GT amarcord: quell'estate torrida ai confini dell'Europa

Dato questo periodo forzato a casa a non far nulla come molti di voi, i ricordi delle grandi battaglie da GT vengono a galla e si ha il tempo di ripercorrerle. Sperando di tornare presto a navigare in nuovi mari come dei veri pirati.
Ci sarebbe la partita del campionato bielorusso a tenermi compagnia, ma vista la qualità in campo tutt’altro che eccelsa, preferisco fare altro e vi racconto una storia...
E’ la cronaca di quindici giorni on the road di vari anni fa, un viaggio itinerante tra vari Paesi, ascoltando ed utilizzando varie lingue e utilizzando vari mezzi di trasporto. Probabilmente le cose sono cambiate molto oggi, sono tornato successivamente in alcuni di questi posti ed ho trovato la situazione ben meno favorevole che in questo viaggio.
Certo vale sempre il motto che il primo viaggio in un posto nuovo è sempre il più bello perché scopri la novità, ma come ben sapete molte locations soprattutto ad Est sono cambiate molto.
Tornando a noi…è una torrida estate quando decidiamo con un amico per un’avventura tra diversi Paesi ai confini dell’Europa, principalmente scelti per la qualità della gnocca, evitando le “rotte trafficate” e mettendoci allo stesso tempo anche un po’ di mare e spiaggia.

PREAMBOLO
Non venivo da un periodo molto positivo, molti appuntamenti con delle ragazze nelle settimane precedenti non avevano fruttato gli effetti sperati rispetto al passato. L’estate stava iniziando stancamente e senza emozioni o colpi di scena. Insignificante e noioso sono due aggettivi che non ho mai amato particolarmente…
D’altra parte, mi ero tenuto in forma alla grande ed allenato bene in palestra. In pratica scoppiavo di salute ed ero convinto che questo viaggio stesse arrivando al momento giusto per svoltare un periodo non al top.

QUELLA FRONTIERA INSUPERABILE
Prima tappa Lviv. Il viaggio comincia dopo un intermezzo con un massacrante viaggio notturno per raggiungere questa cittadina ucraina grandicella e famosa oltre che per la gnocca d'alto livello, anche per il teatro dell'opera. All’epoca non vi erano voli low cost facili per raggiungere l’Ucraina, a parte qualcosa con la Wizzair su Kiev. La via più facile per arrivare a Lviv era andare in Polonia e poi passando il confine polacco-ucraino, con un “confortevole” e scassatissimo bus notturno, e con una bella sosta di varie ore in dogana per il controllo dei passaporti. Qualcuno poteva essere sbattuto fuori in frontiera perché aveva i documenti fuori posto, in base al fatto che si passasse da una parte o dall’altra. Quella volta ricordo che il bus non era eccessivamente pieno, ma il ritardo accumulato era nella norma. Se frequentate l’Ucraina per un po’ capirete che loro con i tempi sono come gli italiani, i ritardi contano poco e la puntualità è merce rara. La controprova avviene spesso negli appuntamenti con le ragazze…
L’intero viaggio dalla Polonia a Lviv era sulle usuali 12 ore, mentre quando andavi a prenotare il biglietto era scritto che saresti arrivato dopo 7 ore.
Una volta passata la dogana pensi che ci sei quasi, sono solo una cinquantina di km per arrivare a Lviv, ma l’autista deve ovviamente sostare al cambiovalute per un’altra ora…

LVIV
Il bus mi lasciò alla stazione dei treni/bus di Lviv, c’è anche un'altra stazione soltanto dei bus lontana dal centro, ma se sei fortunato l'autista ti lascia in quella dei treni che è più vicina al centro.
Era la prima volta che arrivavo a Lviv con un bel sole, c’ero stato varie volte in precedenza ma sempre quando faceva freddo. Un annetto prima eravamo andati in pieno inverno e con meno 15 gradi e stando in un appartamento coi termosifoni rotti, ma quella è un’altra storia…
Lviv era dunque una città diversa da come la ricordavo, di sicuro l’effetto delle gonne delle ragazze anziché dei cappotti la faceva sembrare più interessante.
Lviv non è mai stata facile per gli standard ucraini, ma sarà la presenza di tante universitarie, sarà l’atmosfera che si respira nel centro storico, sarà che le ragazze sono meno appariscenti e “finte” che in altre città ucraine, saranno i clacson e il traffico continuo in centro che mi ricorda l'Italia...a me in generale piaceva molto. Devo ammettere che non mi era andata bene nelle volte precedenti in cui ero stato in loco, motivo per il quale ero deciso a riscattarmi e vincere questa sorta di tabù di Lviv.
Incontrai il mio amico che era già sul posto da qualche giorno e andammo a mangiare in centro vicino alla piazza centrale, e poi molte ore di riposo per recuperare dalla notte insonne in bus, per prepararmi a catapultarmi nella notte di Lviv...

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LA NIGHTLIFE DI LVIV
La vita notturna a Lviv si concentra principalmente nella zona centrale, per cominciare la serata ci sono vari bar tra cui il Pravda Beer Theatre, accanto al buon vecchio Pijalnia bar meno patinato in stile polacco. Poi la serata continua di solito nei vari locali, all’epoca i due che andavano di più erano il Fashion e il Rafinad.
A dispetto del fatto che ci sono dei bei locali e tante ragazze in giro soprattutto in primavera ed in estate, il vero problema nella nightlife a Lviv è la presenza dei turchi, che una decina di anni fa hanno investito pesantemente in tutto ciò che concerne le attività ludiche come bar, ristoranti e discoteche, ovviamente con l’obiettivo di attirare a loro le ragazze in questo modo. Tanti voli diretti rendevano inoltre l’Ucraina facilmente raggiungibile da squadroni di turisti di tale Paese.
Avevano comprato persino la famigerata discoteca Metro, piazzandoci al proprio interno persino un ristorante turco chiamato Istanbul…
Ma quella volta era diverso perché c’era il ramadam, quindi i flussi turistici erano nettamente inferiori e i residenti in loco se ne stavano più tranquilli.
La città stavolta era tutta per noi.
Avevamo deciso per il Rafinad essendo una serata infrasettimanale c’era la serata studentesca. Il Rafinad è un bel locale, piccolo ma con varie sale in stile “veneziano”, un modo di decorare un locale che raramente ho visto in una discoteca.
Preparati a dovere, rilassati e profumati ci recammo al Rafinad abbastanza presto e la vista dinanzi ai nostri occhi fu impressionante. Ore 23.30 e in pista da ballo c’erano unicamente una ventina di donne, eravamo praticamente gli unici ragazzacci...
Ricordo che istantaneamente mi trovai a ballare con una ragazza semplicemente mozzafiato che mi stava fissando. All’epoca devo dire che ero molto più mobile nei locali, e non avevo alcuna paura di “buttarmi”. Certo che ovviamente non sempre le cose andavano bene come sapete, infatti dopo un po’ arrivo l’amica e la portò via.
Passammo la serata tra vari approcci e drinks, in un’atmosfera assolutamente rilassata.
Conobbi un’altra ragazza che ricordo disse di aver vissuto per un breve periodo in Italia, questa volta andò meglio visto che ci fu una limonata e presi il suo contatto. La folla si disperse nel corso della serata e tornammo a casa comunque soddisfatti per la serata.
Ci aspettava un altro viaggio il giorno successivo, anche se a Lviv saremmo tornati poi dopo.
Ci svegliamo la mattina belli carichi e andammo in aeroporto, un volo della compagnia di bandiera bielorussa era in attesa di imbarcarci.

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Così mettemmo piede su quest’aereo, su una tratta che avevamo trovato ad un prezzo molto favorevole. Non entravo in un aereo di una compagnia di linea da tempo, abituato a viaggiare in lungo e largo con Ryanair, Easyjet e Wizzair. Rimasi sorpreso che servivano perfino dei tramezzini e del thè e cominciai a pensare che i bielorussi non erano poi così male…
Arrivati a Minsk superammo i vari controlli su visti, assicurazione e quant’altro, e prendemmo il bus per andare in centro. All’epoca non comprammo nemmeno delle SIM bielorusse, saremmo andati avanti in giro senza internet, tranne per la connessione che ci aspettava in appartamento o in qualche locale…
Ricordo che in bus ero abbastanza silenzioso, infatti il mio amico mi chiese se andava tutto bene, in effetti ero un po’ immerso nei pensieri e non sapevo cosa aspettarmi da Minsk.
In effetti molta disinformazione era stata fatta sulla Bielorussia, e guardare che per le strade vi era gente tranquilla a passeggiare mi tranquillizzava. Primo impatto positivo!
Arrivammo in appartamento in zona centrale, in un palazzo molto vecchio ma ai piani alti e con una vista veramente figa.
Tra le varie procedure in aeroporto, trasporto e quant’altro il tempo era passato in fretta, quindi ci preparammo e andammo a mangiare.
Ricordo che trovare un ristorante non fu impresa facile, anche perché eravamo indecisi cosa mangiare, se quello che avremmo trovato era sufficiente per affrontare la nottata, ecc.
Scegliemmo un ristorante semi nascosto in zona Zibiskaia.
Delle persone locali di mezza età al tavolo accanto si misero a parlarci, chiedendoci se fossimo italiani e cosa stessimo facendo lì…
Ovviamente in primis la risposta fu Tou-Tourism, e loro si sorpresero che degli italiani mediamente giovani erano in loco, visto che per la gran parte a loro detta gli italiani a Minsk arrivavano dopo i 50 anni per trovare moglie.
In realtà si rivelarono persone molto tranquille e parlammo un po’ di calcio e del mitico Vitaly Kutuzov, attaccante leggenda in Bielorussia che ha giocato vari anni in serie A.
Era il tempo di salutarci, ma rimanemmo comunque sorpresi del fatto che avessimo attirato l’attenzione semplicemente parlando italiano, di solito non ci accadeva spesso nei nostri viaggi in est Europa, fattore che ci indicava che il turismo di massa non era ancora arrivato in Bielorussia.
La sera andammo in una discoteca, se non erro il Black Hole, ma non incidemmo particolarmente, in effetti era la prima serata in una città nuova ed è sempre utile a capire come gira il mondo.
Stranamente ce la prendemmo abbastanza comoda quella sera…il weekend e le serate migliori stavano comunque arrivando, bisognava cominciare a fare sul serio...

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MINSK BRILLANTE
La mattina successiva mi alzai di buon umore, dissi al mio amico che mi andavo a fare un giro e magari a rifarmi gli occhi con le ragazze in giro.
Di Minsk quello che colpisce sono gli spazi ampi, le strade larghe, i parchi, la pulizia e la sensazione di sicurezza in giro per la città. Penso che sia di gran lunga la città più precisa e pulita in Europa, anche meglio della Svizzera.
E’ un piacere passeggiarci.
Ricordo che vicino alla stazione metro di Nemiga cominciai a parlare con una ragazza, che rispose molto bene alla mia interazione. Cominciammo a camminare e a fare una passeggiata parlando del più e del meno. La conversazione si svolgeva in modo lineare, ma sin troppo. Quando una ragazza dimostra troppo interesse, ti si devono alzare le antenne. Ormai l’esperienza non mi manca nel capire quali ragazze sono genuinamente interessate e altre che lo fanno per diversi motivi.
Ovviamente le domande sulla mia posizione sociale, i motivi della visita e i posti che frequentavo furono una costante. Le varie red flags su di lei erano innumerevoli, le menzioni sui viaggi in Turchia e nei Paesi Arabi, il fatto che frequentasse ristoranti costosi e quant’altro. Ad un certo punto mi propose perfino di andare a prendere un caffè in un posto “con terrazzo” che conosceva lei, ma l’istinto mi disse ovviamente di abbandonare il campo e non perdere tempo.
Dopo averla cordialmente salutata, attaccai bottone e presi il contatto di un’altra ragazza che parlava un inglese ottimo per gli standard bielorussi.
Tornai a casa e nel pomeriggio andammo a fare una spesa importante al supermercato, perché aver la possibilità di cucinare una pasta italiana è sempre un asso nella manica...

LE RAGAZZE DELLA NOTTE PARTE 1
Prima di partire per Minsk avevo interagito per qualche settimana con una ragazza contattata online, che mi aveva dimostrato un potenziale interesse. Negli ultimi giorni non ci eravamo sentiti spesso, ed avevo l’idea che l’interesse fosse scemato.
Tuttavia lei mi scrive che sarà ad una festa di compleanno di un’amica, in compagnia di varie ragazze sue amiche. Ovviamente essendo anche serata di punta del weekend, non vorremmo giocarci quest’opzione così presto durante la serata, quindi la decisione fu di recarci prima in un altro locale e poi eventualmente vedere il da farsi.
Dopo aver bevuto qualche drink a casa, prendemmo un taxi per recarci fuori dal centro. La strada ci può mostrare un’altra Minsk fatta di una schiera di palazzoni sovietici, che possono sembrare inquietanti e caratteristici allo stesso tempo.
Arrivammo al Titan, che era uno dei pochissimi clubs universitari di cui avevamo trovato traccia cercando delle info nelle settimane precedenti.
Il Titan (ora chiuso) era un locale con spazi molto ampi, in stile Star Wars, con luci fluorescenti e decorazione “spaziale”. Quella sera stranamente non era molto pieno come ci aspettavamo…
Decidemmo di prendere un drink nel frattempo, e come sempre uso fare, mi spostai in pista per osservare meglio la situazione.
Ricordo come fosse ieri che nello stesso istante che misi piede in pista da ballo, arrivò un energumeno di buttafuori a farmi capire che non potevo stare lì. Inizialmente non capì il motivo ma poi lui mi indicò il drink. Non potevo bere in pista, probabilmente lo facevano per evitare risse.
Devo ammettere che ho girato clubs di mezzo mondo, ma era forse la prima volta che mi capitava una cosa del genere.
Effettivamente la serata non decollava e cominciavamo a chiederci con il mio socio se era meglio andare altrove.
Approcciai una bionda che sembrava subito bella presa, ma il suo inglese era veramente pari a zero. Cominciammo a comunicare via google translate, cosa su cui ero già allenato ai tempi dei tanti appuntamenti con le estiche non parlanti inglese…
La tipa sembrava abbastanza interessata e fu persino lei a baciarmi, ma pare che poi non volesse andare oltre ed anche reggere la conversazione era divenuto noioso con il solo google translate…
Il locale non si stava riempiendo ed il mio amico voleva abbandonare l’arena e tornare in centro, così presi la decisione di salutarla e andar via. La notte era ancora giovane. Preso un taxi al volo e catapultati direzione Next dove nel frattempo erano ad aspettarci la tipa su cui avevo lavorato online e le sue amiche…

Continua…

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LE RAGAZZE DELLA NOTTE PARTE 2
Arrivati al Next, la situazione dentro era veramente ottima, tantissime ragazze in pista. Il Next è un locale un po’ da polli da spennare e ne eravamo a conoscenza. Ma di tanto in tanto vi erano delle serate per studenti e “brave ragazze”, quella sera era una di quelle.
Ci scambiammo un’occhiata con il mio socio, capendoci al volo; eravamo proprio sicuri di doverci dirigersi verso la tipa e le sue amiche? Nemmeno il tempo di pensarci e vedo arrivarmi di fronte una ragazza che mi comincia a parlare, era lei e mi aveva riconosciuto.
A me l’online non piace, ho sempre un po’ il timore che la ragazza sia diversa dalle foto, o che la connessione che si è venuta a creare può vanificarsi in un incontro faccia a faccia.
In questo caso devo dire che la ragazza appare come me la aspettavo.
Comincia il giro di presentazioni e lei è con 7 altre amiche di cui la gran parte buone fighe, pertanto il mio socio ha un ampia scelta…
Cominciamo a ballare e subito si crea una situazione dove io mi trovo molto a mio agio con la tipa che avevo baccagliato nei giorni precedenti, ed il mio amico con una delle sue amiche.
Essendoci pochissimi uomini, sentiamo addosso tante occhiate da parte delle altre girls, direi una situazione che non accade spesso in Italia…
Tra una cosa e l’altra la serata va avanti, non molti dettagli rilevanti di cui mi possa ricordare, ma una volta fuori dal locale sono già le 5 di mattina e fuori c’è la luce. A Minsk all’alba è abbastanza fresco, con noi con solo una magliettina.
Al chè cominciamo a camminare verso casa con tutte le ragazze, un paio se ne vanno, ma il resto rimane. Come avevo detto precedente la battuta di cucinare la pasta italiana per finire la serata la facciamo, e un po’ incredibilmente le tipe dichiarano di volerla mangiare, molto contente.
Penso che per loro sia una cosa più unica che rara…
Una volta saliti su, le sei ragazze sono abbastanza colpite dal panorama del nostro appartamento, e i nostri eroi cominciano a cucinare una deliziosa pasta al pomodoro…

Continua…

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