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FKK Wellcum – 15/12/2018 - Lettera a Babbo Natale (recensione)

Alla cortese attenzione di Babbo Natale
Arnoldstein 9601
Circolo Polare Austriaco

Caro Babbo Natale,
si sta avvicinando il momento più atteso e magico dell'anno, e come da tradizione ho pensato di indirizzarti una letterina con qualche desiderio.
Certo, va detto che mi sono comportato bene quest'anno, ma ciò non può certo esimermi dall'esserti d'aiuto anche ora: dato che in questo periodo sarai oberato di consegne da recapitare in tutto il mondo, ho pensato bene di farti un favore. Delle bambine di Arnoldstein me ne occupo io stavolta. Perciò, non farti problemi, ci penso io a loro. Take it easy Babbo!

Oggi difatti sono andato, per tuo conto, al Wellcum, in occasione dell'annunciata recita natalizia delle suddette, ed ho portato il mio pacco alle presenti. Il pacco, come ovvio che sia, è incartato nelle mutande rosse che debitamente ho scelto per tale avvenimento, ed è destinato esclusivamente alle bimbe che hanno fatto le brave. Ti dirò, con tutta onestà, che anch'io non sto nella pelle a vedere lo stupore nei loro occhi non appena vedranno la sorpresa contenuta. Ma andiamo con calma, lascia che ti racconti la storia nei dettagli...

Sono entrato in sala ad ora di pranzo. Un dono speciale spetterebbe in primis alle ragazzine del divanetto lato ristorante, le ho seguite personalmente quest'anno e ti posso assicurare che il loro comportamento è sempre stato ineccepibile. Ma a quest'ora non c'è ancora anima viva lì. E poi sarebbe troppo scontato incominciare la consegna con loro. È giusto dare le opportuni attenzioni anche alle altre fanciulle.
Quindi trascino il pesante sacco col pacco sul lato opposto, e mi apposto al bancone bar, a lato degli ingressi dei camerini.

Ovviamente chi vedo proprio nell'angolo opposto appena lasciato?? La discola CATARINA, che appena si accorge della mia presenza, si fa in gran fretta il giro dell'intero bancone e con aria allegra e baldanzosa tira dritto verso me per salutarmi. Mancava poco arrivasse saltellando. La tipa deve aver avuto qualche spifferata da qualcuno circa la mia missione umanitaria natalizia e, indagando con fare curioso, mi domanda cosa sto facendo, cercando nel frattempo di rovistare ovunque, arrivando persino a mettere le manine sul mio prezioso pacco.
Lo so, mi ero promesso di non iniziare proprio con una di loro, era scelta scontata e chiedo venia, ma vestita nel suo body rosso fuffoso e semitrasparente era impossibile non accontentare la sua morbosa curiosità, nonché quella mia. Dopotutto, che vuoi, son bambine, e vogliono sempre scartare il regalo prima del 25. Decidiamo quindi di andare ai piani alti, ma prima di procedere CATARINA farfuglia qualcosa del tipo "prendi la mia borsa ok?" e se ne va un attimo via, non so dove. Non avendo capito del tutto, io, mi guardo intorno, vedo una pochette sulla seggiola lì accanto, la metto sotto braccio e vado ad attenderla nei pressi della scalinata.

"Pss, pss, hey tu...". In quel momento FABIA, bambina ancora poco conosciuta da me, mi chiede di avvicinarmi un attimino alla punta del bancone dove staziona: lascia intendere che avesse qualcosa di assolutamente impellente ed importante da dirmi. Orcocane, proprio mo'? Mi avvicino ma, ahimè, le faccio notare che sono già impegnato, e che a momenti sarebbe ritornata CATARINA. Lei mi fissa il pacco, e mi fa notare che quello è il suo, perché quel regalo gliel'avevo promesso già il mese scorso. Cazzo, lo so, lo so...ragazze non incominciamo a farmi venire i sensi di colpa ora. Io sto solo cercando di dare una mano a Babbo Natale oggi.
Ricompare CATARINA, sguardo minaccioso alla contendente, e mi trascina via prendendomi con fermezza per il braccio. Fiuh, per un attimo ho avuto timore ne scaturisse un catfight di quelli mortali. Caro Babbo, ammetto che consegnare pacchi pensavo fosse cosa più semplice ed innocua...qua a momenti invece ci scappava il morto!

Vabbé, qualcosa ancora non quadra però, infatti in quell'istante mi accorgo che quasi tutte quante le bambine in sala mi stanno fissando. Vuoi vedere che anche queste vogliono ricevere il pacco da me? In che razza di situazione mi sto cacciando? Basta che vedono un dannato regalo e tutte che ne reclamano uno per loro? E che diamine, aspettate ancora dieci giorni e sarà Natale anche per voi!
Dunque, prima ancora di salire i primi gradini porgo a CATARINA la borsetta che ho preso in precedenza, quella che custodivo con cura sotto l'ascella. Lei sbigottita mi dice che non è la sua.
Viene fuori che lei aveva detto che stava andando a prendere la sua borsa, non che dovessi prenderla io! Oh gesù bambino, stavo per rubare una borsetta di qualcun'altra...Ecco spiegato perché tutte mi fissano con tanta circospezione. Mi volto lentamente in slow motion, guardo diritto nelle palle degli occhi le testimoni, ed alzo le mani in segno di resa: la rapina finisce qui e si restituisce il maltolto. Sorry!

Finalmente arriviamo in camera. CATARINA, spogliandosi dai mille suppellettili natalizi che ornano a festa il suo corpo, mi racconta che questo è il suo primo impegno di lavoro dopo lunghe giornate libere, all'insegna dell'ozio e del sonno, che deliberatamente si è presa nei giorni passati. Lei ha un carattere molto particolare, che sto imparando lentamente a conoscere: è una persona pigra ed iperattiva allo stesso momento. Il mio consiglio con lei è di non farsi troppe domande sul suo conto. Piuttosto assecondate la sua follia e non ve ne pentirete ovunque essa vi porterà.
Quindi, come dev'essere, ci diamo giù a letto come due adolescenti in preda agli ormoni. Senonché poi finiremo il nostro tempo a farci i massaggi alla schiena a vicenda, a turno, come una coppia di pensionati qualsiasi. Apparte gli scherzi, è stato piacevolissimo come sempre passare del tempo con lei. Una conferma. Con lei si va sul sicuro. Eppoi meriterebbe il regalo solo per quanto è b(u)ona. Anzi, Babbo, è il caso di essere più esplicito ancora: è proprio bona!

Ritornato al piano basso, preso dai sensi di colpa e dai rimorsi vado a sincerarmi che la bambina rimasta a terra, priva di doni, non sia scoppiata in lacrime dal momento della mia assenza.
In verità, appena mi ripresento in sala, è proprio lei a circuirmi senza sosta. Ci sarebbero quasi i presupposti per una denuncia di stalking, se non fosse che io sono affetto dalla sindrome di Stoccolma, e c'è quel qualcosa in lei che mi attira dannatamente.
FABIA mi piace. Eccome. Il suo sguardo sbarazzino è irresistibile. Eppure qualcuno pare non sia stato del tutto soddisfatto del suo comportamento quest'anno, e io, nel mio ruolo di assistente di Babbo Natale, ho il dovere morale di fare il regalo solo a chi si comporta bene. Mi avvicino nuovamente a lei per confutare del tutto quei sospetti. Le domando solo come siam messi quanto a french kiss. Risposta affermativa accordata. Per me basta questo. Le do la mia parola che al prossimo turno spetta a lei scartare il pacco. Tanto, che vuoi, è ormai da un mese che ci mangiamo con gli occhi, devo togliermi il dubbio...

Sosta rigeneratrice in zona wellness. Faccio il pascià ed usufruisco di tutto: docce, jacuzzi, sauna e per finire piccolo letargo sui lettini.
Dormire però risulta sempre un po' difficoltoso lì. Vuoi per il profumo di feromoni che aleggia nell'aria, ma vuoi anche i decibel delle casse audio che non aiutano di certo a rilassarsi del tutto. Sommaci a ciò il costante ritmo reggaeton ed è assicurato che il mio cervello va in pappa.

Staccato la spina per un po', ed allentato quanto basta le tensioni muscolari, ritorno attivo. Non posso certo lamentarmi, i miei colleghi tra gli scaffali di Amazon certamente non possono vantare trattamenti e comodità simili. Torno pertanto a riconsegnare il mio pacco alla destinataria.

Ritrovo FABIA sempre lì al suo posto, ed è giunto il momento di verificare di persona la sua condotta. Il suo sguardo traboccante di gioia è tutto un programma quando mi rivede. Mi devo fidare delle sue parole, a parole siam tutti bravi a dire a Babbo Natale di esser buoni. Mi domanda se avessi particolari richieste. Le dico che ha piena libertà d'azione. Non contratto nulla, né tempi né pratiche. Rischio tutto: qua, o parte il missile o i fuochi d'artificio.
Saliamo la rampa di scale e rimaniamo in attesa, lì sul divanetto del disimpegno, affinché una camera dotata di stereo si liberasse (...la signorina desiderava la musica). Io intanto incomincio a frugarle dentro la borsetta, divertendomi a tirarle fuori ogni genere di amenità. Dopo essere stato rimproverato per la mia compulsiva curiosità, è tempo di accomodarsi in stanza. Entriamo.

Caro Babbo Natale, ti è mai capitato di accordare uno strumento musicale? Chesso, forse ti sarà capitato quando cerchi di mettere in risonanza i campanacci delle renne? Ad ogni modo, la stessa cosa a volte può capitare con gli esseri umani. Quando due persone, un uomo e una donna, sono allineate sulla stessa lunghezza d'onda possono generare energie che riverberano con lo stesso identico suono e si tende pertanto alla ricerca della perfezione.
La camera sarebbe da incorniciare. Forse è il caso persino di pensare di installare una targhetta commemorativa sulla parete accanto l'ingresso "Qui Cane Randagio e Fabia giacquero e fecero l'Amore, addì 15 dicembre 2018. Ai posteri l'impegno di tramandarne l'eterna memoria".

Non scherzo mica: pomiciate profonde e continue, lingue che arrivavano ovunque, profanazione degli apparati uditivi, sguardi d'intesa, fellatio divisa in tre lunghi atti, grovigli di arti, petting a manetta e sorrisi compiaciuti. Il tutto compiuto con estrema eleganza. Il reverse cowgirl è stato fenomenale poi, ha dato il meglio di sé. Non so, forse sarà stato un caso del giorno, ma trovare tale intesa la prima volta con una ragazza mai mi era capitato in precedenza. Nulla di vagamente macchinoso come usualmente capita di sperimentare con altre ragazze. Come le ho ammesso al termine è stato veramente bello. Ed ha avuto ragione lei, è brava davvero. Mi rivela che non le piacciono i tizi che le danno ordini e che, con me, aveva capito subito da come ci siamo relazionati che poteva trovarsi bene. Ah, quando dici la fortuna del bravo ragazzo! (cit.episodio n.3). Non l'avrei mai pensato solo un'ora prima, ma forse è la migliore esperienza al Wellcum fatta finora. Forse superiore rispetto anche a quelle più blasonate. Incredibile davvero.
Eh sì caro Babbo Natale, devi sapere che FABIA è rimasta onestissima anche in zona cassettine, dove ci siamo scambiati gli auguri di buon Natale e ci siamo accordati per una prossima volta. Per conto mio, promossa a pieni voti, si è comportata bene la bimba.

Prendo fiato. Vado a cenare. Da lì in poi incomincia per me la parte meno interessante della giornata.

Ad una certa ora infatti le ragazze scompaiono letteralmente dalla vista, prendendo furtivamente la via dei camerini. Poco dopo il deejay richiama l'attenzione della folla: deve essere il momento clou della serata. La musica parte a tutto volume con All I Want for Christmas is You ed ecco quindi che dalla scalinata scendono sfilando in coppia le babbo nataline. Un tripudio di tacchi, minigonne rosse e pon pon bianchi. I festeggiamenti si tramutano in torcida inesausta non appena la musica aumenta di intensità e ritmo. Alcune in preda al delirio del momento si svestono lasciando ballonzolare sul dancefloor una notevole mole di culi e tette. Danze a perdifiato.
Fin qui tutto bene, ci sta.

Nel mentre, dal cerchio creatosi attorno a loro, i maschietti assistevano allo spettacolo.
Accanto a me, alla mia sinistra, un palestrato con la pelata in testa, se ne sta a torso nudo con l'accappatoio legato alla vita. La cintura forse gli è leggermente stretta, in quanto le vene sul suo collo sono ad un passo da collassare in trombosi. Ma sprezzante del pericolo sanitario in corso, tronfio della sua bellezza, lui cercava disperatamente di accaparrarsi un posto in prima fila tra il pubblico, aprendosi un varco con la forza sontuosa dei bicipiti, in maniera tale da permettergli di sentirsi parte integrante delle danze intraprese dalle ragazze.
Caro Babbo Natale, a questo energumeno, per quest'anno penso sia il caso di smettere di continuare a regalargli cialis e steroidi come fossero caramelle. Poi fai come vuoi tu. Io ti ho avvertito.

Alla mia destra invece prende posto un uomo di mezza età. Probabilmente un fiero e buon padre di famiglia, che, mentre a braccie conserte si gode lo show, non disdegna di fare bella mostra sul dito della sua fede nuziale. Io mah, ma anche sto tipo boh.
Amabilmente se ne sta a fissare sorridente la patonza rumena al vento. La bava che deliziosamente pendeva dalle sue labbra, poco dopo si sarebbe trasformata in altro, non appena una babbo natalina accennando una mossa di twerking gli ha completamente ostruito, oltre il canale esofageo, tutte le vie respiratorie facendolo capitolare a terra, stramazzante, con la bocca rigurgitante di schiuma, ed in preda alle convulsioni. Caro Babbo Natale, chette devo di'? Regala pure una semplice confezione di kleenex alla felice consorte, ma almeno non scordarti un pacchetto di 10 incontri gratuiti per la terapia dei figliuoli di suddetto signore. Ne avranno bisogno, il terapeuta avrà molto da operarsi per giustificare le assenze del padre.

Ed io? Bah. In questo momento mi sento come Gesù Cristo tra i due ladroni. Indietreggio un attimo allontanandomi dal baccano assordante. A differenza degli altri la mia attenzione non è volta ai festeggiamenti, cerco di guardare fuori, oltre le finestre. Non si intravede nulla nella notte fonda. Nessuna luce, nessuna ombra. Eppure alcuni pensieri nella mia mente si fanno vividi. Vengono da molto lontano. Un passato ormai andato. Meglio non pensarci troppo comunque.

Cambio registro. Mi balena un'idea pazza: CATARINA e DARIA insieme. No dai, sto delirando. Sto vaneggiando proprio, sarebbe un'esagerazione adesso.
È ora di andare, lo sento. Mi rivesto e son già fuori nel buio e alla guida tra le gelide strade. Già, l'inverno è un po' assassino quando scende il sole. E la nebbia non ti risparmia nemmeno quando ti inghiotte nell'automobile.

Caro Babbo Natale, a me non serve niente quest'anno. Ma quanto freddo qui fuori. E quanto freddo al cuore. Forse basterebbe giusto una coperta dai. Sì, giusto per passare indenne questo inverno...

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@CANE.RANDAGIO le tue recensioni mi fanno sbellicare dalle risate ogni volta che le leggo. Eppure sanno essere anche "intelligenti"...fanno riflettere insomma...complimenti

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@chitauri non esageriamo dai, mi diverto solo a romanzare un po' i fatti, le sensazioni e certi personaggi pittoreschi che mi capitano dinanzi. Così almeno, oltre il buon sesso con le ragazze, mi rimane anche un ricordo complessivo della giornata. Grazie comunque per i complimenti! 😉

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@CANE.RANDAGIO posso chiederti un informazione? Solitamente non salgo spesso al wlc (mi viene troppo lontano, nova gorica è vicinissimo casa invece) ma forse prox mese faccio una capatina...come faccio a riconoscere fabia?
Ps non stupirti dei buon padri di famiglia come li chiami te...chi va in postriboli il 90% è gente che cornifica le mogli e si vanta pure con gli amici...è cosa normale

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@chitauri said:
@CANE.RANDAGIO posso chiederti un informazione? Solitamente non salgo spesso al wlc (mi viene troppo lontano, nova gorica è vicinissimo casa invece) ma forse prox mese faccio una capatina...come faccio a riconoscere fabia?
Ps non stupirti dei buon padri di famiglia come li chiami te...chi va in postriboli il 90% è gente che cornifica le mogli e si vanta pure con gli amici...è cosa normale

se le mogli scopassero di più....... invece di fare le frigide ps comunque io non sono sposato

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@chitauri figurati, ad essere onesto, non me ne può proprio fregare 'na beata minchia! Né mia era la volontà di fare la morale o di giudicare chicchessia. Mi era rimasta impressa solo la scena del tipo, mezzo nudo, arrapato duro, con la fede nuziale al dito, e quindi l'ho ritenuto meritevole di essere inserito come personaggio nel racconto. Aggiungeva un po' di pepe al racconto. Tutto qui. Anzi, colgo ora l'occasione di salutarlo pubblicamente se ci sta leggendo: Ciao bello! Saluti alla consorte!
(...poi chissà magari si trattava di @Marian tornato dal viaggio di nozze)

Per quanto riguarda Fabia: capelli e occhi castano scuro, piccolina con corporatura esile, ha una lieve cicatrice sul ventre. Sguardo birichino. La trovi solitamente sulla punta del bancone del bar, zona Sabrina se già la conosci.

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@ipsar anche tu hai ragione. Neanche io son sposato... ma un vero uomo dovrebbe aver le palle di lasciare una donna se non ci si sta bene...

Abbandonati al relax e al piacere, scopri i centri massaggi della tua citta'!
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@CANE.RANDAGIO
Bella recensione! Mi piace il finale col mood invernale

appagamento a pagamento

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@Derby grazie tante a te che hai apprezzato quel finale. Si trattava di un attimo di sincerità a luci spente. Saluti!

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