FKK WELLCUM - OTTOBRE 2018 - RECENSIONE DI TITANO

Ero in uno dei miei periodi di orge, quando riesco a liberarmi in extremis e accompagnare un caro amico che non vedevo da molto e che doveva salire al Wellcum per qualche ora nel pomeriggio.
Stacco dai rumori mattutini, cosa che ci voleva.
Tempo celestiale e caldo, davvero.
Costeggiando grossi camion, alle 13.30 siamo in loco.

Mille grazie a Cristiano – e alla sorridente Evelyn,bel biglietto da visita intenta com’era a pagare nuda il suo ingresso – sia in reception che in sala e al ristorante, dato che si unirà sovente a noi quel giorno.
Piccola notazione: il divanetto a sinistra appena entrati in arena, sarebbe da smantellare e le 4 ragazze – notevoli, per carità, ma trasudanti uranio impoverito – sistemate ai 4 punti cardinali del locale.
Divide et impera.

Ottimo il pranzo – che farò in due parti, di cui la prima molto leggera in quanto volevo cacciarmi in camera subito – con manzo e pollo alla griglia, un primo di ravioli al pomodoro, uova, verdure e l’occorrente perla colazione dolce e complimenti al cuoco del turno di mattina.
Lascio i miei due ospiti alle loro cose giusto per fare un giro in arena, salvo rientrare di quando in quando al ristorante a confabulare con loro.

Le ragazze sono distribuite su tre turni: ore 12, 15 e 18.
Una trentina per turno, per arrivare quindi alla 90ina circa all’ora di cena, direi pari al numero di orsi presenti nella giornata sino alla mia partenza.
La prima tranche, oltre alla citata Evelyn - e ringrazio la mia buona stella - include un piccolo numero di ragazze già note e parecchie novità.
Il livello che ho trovato – sui tre turni – è stato veramente molto, molto buono.
La rincorsa verso vette in cui l’aria è più rarefatta sta procedendo spedita, dunque.
Una dozzina di ragazze che ciabattano per il locale non dovevano stare lì, ma per il resto direi che ci siamo, ed il progressivo e continuo ricambio – annunciate 5 nuove ragazze ogni settimana – tenendo ferme le migliori, può dare – come sta dando – i suoi frutti.
Pochissime total naked – comunque in costante aumento– e pochissime in costume intero o body.
La stragrandissima maggioranza in due pezzi e comunque abbastanza scoperte, o più del solito.
Si deve ancora lavorare su questo versante, ma va già molto meglio.
Circa il livello estetico, progressivamente a mio avviso crescerà turno su turno, tanto che alle 18.30, ora di abbandono della nave, uscito dal ristorante ho incrociato almeno tre valchirie che avevano appena timbrato il cartellino e che avrebbero meritato un ingaggio al piano superiore.

La prima in cui mi imbatto all’ingresso è il velociraptor Miriam (total naked).
Sempre impeccabile fisicamente, la bambinetta occhieggiante.
Si passa la mano con lenta grazia tra i capelli biondi a caschetto, e pur sapendo che non ce n’è, fa il suo tentativo, come è giusto che sia ovviamente, e in ogni caso non è stata tambureggiante come in altri lidi,segno che le direttive sugli approcci – sempre soft ed educati…perfetti oserei dire – stanno dando i loro frutti.
Quanto a me, poi, volevo provare altro.

Altro che avevo visto in zona bevande self service.
La congedo e mi dirigo lì – schivando un altro paio di assalti, sempre e da tutte portati educatamente, ad ogni modo – dove staziona Evelyn.
Indugiava fumando una cicca.
Cosa vuoi dirle?
Monto la guardia al suo davanzale e quando finisce saliamo i gradini per l’ennesima camera.
In men che non si dica è già sui miei punti più deboli, e mi sollazza in molteplici posizioni.
Doccia e parto per un sostanzioso bis al ristorante.
Il mio amico è ancora in cerca, ma si troverà molto bene con la rossa Daria che gli suggerirò.
Come avrebbe potuto essere diversamente?
Terminati pranzi e primo turno di copule, è il momento di guardarsi attorno.

Dall’arena si nota benissimo che in giardino – semideserto,nonostante la mite temperatura – ancora ci sono i gazebo e la luce sfavillante che proviene dall’esterno non consente di distinguere bene i corpi all’interno del locale, se si trovano tra di voi e le vetrate.

Subisco qualche approccio: Bianca, Juliana, la possente cubana Ginevra e la meravigliosa rumena bionda con occhiazzurri che ho addocchiato al bar lato camerini, con un sedere strepitoso in intimo nero, scarpe zebrate e fresco piercing al labbro superiore, Lorena.
Ma voglio spendere qualche parola per una ragazza, stanziale in quest’ultima zona.

E’ particolarmente amabile infatti la conversazione con Adanè (mi perdonerà se l'ho scritto in maniera errata, n.d.R.) minuta rumena mulatta di madre congolese, che parla un eccellente italiano e, a suo dire, cosa che non stento a credere, è assolutamente nuova del mestiere. Fluttuante chioma riccia. Grandi occhi scuri morbidi. Schiude le labbra e sorride sempre con i denti dolcemente chiusi. Indossa un superbo intimo viola, con autoreggenti e una scarpa in tinta elegante con tacco basso e largo.
Ha un gran bel seno e un sedere bello pieno.
Una bellissima ragazza, la cui pudicizia confligge – e quasi stona – con il lavoro provvisorio che si è scelta, o che l’ha scelta.
Dalle sue parole ed espressioni capisco che la sua vita non è un letto di rose, e ci assicura che a gennaio terminerà.
Glielo auguro di cuore.
Sarà la seconda camera del mio amico, che me ne parlerà in termini entusiastici.
Quanto a me, non sono rimasto certo con le mani in mano.

Nella mia wish list c’era infatti Margot.
Mi si materializza di fronte, accompagnata dal mio ospite.
Era questa la tale che avevo visto in fotografia?
Me la immaginavo più alta, quando la incontro davanti la postazione del DJ, con body nero e borsetta a forma di cuore.
L’impatto è stato di una creatura altezzosa.
Sapete, le donne in genere ci tengono alla classe, e molte molto più di altre.
Una di quelle che restano inamidate anche mentre le possiedi.
Chissà se è proprio così”, pensai tra me e me.
Feci male, con il senno di poi.
Appena apre bocca, infatti, parla con bell’accento toscano che ti conquista subito ed ha vispi occhi tondi neri, neri come i ricci capelli.
Il trucco non copre, ma evidenzia le deliziose lentiggini,ed il fisico è molto sodo e allenatissimo.
All’aperto scosta generosamente le bretelline del body per lasciare scoperto il seno, e si lascia andare in fragorose risate.
Fresco smalto alle mani.
In camera non attende religiosamente, ma si prodiga, dandosi molto da fare.
Leccalecca.
Non riesco a intuire la scritta del tatuaggio sul pube, coperto da una leggera ricrescita.
Ansima vistosamente ma è meravigliosa nelle pose plastiche –a dimostrazione del duro allenamento cui si sottopone, prima e dopo il lavoro –in cui si prodiga, e non smette mai,qualsiasi cosa faccia, di guardare te o, se guardate nella stessa direzione, lo specchio.
Tiene botta alla grande.
Promossa.
Scendo ed è tempo di zona wellness.
Prima faccio due vasche nella tiepida piscina esterna, e mi auguro che le idee circa i lavori – ancora in fase embrionale – che mi è stato detto si vorrebbe fare all’esterno si concretizzino.

Il locale già ora giustifica ampiamente il biglietto d’ingresso ed il viaggio, ma questi altri accorgimenti sarebbero la ciliegina sulla torta.

Poi mi fiondo, dopo rapida doccia, nella sauna all’interno a 50 gradi, per passare alla 55.
Purtroppo la cubana di cui sopra, che mi auguro sia stata adeguatamente redarguita, si aggirava in quella zona come fosse terreno di caccia, approcciando gli avventori nell’idro o addirittura quelli in sauna,sottoscritto incluso, anziché – come deve essere – mettervi piede per prendersi gli asciugamani e rientrare in arena.
Essendo sicuro che nella meravigliosa sauna esterna a 90 gradi non sarebbe venuta, mi ci fiondo.
Scaldo per bene le mie stanche carni e vecchie ossa.
Addormenta ogni dolore.
Termino il percorso con una doccia gelata e via in arena.

Le ragazze si aprono in una corrente che fluiva unita serpeggiando tra i pigri orsi bianchi.
C’è dell’armonia in quello che vedo.
Musica soft perfetta, almeno sino alle 17, e che personalmente avrei allungato per almeno un’altra ora giusto fino a cena.
Ripongo la birra che mi ero preso e parlotto con Dana,unica della vecchia guardia con Romina e Amira, queste ultime due da radiare dall’ordine delle meretrici.
Resto in dolce far niente con i miei ospiti, in commenti e gossip su questa o quella ragazza.
Un giretto all’esterno, dato che subisco l’influsso del meraviglioso clima odierno, giusto in tempo per godermi il siparietto di Margot intenta a tenere a bada due ragazzotti – che parlavano in napoletano stretto, e ogni frase lei chiedeva di ripeterla tre volte – che la volevano con un’amica ma possibilmente con lo sconto, mentre lei ovviamente spiegava loro come funzionava lì.

La cena si approssima, e di conseguenza la ripartenza verso casa, e ci si avvicinano Aisha e Lucia, due nuove 18enni arrivate da poco, veramente molto belle e che stanno trotterellando in giro. Entrambe more con due pezzi in tinta, girano a caccia in coppia, gettando le loro giovani carni in braccio agli avventori sui divanetti.
Sto per capitolare e attaccarne una, quando arriva ad irretirci Medea.
Assomiglia a Chloe Grace Moretz.
Nomen omen, e infatti di lì a poco si materializzerà la tragedia (ovviamente una battuta, n.d.R.).
Occhi verdi esaltati dall’ombretto molto scuro, e un costume che lasciava trasparire un piccolo seno commovente nella sua perfezione.Bellissimo culino per la rumena di Bucarest. Stuzzica il mio amico ed il sottoscritto con i suoi capelli ricci e il suo ondeggiare, e visto che le due 18enni si allontanano con i clienti approcciati, salgo io con la 23enne che ha lavorato a Norimberga, dato che l’intervista aveva dato esiti positivi alle mie richieste.
Cenno d’intesa con l’amico per una ultima camera che poi avrebbe reso fulminea la cena e vado.
Il ristorante nel frattempo veniva aperto, e iniziava il countdown per il rientro.

Ecco cosa è successo.
Saliamo e ci docciamo rapidamente.
Io mi stendo e lei si stende sopra, poi scende per fare una spagnola mignon con le sue meravigliose tettine. Fin lì tutto bene.
Dopo un paio di minuti, le sue dita iniziano a trafficare nella borsetta, e – abracadabra – ne estrae un condom.
Insinua l’indice per aprirlo, al che le chiedo educatamente cosa voglia fare, dato che c’erano dei passaggi da fare, prima.
Pacta sunt servanda.
Bercia qualche sillaba, ma intuisco che voglia infilarmelo.
Guardo l’orologio, e sono trascorsi poco più di 5 minuti dalla salita.
Senza scompormi le dico che c’erano due soluzioni: poteva fare quanto pattuito, e avere i soldi, o potevamo scendere subito, e non avere niente.

Bofonchia che è salita in camera, e che a Norimberga – dove ha lavorato – tutti i locali si sono adeguati alla legge sull’uso del condom anche nel bj.
“Puttanate”, ho pensato tra me e me, pensando ai locali in cui non era così, e che non volevo stare lì a snocciolarle, dato che un gioco simile non dovrebbe durare.
Che poi la legge tedesca, che neppure rispettano lì, valga in Austria, non voglio neppure stare qui a commentarlo.
Figuriamoci poi lì con lei, in quella situazione.
Ad ogni modo la sua risposta aveva azzerato la prima delle due opzioni che le avevo sottoposto.
Quindi semplicemente – come vado predicando sempre e come invito a fare tutti in situazioni analoghe – ho fatto questo: mi sono alzato,ho rimesso l’accappatoio, e sono sceso, invitandola a seguirmi, dato che non le avrei dato niente..
L’ho salutata rassicurandola che se avesse voluto andare a protestare, mi avrebbe trovato in arena, indicandole il punto.
Va da sé che la cosa è finita lì.
Purtroppo non era tanto la camera perduta che mi pesava –non essendomi costata niente – quanto, dato che ne avevo poco, il tempo perso.E quello nessuno te lo rende.

Dato che erano passati 10/15 minuti dalla salita, ho tranquillizzato il mio amico - cui mi sono palesato dopo così poco - che mi guardava con sguardo interrogativo, raccontandogli la cosa.
Avevamo giusto il tempo per mangiare un boccone e ripartire.
La cena con i miei ospiti è eccellente, ed il cuoco (ex Babylon) merita una menzione.

Pennette agli scampi, insalata di pesce, monoporzioni di gamberi e salsa rosa, seppioline ai ferri, tutto abbondante e perfetto. Degni di menzione i dolci, con ricotta, con pan di spagna e ciliegie e il tiramisù,che trangugio tutti. Bella anche la macedonia di frutta fresca.

Usciamo giusto per il caffè e gustarci l’occhio con l’ultima tranche di arrivi, tra cui una notevolissima bellezza con occhio nocciola e capello castano piastrato, seduta al bar lato ristorante, Lavinia ,l’ottima Rosalia, reggicalze senza mutandine – che classe! – e il suo tattoo sulla coscia destra,che cerca di trattenermi a tempo scaduto ahimé o una statuaria bellezza castana con occhio celeste, in un meraviglioso due pezzi acquamarina e sedere da antologia, cui mi manca occasione di parlare, dato che il nostro odierno tempo carinziano era veramente esaurito.
Un peccato lasciarle.

L’episodio veloce di Medea – e non ho porterò il lutto al braccio – non ha scalfito minimamente le cose splendide che ho visto e fatto nelle poche ore trascorse nel locale.
Purtroppo mi ha fatto perdere il poco tempo che avevo per una terza sessione, e che avrei potuto riversare sulla sempre meravigliosa,corretta e
Perfetta come sempre la zona wellness. impeccabile Samira, per esempio, che mi aveva inuzzolito come al solito non poco in arena nell’approccio al bar.
Belle le nuove idee sull’area esterna, che mi auguro si concretizzeranno e cui fornisco un modestissimo contributo, così come per un altro paio di dettagli.
Ottima cucina, pulizia sempre impeccabile e line up in costante crescita qualitativa e quantitativa.
Giornata movimentata il giusto, per le ore in cui vi sono stato, e che lasciava intravedere una bella serata animata.
Un rapido saluto all’indaffarata Barbara – con il nuovo taglio sofisticato e belle scarpe rosse – prima di congedarci dal nostro munifico ospite e rientrare alle prime ombre serotine.

Multae terricolis linguae, caelestibus una.

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@TITANO severo ma giusto! La tua reazione al comportamento di Medea è apprezzabile. Comunque, guardando il bicchiere mezzo pieno, direi che alla fine non ti sia andata malaccio: una spagnola 'aggratis, seppur mignon, non credo sia proprio da buttare con questi chiari di luna...
Grazie per la condivisione

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@CANE.RANDAGIO
"Apprezzabile"...ho fatto quello che andava fatto è che ho sempre detto di fare in casi analoghi.
Quello che ogni utente esperto e con un attimo di testicoli dovrebbe fare.
Ma se fior di utenti pagano extra assurdi, posso capire che certe prese di posizione appaiano da marziani.
Quanto alla camera con la fanciulla - cui auguro maggior fortuna con altri - neppure la considero "omologabile".
Ma al Wellcum non mancano molte degne ragazze con cui rifarsi, e ne ho già in mente diverse.
Alcune le ho citate.

Multae terricolis linguae, caelestibus una.

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