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asceta_pentito
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16/01/2021 | 13:56

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studiando i tassi di sovramortalità in 59 Paesi adesso siamo a 2,8mln di morti:
https://archive.vn/NEHOV

sovra.jpg

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15/01/2021 | 13:26

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https://www.ilmessaggero.it/salute/ricerca/vaccino_israele_perche_scendono_i_casi_covid_calo_positivi_ultime_notizie_news-5702711.html

Vaccino, in Israele casi Covid scesi 2 settimane dopo prima dose: «Calo dei positivi del 33%».

Buone notizie dal mondo dei vaccini: i primi dati provenienti da Israele suggeriscono che i tassi di infezione da Covid-19 hanno iniziato a diminuire tra un gruppo di destinatari del vaccino due settimane dopo aver ricevuto la prima iniezione di Pfizer Inc. e il vaccino di BioNTech SE, offrendo importanti spunti ad altri Paesi, che stanno lanciando le proprie campagne di vaccinazione. Tanto che Roberto Burioni, riprendendo la notizia, scrive: «Brutte notizie per i pessimisti». Israele sta andando spedito nelle somministrazioni, in tutto il mondo è tra Paesi in testa per numero di somministrazioni.

Il Paese - i cui circa nove milioni di abitanti hanno più o meno le dimensioni di New York - ha vaccinato quasi un quarto della sua popolazione in poco meno di un mese, il primo paese a raggiungere questo traguardo mentre combatte un'ondata di nuove infezioni. Il più grande fornitore di assistenza sanitaria di Israele, Clalit Health Services, ha confrontato i tassi di positività ai test tra 200.000 persone over 60 che hanno ricevuto il vaccino con 200.000 che non l'hanno ricevuto. Fino al giorno 14, c'era poca differenza tra i due gruppi. Ma dopo di che, i dati hanno mostrato un calo del 33% dei tassi di infezione tra coloro che erano già stati vaccinati rispetto a quelli che non lo avevano fatto.

Secondo i dati del ministero della Sanità, nelle ultime 24 ore i nuovi casi sono stati oltre 9mila (9.388) a fronte di circa 127.000 tamponi, con un tasso di positività del 7,9%. I malati gravi restano oltre la soglia del mille (1.042). Il ministro della sanità Yuli Edelstein ha annunciato che dalla prossima settimana avrà inizio la vaccinazione dei detenuti nelle carceri israeliane. «La prossima settimana - ha detto in una manifestazione pubblica a Ramle nel centro di Israele - i vaccini saranno trasferiti al Servizio delle prigioni. Rispetteremo tutte le linee guida del Comitato nel determinare le priorità dell'immunizzazione che ci piaccia o no». Intanto, diversi ospedali denunciano sovraffollamenti. Le aeree dove la pandemia è più avvertita sono quelle arabe e quelle popolate da ebrei ortodossi.

asceta_pentito
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12/01/2021 | 20:49

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spera prima che cali il contagio:
https://www.repubblica.it/esteri/2021/01/12/news/coronavirus_in_germania_merkel_lockdown_duro_ancora_per_due_mesi_-282202472/

BERLINO - Angela Merkel è preoccupata per la variante B117 del coronavirus: "Se non ce la facciamo a contenere la variante britannica, a Pasqua avremo un'incidenza decuplicata", avrebbe detto in una riunione a porte chiuse, secondo quanto riferito da Bild. Perciò la cancelliera è convinta che serviranno "altre 8-10 settimane di restrizioni dure".

La Germania ha appena deciso un prolungamento del lockdown fino al 31 gennaio. E alcuni land come Berlino sono già costretti, a causa dell'alta incidenza dei contagi, a introdurre per la prima volta dall'inizio della pandemia una stretta alla mobilità individuale, un raggio-limite di 15 chilometri entro il quale è consentito muoversi.

https://www.agi.it/estero/news/2021-01-12/covid-baviera-obbligatorie-mascherine-ffp2-10993755/

In Baviera mascherine Ffp2 obbligatorie da lunedì prossimo nel trasporto pubblico e nei negozi: il provvedimento è stato annunciato dal governatore Markus Soeder al termine di una riunione del governo del Land meridionale della Germania. In pratica, non saranno più sufficienti le semplici mascherine chirurgiche o di stoffa. Il ministro-presidente bavarese ha spiegato che le mascherine Ffp2 "non protegge solo le altre persone, ma anche chi le indossa". Inoltre, è stata deciso l'obbligo di sottoporsi a tampone anti-Covid per i pendolari frontalieri.

asceta_pentito
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12/01/2021 | 20:45

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questa era la road map prima che l'europa comprasse altre 300mln di dosi di Pfizer-Biontech (quindi per l'italia 40 mln in più):

road.jpg

asceta_pentito
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11/01/2021 | 11:18

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se quello di Astrazeneca (che non richiede temperature siderali) verrà autorizzato a fine mese solo per gli under 55 potrà partire davvero una vaccinazione di massa prima di quello che si pensava:
https://www.ilmessaggero.it/salute/prevenzione/vaccino_covid_prenotazione_come_funziona_anziani_categorie_calendario_ultime_notizie-5692878.html

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09/01/2021 | 14:47

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eeeeee..... i tedeeeeeschi che s'incaaaazzaaaaanooooo....
(sono anche quelli che hanno preparato le strutture più grandi e con più anticipo per la somministrazione)

germ.jpg

asceta_pentito
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07/01/2021 | 20:48

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@Paolinomilano said:
speriamo per agosto, ma non sarei cosi' ottimista

e perchè? Questo come tutti i virus respiratori contagia pochissimo col caldo, è probabile che faremo un'estate come la scorsa con distanziamenti e mascherine ma senza lockdown e limitazioni
vaccinare solo gli anziani non basta per tornare alla vita pre-pandemia perchè il 5% dei morti ha meno di 60 anni (in Italia, dati ISS) per quello ci vuole l'immunità di gregge che dobbiamo sperare di raggiungere prima di settembre per evitare una nuova ripartenza

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07/01/2021 | 14:47

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all'epifania davanti alla germania:

italia.jpg

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05/01/2021 | 11:03

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bisognerebbe farne almeno 1,5mln alla settimana:
https://rep.repubblica.it/pwa/commento/2021/01/04/news/vaccini_dove_sta_l_errore-281152827/

Vaccini anti-Covid, la catena degli errori
DI TITO BOERI, ROBERTO PEROTTI

La scienza non ha mai impiegato meno di dodici anni per trovare un vaccino contro patogeni virali. Per alcuni virus, come l'Hiv, non c'è ancora un vaccino a più di trent'anni dalla loro apparizione. Con il vaccino del Covid la scienza ha stupito tutti, ma c'è una percezione diffusa che vi siano errori e ritardi nella fornitura e nella somministrazione delle dosi. Quanto è fondata questa percezione? Per capirlo è importante distinguere tra approvvigionamento, distribuzione e somministrazione dei vaccini. Vediamoli uno per uno.

Partiamo dall'approvvigionamento. Tutti i vaccini destinati ai paesi dell'Unione Europea sono stati acquistati dalla Ue (al netto di quanto forse avvenuto in Germania), che li ripartisce tra i vari paesi in base alla popolazione. Gli ordini attuali valgono 1,6 miliardi di dosi, circa 3,5 dosi per abitante, quindi quasi il doppio del necessario (ci vogliono due dosi per una vaccinazione completa), divisi su sei produttori diversi. A questi vanno aggiunte opzioni per altri 600 milioni di dosi. Dividere gli ordinativi su sei diversi fornitori è corretto per diversificare il rischio: la scelta fu effettuata quando non si sapeva quale vaccino sarebbe stato approvato, quando, e quale efficacia avrebbe avuto. Al momento attuale, meno del 30 per cento delle dosi è stata commissionata ai due produttori i cui vaccini nel frattempo sono stati approvati, Pfizer e Moderna; AstraZeneca, il cui vaccino ha avuto problemi con la fase 3 di sperimentazione, potrebbe avere una efficacia minore degli altri due, e non è ancora stato approvato dall'Ue, ha ricevuto da sola un quarto degli ordini. Il resto degli ordini sono per vaccini che non hanno ancora completato la fase 3: Johnson & Johnson, Sanofi e Curevax.

Si è detto che l'Ue si è concentrata sui cavalli finora perdenti per favorire l'industria europea. Ma in termini percentuali sul totale, Stati Uniti e Giappone hanno puntato sulla britannica AstraZeneca, e la Gran Bretagna sulla francese Sanofi in misura ben maggiore della Ue. È vero però che poco prima di Natale, una volta che i problemi di AstraZeneca si sono rivelati più seri del previsto, gli Stati Uniti si sono assicurati un altro mezzo miliardo di dosi da Pfizer, spiazzando così gli altri paesi. La produzione di vaccini comporta costi fissi iniziali molto alti (il che spiega la concentrazione fra pochi produttori) ma costi bassi nell'aumentare i volumi di produzione. Il vero ostacolo incontrato da Pfizer sembra legato al reperimento di personale qualificato, ma si spera possa essere risolto abbastanza rapidamente.

I colli di bottiglia più seri saranno probabilmente altrove, nella distribuzione e somministrazione del vaccino. L'impressione è che qui alcuni problemi siano stati sottovalutati. Il famoso Dr. Fauci stima che per raggiungere l'immunità di gregge sia necessario vaccinare tra il 75 e il 95 per cento (se prendesse piede la variante inglese) della popolazione sopra i 15 anni. Prendiamo l'ipotesi più favorevole: 75 per cento. Nessuno sa quanto durino gli effetti del vaccino: la stima ricorrente è nove mesi. Anche qui vogliamo essere ottimisti e assumiamo un anno. Per somministrare due dosi al 75 per cento della popolazione sopra i 15 anni entro un anno (cioè prima che si esauriscano gli effetti dei primi vaccinati) bisognerebbe somministrare 1,5 milioni di dosi la settimana. Secondo i piani di Arcuri l'obiettivo sembra essere di 450 mila vaccini la settimana, meno di un terzo di quelli richiesti nella migliore delle ipotesi. Qualcosa non quadra. Per essere chiari, questa cifra non significa che ci vorranno tre anni invece che uno per arrivare alla immunità di gregge (il che sarebbe già grave), ma che non vi si arriverà mai: in ogni dato momento solo il 25 per cento della popolazione (un terzo del 75 per cento) avrebbe in atto una vaccinazione efficace.

Perché non si fanno allora più vaccinazioni? In primis mancano i vaccinatori. Il 28 dicembre è scaduto un bando per la selezione di cinque agenzie del lavoro, che a loro volta dovranno assumere a tempo determinato 12 mila infermieri e 3 mila medici. Quindi il reclutamento non è ancora iniziato.

Ma i problemi più seri sono nella capacità gestionale delle amministrazioni locali. Questa non è la vaccinazione antinfluenzale. Il vaccino Pfizer richiede di essere conservato a temperature di -70 gradi centigradi; bisogna poi contattare 39 milioni di persone (il 75 per cento della popolazione sopra i 15 anni), e inizialmente le categorie prioritarie, di cui bisogna avere un elenco; dare appuntamenti a ogni individuo; ricontattarli entro un numero specifico di settimane per la seconda dose, etc. Ora si parla addirittura dell'immancabile nuova app, come se bastassero pochi mesi per concepirla, testarla e diffonderla tra l'intera popolazione (ricordate Immuni?).

Ancora una volta il vero cortocircuito è nel rapporto tra Stato e Regioni. È impensabile che tutte le Regioni siano in grado di fare tutto il necessario da sole: eppure, stando alle notizie di stampa, il commissario Arcuri sembra aver scoperto in questi giorni per telefono che alcune regioni erano impreparate. L'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, per giustificare il fatto che la sua regione è rimasta praticamente al palo, ha dichiarato di trovare "agghiacciante la conta di coloro cui sono stati somministrati i vaccini". Noi troviamo agghiacciante come ha gestito la pandemia a Milano e in Lombardia.

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31/12/2020 | 13:46

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tutto il mondo è paese:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/12/31/germania-a-dicembre-piu-morti-che-in-tutto-il-2020-disastro-nelle-rsa-il-governo-sotto-attacco-dei-media-verso-la-proroga-del-lockdown/6052121/

I contagi che non accennano a calare, portando con sé un numero di decessi mai così alto. La rottura dell’argine delle case di riposo, dove a dicembre in Assia si contano l’86% del totale delle vittime del Covid. La prospettiva di un prolungamento del lockdown duro per tutta la Germania e, per finire, le polemiche che arrivano dalla stampa di destra e di sinistra per come viene condotta la campagna di vaccinazione. Dopo gli elogi per la gestione della prima ondata della pandemia, il governo tedesco conclude il 2020 più che mai in difficoltà. Oggi alle 20 in diretta nazionale verrà trasmesso l’ultimo discorso di fine anno della carriera politica della cancelliera Angela Merkel, nel giorno in cui sul sito della Bild – giornale conservatore e quindi vicino alla Cdu al governo – capeggia un attacco frontale all’operato di Berlino: “Cancelliera, così nel 2021 non si può andare avanti“. La pandemia continua a colpire in Germania come mai fino ad ora, nonostante il lockdown duro sia in vigore da due settimane. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 32.552 nuovi positivi e 964 decessi a causa del virus, numero che fa salire a 33.071 il totale dei morti: il 30 novembre erano 16.248. Significa che la Germania ha avuto solo a dicembre più decessi Covid che in tutto il resto dell’anno. Media e opinione pubblica si chiedono perché, ma gli attacchi all’esecutivo di Berlino riguardano soprattutto le falle nell’arrivare ad avere la soluzione: un vaccino per tutti. Oggi Der Spiegel – più vicino ai socialdemocratici, sempre al governo – scrive che il governo sta “deludendo milioni di anziani”, denunciando caos nell’organizzazione e disagi per le persone che stanno cercando di ottenere un appuntamento e ricevere la loro prima dose. Oltre a sostenere apertamente che “la Germania ha perso il controllo del virus”. Nel Paese sono già state vaccinate quasi 80mila persone, ma non basta: tirato per la giacca a Bruxelles, dopo il colpo basso dell’acquisto di 30 milioni di dosi extra da Biontech, il governo subisce una fortissima pressione interna per andare nella direzione opposta. Ovvero proseguire in autonomia e avere subito più fiale per tutti. Nel Paese sono già state vaccinate quasi 80mila persone, ma non basta: tirato per la giacca a Bruxelles, dopo il colpo basso dell’acquisto di 30 milioni di dosi extra da Biontech, il governo subisce una fortissima pressione interna per andare nella direzione opposta. Ovvero proseguire in autonomia e avere subito più fiale per tutti.
La principale critica che la Bild rivolge al governo, dopo il “caos sui vaccini”, è la protezione degli ospiti delle Rsa tedesche. Secondo i dati del giornale più letto in Germania, la maggior parte dei morti Covid di dicembre sono pazienti e anziani che vivevano appunto nelle Rsa. In Assia solo a dicembre ne sono deceduti 1.043 su un totale di 1.216 morti: l’86 per cento. Nel Nord-Reno Vestfalia più di una vittima su due (il 55%) era residente in una casa di cura o di riposo. Il Tagesspiegel, il più autorevole quotidiano della capitale, racconta che a Berlino è successo lo stesso e denuncia che solo nelle prime due settimane di dicembre ci sono stati quasi 1.400 nuovi casi nelle Rsa. Un allarme che l’emittente Ard e la Süddeutsche Zeitung avevano già lanciato a inizio mese, quando secondo le loro verifiche c’erano persone positive al Covid in più di mille case di cura e di riposo per anziani. La Renania-Palatinato, Amburgo, il Nord-Reno Vestfalia e Brandeburgo i Länder più colpiti. A un mese di distanza il numero dei morti conferma le ragioni di quelle preoccupazioni.

Il caso vaccini

Anche per questo la stampa – di ogni colore politico – attacca il governo sul piano vaccini. Der Tagesspiegel in edicola denuncia che alcuni ospedali di Berlino – tra quelli più in sofferenza – non sanno ancora quando riceveranno le prime dosi per gli operatori sanitari, cruciali per immunizzare il personale e poter continuare a curare i malati. Il ministro della Salute Jens Spahn aveva annunciato prima di Natale l’arrivo di 1,3 milioni di dosi entro fine anno. E poi a gennaio 670mila dosi a settimana. Nascondendo però un aspetto: la scorta da 1,3 milioni serve a coprire anche i primi 7 giorni del nuovo anno, è solo una consegna in anticipo. Una circostanza che rischia di creare non pochi problemi ai centri di vaccinazione che, denuncia la Bild, potrebbero anche essere costretti a fermare la loro attività per qualche giorno. Senza dimenticare le falle nella gestione della catena del freddo denunciate dalla Bayerischer Rundfunk nel primo giorno di vaccinazioni in Baviera. Il governo mostra i numeri: già più di 78mila vaccinati con la prima dose. Ma deve accelerare, perché le critiche non arrivano più solo dall’opposizione. “I vaccini sono pochi – si è lamentato il potente governatore bavarese della Csu Markus Soeder, fra i papabili per la candidatura alla cancelleria nel 2021 – Il ritmo di produzione va rafforzato“.

La proroga del lockdown

La Germania sta affrontando un regime di “lockdown duro” dal 16 dicembre, dopo il fallimento della scelta ‘light‘. L’allentamento delle misure era inizialmente previsto per il 10 gennaio, ma sembra che le autorità tedesche stiano pensando di estendere le restrizioni di almeno altre 2 o 3 settimane. A riportare le intenzioni del governo tedesco è sempre la Bild. Secondo la testata tedesca, i leader federali e regionali hanno discusso in una riunione virtuale del 30 dicembre della possibilità di prorogare il blocco di altre due o tre settimane, al 24 o al 31 gennaio. I partecipanti avevano posizioni diverse su una serie di questioni riguardanti le restrizioni in corso, in particolare l’estensione della didattica a distanza per le scuole. Il 5 gennaio la cancelliera Merkel incontrerà i governatori degli stati federali per decidere il da farsi. Merkel, in precedenza, aveva stabilito di revocare il blocco quando i tassi di infezione sarebbero scesi sotto 50 casi ogni 100 mila persone, un dato raggiunto per ora solo in pochissime zone. “Non credo di esagerare quando dico che mai negli ultimi 15 anni abbiamo vissuto un anno così difficile e mai abbiamo aspettato il nuovo anno con così tanta speranza“, ha detto la cancelliera nelle anticipazioni del suo ultimo discorso di fine anno da cancelliera.

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29/12/2020 | 20:47

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https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2020/12/29/covid-berlino-lockdown-oltre-gennaio_E9kOLz4fcOSWkaP6KhmDFN.html?refresh_ce

Berlino in lockdown anche "oltre il 10 gennaio". E' quanto ha affermato il sindaco di Berlino, Michael Mueller, che in un'intervista al programma Morgenmagazin della Zdf ha detto di attendersi ulteriori misure restrittive oltre alle chiusure inizialmente decise fino al 10 gennaio. "Sono fermamente convinto che dobbiamo continuare a convivere con restrizioni" per frenare i contagi da coronavirus, ha spiegato il primo cittadino, continuando: "Mi aspetto anche di vedere ulteriori restrizioni a gennaio".

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26/12/2020 | 20:53

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terza ondata anche per Kurz:
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2020/12/26/covid-austria-via-terzo-lockdown_spwov8KIe25potrdiJ72vM.html

In Austria è entrato in vigore oggi il terzo lockdown da Coronavirus dopo l'allentamento delle restrizioni anti-Covid in occasione del Natale. Mentre le prime 10mila dosi del vaccino Pfizer/BioNTech arrivavano nel paese dal Belgio via Germania, scortate dalla polizia, in vista della campagna di vaccinazioni che ha inizio domani, gli austriaci sono entrati nel nuovo lockdown, che terrà chiusi fino al 17 gennaio i negozi non essenziali.
Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha detto di attendersi una terza ondata di infezioni all'inizio del 2021 prima che vaccinazioni e test su larga scala producano l'effetto desiderato. Le restrizioni riguardano anche le uscite - limitate a poche basilari necessità - e i contatti con gli altri.

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22/12/2020 | 20:45

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e forse anche lì nel '22 si tornerà alla normalità:
https://archive.is/OEXy0

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22/12/2020 | 13:11

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forse nel '22 in europa riusciremo a portare il contagio a zero:

calendario.jpg

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21/12/2020 | 14:37

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https://europa.today.it/attualita/lavoratrici-sesso-belgio-sussidi.html

Il Governo federale belga ha stanziato 500mila euro a favore delle associazioni specializzate nel sostegno e nell’assistenza delle lavoratrici del sesso, fortemente colpite dalla crisi del coronavirus. L’annuncio è arrivato dalla ministra dell'Integrazione sociale, Karine Lalieux.

Secondo quanto riferisce la stampa belga, l’importo andrà a favore di cinque consorzi di associazioni presenti ad Anversa, Gand, Bruxelles, Liegi e Charleroi. Gli enti beneficiari si occuperanno poi degli interventi a favore delle singole professioniste che lavorano nei vari club o nelle strade a luci rosse presenti in molte città del Belgio. Ma l’intero settore è entrato in una profonda crisi dovuta all’introduzione delle misure di distanziamento sociale, che hanno subito provocato la chiusura dei club, e al coprifuoco successivamente introdotto in tutto il Paese, che costringe i belgi a stare in casa dalle 22 alle 6 del mattino.

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19/12/2020 | 19:41

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e screening di massa:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/12/18/austria-deciso-il-terzo-lockdown-la-nuova-strategia-stop-solo-dopo-screening-di-massa-chi-non-fa-il-tampone-resta-in-quarantena/6041942/

L’Austria il 27 dicembre torna in lockdown totale: negozi, bar e ristoranti chiusi e “coprifuoco” di 24 ore al giorno. La vera novità del terzo lockdown però è lo screening di massa, in programma il 16 e 17 gennaio. Solo chi avrà un esito negativo potrà uscire dal 18 gennaio, quando i negozi e ristoranti apriranno. Chi non si sottopone al tampone rapido resta per un altra settimana in quarantena. Anche le scuole riapriranno solo il 18 gennaio.

Dopo Natale quindi l’Austria entrerà nel suo terzo lockdown nazionale dall’inizio della pandemia. Una misura necessaria dopo che nella settimana tra il 30 novembre e 6 dicembre sono morti 2.536 austriaci, ovvero uno dei valori più alti degli ultimi 50 anni che si colloca di ben l’85% oltre la media settimanale degli ultimi cinque anni. Un quarto dei decessi è direttamente imputabile al coronavirus.

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18/12/2020 | 13:43

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12/12/2020 | 22:56

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per chi capisce la lingua una trasmissione della tv pubblica francese:

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11/12/2020 | 13:57

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record di decessi:
https://www.ilsole24ore.com/art/il-covid-non-risparmia-paesi-virtuosi-30mila-casi-germania-esercito-seul-ADvNug7

Germania: un trend preoccupante

A colpire (e preoccupare) in Europa è soprattutto la situazione in Germania, come peraltro l’accorato appello di Angela Merkel davanti al Bundestag per un lockdown rafforzato nelle feste di Natale aveva evidenziato mercoledì. L’ultimo bollettino del Robert Koch Institute registra 29.875 nuovi contagi in 24 ore, oltre 6.000 in più del giorno precedente, e 598 vittime, finora un record. Ancora più pesante il bilancio fornito dalla John Hopkins University, che conta 32.734 nuovi casi e 604 morti.

La cancelliera e i ministri presidenti dei 16 Länder discuteranno la situazione in un incontro convocato domenica; le principali misure che si stanno considerando sono la chiusura dei negozi non essenziali e l’anticipo e allungamento delle vacanze scolastiche. Berlino all’inizio di novembre aveva chiuso bar, palestre e cinema, senza fermare però le lezioni e consentendo le altre attività commerciali: un lockdown leggero rispetto ad altri Paesi europei, che però non sembra aver
arginato la diffusione del virus.

Le misure in arrivo
«C’è bisogno di intervenire - ha detto in conferenza stampa venerdì mattina il ministro dell’Economia, Peter Altmaier -. Siamo al punto di dover estendere le misure di lockdown» sul modello di quanto si era fatto in primavera, con la chiusura delle scuole e della maggior parte degli esercizi commerciali. Qualcuno, a livello regionale, si sta già muovendo:  il ministro-presidente del Baden Wuerttember, Winfried Kretschmann, ha annunciato che il Land andrà in lockdown subito dopo Natale. Quando però, secondo il ministro dell’Interno Horst Seehofer, potrebbe essere troppo tardi: «Se aspettiamo fino a Natale - ha detto - dovremo fare i conti con numeri elevati per mesi».

Le cause del peggioramento
Il peggioramento della situazione in Germania - dove il tasso di contagi ha raggiunto il numero di 156 per 100mila abitanti e quello di occupazione delle terapie intensive si attesta all’83% - non ha a che fare solo con il lockdown soft. Pesa la diffusione tra la popolazione più anziana - il presidente del Robert Koch Institute Lothar Wieler giovedì ha sottolineato che nelle case di riposo i focolai sono oggi il doppio che in agosto - ed è andato in crisi l’efficientissimo sistema di tracciamento dei contatti, che aveva consentito di tenere sotto controllo la prima ondata della pandemia. Un allarme in questo senso era stato lanciato già a ottobre dal ministro della Sanità Jens Spahn, che aveva sottolineato come le autorità locali incontrassero sempre più difficoltà a tenere traccia delle catene di trasmissione.

asceta_pentito
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04/12/2020 | 20:46

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asceta_pentito
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04/12/2020 | 13:54

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morti per 100k tra le due ondate:

morti.jpg

e ricoveri:

rico.jpg

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24/11/2020 | 20:54

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nooooo, i fuochi d'artificio nooooooooo!
https://www.cdt.ch/mondo/il-piano-della-merkel-per-le-feste-di-natale-YL3481616?_sid=JxnogWLp

Il piano della Merkel per le feste di Natale

A un mese esatto dal Natale, l’Europa si prepara ad affrontare le festività in piena emergenza COVID. In Germania, domani, la cancelliera Angela Merkel discuterà i dettagli del piano messo a punto dai governatori dei diversi Länder, che hanno trovato un accordo sulle misure di contenimento che dovranno entrare in vigore, appunto, tra Natale e Capodanno. In sintesi, «dal 23 dicembre al primo gennaio 2021 - è quanto è stato anticipato - sarà possibile ritrovarsi con altri nuclei familiari o altri singoli per un massimo di dieci persone», mentre «si invitano tutti i cittadini ad una quarantena preventiva auto-imposta prima delle festività». In previsione della festa di Capodanno, invece, sempre se non dovesse cambiare significativamente il quadro pandemico, saranno permessi i fuochi d’artificio.

Il documento

La bozza del documento che sarà messa sotto la lente dai ministri-presidenti nella giornata di domani presenta alcuni aspetti comuni, ma è stata stesa, per così dire, «a geometria variabile». Nel senso che sarà applicata in modo localizzato a seconda del livello dei contagi raggiunti dalle diverse regioni. In questo senso, il presidente della Baviera Markus Söder ha già chiarito che - come indica la Bild Zeitung - la sua Regione potrebbe piuttosto introdurre nuovi inasprimenti.

La domanda di fondo, per le autorità tedesche è «Quanta normalità è possibile concedere durante il periodo natalizio in questa fase di crisi pandemica?». Un quesito che si è posto lo Spiegel nella sua ultima edizione online e cui, ovviamente, non è certo facile rispondere.
Tra le altre misure indicate, le autorità tedesche - che nelle diverse Regioni hanno introdotto lockdown locali - mantengono il divieto generalizzato dell’obbligo della mascherina nei luoghi pubblici e nelle zone a maggior frequenza (mezzi di trasporto, determinate classi di scuola eccetera).

In questo ambito, indica ancora lo Spiegel - che ha pubblicato alcuni stralci del documento esaminato dai governatori - dovranno essere forniti ulteriori dettagli. I presidenti delle Regioni, alla luce del livello dei contagi (che resta alto anche se in leggera diminuzione percentuale su scala nazionale), si attendono che anche i datori di lavoro dei diversi settori esigano il mantenimento dell’obbligo della mascherina. La distanza di sicurezza tra un dipendente e l’altro, in specie negli uffici, deve restare di un metro e mezzo. L’home working resta consigliato come pure l’introduzione, laddove possibile, di ferie aziendali.

asceta_pentito
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15/11/2020 | 20:46

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https://www.huffingtonpost.it/entry/in-germania-possibili-restrizioni-per-altri-4-5-mesi_it_5fb110bbc5b68baab0fd18aa

I tedeschi devono prepararsi ad altri “4-5 mesi di rigide restrizioni” per fermare l’aumento delle infezioni da Covid-19 e non devono aspettarsi che le regole in vigore vengano allentate rapidamente. Lo ha affermato alla ‘Bild’ il ministro dell’Economia tedesco, Peter Altmaier. “Non siamo ancora fuori pericolo - ha detto riferendosi ai numeri dell’infezione - Non possiamo permetterci una chiusura a yo-yo con l’economia che si apre e si chiude continuamente”.
“Se non vogliamo giorni con 50mila nuove infezioni, come è avvenuto in Francia poche settimane fa, non dobbiamo speculare costantemente su quali misure possono essere di nuovo allentate - ha concluso - Tutti i paesi che hanno revocato le restrizioni troppo presto hanno finora pagato un prezzo elevato in termini di vite umane”.

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09/11/2020 | 20:33

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https://www.repubblica.it/esteri/2020/11/09/news/coronavirus_nel_mondo-273658084/?ref=RHTP-BH-I273614424-P2-S8-T1

Il ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, ha commentato così le notizie sull'efficacia del candidato vaccino Pfizer-BionTech Secondo l'analisi iniziale dei primi dati di Fase 3 della sperimentazione "questo vaccino fa la differenza", ha detto Spahn. Il ministro ha quindi avvertito: "Non significa che domani arriverà l'approvazione".

In Germania il 30- 40% della popolazione rischia di contrarre il virus. "Da noi ci sono oltre 23 milioni di persone al di sopra dei 60 anni", ha spiegato Spahn alla Bild, affermando che la Germania è il secondo Paese "più vecchio" al mondo dopo il Giappone. "Siamo un Paese che vive nel benessere, con le malattie tipiche della civilizzazione: diabete, pressione alta, sovrappeso. Tutti fattori di rischio per il virus, come per tante altre malattie virali del resto". "Se restiamo alla definizione data della fascia a rischio, in Germania le persone che ne fanno parte sono una quota fra il 30 e il 40%", aggiunge.

asceta_pentito
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08/11/2020 | 21:04

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https://www.cdt.ch/ticino/i-medici-si-appellano-alla-popolazione-per-evitare-una-catastrofe-sanitaria-NY3414492?_sid=36v8u1AC&refresh=true

«Gli effetti della seconda ondata pandemica di coronavirus in Ticino stanno diventando sempre più gravi e le previsioni indicano un potenziale collasso dei nostri ospedali a breve». Inizia così l’appello lanciato alla popolazione dall’Ordine dei medici. «Siamo già in emergenza - si legge nella missiva firmata dal presidente Franco Denti e dallo specialista in malattia infettive Christian Garzoni - e occorre evitare in ogni modo una catastrofe sanitaria come quella che stiamo purtroppo osservano in altri cantoni della Svizzera, dove i letti i sono finiti e i pazienti, quando è possibile, vengono trasferiti altrove o peggio quella di altri paesi con il sistema sanitario al collasso. Ogni minuto, ogni scelta politica e ogni singolo comportamento conta e può essere determinante per scongiurare il peggio e permettere al personale sanitario di poter continuare a prendersi cura in modo ottimale di tutti gli ammalati del nostro cantone, COVID e non».

Questo - spiegano - sarà possibile solo se la popolazione si atterrà scrupolosamente alle regole fondamentali:

  • evitare, in pubblico e in privato, contatti sociali al di fuori del nucleo familiare;
  • tenere la distanza sociale, pulire le mani, indossare la mascherina;
  • favorire in ogni circostanza possibile il telelavoro;
  • in caso di sintomi, farsi testare immediatamente e restare a casa fino alla ricezione del risultato;
  • in caso di quarantena, isolarsi e osservare scrupolosamente i 10 giorni imposti dalla legge;

«I medici hanno il dovere d’illustrare la situazione sanitaria e di delineare i possibili scenari, la politica ha il compito delle scelte. I provvedimenti per abbassare la curva del contagio sono ormai note e vengono adottate in questi giorni sia all’interno che all’esterno del nostro Paese. Anche il Ticino ha bisogno di misure rapide e incisive: il Consiglio di Stato può contare sul nostro pieno sostegno», concludono.

asceta_pentito
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28/10/2020 | 20:32

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lockdown in francia, preparatevi che tra un po' tocherà anche a noi italienar (con una curva più ripida)

curva.jpg

asceta_pentito
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27/10/2020 | 20:46

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il modello tedesco:
https://europa.today.it/attualita/italia-lockdown-locali-caso-germania.html

Lockdown locali in Italia? La Germania li fa da aprile, ma qualcosa comincia a non funzionare

Dopo Bertchtesgaden, vicino al confine austriaco, è toccato a Rottal-Inn, la località della bassa Baviera. E ancora prima, in estate, la misura aveva riguardato il distretto di Guetersloh. Per tutte queste zone, che corrispondono più o meno alle nostre province, la Germania ha applicato quella che già dall'aprile scorso è la strategia nazionale contro il Covid-19: una serie di misure di base valide per l'intero territorio nazionale, un capillare monitoraggio della situazione epidemiologica attraverso test e app di tracciamento, e soprattutto dei parametri ben definiti sui quali applicare delle restrizioni più o meno forti a livello locale laddove necessario. E' la strategia dei lockdown locali, che ormai sembra aver fatto scuola in Europa e che Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, (e non solo lui) vorrebbe applicare in Italia. Solo che adesso gli stessi tedeschi cominciano a dubitare della sua efficacia.Negli ultimi giorni, infatti, i contagi stanno crescendo esponenzialmente, toccando una media giornaliera ormai sopra i 10mila casi. Secondo alcuni esperti, le misure localizzate hanno funzionato tra la fine della primavera e l'estate, ma adesso cominciano a mostrare qualche falla, soprattutto quando si tratta delle grandi città come Berlino.

Il sistema funziona più o meno così: sulla base di un numero di test settimanali sopra una soglia minima comune, si valutano i casi ogni 100mila abitanti per ogni singolo distretto in cui è divisa la Germania. Sopra i 35 casi, scattano delle misure di contenimento aggiuntive a quelle preventive valide a livello nazionale. Sopra i 50 casi, scatta il lockdown. A Rottal-Inn, per esempio, sono state chiuse tutte le scuole e gli asili, e annullati tutti gli eventi pubblici. Abbassate anche le saracinesche di cinema, strutture termali, scuole di danza e di musica e teatri. Si potrà uscire di casa solo per motivi urgenti o necessari, come il lavoro, la spesa di generi alimentari e le visite mediche. Le misure saranno in vigore per dieci giorni.

La parola d'ordine alla base di questa strategia è evitare un blocco totale del Paese. Lo è dalla scorsa primavera, e a settembre diversi esponenti del governo di Angela Merkel hanno rassicurato la popolazione (e in particolare il settore imprenditoriale) sul fatto che anche in caso di seconda ondata non vi sarà un lockdown nazionale. Ma le parole della cancelliera degli ultimi giorni potrebbero presagire, se non l'abbandono, almeno una rivisitazione della strategia. "L'evoluzione della pandemia è drammatica", avrebbe detto Merkel durante una riunione in videoconferenza della presidenza della Cdu, il suo partito. "Bisogna agire con urgenza per fermare la crescita" dei contagi, ha aggiunto la cancelliera, stando a quanto riporta la Bild.

Il problema non è tanto nei piccoli centri, quanto nelle grandi città come Berlino, che hanno dimostrato di fare fatica a contenere i contagi. Nella Capitale i nuovi casi giornalieri finora registrati sono in media sotto i 25 ogni 100mila abitanti, ma l'incidenza varia da zona a zona e l'alta densità abitativa favorisce il rapido circolo del virus non solo sul territorio urbano, ma anche nel resto dell'area metropolitana e del Paese. Ecco perché, secondo sempre la Bild, il governo starebbe valutando la possibilità di un lockdown "light" nazionale.

Il piano prevederebbe la chiusura di bar, ristoranti e imporre ulteriori limiti agli eventi pubblici. Le scuole e i negozi rimarrebbero aperti e chiuderebbero solo se la situazione fosse estremamente grave. L'idea, pero', non sembra piacere a una parte consistente del partito della Cancelliera, oltre che ai 16 leader dei Land tedeschi, da sempre gelosi della loro autonomia.

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