature, anche l'esperta Rosalind Eggo della London School of Hygiene & Tropical Medicine ammette che "non sappiamo ancora cosa accadrà" nel prossimo futuro, ma la maggior parte degli epidemiologi guarda con preoccupazione l'arrivo dell'inverno. Secondo l'immunologa Akiko Iwasaki della Yale School of Medicine, la trasmissione del virus SarsCov2 e i sintomi della malattia potrebbero peggiorare per colpa dell'aria fredda e secca, che aumenta la stabilità e la trasmissione dei virus respiratori oltre a indebolire le difese immunitarie.

Il pericolo Covid-19 potrebbe pure ripresentarsi ciclicamente: gli esperti di Harvard prevedono epidemie ogni inverno almeno fino al 2025 qualora l'immunità dovesse durare una quarantina di giorni come per altri coronavirus. Queste ipotesi, però, non tengono conto del possibile arrivo di un vaccino: nella lista dell'Organizzazione mondiale della sanità sono 26 quelli già in sperimentazione sull'uomo. Secondo Joseph Wu, esperto di modelli dell'Università di Hong Kong, anche un vaccino parzialmente protettivo potrebbe aiutare ad alleviare i sintomi scatenati dal virus SarsCov2 riducendo i ricoveri in ospedale.

asceta_pentito
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04/08/2020 | 20:40

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https://europa.today.it/attualita/germania-coronavirus-seconda-ondata.html

In Germania “ci troviamo già in una seconda ondata di coronavirus”, e nonostante sia “piccola” bisogna mantenere alta la guardia altrimenti “il pericolo è di vanificare i successi finora raccolti”.

È l'avvertimento lanciato da Susanne Johna, la presidente dell'Associazione dei medici tedeschi Marburger Bund, alla Ausburger Allgemeine Zeitung. La crescita delle nuove infezioni non è paragonabile ai numeri di marzo e aprile ma comunque c'è un aumento dei contagi "per cui esiste il pericolo di giocarsi i successi finora raccolti in Germania in una combinazione di rimozione e ricerca di normalità", ha detto la leader della maggiore associazione dei medici ospedalieri, secondo cui però questa volta gli ospedali sono preparati ad accogliere i pazienti, diversamente dalla prima ondata.

asceta_pentito
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01/08/2020 | 12:36

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è ancora in terapia intensiva la poveretta:
https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2020/07/31/news/i_veleni_di_modica_dopo_il_caso_escort_e_l_ora_dei_corvi-263403604/

Qualche giorno fa, una donna si è infilata in tutta fretta negli uffici della polizia locale e ha sussurrato al piantone: «Voi dovete dirmelo, io devo sapere. Anche mio marito andava da quella lì?». Un’altra donna ha telefonato a un vigile, suo amico, e ha sbottato: «Ora, indago io». Modica è ancora in subbuglio per la prostituta peruviana risultata positiva al Coronavirus.

«Sono trascorsi quindici giorni dal suo ricovero a Foligno, ma qui i colpi di scena continuano ad essere all’ordine del giorno», racconta il sindaco Ignazio Abbate, che ha dovuto trasformarsi in un provetto commissario Montalbano per cercare i clienti della donna, probabilmente una trentina, e invitarli a sottoporsi al tampone. I vigili ne hanno già individuati sei fra i vicoli diventati famosi con la fiction ispirata ai romanzi di Andrea Camilleri. Tutti risultati negativi al test. «Comune e azienda sanitaria hanno gestito l’emergenza con la massima riservatezza, contattando solo le persone interessate — assicura il primo cittadino — lo preciso perché sono arrivate, invece, delle strane telefonate ad alcune signore, dicevano che il marito doveva fare urgentemente il tampone per questa storia». Apriti cielo.

«Uno scherzo di cattivo gusto», taglia corto il comandante della polizia locale, Saro Cannizzaro, mentre continua ad esaminare le telecamere piazzate in centro città per trovare altri clienti. «Oppure, qualcuno vuole seminare odio e stupide vendette?». E’ l’ora dei “corvi” a Modica. Mentre le condizioni della donna peruviana, che ha 54 anni, si sono aggravate, resta ricoverata in Terapia intensiva, a Foligno, dove si è sentita male di ritorno dalla Sicilia.

Qui, a Modica, la chiamano ormai “Bocca di Covid”, parafrasando la celebre canzone che raccontava della forestiera soprannominata Bocca di rosa: «Metteva l’amore, metteva l’amore», cantava Fabrizio De Andrè, descrivendo un paese in subbuglio e l’ira delle donne. «E quelle andarono dal commissario», De Andrè aveva già scritto questa storia nel 1967. E adesso che lei a Modica non c’è più, qualcuno rievoca anche il finale della canzone: «L’amore sacro e l’amor profano». Sì, perché i due appartamenti dove la signora ha esercitato la sua professione nella seconda metà di giugno si trovano nei vicoli attorno al Santuario della Madonna delle Grazie.

«Una signora dai modi gentili», racconta un anziano in via Mercè. «Una volta le ho offerto il caffè — sorride — ma tanto tempo fa. E mica sapevo chi fosse». L’arrivo a Modica era annunciato su una bacheca Web dove si parla anche di altre ragazze di passaggio dalla provincia di Ragusa per una quindicina di giorni. Dice il sindaco Abbate: «Mi chiedo se dietro ci sia un’organizzazione ben strutturata che sfrutta queste donne, è l’altro aspetto drammatico di tutta la vicenda». Se lo chiede anche la procura di Perugia, che ha aperto un’indagine dopo il ricovero a Foligno. All’esame della polizia, c’è un tabulato con delle telefonate.

A Modica, la donna abitava in una casa vacanze di via Clemente, dietro a piazza Matteotti e al corso principale della cittadina. «Il proprietario non sapeva nulla della reale attività della signora — spiega il comandante Cannizzaro — era stato stipulato un regolare contratto d’affitto». I clienti la chiamavano sul cellulare e lei dava gli appuntamenti: nella casa di via Mercè, o in quella di via Vittorio Veneto, poco distante. Racconta ancora il sindaco: «Ora, ricevo chiamate da parte di persone che mi dicono: “Ho un amico che forse ha avuto un contatto con la prostituta positiva al Coronavirus. Lei sa come si chiama? E quanti anni ha?”. Continua ad esserci un grande imbarazzo attorno a questa vicenda. Nessuno che si faccia avanti direttamente».

Ignazio Abbate rinnova l’appello a fare il tampone. «Sono comunque contento dei segnali di grande responsabilità arrivati dalla città — dice — il muro dell’omertà è caduto». Gli operai di un cantiere si sono subito rivolti ai vigili: «Un loro collega si vantava spesso di aver frequentato quella donna». Alla polizia locale sono arrivate anche altre segnalazioni. «Ci hanno raccontato del grande via vai di prostitute straniere — spiega il comandante — un mercato che adesso è crollato».
In via Mercè, continua a passeggiare il vecchietto sorridente che offriva il caffè alla signora. «L’altro giorno, ho portato un fiore alla Madonna delle Grazie, che ha sempre fatto bei miracoli — dice — Anche per quella donna ammalata lo farà».

asceta_pentito
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28/07/2020 | 20:48

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aggironamento europa:
https://europa.today.it/attualita/europa-mascherina-obbligo-coronavirus.html

Non è solo l'Est a preoccupare, con Romania, Polonia e Bulgaria a fare i conti con numeri sui contagi mai visti finora: da Nord a Sud, passando per l'Ovest, l'Europa comincia a temere una seconda ondata di Covid-19. E mentre in Italia si dibatte sull'obbligatorietà della mascherina, nel resto dell'Ue sempre più governi ne impongono l'uso, anche all'aperto.

Succede in Belgio, dove il governo ha invitato i cittadini a rispettare gli obblighi su mascherine e distanziamento sociale. La premier Sophie Wilmès ha anche portato a 5 il numero massimo di persone che i cittadini potranno incontrare ad agosto (oltre alla propria famiglia). Ad Anversa è persino scattato il coprifuoco: obbligo di restare a casa dalle 23,30 alle 6 del mattino. Misure decise sulla scorta dell'aumento del 69% dei contagi.

Anche in Germania le autorità sanitarie hanno espresso preoccupazione per la crescita dei nuovi casi. Il direttore dell'Istituto Robert Koch (Rki), Lothar Wieler, ha definito "molto preoccupanti" gli ultimi dati, con oltre 600 nuovi contagi segnalati in un solo giorno. Per il momento, il governo non ha emesso nuove ordinananze ma ha autorizzato le autorità locali a varare misure di contenimento, compreso il lockdows, nelle province che superano la soglia di rischio di contagi. E' di oggi la decisione di sconsigliare i viaggi in tre regioni della Spagna (come già fatto dal Regno Unito, sollevando le proteste del premier iberico Pedro Sanchez).

Del resto, dopo l'Est Europa, è di sicuro la Spagna il Paese più interessato da questa nuova fase di contagi: in media 1.738 nuovi casi ogni giorno nell'ultima settimana, + 92% rispetto alla precedente. La Catalogna è tra le regioni più colpite e quasi 4 milioni di abitanti dell'area metropolitana di Barcellona sono stati invitati, dal 17 luglio, a "rimanere a casa". Questa raccomandazione si estende all'area di Lleida, nonché ai comuni di Figueras (vicino al confine francese), Vilafant e Sant Feliu de Llobregat. Le autorità catalane hanno anche deciso di chiudere cinema, teatri e locali notturni a Barcellona, ​​di vietare le riunioni di oltre dieci persone, le visite alle case di riposo e di limitare la capacità di accoglienza al 50% in bar e ristoranti. Le visite alle case di riposo sono limitate anche nei Paesi Baschi e nella Murcia, dove sono stati chiusi anche discoteche e bar notturni senza spazi all'esterno. In tutte queste regioni spagnole, la mascherina è obbligatoria anche per strada, pena pesanti multe.

In Portogallo, prosegue il lockdown per 700.000 abitanti di venti distretti. In Francia, invece, la macherina è diventata obbligatoria anche all'aperto in diversi distretti, soprattutto nelle città sulla costa. Alcune spiagge sono state chiuse al pubblico durante le ore notturne. Anche la Francia ha sconsigliato i viaggi in Catalogna.

Dopo aver allentato le misure, l'Austria torna a temere i contagi e ha deciso, dal 24 luglio, di imporre l'uso di mascherine in supermercati, uffici postali, banche e centri medici. Mascherina obbligatori anche nel Regno Unito, che è l'unico paese dell'Europa occidentale in cui il bilancio delle vittime giornaliero rimane elevato, circa 65 al giorno.

in Israele avevano portato i contagi quasi a zero con la quarantena, poi hanno riaperto le scuole:

isra.jpg

asceta_pentito
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24/07/2020 | 20:30

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https://europa.today.it/attualita/finlandia-stop-viaggi-austria.html

"Austria Paese a rischio", la Finlandia 'restringe' i viaggi da Vienna.

Qualcuno potrebbe vederlo come uno sgarbo tra frugali, vista la comune posizione politica sul Recovery fund, il piano anticrisi dell'Ue. Ma in realtà si tratta di una rigida applicazione dei protocolli di sicurezza contro il coronavirus, quella che ha portato la Finlandia a restringere di nuovo l'accesso ai cittadini provenienti dall'Austria.

Vienna è infatti stata inserita nella "lista rossa" dei Paesi a rischio Covid-19, all'interno della quale il governo di Helsinki ha da tempo inserito la gran parte degli Stati europei, dalla Spagna alla Francia, per via della loro situazione epidemiologica. Le restrizioni finlandesi riguardano tutti quei Paesi dove i contagi superano la soglia di 8 ogni 100mila abitanti. Una soglia superata di recente dall'Austria, per l'appunto, ma anche dalla Slovenia e dalla Svizzera. Da qui la decisione di imporre a tutti coloro che arrivano da questi Stati le stesse misure previste per spagnoli e francesi, ossia una quarantena obbligatoria di 14 giorni.
I confini finlandesi rimangono invece aperti ai viaggiatori provenienti da Germania, Italia, Ungheria e Grecia.

asceta_pentito
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23/07/2020 | 20:25

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https://europa.today.it/attualita/belgio-olanda-lockdown-covid.html

Il Belgio torna in lockdown. E anche l'Olanda ha paura del ritorno del Covid

Quasi 400 nuovi casi in un solo giorno in Belgio. Un aumento dell'85% dei contagi in Olanda tra una settimana e l'altra. Il coronavirus torna a far paura nel anche nel Nord dell'Europa, dopo i casi della Catalogna e della Romania, dove ieri si sono registrati circa mille nuovi casi di Covid-19.

La crescita dei casi in Belgio ha spinto la premier Sophie Wilmès a convocare il Consiglio nazionale per la sicurezza e a decretare una serie di misure di contenimento: la riapertura a concerti e spettacoli, attesa per agosto, è stata rinviata a settembre, maschere obbligatorie nei mercati all'aperto e nei locali pubblici, divieto di incontrare più di 15 persone a settimana. Per far rispettare le nuove misure, saranno intensificati i controlli di polizia. Inoltre, è stato consentito ai sindaci di attuare misure più stringenti qualora la situazione epidemiologica locale dovesse richiederlo (come già fatto dal sindaco di Anversa). La stessa premier non ha escluso il ritorno al lockdown su scala provinciale.

Una misura, quella del confinamento a livello locale, su cui sta ragionando anche il premier olandese Mark Rutte. Anche in Olanda i contagi sono in aumento, soprattutto tra i più giovani. La regione più colpita è quella dello Zuid Holland, che potrebbe tornare in lockdown. Ma anche le grandi città temono un'impennata dei contagi: il sindaco di Rotterdam Ahmed Aboutaleb, scrive 31mag, ha fatto appello al governo affinché indaghi la possibilità di imporre l’uso di mascherine nei locali pubblici. Intervenendo al programma Nieuwsuur, ha detto che il governo dovrebbe intervenire, qualora il numero di contagi continuasse a salire. La sua idea è condivisa dalla collega di Amsterdam, Femke Halsema. Aboutaleb si è detto preoccupato perchè la gente starebbe ignorando la regola distanziamento e ciò avrebbe avuto un impatto significativo. Per il sindaco di Rotterdam, la quarantena per chi risulta positivo dovrebbe essere obbligatoria e le celebrazioni religiose andrebbero spostate tra le quattro mura di casa.

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asceta_pentito
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20/07/2020 | 13:28

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BERLINO - È la Romania il Paese che rischia di diventare il Brasile o gli Usa d’Europa, la bomba a tempo sempre più minacciosa per le nuove ondate di coronavirus. Gli ultimi dati ufficiali diffusi a Bucarest lanciano un grido d’allarme per tutta l’Unione europea. Un allarme specialmente minaccioso per Paesi manifatturieri come Italia o Germania o Francia, che hanno rapporti economici, produttivi e commerciali di prima importanza col piú vasto e popoloso Stato dei Balcani e che ospitano enormi colonie di lavoratori immigrati permanenti o stagionali romeni. Le autorità romene prendono l’emergenza estremamente sul serio e pensano a nuovi decreti di lockdown. Ma negli ultimi giorni, centinaia di ricoverati hanno lasciato gli ospedali contro il parere dei medici.

Gli ultimi dati, relativi a sabato, parlano di 889 nuovi contagi in sole 24 ore, dopo i 799 del giorno precedente. L’aumento delle infezioni dunque minaccia di diventare esponenziale. Si contano 21 nuovi morti, che portano il totale dei romeni uccisi dal Covid 19 ad almeno 2.009 persone. Finora il totale dei romeni registrati come contagiati è di oltre 36mila, ma non si esclude che quello reale sia superiore. Visto il posto di numero uno dei Balcani per popolazione, estensione geografica, quantità di emigrati e lavoratori stagionali e importanza economica, è dunque proprio la Romania che potrebbe diventare il caso più grave nell’emergenza Covid la quale investe tutti i Balcani, con i divieti di viaggio imposti ad esempio da Italia e altri Paesi europei verso Serbia, Montenegro e Kosovo. Ma a differenza di Belgrado, Podgorica e Pristina, Bucarest è membro dell’Unione europea con cui ha un numero di contatti ben superiore.

Il primo ministro Ludovic Orban, di centrodestra europeista come il capo dello Stato, e a capo di un governo di minoranza, non ha escluso un ritorno del lockdown, proclamato mesi fa e poi revocato dopo l’apparente fine della prima ondata. Ha detto: «Non vogliamo adottare alcuna misura che finisca per danneggiare l’economia, ma tutto dipenderà dal rispetto delle regole e dall’evoluzione della pandemia». Il presidente Klaus Iohannis, dotato di importanti poteri costituzionali e particolarmente popolare per i suoi anni di battaglia contro la corruzione del Partito socialista (prima forza politica, ora all’opposizione) si mostra schierato su posizioni diverse, più severe. Ha appena promulgato una legge che impone il ricovero obbligatorio per chiunque risulti contagiato, e che obbliga a osservare una rigida quarantena chiunque provenga da qualsiasi zona classificata a rischio coronavirus, sia interna sia esterna al Paese.

Quattro giorni fa, sempre di sua iniziativa in virtù dei poteri affidatigli dalla Costituzione, il presidente aveva prorogato di un mese lo stato d’emergenza. «Non parlo di peggioramento, ma la situazione resta grave», ha detto. Alcuni Paesi Ue, come Ungheria e Grecia, hanno imposto controlli durissimi ai confini con la Romania. La tragica situazione appare quasi come una vendetta postuma del tiranno Ceausescu, che nella sua lunga èra al potere (dal 1964 al dicembre 1989) aveva ridotto il sistema sanitario romeno nelle peggiori condizioni europee. Nei mesi scorsi si sono verificate in Romania anche proteste di medici e personale paramedico: privi di mascherine, guanti, respiratori, spesso hanno minacciato di sospendere il lavoro.

asceta_pentito
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18/07/2020 | 11:23

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ma sì, chi se ne frega della moglie!
https://www.huffingtonpost.it/entry/escort-positiva-il-sindaco-di-modica-fate-i-test-a-costo-di-farvi-cacciare-dalle-mogli_it_5f12ae04c5b6d14c336781cc?utm_hp_ref=it-homepage

Una donna di origine peruviana è risultata positiva al Covid 19 ed è stata ricoverata nell’ospedale di Foligno (Perugia), dopo essere stata per 15 giorni a Modica, nel Ragusano. La donna fa la escort e aveva preso in affitto un monolocale per il ricevimento di diversi clienti su appuntamento. Poi la donna si era trasferita in Umbria, dove si è sentita male. I medici stanno ricostruendo tutti i suoi
Una donna di origine peruviana è risultata positiva al Covid 19 ed è stata ricoverata nell’ospedale movimenti, a cominciare dai mezzi di trasporto utilizzati per raggiungere l’Umbria. La donna avrebbe preso l’autobus per Catania e quindi il treno fino a Foligno.

“Se qualcuno a Modica avesse il sospetto di essere venuto a contatto con la donna - si sottolinea dall’Azienda sanitaria provinciale - è obbligato a segnalarlo all’Asp di Ragusa per essere sottoposto a tutti gli accertamenti del caso al fine di evitare ulteriori e potenziali contagi”.

Il sindaco di Modica Ignazio Abate è preoccupato: “Due o tre clienti al giorno per 10 giorni fanno 20-25 venti persone che possono aver contratto il virus e averne contagiate altre a casa o al bar. Il mio appello è rivolto a chi ha avuto rapporti con quella donna: andate a fare i test. Anche a costo di essere messi alla porta dalle mogli”.

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