FKK Wellcum – 20/10/2018 - Lacrime, Gioie e Drammi al Luna Park (recensione)

La mia navicella spaziale era di un colore blu cobalto metallizzato. La carrozzeria esterna era tempestata da una miriade di lucine colorate che si accendevano ad intermittenza. Un orgasmo cromatico che si univa a festa con la musica assordante del luna park. Ricordo ancora vividamente il suono stridulo del clacson quando premevo con veemenza quel bottoncino rosso che stava sul cruscotto, appena accanto al volante. Un volante che peraltro, nonostante il mio fantasticare, girava sempre a vuoto, non facendomi mai distaccare dall'ossequioso moto di rotazione circolare che la navicella intraprendeva sulla giostra. Eppure, la sensazione di euforia che derivava dall'esser sopra a quel sedile era pari, per intensità, solo a quella di disperazione quando una volta suonata la campanella veniva segnalata la fine del tuo giro. Oh, i pianti e i singhiozzi...avevo pressappoco 5 o 6 anni, e mio padre che, portandomi con i piedi a terra, mi ricordava inflessibile che si trattava solo di un giro di giostra per l'appunto. Nulla di più...

Ragazzi, io vi avverto sin da ora: non leggete questa recensione se vi aspettate la classica recensione. Pertanto portate pazienza e scordatevi valutazioni alle ragazze col numeretto da 1 a 10, niente fantacalcio, e niente lunedì della gazzetta. Si parlerà persino in maniera marginale di sesso, figuriamoci se stilerò liste di sigle o classifiche. E mi rivolgo in particolare a coloro che vivono nelle bolle di sapone...guardatevi bene dall'andare oltre nella lettura, credetemi, affinché i vostri "giri di giostra" possano continuare sereni e spensierati come lo son sempre stati. Io vi ho avvisato eh! Orsacchiotti mezzi salvati...
Oggi il discorso per una volta cercherà pian pianino di farsi serio, in quanto per me, giunto alla terza puntata, è ora di tirare una mia prima somma complessiva da questa esperienza.
Per gli impavidi che hanno deciso di continuare con la lettura: comprate pure il sacchetto di popcorn, munitevi di gettone alla cassa, e scegliete la vostra navicella. Si parte. DRIIIIIIIIIIN!

Dio che fastidio! Non ci sarà nulla da fare, quel maledetto filo di mal di testa con cui mi sveglierò al mattino mi perseguiterà per tutta la giornata. Mancanza di adeguato riposo ahimè. La notte non è stata affatto rigeneratrice.
Comunque, l'insperato tepore di questo sole d'ottobre mi convince ad approfittare della bella giornata e, messo in conto che questo è l'unico weekend libero del mese nel calendario, lo riservo a quello che sta diventando il mio estemporaneo parco dei divertimenti...che Wellcum sia!

L'arrivo ai cancelli è tatticamente organizzato molto presto. Giunto poco dopo mezzogiorno, l'intenzione è quella di evitare il bagno di folla e le file per le attrazioni, cosicché possa scegliere con estrema calma le mie giostre preferite.
Appena messo piede in sala, il primo senso che si attiva è l'olfatto. Data l'ora, ancora poche sono le ragazze presenti, eppure i primi profumi che veleggiano nell'aria, note di vaniglia miste a bergamotto, mi rimembrano come se non lo sapessi dove sono. E giusto per non farci mancare nulla, tempo cinque secondi ed anche all'udito giunge un benvenuto con l'inconsueto e del tutto inaspettato "ammmore dove vai?". Mi giro, e dinanzi a me vedo una spilungona mora, su trampoli da circo e babydoll nero, che mi fissa dall'alto al basso. Carina, per carità. Eppure fa un po' di soggezione vista da qui sotto, livello pavimento, e dato che appena entrato preferirei prendermi un po' di tempo, le rispondo rammaricato "eh...si è fatto tardi, sto tornando a casa". La tipa non coglie il sarcasmo della mia risposta, la prende sul personale e mi congeda con un soave "ma vai a farti una sega!". Okkkk grazie mille! Annoto il consiglio: mi sa che La Sega è il nome di qualche nuova attrazione appena inaugurata che ancora non ho avuto modo di provare. Magari più tardi provo a cercarla...insomma si parte alla grande!
Nel frattempo però mi dirigo al ristorante per pranzare: compongo il mio piatto e prendo posto ai tavoli fuori in giardino. Mi metto al sole nella speranza invana che il mio mal di testa passi presto insieme alla fiaccaggine che mi porto appresso.

Finita la mia seconda portata, una notevole frittura di patate su letto di crema al ketchup, sbadigliando rientro dentro e con compostezza mi stravacco sul primo divanetto vuoto.
Con gli occhi appannati dal sonno postpranzo cerco di darmi uno sguardo intorno. Direi che il livello delle ragazze sia piuttosto alto, ma nonostante questo, declino garbatamente le prime proposte. Attendo pigramente qualcuna che sappia farmi uscire dal mio stato di intorpidimento psicofisico. Sbadiglio.

L'attesa non è vana, ed ecco che dal fondo del locale, direttamente dalla Casa degli Orrori, sbuca una gatta dalla penombra: appare CATARINA nella sua aitante ed agile camminata. Top e mutandine viola mi fanno provare un tale brivido di paura che fulminante sarà il coccolone. Io, probabilmente dotato di poteri da rabdomante, sento già che sta venendo da me. E cosi è. Più si avvicina e più sento il flusso sanguigno rigonfiare le mie vene e rimpolpare i muscoli.
Arrivata a mezzo metro dalle mie gambe, mi si siede sopra voluttuosamente senza particolari cerimoniali o gesti di invito. Ma a lei tutto è concesso, e di ciò ne è perfettamente consapevole. La saluto "Buongiorno Catarina, ti ricordi di me?". Dopo un primo sguardo perso nel vuoto dell'Alzheimer, le riaffiora la memoria "sei il ragazzo dei baci?!....oh, sei stato tanto un bravo ragazzo quella volta...". Non so se in questi luoghi l'appellativo bravo ragazzo sia da considerare una medaglia al merito, ma io appendo i gradi al petto, e lo prendo come un complimento. Ricordava bene il mio estenuante discorso del mese scorso per ottenere il french kiss, e questa volta, senza che proferissi parola a riguardo, mi propone "se saliamo in camera possiamo anche baciarci...". Beh, il mio primo gettone spetta a lei in quanto il divertimento è assicurato alla Casa degli Orrori, ma le faccio notare che dovrà darsi parecchio da fare in quanto oggi sono stanco come un cadavere. Mi risponde che anche lei è una mummia poiché ha dormito poco e soffre ancora della sbornia della sera prima. Ci facciamo forza a vicenda allora: ci arrampichiamo sulle ripide scale della Casa, entriamo nella nostra alcova e serriamo la finestra per nasconderci dai raggi del sole. Ci distendiamo accovacciati ed abbracciati: per quella mezz'oretta ci schiacciamo un bel pisolino.

Parto subito col sonnecchiare. La fase di addormentamento è caratterizzata dal rilassamento dei muscoli e dal rallentamento del battito cardiaco. Nelle prime immagini oniriche che mi appaiono, vedo lentamente scomparire parti anatomiche del mio corpo dentro le morbide fauci della gatta. Strani davvero gli incubi certe volte.
Ben presto si presenta la fase rem: il flusso sanguigno, l'attività cerebrale e la respirazione aumentano gradualmente. I sogni diventano sempre più nitidi e i cambi di posizione in letto si susseguono sempre più freneticamente. Non so come, ma più il piacere sale e sempre più mi rendo conto di essere dentro alla mia stessa allucinazione. Stringo gli occhi con tutta la mia forza, l'illusione deve continuare e non posso svegliarmi proprio ora. Sento la gatta sopra il pube. Mi afferra con gli artigli sulle spalle e cerca di mordermi al braccio, ma proprio sul più bello, non resisto più e trac! spalanco gli occhi. Il sogno svanisce e ci risvegliamo entrambi più stanchi di prima.
La gatta, CATARINA, oltre ad essere figa all'ennesima potenza, ha un carattere estremamente brioso, tipico di una persona che non si fa certo molte preoccupazioni. Anzi vive la sua professione con estrema disinvoltura come poche altre lì dentro. Nulla è peccato per lei. Mi azzarderei quasi a dire che abbia trovato il suo habitat naturale e riesca ad unire l'utile (guadagnare il companatico) al dilettevole (fare la pazza). Scendiamo giù e ci salutiamo quindi nella zona delle cassettine.

Ed è proprio lì che scorgo in lontananza DARIA. É nella Casa degli Specchi dietro una vetrata, e non avrà modo di vedermi da lì, ma oddio, per me è un tuffo al cuore. Apro per lei una parentesi di "riflessione". È decisamente la persona migliore che abbia conosciuto in questo posto e di gran lunga la donna più matura con cui abbia avuto modo di conversare. Nonostante i suoi 23 anni, io che ne ho quasi 10 più di lei, mi son sentito un 13enne al suo cospetto. Cristo, vivo già di ricordi. Ricordo la prima volta che venni al Wellcum, questa estate, e la sera quando ne uscii, dopo il suo lungo saluto di addio, mi dicevo tra me stesso "cazzo, se questa ragazza riesce ad esser talmente buona e gentile qui dentro allora ha vinto tutto...deve essere sicuramente una brava persona". Le ho augurato il meglio. Ricordo anche che dapprima, dopo la prima stanza con lei, mi prese da parte, mi guardò dritto negli occhi ed incominciammo a parlare delle nostre vite, su come eravamo capitolati lì e delle nostre speranze per il futuro. Nulla di artificiale: svestiti mettevano a nudo per un po' anche le nostre anime. Una manciata di minuti con una perfetta sconosciuta, quattro chiacchiere e due sguardi per capire chi avevamo l'un l'altro di fronte. Cose belle che capitano di rado. Ma delle cose belle è meglio non abusare, e certamente oggi non è giornata, sarebbe inutile tentare di raggiungerla per salutarla. Il labirinto e gli specchi deformanti della Casa mi farebbero sbattere contro i miei stessi ricordi. Mi volto in fretta e vado a riposarmi poiché il mal di testa continua imperterrito ad attanagliarmi. Anzi incomincia persino ad aumentare.

Provo a rilassarmi sul lettino nell'area relax, ma i pensieri viaggiano veloci nella mente girando in tondo a rincorrersi come sui Seggiolini Volanti, e io mi sento sempre più uno straccio a stare su questa giostra, mi fa girare la testa.
Non serve a nulla il riposo, dopo un'ora rientro in sala, mi prendo il solito bicchiere di gin-cola senza gin ed osservo gli altri visitatori accorsi al luna park. Prendo posto su una cabina della Ruota Panoramica per una migliore visuale dall'alto.
Laggiù ci sono parecchi bambini di 60-70 anni. E non esagero, l'età media nel locale è molto alta stasera. Anzi, ora che ci penso, probabilmente io sono uno tra i visitatori più giovani.
Peccato però che sono io quello malconcio manco fossi sul letto di morte, ma questo le ragazze non lo sanno e vengono da me in costante processione ad illustrarmi le loro attrattive e a propormi i loro dolciumi, per lo più dei lecca-lecca fatti in casa da quanto lasciassero intuire. Ad un tratto nel giro di tre minuti di orologio mi si propongono addirittura tre di loro in perfetta successione, come i re magi. Alla quarta che si presenta, allargo le braccia, e con sorriso serafico invoco la pace. Mo basta eh! Manca poco alla minaccia di iscrivermi ad arcigay. Al che, anche questa fanciulla mi invita caldamente a farmi questa celeberrima Sega. Hey! Heey! Questa cazzo di giostra, La Sega, l'ho già cercata dappertutto, ma non esiste nessuna cazzo di Sega al Wellcum!! Basta prese per il culo ok?!?

Insomma, mi nego, come si negava la più figa della classe ai tempi delle superiori.
Ma un motivo di tale riluttanza c'è. Preservo le mie energie per un giro sulle Montagne Russe...o rumene, che fa lo stesso. Di biglietti ne ho già comprati due, e mi sono piazzato a pochi metri dietro da colei che mi sembrava la più fifona di tutte, AYSHA. Memore del rapido scambio di battute al vetriolo avute con lei lo scorso settembre, già immagino gli alti e i bassi che si possano generare. Infatti, ammetto con tutta onestà che la curiosità di conoscere meglio questa giovane ragazza mi è rimasta intatta sin dalla mia puntata della volta scorsa.
Lei, AYSHA, si volta un paio di volte, e mi fissa. Io ricambio con la stessa espressione di Al Pacino nel film Il Padrino quando gli appare Apollonia, la ragazza sicula in quel di Corleone: le faccio occhi di pietra e sguardo d'assassino.
Alla terza volta che gira il capo in cerca di un mio segnale di intesa, la invito ad avvicinarsi a me con gesto da boss mafioso. Ecco dunque che mi domanda subito se voglio andare su. Io temporeggio e me la tiro "a fare cosa?". La contrattazione volutamente da parte mia si fa lunga, e cerco di scavare il più possibile a fondo nel suo carattere fin troppo serio, se non a tratti ostile. La scorsa volta il suo approccio difatti non era stato proprio cortese, e lasciai perdere. Oggi invece mi si presenta tutta dolce e fuffosa con in mano il bastoncino dello zucchero filato. Le domando con buona dose di paraculaggine "sei sicura che ti piaccio? La volta scorsa mi hai detto che ero brutto e che non mi baciavi...". Ovviamente esageravo nei toni e nei termini (sono un figo della madonna, ndr), e tanto non si ricordava nulla dell'episodio, ma mi assicura che non era vero che ero brutto. He he, che conquiste! "quindi mi baceresti?" insisto. Lei dice tutta boriosa e seccata che qui non bacia nessuno, e che solo se due persone stanno insieme dovrebbero baciarsi. Non che la giovinetta abbia tutti i torti, ma continuo a giocare e le faccio "beh...qual è il problema? Se ti piaccio, vestiti, usciamo di qui e stasera ti offro una pizza...poi ci fidanziamo. O preferisci rimanere qui in compagnia di qualche vecchietto??".
Finalmente un mezzo sorriso le illumina il volto, ed era ciò che aspettavo prima di concedermi la corsa con lei. Rilancia per un extra 50 baci, ma le faccio di no. L'interminabile negoziazione finirà con una via di mezzo. Finalmente prendiamo posto sui sedili della carrozza ed incominciamo la salita sull'ottovolante.

AYSHA difatti è alti e bassi, brevi discese e lunghe salite. Parte veloce per poi pian piano rallentare bruscamente. Il suo umore purtroppo però non decolla mai, anzi si spegne proprio in cima alla vetta ed onestamente ciò ha influito notevolmente nella riuscita della camera. Sia chiaro, lei è stata di parola ed ha mantenuto fede a tutto quanto prima pattuito. Il suo splendore da immacolata concezione lascia d'incanto, ma a volte la bella presenza non basta. Piuttosto serve esserci. Alla fine, vedendomi un po' scuro in volto, sembra quasi dispiacersene. Da una parte mi sento sfinito, il mal di testa a tratti diventa lancinante, ma dall'altra parte mi rendo conto che tutta la mesta seriosità della ragazza semplicemente sia dovuta al fatto che questo non è proprio il suo posto. Questo mi rattrista non poco.
Potrei sbagliare, ma ormai sono abbastanza sicuro che dietro il suo carattere scontroso nasconde molto più di quello che dà a vedere. Glielo vedi scritto in faccia che un pesce fuor d'acqua, troppo piccola per girare da sola tra le insidie di questo parco giochi, e nulla ha da spartire con le altre ben più navigate. Spero per lei che riesca a prendere ben presto altre strade, i soldi non sono tutto nella vita, considerando poi che i suoi 20 anni nessuno glieli tornerà indietro...e quelli certo non si potranno più ricomprare con le banconote profuse dai bambini ottuagenari.
Provo a farle qualche domanda più seria, vorrei metterla in guardia, ma mi mordo la lingua: meglio non esagerare con le lezioni di vita, non saprei proprio come lei potrebbe reagire a qualche parola fuori posto, e questa non è certo la situazione ideale per farle da psicanalista, o tantomeno per leggerle il futuro sulla mano.
Faccio per lavarmi in doccia e lei a sua volta mi domanda se avessi la ragazza. La guardo negli occhi e, in modo sconsolato, le rispondo "assolutamente no". Breve pausa di silenzio. "È più di un anno e mezzo che non ho più la ragazza, e figuriamoci se venissi a fare lo scemo qui con te". Infatti ci avevo scherzato per più di mezz'ora con lei se volesse essere la mia fidanzatina, e poi mi chiede se stessi tradendo qualcuno? D'accordo, siamo tutti consapevoli delle consuetudini extraconiugali all'ordine al giorno qui dentro, ma credo che nelle sue domande ci sia la perfetta conferma di quanto sia già disillusa dal genere maschile. Ora so cosa pensava pochi minuti prima, chi immaginasse di avere difronte durante la nostra camera, dove volava con la sua mente assente com'era.
Bella mia, vengo qui con animo leggero e con la coscienza a posto, ma sapessi quanto io sono altrettanto disilluso dal genere femminile, che potrei perfino raccontarti delle prostitute, quelle vere, che trovi fuori dai bordelli. Quelle che se potessero, oltre al corpo, si venderebbero pure l'anima al diavolo. Lascia perdere, alla tua tenera età dovresti pensare a ben altro, a sognare ad occhi aperti ed innamorarti, che poi, se non si sta ben attenti, col tempo finiresti ad incattivirti nell'animo e perderesti con troppa fretta tutta l'ingenuità della tua giovinezza.
Il treno rallenta terminando il suo percorso, alziamo le protezioni dei sedili e scendiamo giù con i piedi ben saldati a terra. Fin troppo direi.

Ormai è ora di cena e non so proprio se proseguire la mia visita. A parte il velo di tristezza che mi ha segnato la serata, non sto per niente bene fisicamente. Il sonno reclama riposo e il volume della musica sta diventando insopportabile all'udito. Provo a mangiucchiare qualcosa in attesa di capire se il mio corpo possa sostenere in sicurezza il viaggio di ritorno in notturna. Ma persino lo stomaco incomincia a brontolare.
Nel mentre vedo SABRINA che, dal tavolo accanto al mio, mi lancia delle occhiate che non lasciano spazio a fraintendimenti. Sta giocando al Tiro a Segno e, tentando di centrare il mio cuoricino, aspetta di ricevere il suo premio, uno di quegli enormi peluche a forma di orsacchiotto.
Oh, mia cara, sapessi quanto sarebbe fantastico fare un giro con te sull'Autoscontro. Metterei persino da parte tutto il mio romanticismo per un attimo, giusto il tempo di darti una bella botta sul tuo paraurti. Ma la sensazione di euforia stasera è completamente esaurita, e preferisco ammettere tutto questo a me stesso. Le luci del luna park non sortiscono alcun effetto al momento, inutile fingere, per stasera basta così con l'illusione. Dopotutto anche con te, cara, si tratterebbe solo di un giro di giostra per l'appunto. Nulla di più...

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Sempre un piacere leggerti, complimenti!
Ero anche io al locale nello stesso giorno, chissà se ci siamo incrociati 😃

Purtroppo non ho la tua vena artistica e sono stato con ragazze che ho già recensito in passato altrimenti mi accoderei alla tua recensione.

Mi sembra sia stato comunque un sabato con meno clienti del solito.

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@ermes3 grazie, sempre molto gentile! Se c'eri anche tu, direi che quasi sicuramente ci saremo incrociati...peccato non conoscerci, avremmo potuto scambiarci qualche impressione sulle ragazze.
Com'è andata a te la giornata invece?

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A me é andata più o meno ok, avrei voluto incontrare Manuela, da tanti decantata, ma non c'era purtroppo.

Sarà per la prossima

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