CHAPTER 1 Apollo 13
Siamo dunque giunti alla seconda tappa di un viaggio dalle fattezze dantesce, lo scopo è sempre il medesimo: scovare l' eccellenza... Ma per farlo bisognerà stazionare all' inferno, aggrapparsi al purgatorio ed infine assurgere sino al paradiso! detto sinotticamente: "per aspera ad astra!". Ed infatti l' astro splendente del meriggio ha da poco oltrepassato il suo apice, cosi il vostro affezionatissmo decide di calarsi nei panni dell' austronauta e inizia a considerare una certa mole di variabili, perchè si sa qui al Kennedy Space Center di Huston nulla è lasciato al caso ed è bastevole un "no go" sulla check-list per rimanere a terra: condizioni meteo climatiche GO, situazione traffico aereo GO, livello propellente GO, traiettoria e telemetria GO guida e navigazione GO 3.....2......1....... SCIUUUUUUUUUUUUH
CHAPTER 2 Il mago di oz
Inutile girarci attorno, l' avvistamento a babordo della città di smeraldo ha una dose di fascinazione abnorme, eh si perchè in assenza della nana gialla (ndr il sole) il maniero è verde, intensamente verde ed il suo estrinsecarsi, già alla sola vista, irrompe e corrompe nell' animo e nella mente: "già intravedo la reazione a catena, precursori chimici che segnalano l' insorgenza di un' emozione disegnata appositamente per soffocare logica e ragione, un' emozione che già ti acceca e che ti nasconde la semplice ed ovvia verità(CIT)". Giunti in prossimità del torrione smeraldino non ha più importanza alcuna che voi siate l' uomo di latta, lo spaventapasseri o il leone codardo, perchè mai smarrirete il cammino: anzi troverete facilmente il vostro sentiero di mattoni gialli che nel caso di specie è un sentiero di lampioni verdi, il quale si dipana a salire, sinuosamente serpeggiando, attraverso la collina... il rincuorante sentiero certamente asseconderà la vostra ascesa blandendovi sino a condurvi all' agognata destinazione, ma al contempo mentre puntate con decisione verso l' apice, prestate attenzione, o vi stritolerà fra le proprie spire. E dopo questo monito dantesco alla "o voi ch' entrate" è giunta l'ora di parlare dell' ingresso del vostro amatissimo. Varco dunque la porta e vengo accolto da una (delle due?) receptionist la quale mi rende edotto sulle arzigogolate "dinamiche" finanziare del club, questa volta però non accetta la corresponsione ex ante dei 130 dobloni ma vuole tenermi in situazione debitoria sino alla fine, sicchè in virtù di un contratto verbale e senza dazione alcuna acquisisco ipso iure lo status di cosmonauta dell' URSS pronto ad esplorare nuove "veneri" cosmiche a suon di rubli e cioccolata in tocchi... Ma già alla reception non posso fare a meno di notare fin da subito 2 cose: a) la scala ripidissima con tanto di tappeto rosso che chiama/inivita subito all' ascesa nelle camere b) Un impressionante tappeto in pelle d' orso a ridosso del desk (sottile allegoria rivolta alla clientela che non paga? o mesto tributo per quegli orsi prematuramente "caduti" durante l'adempimento del dovere?), comunque scherzi a parte in realtà ci metto ben poco a rendermi conto che ogni singolo elemento architettonico, dettaglio, manufatto o soprammobile ivi presente nel locale abbia un preciso e ponderato intento: quello di costituire una complesso coacervo di simboli/richiami sessuali più o meno espliciti, la cui funzione è quella di corroborare il richiamo atavico della camera (una sorta di innesto delle idee alla inception per capirsi)... beh che dire? rebus sic stantibus rimango piacevolmente colpito: in questo ambiente si respira sapienza odorando bellezza. Cercherò dunque di mostrare ciò che magari alcuni non hanno scorto sperando sia per voi lettori cosa gradita, in caso contrario basterà cambiare chapter. Nella sala d' ingresso gli spazi sono distribuiti mediante porticati interni che garantiscono un minimo di privacy agli avventori seduti ai tavoli rispetto al viavai che si verifica nel corridoio, sulla destra del suddetto è presente l'entrata del bagno comune: un' enorme porta a specchio (semplicemente spettacolare) schiude alla visuale dell' interno ove presenzia un curioso lavabo, si tratta di un imponente blocco marmoreo bianco a forma di parallelepipedo apparentemente senza cavità alcuna, alla cui sommità sono posizionati due rubinetti rivolti specularmente verso una sottilissma feritoia che fa da scarico, il tutto sembra perfettamente piano perciò ictu oculi si rimane per un istante disorientati circa il funzionamento (temevo di allagare tutto), La sottile metafora orgiastica che viene consciamente o inconsciamente veicolata dal manufatto è evidente: 2 rubinetti che puntano una sottile feritoia (inequivocabile) e tanti asciugamani accuratamente impilati...bella storia...o forse sono semplicemente io che ormai vedo la figa ovunque. Tornando alla sala principale numerosi sono i riferimenti che a spanne definirei tantrico/buddisti (o cmq generalmente riferiti alla cultura orientale specie indiana), ma questa tipologia, per quanto affascinante, poco mi appassiona ed in guisa di ciò poco ne so e nulla di specifico posso aggiungere.... pleonastico è poi il soffermarmi sul significato delle prede ferine appese un pò ovunque a mo' di trofeo giusto per rammentare agli astanti (sicuramente provetti predatori) che la stagione di caccia in quel del babylon è sempre aperta. Passando al bar anche qui nulla da eccepire i divanetti che vanno a corredare i tavoli sono stravaganti ma non sforano dal contesto, ogni particolare della sala è studiato nei minimi dettagli come il resto, non esiste un singolo lampadario che sia uguale ad un altro mentre gli effetti luce tendono al violaceo senza però sconfinare nell' effetto ruvido stile night, tutti gli abbinamenti usati sono gradevoli e appropriati al luogo, persino le griglie di areazione poste in alto ove è arduo vederle hanno un colore in contrasto che fa pendant con il sottostante... ah quasi dimenticavo magnifici tappeti persiani "a nastro" cioè sostanzialmente posti ovunque. Che dire!? dei maniaci della perfezione e dei maghi nell' arte del criptico richiamo costante ed incessante alla camera sfruttando ogni strumento animato o inanimato che sia in loco. Il mago di oz (sior peter) sarà pure pronto ad abbandonare la nave (il cambio di gestione è alle porte, almeno cosi mi hanno sussurato in conclave le peripatetiche) ma che fuoriclasse è stato.... Ad ogni modo i tempi cambiano ed il riacambio sembra inevitabile (e forse necessario a detta delle stesse ancelle)
CHAPTER 3 L' attimo fuggente
Se siete arrivati a leggere sin qui è perchè forse sono riuscito ad ubriacarvi di parole, ma in realtà cari lettori voi non siete qui ne in qualità di membri della setta dei poeti estinti ne tantomeno quali appartenenti alla setta dei puttanieri romantici di cui faccio orgogliosamente parte (scusate lo spot a fini proselitistici). La verità è che siete rimasti appollaiati al computer più semplicemente perchè siete in attesa del dolce... e allora eccovi servite le madame cari messeri. Il reparto faunistico non imbalsamato e non appeso al muro comprendeva una numero flottante di unità (vive e talvolta pensanti) compreso tra 12- 16. Purtroppo ho dovuto, a malincuore, constatare la presenza di esemplari completamente non all' altezza il cui numero non è esattamente esiguo almeno 4 entità biologiche dalle fattezze e consistenze per me inapprocciabili a cui non direi di si ne in questo globo terracqueo, ne in questa galassia e in generale non in questo spazio tempo. il nucleo più consistente era dunque costituito da 8-9 unità da combattimento, sicuramente ben addestrate e mediamente piacenti. Ed infine la punta di diamante: al vertice si pongono 2,5 ancelle una mora, dotata di doppia iride azzurra, viso e sorriso semplicemente incantevoli (ma seno e labbra ritoccate purtroppo) di cui potrei rammentare male il nome comunque credo melissa o qualcosa di simile, fabbricata in dacia (ma spero assemblata altrove), ancella con cui sono riuscito a scambiare solo due parole in croce perchè già braccata da 2 avventori, che in seguito ahime non la molleranno più....a titolo esemplificativo vi racconto semplicemente la sua camminata: oscillazione dei glutei ritmata perfettamente dalla leggera ondulazione delle braccia, ci sono automobili che sembrano girare sulle rotaie, lei sembra girare sulle passerelle... SPETTACOLO... la medaglia d' argento va sicuramente ad una ragazza bionda, nome sconosciuto, nazionalità sconosciuta (comunque fisionomia germanica) ma figa imperiale, roba interstellare, vagamente somigliante a kirsten dunst ... purtroppo però ho potuto mirarla ed ammirarla solo di sfuggita (faceva parte di un trio danzante in simil costume da bagno pezzo unico tipo quello delle miss ai concorsi per intenderci).... lascio cadere nel nulla ogni forma di ostilità nei suoi confronti per evidenti motivi di algidità e a causa di una (presunta) scritta sulla fronte "sono una stronza". ma a fine serata mi pentirò di non aver corso il rischio. Medaglia di bronzo e per metà fuori dal podio (non tiene il passo delle prime due) tale Lea discendente di vlad II dracul di valacchia, con cui ho avuto modo di colloquiare per circa 1 un' ora. Nel suo caso c'è una vaga somiglianza con Claire Forlani, si dichiara molto amica della "presunta" melissa di cui sopra.... è una graziosissima moretta dagli occhi chiari equipaggiata con telaio adeguato ma non esplosivo ha un bel viso (forse il naso non è proprio perfetto ma trattasi di un' inezia) mantiene un fare abbastanza riservato ma accattivante (dichiara a verbale di essere arrivata da pochi giorni), il savoir fair non le manca ma per quanto mi riguarda è piu da tenere in considerazione in combinata con l' amica che da sola. Per quanto concerne l' atmosfera debbo dire molto buona, una signora di una certa età (nr 2 della reception?) ha un modo di fare estremamente gentile e si assicura più volte che tutto sia di mio gradimento, alle ore 21 parte la musica a palla e nella mischia si gettano pure le 2 receptionist ballando in maniera un po' impacciata, l' ambiente è decisamente conviviale e gli avventori nel frattempo cresciuti esponezialmente di numero (ora il rapporto m/f è 1:1 ed anche oltre) sembrano gradire. Sinceramente non vedo gente discendere e ascendere a raffica da e verso le camere ma vedo che le migliori ancelle sono tendenzialmente sempre occupate. In questo frangente conosco tale andrea lituana, abbastanza carina e molto simpatica mi racconta tutte le sue disavventure, creatura stranamente e curiosamente verace vista la professione... di sicuro è una piacevole compagnia che riesce a metterti di buon umore. Concludendo il capitolo ragazze sembra che in quel di klagenfurt viga imperante il motto latino carpe diem, dove però la criticità sta più nel "diem" che nel "carpe", perchè in sostanza un volta giunti a destinazione o trovate subito la vostra prediletta libera o da poco affrancata oppure siete nei guai perchè gli avventori babilonesi sono come polipi instancabili.... non mollano più la preda e voi avrete ben poco da cogliere. Nulla mi sento di aggiungere sulle prestazioni, non è nelle mie corde, anche perchè sapete già tutto: le ancelle nel limite del noto faranno tutto ciò che desiderate e tendenzialmente faranno di tutto per accontentarvi.... nel regno di babilonia le ancelle non possono ne appellarsi al V emendamento ne essere verbalmente mendaci sull' erogazione prestazionale. Per cui andate sereni senza paranoie, al massimo chiedete alle interessate.... se avete un minimo di fiuto, in quel di "klag" nella peggiore delle ipotesi cadrete comunque in piedi.
Conclusioni
Il Babylon rimane nel complesso una roccaforte non certo inespugnabile come un tempo ma ancora "sicura". Ho omesso volutamente dal racconto alcune piccole sbavature che però prontamente riporto qui nell' epilogo. Piccole e sporadiche pressioni mi sono state fatte per salire in camera, una ragazza però mi ha addirittura fatto notare il mio tempo di permanenza, è stata incauta nel farlo e a seguito di una mia risposta abbastanza secca ha letteralmente girato i tacchi al due senza batter ciglio alcuno... in termini automobilistici lo potrei definire come un incidente che ammacca la carrozzeria ma non intacca la scocca, comunque era giusto riportarvelo (da li in poi più nessuna ha osato prendersi confidenze di questo tipo nei miei confronti). Ad ogni modo l' ambiente in generale è sereno, le ragazze hanno un' attitudine molto positiva e sono di indole educata (quantomeno in apparenza), le uniche che ho visto un pizzico spazientite erano giusto un paio di veterane, ma le ragioni sono ovunque note, a prescindere dal locale sentono il tic tac del tempo che inesorabilmente scorre... Uno dei punti di forza che invece mi sento di evidenziare è che fatte le dovute proporzioni con il "mondo reale", al babylon ci si può divertire anche parecchio con le ragazze in sala perchè in un certo senso il clima generale che si instaura lo permette e questo è un aspetto da non sottovalutare, gli avventori sembravano tornati ragazzini e quando vedi astanti sulla cinquantina in preda a regressione infantile, beh significa che in un certo qual modo il locale sta assolvendo al suo compito... sui prezzi anche qui poco da dire sicuramente alti e non perfettamente calibrati rispetto alla bellezza effettiva del comparto peripatetico, ma almeno fungono da filtro della clientela e di ciò mi compiaccio, vista la mia profonda idiosincrasia rivolta ai portatori di disagio umano. Non escludo ulteriore incursione di consolidamento e verifica verso maggio!
Cordialmente
il vs affezionatissimo
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