Fashion week a Milano

Devo dire che Milano è una città che non mi piace molto. Forse perché la considero una città lavorativa e non di svago, forse per il suo clima uggioso, forse per il traffico caotico. Forse perché non l’ho mai capita a fondo. Fatto sta che ci vado spesso per lavoro (è comunque la capitale economica d’Itaglia…), ma arrivo dove devo arrivare e torno indietro appena possibile. Non l'ho mai vissuta. La scorsa settimana vi erano due giorni di “convention” formativa a cui decido di partecipare. E per non sobbarcarmi ore di coda e di stress automobilistico, decido di pernottare a Milano. Dopo il primo giorno di “meeting”, due miei competitor (ma allo stesso tempo amici), mi invitano a fare un giro nella Milano by Night. Loro sono del “deep South of Italy”, ma avendo lo studio anche a Milano ci sono spesso e la conoscono bene. Decidono di portarmi nei pressi di Corso Como, dove dicono che si sia spostata la movida milanese. Li seguo perché l’ultima volta che sono stato a Milano mi ero dedicato ai Navigli e devo dire che non mi avevano entusiasmato. La zona non è male, soprattutto le nuove costruzioni danno a Milano una connotazione più moderna e all'avanguardia. Purtroppo i "buttadentro" dei locali non sono un buon segnale. D'altra parte, noi sembriamo tre pinguini con i nostri abiti da lavoro, in mezzo al via vai che é molto più casual. Nonostante il gessato Loro Piana, le cravatte di Marinella e il mocassino estivo Allen Edmonds, nello spirito sembriamo il ragioniere Filini dei film di Fantozzi, anzichè dei rampanti professionisti. Io sono molto stanco a causa del caldo patito durante il giorno. Quasi 30 gradi a metà settembre hanno solo una cosa di positivo: le donne. Shorts, minigonne, gonne leggere e fluttuanti o comunque gambe scoperte (ed abbronzate) a go go. E devo dire che a Milano è un bel vedere da questo punto di vista. Anche le melanzane sono molto curate e il "tacchetto" è onnipresente. Ed io non vengo da una landa deserta, ma da una cittá, seppur piccola, dove di gnocca ce n'è. Entriamo in una specie di discobar che sembra il meno peggio. Dopo un po' si avvicinano due ragazze, una bionda e una mora. Niente di chè. Non sono certo le tante decantate modelle, sia per l'etá, sia per l'altezza e fisico, sia per come sono vestite. Sono un po' trasandate, sciatte direi. Guardando meglio la biondina, mi accorgo però che ha dei bei lineamenti come viso, mentre la mora ha solo delle belle labbra contornate alla perfezione da un rossetto rosso vivace, ma non volgare. Cominciano a parlare tra loro e capisco che sono russe. A quel punto mi si raddrizzano le antenne (e non solo) considerando la mia predilezione per le fanciulle di quella nazione. Complice il cameriere rincitrullito che gli parla solo in italiano, mi offro di aiutarle a scegliere il loro drink, sfoggiando il mio russo scolastico. Gli consiglio di provare uno spritz all'aperol (in genere gli piace perchè è dolciastro), ma non mi stanno ad ascoltare ed ordinano un mojito e un succo d'ananas. Vabbé......comincio ad indagare su cosa fanno a Milano. Ho il sospetto che siano due "escort" in tour. Mi confidano che sono appena arrivate e che si stanno orientando anche se giá conoscono la cittá. Staranno a Milano fino alla fine della Fashion week perché mi dicono, genericamente, che il loro lavoro é collegato......mah. I miei colleghi vogliono andare ed io, rivolgendomi alla biondina, trovo il coraggio per chiedergli il telefono, dicendo che magari potrei ricapitare in cittá. Forse gli faccio pena, sudaticcio, o mi considera innocuo, fatto sta che mi dà un numero che inizia per +7, il mio favorito. Torno in hotel e il giorno dopo torno a casa.

Fine prima puntata......magic_mirror docet

Dura un giorno la vita o forse poco più

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Questa settimana inizia bene, ma la fashion week mi ritorna in mente spesso. Decido di fissare degli appuntamenti presso dei clienti di Milano e di zone limitrofe, in modo passare due notti in cittá. In genere non lo faccio, preferisco tornare a casa e semmai ritornarci la settimana successiva, sempre in giornata. Prenoto un hotel che nonostante la convenzione, mi spara 250 euro per la prima notte e 299 per la seconda. È la fashion week per cui gli hotel sono molto pieni e se ne approfittano. Francamente non mi va di andare in un 3 stelle di periferia. Poi tanto li metterò in nota spese. Guidando verso Milano (lo so, non si fa....), mando un SMS alla russa incontrata la settimana prima. Le scrivo che sto arrivando e le chiedo se vuole cenare con me in serata. Dopo qualche minuto Elena mi risponde di sì. Troppo facile. Sono sempre più convito che sia una escort e che mi arriverá un secondo SMS con il prezzo per la sua compagnia. Mentalmente comincio a contare i contanti che ho in tasca (da quando mi hanno rapinato a Londra giro con poco) e mi chiedo se saranno sufficienti. La cena la posso pagare con la carta di credito, ma sarebbe imbarazzante essere in camera con lei e dirle:"Cara, scendo a fare un bancomat". La giornata lavorativa scorre velocemente e finisco presto. Vado in hotel, mi doccio e riparto, questa volta con look più sportivo della settimana precedente, ma sempre con la giacca, sia perché é la fashion week, sia perché la sera fa più freschetto rispetto a qualche giorno prima. La passo a prendere al suo hotel vicino alla stazione. "Uhmmm", penso tra me e me, sempre più convinto che la serata si andrá a concludere con "un obolo". Spero solo che non sia sostanzioso ed adeguato ai prezzi di Milano. Lei arriva sorridente e piena di entusiasmo, vestita meglio della volta precedente, molto curata anche se poco truccata. Indossa delle scarpe basse. Penso: "Strano per una russa, forse in una sola settimana si é immelanzanita". Mi chiede di fare due passi, cosa che accetto volentieri visto che tutto il giorno sono stato seduto. Mi dice che gli fa piacere rivedermi e che non se lo aspettava. La mia teoria prende sempre più conferma. Mi aspetto che mi dica da un momento all'altro: "For dinner date is......". Invece mi propone di andare a mangiare giapponese in un ristorante che ha visto lì vicino e che ritiene essere carino. Colpito da un attacco di zerbinismo acuto, le dico di sì, rendendomi conto immediatamente di aver fatto una cazzata. Nel mio personale decalogo su come relazionarsi ad una donna russa, non é assolutamente previsto che lei scelga il ristorante.

Mi ero pure preparato una lista di ristoranti carini che mi aveva consigliato uno dei miei amici dove avrei potuto portarla. Eppoi il sushi non lo sopporto proprio, anche se é divenuto molto "fashion" negli ultimi anni e la gnocca di varia nazionalitá ne va matta. Dopotutto questa é la fashion week. Ok, mi dico, a questo punto sarò "fession" fino in fondo.... Il ristorante non é male, non troppo affollato quando arriviamo noi, e anche senza prenotazione ci fanno sedere. Parlando con Elena scopro che é una truccatrice professionista ed é a Milano su commissione di un'agenzia di moda. Ho qualche perplessità su quello che mi racconta: capisco che le modelle vengano da tutto il mondo per una questione di lineamenti e fattezze, ma é possibile che si portino dietro una semplice truccatrice? Forse sono io che sono diffidente sulla sincerità delle russe. Mentre litigo con le bacchette tentando di afferrare una fetta di tonno rosso insipida, lei mi confessa che ha tentato di fare la modella, ma che non aveva tutti i numeri per esserlo (è sull'1,70 circa). Allora pur di rimanere nel mondo "fashion" ha preso una specializzazione come truccatrice, per poi diventare la sua "main activity". Mi aspetto che finalmente mi dica qual é la sua "secondary activity", ma lei si interrompe. Allora parto all'attacco e glielo chiedo. Mi risponde che é "hairdresser too". Vabbé, non riesco proprio a convincermi che é una brava ragazza o quantomeno che non esercita "la professione più antica del mondo". Complice la bottiglia di Lugana che lei apprezza (e si scola), mi dice che ha 31 anni (gliene davo due di meno), che é stata sposata, ora divorziata senza figli, che vive a Mosca, ma che é originaria di Samara. E che dopo la fashion week se ne andrá a Goa in vacanza. Ricordandomi vagamente dove si trova questo ameno stato indiano, mi chiedo, tra me e me, se ci sono recensioni su GT riguardo questa destinazione. Terminata la pessima cena (almeno per me, mentre lei la vedo soddisfatta e su di giri), le propongo di andare da qualche parte, ma lei mi dice che é stanca e che il giorno dopo si deve alzare presto. A questo punto mi convinco che non é una escort, ma anche che quella sera non intingerò il biscotto. E ci avviamo verso il suo hotel; é comunque una bella serata. Camminando mi ringrazia per la compagnia e per la cena, che ho ovviamente offerto io (indipay?). Arrivati più o meno silenziosamente al suo hotel, mi invita senza esitazione a salire in camera sua. Imbarazzato, ma forse più che altro sorpreso, le dico che talvolta negli hotel "itagliani" non ti fanno salire in camera se non sei registrato. Chissá come mai, in quel momento sono più preoccupato di come eludere la reception, che eccitato dal suo invito. Per fortuna alla reception c'é un po' di confusione perché stanno registrando altri ospiti appena arrivati e con un mezzo sorriso e un cortese "buonasera al portiere", mi dirigo con lei verso gli ascensori. Nell'ascensore io mi sento sempre a disagio. Non so dove guardare. Mi concentro allora sulla sua mano destra e mi rendo conto che fino a quel momento non ci siamo ancora toccati, neanche al nostro saluto di inizio serata, neanche sfiorati durante la cena. Eppure sto salendo in camera con lei. Penso come sia strana la vita in queste cose. La camera é bella ed ampia. Appena entrati lei si toglie subito le scarpe lanciandole verso un angolo. E va direttamente in bagno. Dopo un po' sento lo scroscio della doccia. Per darmi un contegno e stemperare la tensione dell'attesa, accendo la tv e vedo il Matteo nazionale che ce l'ha, come al solito, con qualcuno che lo critica. Cambio canale. Nel frattempo lei esce dal bagno con l'accappatoio dell'albergo. Mi invita a farmi la doccia. L'atmosfera é strana, a quel punto so giá il finale, ma mi sono perso il gusto dell'incognita. Del provare a baciarla e non sapere come andrá a finire. Ci ritroviamo a letto. Lei non è così male come fisico, anzi un seno pieno e proporzionato. Ma il suo punto forte é come mi "lavora" con le sue labbra. Sembra che il vino le abbia fatto perdere tutti i freni inibitori, ma in realtá è una russa e le russe fanno l'amore in quel modo, cercando di viverlo al massimo, almeno in quel momento di intimitá. Andiamo avanti per un po' e durante una pausa mi dice che era da tempo che non scopava. Chissá perché ancora non le credo. Spossato,

ma forse devo scrivere "svuotato", penso se sia il opportuno rimanere da lei tutta la notte. Ma anche in questo caso é lei che con un "Honey, tomorrow I must wake up early", mi dá il segnale della ritirata.

Passando dalla reception, il portiere mi sorride compiaciuto. Non é tardissimo e nel centro di Milano c'é ancora un po' di traffico.....

To be continued

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Effettivamente questa russa si comporta da escort, nessuna donna si porta un uomo in camera senza darli prima un bacio (che per le femmine è un test di compatibilità sessuale) e va a farsi subito una doccia lasciando l'uomo solo, con la paura inconscia che cambi idea ed alzi i tacchi (io l'avrei fatto).

Forse a monte c'era una grossa complicità che dal racconto però non traspare, tutt'altro, oppure semplicemente una transazione.

- Che cazzo è quello?
- Ti sei risposto da sola.

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milano pullula di russe,ed in piu apprezzano molto l uomo in giacca e cravatta.

Strano che non ti abbia baciato prima...dove l hai beccata??al loolapaloosa???

@gippo182

A Milano é pieno di melanzane carine/belle. Devo dire anche molto curate. Purtroppo non ho esperienze con loro nonostante ne incontri diverse anche per lavoro. Devo dire comunque molto sopra alla media (e come ho detto prima, non é che vengo da una landa desolata).

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@tega86

Non mi ricordo il nome del locale, ma era nella stradina che da via tocqueville (dove ho parcheggiato) porta a corso como

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ho

capito è il virgin...pensavo il loola perchè li ci fanno le serate erasmus...e se si è fortunati ci puo scappare una ONS

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Il giorno successivo il tempo é uggioso e si annuncia qualche goccia quando esco dall'hotel. Verso mezzogiorno, mando un SMS ad Elena chiedendole come sta e se ha voglia di uscire per cena. Dopotutto la sera prima é stata una bella serata. Mi risponde brevemente che al momento é molto "busy". Nella pausa pranzo ho un po' di tempo e me ne vado in giro in centro. La mia impressione sulla fashion week é sempre più positiva. E devo dire che di giorno vi é una prevalenza di melanzane carine sulle straniere. Comincio a fare programmi per la serata. Mando ancora un SMS ad Elena, ma mi risponde che é sempre "busy" e che per la cena non lo sa ancora. Io non insisto. Se vorrá si fará viva. Le russe non bisogna mai forzarle, anzi si può avere l'effetto contrario. Dato che sono da solo, non ho voglia di cenare in un classico ristorante. Mi ributto nella movida di Corso Como per un aperitivo e dato che ci sono faccio un salto da Eatitaly. Troppa gente e non é il mio tipo di locale. Comunque decido di mangiare qualcosa. Mi siedo su un bancone vicino a due melanzane. Una é molto carina, secondo me sui 35-38, abbronzata, ingioiellata

e con un piumino maniche corte Moncler di un bel colore, nonostante non faccia così freddo. Essere "fashion" ha un suo prezzo ed una sua sofferenza. L'altra è decisamente meno attraente. Dato che sono da solo e non ho nulla da fare che rispondere ad alcuni messaggi di amici, é inevitabile "origliare". Lo so che non si fa, ma.....dall'accento mi sembrano toscane e da quanto capisco, probabilmente proprietarie di un negozio di abbigliamento "fashion". La meno carina poi devia il discorso in modo aggressivo sul suo ex marito. Anche se non volessi ascoltare, non potrei perché parlano a voce molto alta ed in modo concitato, tipicamente toscano. Prima di finire la mia cena, decido di provare un approccio. Devo dire che la mia uscita effettivamente non é delle migliori, ma la più carina mi rimbalza senza pietá. Vabbé. Talvolta capita. Decido di rientrare e mi dirigo in hotel guidando lentamente. Ad un semaforo mi attraversa davanti una coppia: lei é spendida, alta, bionda, vestito nero elegante, gambe infinite e tacco. Dai lineamenti direi baltica. Ha una rosa in mano. Lui è chiaramente italiano, bel ragazzo, elegante ed alto. Camminando conversano divertiti ed é chiaro che tra di loro c'é una buona intesa. Invidio lui, per la bella serata che forse passerá e comunque per la donna con la quale si accompagna. La mia però non é un'invidia "rancorosa", é solo che vorrei essere al suo posto. Decido che non posso concludere la serata così. Mi fermo e vado nel mio sitoweb preferito a vedere cosa offre il mercato pay a Milano. Mi imbatto subito in una russa, tal Charlize, molto somigliante alla ragazza che mi ha attraversato la strada poco prima. Mando un SMS

e dopo qualche secondo mi arriva la risposta con prezzo e con le domande: "At what time? How long?". Concordato ora e durata mi arriva un altro SMS con l'indirizzo. Per fortuna non é molto distante. Mi apre la porta una ragazza che è proprio il mio tipo e la mia testa comincia a girare. Girerá molto di più da lì a poco. Lei è veramente una GFE. Poco prima che scada il tempo facciamo un po' di social. In realtá lei é ucraina e mi dice che é in tour. Starà a Milano fino alla fine settimana per poi spostarsi a Firenze (amici toscani.....ne vale la pena).

Il giorno dopo guidando verso casa ripenso ai miei due giorni di fashion week. Milano offre sia dell'ottimo free che pay. E le melanzane non sono male. Certo che non é a buon mercato: in due giorni é partito circa un millino; forse con la stessa cifra si poteva andare in qualche altro posto più "fashion", ma alla fine il mio GT in patria mi ha soddisfatto. Mi arriva un SMS: é Elena che mi chiede come sto e se sono ancora a Milano.

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