Bangkok - L'impero dei Sensi

Cari appassionati della Gnocca, con questo contributo intendo offrire agli amanti della Terra del sorriso una prospettiva diversa e spero anche divertente di un breve periodo trascorso nella capitale del paese.

Questa volta scelgo di condividere le emozioni, quelle emozioni impetuose e travolgenti che scatenarono quella che comunemente viene chiamata la crisi di mezz'età. Forse alcuni di voi si riconosceranno nelle suggestioni e nell'eccitazione che io ho provato, sensazioni che ho vissuto sia all'inizio delle mie avventure nel Paese del balocchi oltre 25 anni fa, sia in occasione di questa breve escursione nell'estate 2019.
Nonostante la sottile separazione tra finzione e realtà non esito a ribadirlo: le esperienze e le emozioni che ho vissuto con le ragazze attive nel settore dell'intrattenimento per adulti hanno lasciato un segno indelebile nella mia persona e per questo le ringrazio. Senza di loro l'inventario delle emozioni vissute dal sottoscritto si ridurrebbe ad alcune righe vergate su di una sottile e ormai vecchia pergamena. Chi ha vissuto la Thailandia lo potrà capire mentre per quelli che l'hanno solamente visitata forse sorrideranno alla mia presunta ingenuità e dabbenaggine.

PARTE 1
E' ormai trascorso quasi un anno dagli avvenimenti che mi sono accaduti nella capitale dell'antico Siam e per ovvi motivi di discrezione non ho mai condiviso quell'esperienza con nessuno. Sono veramente pochi i momenti nella vita di un uomo che rimangono impressi in modo indelebile nel substrato dei suoi ricordi: quanto mi accadde e che mi accingo a riportare nel modo più fedele possibile fu uno di quelli. Certo si potrebbe disquisire sull'autenticità delle relazioni ma quello che conta sono le sensazioni vissute soggettivamente e nient'altro. Percezioni che si cristallizzano in emozioni profonde e che spaventano per la loro intensità poiché ti confrontano con la normalità della vita, la banale quotidianità che annichilisce quell'unica, preziosa e irripetibile cosa che è l'esistenza umana.

Era l'estate del 2019 quando con moglie e figli tornavo nel Paese del sorriso dopo due lunghi anni di assenza. Ben consapevole di come avrei voluto arricchire la mia permanenza, nei mesi precedenti la partenza mi ero documentato sui vari siti dedicati tra cui ovviamente GT. Ore e ore di navigazione virtuale mi avevano consentito di raccogliere tutte le informazioni necessarie per ottimizzare il tempo che avrei avuto a disposizione. Infatti, essendo accompagnato dalla famiglia, non potevo disporre autonomamente e in solitaria di troppo tempo senza destare legittimi sospetti da parte di mia moglie. Vagabondare da un beer-bar o un go-go all'altro nella speranza di trovare la mia musa ispiratrice era pertanto fuori discussione.

Era il 1996 quando muovevo i primi passi nella Città degli Angeli e pertanto già conoscevo i principali ritrovi degli amanti della gnocca dove avevo svolto il mio percorso iniziatico: Patpong, Soi Nana e Soi Cowboy, cattedrali della lussuria che con l'assidua frequentazione avevano perso quel magico potere ipnotico che fonde la finzione con la realtà conferendo all'esperienza una dimensione allucinatoria. Questa volta avevo deciso di dedicare le mie attenzioni ai saloni di massaggio leggendo recensioni e consigli di chi prima di me ci era passato. I miei obbiettivi erano dunque i soapy lungo la Huakhwang e i saloni dei Soi 22, 24 e 26 della Sukhumvit.

Così, un tardo pomeriggio, dichiarando di volere fare una passeggiata da solo, saluto moglie e figli e mi imbarco in quest' avventura dall'esito ignoto. Al ritorno mia moglie mi avrebbe confidato che le sue sorelle, conoscendo le insidie della città e le debolezze dell'uomo, si erano allarmate della mia improbabile partenza in solitaria…

In oltre 15 anni di matrimonio non avevo mai trasgredito le sacre regole dell'unione coniugale e per incoraggiarmi ad affrontare questa scappatella che con un retrogusto di nostalgia mi riportava alle sensazioni del passato, cercavo di persaudermi che non si trattava di tradimento. Sospendendo quel condizionamento culturale che sottomette e mortifica i bisogni naturali dei mammiferi dotati di ograni sessuali funzionanti ad un ordinamento normativo causa di conflitti, nevrosi e alienazione puntavo diritto al Kiss Bangkok Massage, uno dei tanti saloni dai nomi evocatori quali il Passion Massage, l'Honey Bee, l'Absolute Massage e tanti altri ancora tutti allineati lungo il vicolo come tante porte d'accesso al girone dei lussuriosi.

Avendo precedentemente consultato online le specialità offerte dal salone sapevo già cosa volevo e quanto mi sarebbe costato, mi restava solo da scegliere la fortunata che quel tardo pomeriggio sarebbe rientrata a casa con qualche centinaio di Bath in più (il 60% alla casa e il 40% alla ragazza). L'esercizio della selezione richiede forti capacità di autocontrollo e non potevo lasciarmi distrarre da qugli ammalianti sorrisi stampati sui visi delle candidate i cui cervelli in quel momento lavoravano come dei registratori di cassa. E così in una manciata di secondi e con una fugace occhiata dovevo decidere quale di quelle ragazze corrispondeva al meglio alle mie segrete fantasie. Rimane comunque una scommessa poiché dietro un bel viso d'angelo siamese non è certo che distesi sul letto le promesse d'amore si realizzino. Molteplici elementi concorrono a farti vivere un'esperienza che, nonostante i migliori presupposti, potrebbe rivelarsi un disastro. A mio avviso uno degli elementi fondamentali, al di là delle qualità puramente estetiche, è il coinvolgimento, l'abilità di farti credere che quello che fa le piace. E che le piace farlo con te. Un'illusione senza dubbio, ma nel pacchetto che comprende il massaggio e il sesso, la sua abilità di vendere questa deformazione sensoriale contribuisce a determinare la qualità del servizio. Un'illusione sicuramente più palpabile e godibile delle tante che infestano la nostra quotidianità con le loro false promesse di un esistenza migliore.

Scusate per questa breve divagazione e lasciate che torni a narrare dei fatti e di come si sono svolti: salgo quindi i pochi gradini che conducono alla porta scorrevole del locale e come se varcassi l'accesso di un tempio buddista mi tolgo le scarpe lasciandole all'ingresso. Entro e mi indirizzo verso il bancone della mamasan che mi mette in mano il menù con la descrizione delle specialità offerte e ordina alle ragazze di sedersi una accanto all'altra per essere vagliate dal sottoscritto. Confesso che sono una persona tutt'altro che audace e in quel momento tra gli ormoni che si moltiplicavano come fossero in una centrifuga atomica e l'emozione di trovarmi in una situazione tutt'altro che quotidiana sentivo la bocca inaridirsi come se avessi avuto un blocco di carta assorbente che mi prosciuga la saliva.

Con un maldestro tentativo di mostrare disinvoltura e serenità nell'atto di designare la ragazza chiedo alle ladies di dire il loro nome, faccio un commento carino per ognuna e infine pronuncio il nome della ragazza destinata a dare corpo alle mie fantasie coltivate negli ultimi mesi. La prescelta si alza, mi lancia uno sguardo carico di malizia e mi invita a seguirla alla reception dove pago in anticipo per 120 minuti di Nuru massage comprensivo di Happy Ending l'importo di 2'800 Bath, bottiglietta d'acqua inclusa. Preciso che dal menu l'Happy Ending viene indicato con HJ oppure BJ ma in realtà nell'intimità della stanza e se non si è dei buzzurri la ragazza si offre volentieri per il rapporto completo.

Sophie è il suo nome d'arte, la femminilità fatta donna dal corpo scolpito nel marmo senza alcuna imperfezione, pelle dal colore del miele selvatico, viso incorniciato da una cascata di lunghi e soffici capelli corvini, occhi da cerbiatta ed espressione ricca di sensuali promesse, seno generoso messo in risalto da un ventre perfettamente piatto e un bellissimo sedere a mandolino evidenziato da fianchi sottili. Un dolcissimo ed incantevole sorriso con una carica di seduzione che ancora oggi, nel rievocare quel momento mi sento cogliere da una nostalgia da adolescente. Inglese perfetto e buon livello di cultura generale. Già flight attendant presso una nota compagnia aerea e ora temporaneamente impiegata nel massage shop in attesa di trovare una sistemazione migliore.

Dunque, sbrigate le questioni amministrative saliamo le scale che conducono al piano superiore, apre la porta della camera e invitandomi ad entrare mi dice di attenderla che va a prendere il cestello con gli strumenti del mestiere. Ci spogliamo e sotto la doccia con cura mi insapona e mi risciaqua ripulendomi dall'aria appicicosa della città. Ci asciughiamo e mi stendo sul letto dove lei inizia a massaggiarmi i polpacci con l'olio profumato. Dopo pochi attimi appare subito chiaro che si tratta di un'addetta molto ben preparata con un alto senso del dovere nei confronti di chi paga per un determinato servizio. La qualità del massaggio non ha nulla da invidiare da quelli offerti nei centri terapeutici e questo non è che l'inizio di un viaggio che avrebbe dischiuso un mondo di sensazioni fin'ora sconosciute. Dopo essersi presa cura di tutto il mio corpo prende un flacone di gel estratto dalle alghe giapponesi e me lo cosparge abbondantemente sull'addome, appoggia il suo florido seno e inizia le danze in un crescendo di eccitazione da parte mia che non riesco a trattenere il mio bacino dall'alzarsi e abbassarsi in una danza pre-coitale come fosse animato da una libidine primordiale. Il mio fallo urla pietà ma senza mostrare alcuna indulgenza lei continua a torturarmi facendo scivolare la sua glabra fessura con il ritmo della risacca che si infrange sulla spiaggia di un isola tropicale. La mia bocca le sfiora il collo e seguendo il profilo del mento mi avvicino alle sue labbra sulle quali appoggio delicatamente le mie. Con prudenza la mia lingua preme leggermente sulle sue labbra chiedendo educatamente il permesso di entrare. Oppone resistenza ma non rinuncio e insisto fino a quando la sua bocca si apre sulla mia e le nostre lingue si intrecciano come le liane della foresta. Ad onor del vero confesso di essermi lasciato trascinare dal racconto e quest'ultimo dettaglio si sarebbe realizzato unicamente a partire dal terzo incontro....

Ma andiamo avanti. Dopo una quindicina di minuti ripulisce il gel e con uno sguardo di intesa mi informa del programma a venire: "now blow". Le mie corde vocali sono irrigidite come fossero barre d'acciaio bloccate dal cemento e non riesco ad emettere alcun suono ma con l'espressione ormai persa nell'immensità del momento annuisco dandole il mio consenso. La sua bocca si chiude sulla mia verga scoperta e senza indugio alcuno affonda fino alla radice lasciandomi senza fiato. Dopo una fellazio da 10 e lode mi infila il preservativo, si mette a cavalcioni e appoggiando le mani sul petto accoglie il mio pene all'interno del suo magico tempio celebrando il culto della passione nella sua più sacra e devota espressione. Con i suoi suoi occhi magnetici mi cattura e mi trasporta in un epico viaggio di piacere dove infine l'estasi ha il sopravvento e infine, investito da un onda anomala riempio il preservativo di prezioso sperma per poi abbandonarmi in uno stato di stordimento postorgasmico come mai avevo conosciuto prima.

Senza vergogna confesso di essere stato sopraffatto da un tumulto di emozioni che mi avevano completamente rintronato lasciandomi in uno stato di stordimento e confusione che solo il tempo avrebbe sanato, ma per il momento l'incantesimo si era compiuto e ormai mi trovavo imprigionato nelle spire del mio nuovo destino.

Dopo esserci rivestiti le chiedo il suo numero di telefono che senza esitazione mi viene fornito. Per 2 ore di massaggio Nuru aggiungevo 500 Bath di meritatissima mancia che con il senno di dopo avrebbe potuto essere anche più generosa. Durante il mio soggiorno l'avrei rivista per altre 5 volte ma dal menù avrei scelto l'opzione "promotion hand job" al costo di 1'800 Bath sempre per 2 ore. Va da se che dopo la mancia della prima volta - e le successive – il servizio che avrei ottenuto avrebbe incluso sempre il rapporto completo.

Come percepibile da voi attenti lettori uscivo turbato da quel primo incontro e i successivi mi avrebbero spinto sempre più profondamente in uno stato di sconvolgimento emotivo. Completamente smarrito e con il cervello ridotto in poltiglia rientravo all'ovile con la speranza di riuscire a mantenere una parvenza di normalità e che l'incantesimo d'amore che le mia sacerdotessa mi aveva scagliato non trapelasse dalla mia espressione.

Complice la sua abilità tipica thailandese di take care come alcuni hanno conosciuto in tempi remoti quando le ragazze dei bar con misurata modestia accompagnata da dolce sensualità intrattenevano i loro clienti, devo confessare che questa ragazza avrebbe occupato la mia mente per molti mesi a venire e ancor'oggi mi sorprendo a vagare con l'immaginazione in quelle terre lontane. Scrivendo questo resoconto il mio sorriso è velato da uno strato di malinconia al ricordo di quei momenti dove il sesso aveva innescato una successione di emozioni come fossero trasportate sui binari delle montagne russe.

Questa ragazza, a sua insaputa, scatenò in me quella crisi che a volte accompagna i maschi attorno ai cinquant'anni quando con sgomento si accorgono che il tempo a loro disposizione si riduce inesorabilmente e temendo la caducità dell'esistenza si aggrappano con diversi gradi di angoscia ad illusioni che in quel momento danno ancora un senso alla sua esistenza. Fortunatamente ho superato indenne la crisi ma non posso escludere a priori della durata del vaccino. In caso di fragilità emotiva la Thailandia è da evitare come la peste poichè in caso di contagio le conseguenze possono rivelarsi drammatiche.

Fine della parte 1

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Bel racconto, anche se un prolisso, ma ci sta... 😉
Non mi trovi d'accordo quando dici che "la qualità del massaggio non ha nulla da invidiare da quelli offerti nei centri terapeutici"... magari sono stato io sempre sfigato...
Attendiamo seconda parte..
PS: 500 baht di mancia sono più che ok..😀

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piacevole ed interessante racconto
aspettiamo la seconda parte

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@GreenMango bellissimo racconto! Complimenti davvero! Hai reso perfettamente l’idea di cosa si rischia in questi paradisi. Il sesso è fondamentale, ma l’illusione che si vive in quei momenti supera di gran lungo il piacere fine a se stesso. Mi ritengo un romantico puttaniere. Le scopo tutte ma quando arriva la perla vado completamente fuori. Ultima esperienza vissuta risale a meno di un mese fa, in terra filippina. Letteralmente stregato da una Pinay di 20 anni pescata in un bar con il vantaggio che, essendo single, sono riuscito a passare con lei più tempo. E per te sarebbe stato ancora più fatale se tu avessi avuto più tempo da dedicare a Sophie. La mia sia chiama Shaina. A noi maschietti ci piace sognare, vivere la dolce illusione di essere ancora attraenti come se il tempo si fosse fermato. Chiaro ed evidente che una teen non può essere attratta da un over 40. Quasi impossibile. Invece noi compriamo, oltre che il sesso, anche questo mix di emozioni che non hanno prezzo. E la nostra autostima S impenna. Questo si chiama vivere.
Prosegui con il racconto, ti seguo volentieri.

"Il più grande condottiero è colui che vince senza combattere"

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