Ricordi di un viaggio a Cuba nel 1997

ciao ragaz, mi è capitato "per caso" di imbattermi in sto sito e devo dire che mi sono divertito un sacco a leggere i vari topic, alcuni dei quali davvero sinceri - si capisce da come sono scritti - e già che ci sono vi lancio i miei ricordi che poi non si distaccano molto dai racconti che leggo oggi. Sì, Cuba starà pure cambiando, e probabilmente cambierà parecchio nei prossimi anni quando cadrà il regime, ma da quel che leggo non è poi così diversa da quando ci sono stato io.

Parto col dire che ho fatto due viaggi nell'isla, il primo nell'ottobre 97, il secondo nell'agosto 2005. Partiamo dal primo.

cuba 97

Primo viaggio nei caraibi. Oltre alla lonely planet che mi porto dietro, non so molto di Cuba salvo racconti di amici di amici. All'epoca, da roma c'era un last minute di una agenzia viaggi che era veramente last minute. Ti prenotavi entro il venerdì, il lunedì ti davano l'ok e il mercoledì se c'era posto partivi con la aerolinea cubana per 400.000 lire...

Arrivo a Santiago, scendo dall'aereo e vengo investito da un'aria che sa di acqua. E subito mi ritrovo. Sì, perché dovete sapere che a 17 anni avevo vissuto un anno a new orleans, stesso clima e... stessa pelle!

Noto una fila di morene notevoli sulla terrazza dell'aeroporto. Cominciamo bene, mi dico, per poi scoprire che la mia valigia era finita all'avana. E qui addio alle morene, perché devo sbrigare le pratiche per recuperare la valigia.

Quando esco, l'aeroporto è ormai vuoto ma trovo un taxi che mi porta in una casa particular cerca plaza de marte. Ricordo ancora che la casa aveva cancelli alla porta e la sera dovevo suonare il campanello per entrare.

E però, l'atmosfera familiare, la birra artigianale che mi viene offerta (na ciofeca ma ok) e soprattutto il modo in cui vengo accolto... beh, è davvero notevole e subito mi sento a casa nonostante gli inconvenienti di viaggio. Mi faccio una doccia e via, fanculo il jet lag... Mi faccio spiegare come, e vado a fare una passeggiata verso il centro.

Lungo la via, incrocio un ragazzo rompicoglioni, ma con la scusa che non parlo spagnolo (all'epoca lo parlavo poco) me lo levo di dosso. Più difficile levarsi di dosso alcune ragazze che, arrivando alla piazza centrale, si fanno avanti con modi decisamente spicci. Io mi ero fatto l'idea che no, mica vado a cuba per fare turismo sessuale, macché... così scodinzolo via ma mi rendo conto che è praticamente impossibile. E capisco nel mio scarso spagnolo che mi stanno dando del frocio a go-go...

Mi rifugio sulla terrazza dell'albergo casagrande dove mi rendo conto che i cubani non possono entrare. E qui inizio a ragionare su come funziona sto paese. Nonostante abbia simpatie comuniste sta situazione di apertheid non mi va giù. Ma parliamoci chiaro, non è esattamente questo il pensiero dominante. Mentre bevo il mio primo ron e cola mi rendo conto che... ho appena allontanato da me alcune delle fighe migliori che abbia mai visto. Che fare? Non ricordo bene il flusso dei ragionamenti... Forse ci sono voluti altri due drink, ma da lì è nata la deriva...

Scendo dalla terrazza alla ricerca di una morena che, fra le tante, mi era rimasta impressa. Non la trovo. Si fa avanti un'altra, più creola per così dire... e... mi lascio condurre. Si va a bere una cosa, mi comporto come se fossi in italia, educato, ma lei dopo un po' mi fa capire che dovevo tirar fuori 20 cucuzze (non ricordo quale fosse il cambio all'epoca, ma non era una gran cifra). Asì fonctiona en cuba, aggiunge. Prima volta in vita mia che pago, ma non ci penso due volte e accetto. L'atmosfera è troppo coinvolgente e mi è bastato dare un occhiata in giro per capire che sì... sti 20 sacchi vanno scuciti, non se la passano troppo bene da ste parti.

Solo che... chiedo: abito in una casa particular, a casa di gente, insomma, dove andiamo? Lei sorride e mi fa capire che non sarà un problema. Il problema è un altro: hai il preservativo? Me n'ero portati dietro ma sono rimasti nella valigia che sta all'avana... che fare?

Ed è qui, come spesso accade, nei piccoli inconvenienti di viaggio, che nascono le situazioni più divertenti. La tipa mi riporta in centro e chiede in giro a suoi amici di trovarle il gommino. Attendiamo, chiacchieriamo, ma intanto vedo che lei si guarda attorno sospettosa. Capisco che già allora, nel 97, c'era la polizia che voleva sopprimere il problema delle jineteras. Ad ogni modo va tutto bene. Arriva il gommino tramite un ragazzo in motorino (no charge) and hop we go!

Alla casa particular non fanno storie, come non le faranno nelle serate successive, nonostante mi vergognassi un poco, ma intanto... la deriva sarebbe continuata. Avevo 32 anni e potevo dirmi soddisfatto della mia vita sessuale fino ad allora, ma farlo con quella tipa, che dopo tutto sta attesa per il gommino si è proprio sciolta, beh... Quando sale sopra...

Mi sa proprio che in quei momenti Cuba ti entra dentro e non ti lascerà mai più, anche oggi che di anni ne ho 50 e non mi posso lamentare della mia vita amorosa.

La sera dopo la tipa mi torna a prendere, tutta in tiro a sto giro (non più in short e canottiera come la sera prima) ma a metà viaggio verso il centro, capisco che qualcosa non torna. Un ragazzo passa in motorino e la avverte di qualcosa. E lei, con la scusa di non stare bene, preferisce tornarsene a casa. La saluto, nella speranza di vederla ancora ma non succederà mai più.

Nel corso della serata, mi rendo conto che non c'è davvero nessuno in giro. Insomma, gira la pula e le ragazze stanno in campana. Non so se è stata quella sera o un'altra che sono finito in un locale di soli cubani, senza donne ahimé, e a un certo punto è entrata la polizia. Mani al muro e perquisizione. Fortuna che avevo appena rifiutato un joint...

Che altro dire di questo primo viaggio? Incontrai un altro italiano con cui affittammo un'auto per farci un giro, da baracoa a manzanillo. E lì mi resi conto che... una volta usciti dalle città il sesso diventa ancora più facile e... Davvero inutile distinguere se paghi o no. A Cuba non è questo che conta. E' chi incontri.

E qui mi fermo, poi... se avrò voglia seguiterò...

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@travix - Complimenti hai scritto un bel racconto e mi rivedo parecchio, però avendo abbracciato la nostra Isla da poco mi dispiace dirti che la Cuba che ricordi tu è morta e sepolta.

Anch'io ho avuto il piacere di vivere e di assaporare l'emozione degli anni che furono...e quindi mi sento quasi in dovere di darti qualche informazione, almeno smetterà di scendere la lacrimuccia...eh..eh..

Di quello che ricordi tu è rimasto solo il tanfo per le strade, l'inesistente logistica nei trasporti e nei servizi, la disorganizzazione e improvvisazione perenne in ogni cosa:-)

Il resto si è tutto dissolto, le figlie delle cubane che hai conosciuto tu nel 97' (cioè la nuova generazione) sono meno passionali (a parte eccezioni), meno astute, meno partecipative e meno simpatiche di chi le ha generate. Per cui un tracollo totale...per avere una minima soddisfazione rievocativa bisogna puntare sulle 30 - 35 enni o andare in zone come dire rurali; certo anche in questi posti le cose sono cambiate...ma si riesce ancora a raccogliere qualche briciola di quell'atmosfera che ci faceva tanto godere ;-)

Inoltre è doveroso aggiungere che nonostante tutte le cose sovrascritte...almeno per la mia opinione, Cuba rimane sempre un paese attraente...dove se si è capaci di adattarsi accettandone i cambiamenti profondi si passano dei giorni di vacanza piacevoli. ;-)

Però che sia chiaro...se tu andassi a Cuba nel 2015 troveresti poco o niente di quello che ricordi tu.

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