Etiopia terra del Free (oltretutto di alto livello)

Ciao a tutti. Nel poco tempo che ho cerco di scrivere questa recensione che forse può interessare ad alcuni di voi. Quando riuscirò risponderò a chi mi ha mandato mex privatamente. Ad aprile per lavoro mi sono recato a mendi in Etiopia. Per 20 giorni ho lavorato e mentre ero li ho deciso che mi sarei fermato per qualche giorno anche dopo. Pertanto mi sono informato e sono riuscito a trovare un volo di ritorno da Addis Abeba. Avendolo prenotato con solo 10 giorni di anticipo mi è costato abbastanza (349 euro) però credo che se si prenota andata e ritorno e con molti giorni di anticipo si riescono a contenere di molto i costi.

Detto ciò ho deciso di fermarmi 9 giorni in più per visitare il Paese che è davvero stupendo sia da un punto di vista naturalistico sia per quanto riguarda le persone che lo abitano. Ho girato per i primi 3 giorni quasi a caso e ho visto cose interessantissime ma che ora non ho tempo di raccontare. Sottolineo invece il fatto che da subito ho notato le donne del luogo. Sono mediamente carine, carnagione scura ma non troppo e sono davvero delle brave persone. Vivono nella povertà più totale ma hanno sempre pronto un sorriso. Gli etiopi per quello che ho visto sono molto timidi e cordiali. Persone gioiose e simpatiche. Non sono casinisti ne attaccabrighe e si è sempre i benvenuti. Non hanno nulla ma cercano sempre di offrire qualcosa (soprattutto agli stranieri e soprattutto agli italiani che sono ben visti perché sono quelli che gli hanno costruito la ferrovia…). Le donne in particolare sono timidissime ma se si sa come approcciare (senza farle scappare nel vero senso della parola) incominciano a comunicare a gesti, poco in inglese e molto spesso con parole in italiano. Molto sanno un’italiano basilare e si fanno capire. Comunque il quarto giorno di vagabondare sono arrivato finalmente ad Addis Abeba. Non vi sto a spiegare quante cose sono strane in quella città perché non finirei più. Fra le tante stranezze posso citare ad esempio vie che praticamente sono bordelli a cielo aperto dove però oltre che al sesso provvedono a tutto: taglio dei capelli, lucidatura delle scarpe, dentisti, oculisti in mezzo alla strada e chi più ne ha più ne metta. Sono posti davvero inquietanti dove le case sono fatiscenti ma dove paradossalmente regna una calma e, almeno all’apparenza, un grande ordine sociale. Non ho assistito a risse, non ho avuto problemi a girare nemmeno di sera tardi e nessuno mi ha chiesto soldi o mi ha importunato (cosa che in altri paesi succede molto frequentemente). Poi invece c’è la parte più nuova della città che è una città nella città ed è immensa. Grandi piazze, vie di negozi lussuosi ed eleganti, giardini con anche alcune fontane e molti bei locali. Bar, ristoranti, locali dove si gioca e si beve. Insomma un po di tutto. Ed proprio qui che ho scoperto una situazione molto interessante. Quasi sempre il personale è donna. E più i locali sono belli ed eleganti e più le cameriere, le commesse o le cassiere sono belle. Io non sono uno da pay e quindi subito la cosa mi divertiva ma pensavo: non sono interessato. Queste qui la smollano ma sicuramente vogliono il regalo. E invece nel giro di 24 ore mi sono dovuto ricredere. Ho aperto le danze in un negozio di abbigliamento in Niger street che era una via molto bella vicino allo Sheraton Addis hotel che in quei giorni aveva forti sconti per via di ristrutturazioni che stavano facendo e su cui mi sono buttato a pesce. Entro nel negozio per pura curiosità date le ampie dimensioni e l’accesso libero e dopo poco incomincio a parlare con una commessa davvero super figa alta 10 cm più di me, magrissima e con un culetto da urlo. Un viso niente male e un profumo che ti stendeva. Tutta in tiro mi si avvicina e in inglese perfetto mi chiede se ho bisogno. Io dico di no che guardo solamente e lei annuisce e si allontana. Si va a mettere dalla parte opposta della sala centrale in attesa. Io con la coda dell’occhio la guardavo e vedevo che mi guardava. Faccio il giro della sala in tutta calma, entro anche in 2 stanze attigue e poi torno a dirigermi verso l’uscita. Vedo che lei mi guarda e quando vede che la guardo mi fa un sorriso stupendo. Allora io le sorrido e le dico in inglese: non credevo di vedere qui vestiti più belli che in Italia (non era vero però questo è un classico modo per far accendere la miccia dell’interesse in una donna soprattutto se commessa in un negozio di vestiti). Lei allora mi chiede se sono italiano e incomincia a parlarmi. Per farla breve abbiamo parlato per 2 ore abbondanti. Vedevo che era interessata e non andavo più via. Il tempo e trascorso rapidamente e quando ho guardato l’orologio ho visto che era tardi e il negozio stava quasi per chiudere. E li mi è venuta una grande idea. Le ho detto: stai per finire? Lei: si. Io: sono appena arrivato, non conosco nessuno e non so nulla della città. Ti va di fare cena da qualche parte così mi racconti della città? Mi giravano le palle perché avevo la cena pagata in albergo ma ho detto: vaffanculo! Una così è meglio di 3000 cene. Con la classica gentilezza etiope ha declinato però l’invito. Io non mi sono arreso e le ho detto: ma come no? Ho insistito un po’ ma quando ho visto che non ci stava le ho chiesto se il giorno dopo almeno nell’ora di pranzo era libera. E li è cascata. Per farla breve il giorno dopo ci siamo visti a pranzo ma solo per 30 minuti perché quello era il tempo che aveva per mangiare. Con lei quindi anche il secondo giorno non ho concluso nulla perché ha di nuovo rifiutato per la cena. Il pomeriggio sono andato invece a visitare il National Museum (per vederlo bene ci vorrebbero 2 giorni interi). E li ho conosciuto una seconda tipa super figa. Ma davvero bella eh. Sia questa che l’altra penso che non le avrei scambiate nemmeno per una biondazza-milanese-ventenne-in-tiro-supefaiga. Questa mi ha fatto da guida per 3 ore: sapeva benissimo l’italiano e oltre che me accompagnava marito e moglie sulla sessantina di Bologna due signore (madre e fliglia) di Roma e un anziano milanese accompagnato da badante spompinatrice del sud america. Visto che ero l’unico relativamente giovane ed entusiasta (e visto che sono acculturato ed ero anche seriamente interessato e facevo domande) siamo entrati in feeling. Mentre ci spostavamo da un padiglione all’altro le stavo incollato e le chiedevo info di vario tipo. Lei mi ha detto che finita la visita era libera e se volevo potevamo prendere qualcosa al bar del museo così parlavamo ancora un mome. Detto fatto e per farla breve sono riuscito a portarla a cena la sera stessa. Cena andata molto bene e passeggiata nei pressi del ristorante. Ma proprio sul più bel volgere della serata mi viene in mente che non avevo guanti. Davvero un bel problema in un paese dove in alcune zone il15% della popolazione ha l’HIV. Quando poi ho capito che se affondavo il colpo lei accettava ho cominciato ad essere agitatissimo. Come fare? Mi vergogniavo di chiedere a lei dove comprarli (anche perché non volevo essere esplicito visto che cmq non avevo la certezza al 100%). Portarla in albergo senza però concludere sul più bello non era pensabile. Per farla breve l’ho riaccompagnata a casa in taxi e non ho concluso. Mi è sembrato di percepire che fosse delusa da questa cosa. Comunque il giorno dopo per prima cosa ho cercato i guanti che ho trovato nella farmacia dell’hotel hilton poco distante da dove ero io (comprarli in posti locali tipo negozietti può essere sconsigliato). Ovviamente le avevo chiesto se era libera anche per la sera dopo ma lei mi aveva detto di no. Però io cosa ho fatto? Sono tornato al museo per riconsegnarle gli occhiali da sole nella custodia che malauguratamente guardacaso le erano scivolati fuori dalla borsetta sul taxi mentre la riaccompagniavo a casa e lei non se ne era accorta… per farla breve l’ho riportata fuori a cena e me la sono scopata dalle ore 21.00 circa fino alle 6.00 (con qualche interruzione perché gli anni cominciano a farsi sentire). E poi con due occhiaie degne di un orso, dopo averla riaccompagnata al museo in taxi visto che era già in ritardo poichè eravamo rimasti addormentati, sono ripiombato nel negozio di vestiti di Niger street. Non potevo non andarmene senza aver provato anche quello splendore di stangona gnocchissima. E alla fine ho avuto ragione perché finalmente l’ho convinta a vederci per cena e poi con lei ho finito la scatola di guanti che avevo lasciato a metà con l’altra. Però Sheronhom che è questa commessa di vestiti ha fatto colpo su di me più che l’altra e l’ho poi convinta a fare un viaggio in Italia. Le ho pagato il viaggio e quando è stata qui abbiamo fatto 12 giorni di sesso al punto che in casa mia per più di 1 mese è rimaso il suo profumo in tutte le stanze (perfino nello sgabuzziono sopra alla lavatrice). Il bello di tutto ciò è che secondo il vosto gerco le definirei entrambe free. E da quello che ho potuto capire in Etiopia è facile beccare free (anche da quello che mi ha spiegato Sheronhom con cui ormai dialogo periodicamente via internet). Li gli stranieri sono pochi e sono ben visti. Soprattutto se occidentali. Le tipe fighe sono tante mentre i maschi locali sono penosi. Inoltre gli italiani sono molto ben visti (moda, Ferrari ecc ecc) e amano il nostro paese. Secondo me sotto sotto spererebbero di venire a vivere qui (l’ho capito la volta che ho proposto a Sheronhom di venirmi a trovare a Roma). E non si sa mai che una figa e brava come lei un giorno non decida veramente di sposarla. Chissà che bei marmocchietti salterebbero fuori… ora devo scappare, ciao

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Bella recensione in un paese che da tempo vorrei visitare, sembra quasi di essere lì.

Unica nota la trombata saltata per mancanza del guantino, insomma ci sono alternative al riaccompagnare la Gnocca a casa...

- Che cazzo è quello?
- Ti sei risposto da sola.

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ricanteremo Faccetta Nera :D

anche il mitico Indro Montanelli alluse, con garbo e reticenza, a numerosissime scopate in Abissinia (cioè Etiopia) nel 1935-1936 :D

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io sono curioso di sapere che lavoro sarai mai andato a fare per 20 giorni in etiopia ;)

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Faccio alcune precisazioni:

1) bere sempre bibite in bottiglia (anche ad Addis perché il rischio di prendersi spiacevoli patologie all'apparato gastrointestinale è elevato)

2)per andare in Etiopia e zone limitrofe è necessario fare alcune vaccinazioni e parlatene col vostro medico in modo che vi consiglia quali fare anche in base alla vostra età

3)il volo effettivamente può essere un grattacapo. Come vi ho detto io ho trovato all'ultimo quello di ritorno ma probabilmente è stata fortuna. I prezzi sono molto variabili anche in base a quanto prima prenotate (quello che ho pagato a Sheronhom non fa testo perché avevo uno sconto visto che la società per cui lavoro ha una sede operativa ad Addis)

4) Master sono andato a fare un'operazione di ricognizione di un impianto semi abbandotano dalla Exxon Mobil

5) le donne (ma anche gli uomini) etiopi sono magrissime e spesso di alta statura. Non andate se vi piacciono le tipe in carne con tanta roba da toccare. Hanno dei corpi atletici e slanciati. La pulizia personale è mediamente molto buona. Il problema è l'AIDS che è davvero una piaga. Se trovate però una ragazza come ho fatto io le fate fare in Italia gli esami del sangue e quando siete sicuri ve la fate tranquillamente senza alcun tipo di protezione. Infatti le donne sono molto timide e riservate ma se riuscite a conoscerle e a fare breccia fanno qualsiasi cosa. Sono più vogliose loro di noi... Ve lo assicuro. Gli piace proprio farlo.

6) trattate bene soprattutto gli uomini e troverete dei veri amici. Gli etiopi non sono assolutamente opportunisti e sono molto sinceri. Non farebbero male ad una mosca e se non gli fate torti e non gli raccontate palle vi tratteranno con estremo riguardo e serietà.

7) se andate partite con una bella scatola di guanti

8) nelle attività commerciali apprezzano i dollari mentre gli euro li snobbano

9) la seconda lingua più parlata nel paese è l'italiano (soprattutto fra gli anziani). Amano l'Italia e il loro più grande sogno è venir a vivere a Roma. In effetti Addis ha dei viali che ricordano molto Roma: case chiare (gialle e bianche) in stile romanico e fascista, palme, aiuole spesso bruciacchiate dal sole, fontane con poca acqua ma molto belle. Sembra di essere in una Roma di 50 anni fa (quella che si vede nelle fotografie in bianco e nero o con quei colori giallini). Il cibo non è male e la pulizia è generalmente buona. I servizi invece fanno pena (non è che a Roma i tram e gli autobus siano però tanto meglio).

@master ci sono tanti che vanno in tanti paesi dell africa per lo piu per lavori su pozzi di petrolio,raffinerie o impianti gas o polipropilene che stanno due tre settimane.

Comunque da quello che i colleghi mi dicono a addis abeba hanno trovato tanti preservativi bucati con ago.

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Già! e soprattutto tanti tenuti male (magari sotto al sole durante il trasporto) e quindi indeboliti e facili a rotture. Inoltre spesso sono di scarsa qualità. Però molto grandi alberghi (l'Hilton ad esempio) hanno farmacie interne e li non ci dovrebbero essere problemi... Ma oltretutto che voi sappiate, anche se non c'entra: ci sono rischi anche con il guanto? Cioè è possibile prendersi malattie anche se il guanto è sano? Tipo venendo semplicemente a contatto con il liquido vaginale che magari ti casca sulla base del pene?

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A parte il preservativo ecco un'alternativa (più costosa): vi fate l'esame voi e la Gnocca al momento e così tranquillizzate anche lei.

http://www.testhiv.co.uk/home/12-oraquick-advance-rapid-oral-test.html

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E' molto probabile che nel mese di dicembre sarò a Addis. Se a qualcuno capita di venire mi faccia sapere posso dare consigli su come approcciare queste timidone di etiopi e posso fornire info sulla logistica.

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@FlautoMagico interessante..attendibilità e periodo finestra?Sono del parere, che oltre a proteggersi, si dovrebbe anche farsi visitare più spesso, dal dentista al manipolatore di palle, ma in Italia per costi e disponibilità non è così facile..

Raggiungere l'Oriente navigando verso Occidente.

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@Immerweiter è un test clinico quindi l'attendibilità è massima, è però sempre consigliato l'esame del sangue in caso di esito positivo.

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@psicologo

Bel report! Complimenti!

Era tempo che non leggevo una rece così piena di info utili.

Bravo!

Under Jolly Roger!

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Grazie magic, sono contento che ti possa eventualmente servire...

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Scusatemi mi viene spontanea una domanda ma dovete essere sinceri:

a qualcuno è piaciuto come scopano le etiopi? Io ne ho scopate una marea a Addis Abeba, forse sarò stato sfortunato ma non ho incontrato una sola etiope che sapesse scopare bene. Sono bessilissime con un corpo da 9 ma fucking da 4. Che pena.

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