ATTENZIONE : post luuuungo. Nessuno è obbligato a leggerlo tutto.
Gita n. 18, destinazione Castione.<br>Leggendo quanto scritto qui, già sapevo che le girls più quotate erano in vacanza.<br>Quindi ero già partito conscio del fatto che, con ogni probabilità, avrei dovuto andare in avanscoperta, per testare i nuovi arrivi, senza potermi affidare alle recensioni o alle indicazioni degli spettabili colleghi.
Come al solito, arrivo nel primo pomeriggio, e subito constato che il parcheggio è praticamente vuoto.<br>Entro nel locale … e si conferma la desolazione.<br>Una decina di girls, tutte indaffaratissime con i cellulari, pochissimi volti a me noti.<br>Gentleman scarsissimi e di qualità … ok, lasciamo stare che poi mi dite che ce l’ho con i pensionati!
Al bancone, solita Leffe.<br>C’era di fianco, alla mia sinistra, una tipa nuova, mai vista, bionda con capelli lunghi e occhi azzurri; ci guardiamo, provo un po’ a parlarle, ma risponde a monosillabi, mentre con un occhio controlla me e con l’altro il telefonino. Capisco che è arrivata da circa una settimana, ma non ricordo assolutamente come si chiamasse.
Mentre aspetto che la birra si scaldi un po’ (prima o poi, dovrò ricordare al barman che la birra scura, a maggior ragione se corposa, si beve a temperatura cantina, e non fredda a livello freezer…), sento un leggero tocco sulla spalla destra. Mi volto … e c’è un’altra girl.<br>Pure questa mai vista, pure questa che si dichiara presente solo da una settimana.<br>Si presenta come Laura (…questo nome proprio mi perseguita!), polacca.<br>Capelli scuri lunghi, occhi azzurri, 160 circa, non longilinea ma abbastanza in carne, unghie pitturate e cesellate come si usa ora.<br>Social time non eccelso, perché non ha perfetta padronanza dell’italiano.<br>Però la ragassa mi intrippa, perché assomiglia in maniera incredibile una mia collega di facoltà, che era di Brescia, e che all’epoca (metà anni ’80) se la tirava da paura. Vabbè, ora la collega avrà mezzo secolo pure lei, non so che fine abbia fatto perché sono più di venticinque anni che non la vedo. Non so neanche se poi abbia finito il corso di studi, perché occupava molto del suo tempo a trombarsi… gli altri (ma io, mai!).<br>Però mi sono tornati alla mente i ricordi di gioventù… quindi, intervista minimale, con riferimento solo ai miei soliti tempi lunghi, e andiamo!
Camera numero 5, appena dietro il cancelletto.<br>Subito, richiesta di 80 svanziche europee: e vabbè, chissenefrega, il pagamento anticipato non mi turba più di tanto.<br>Prestazione tutto sommato decente, pur non avendo niente di indimenticabile: BBJ ben reso, DATY regolare, un po’ di giravolte.<br>La ragassa è bella pienotta, non è magra ed evanescente come altre, al tatto dà una bella sensazione di consistenza.
Particolare quasi divertente: si è sderenato il letto…<br>In posizione missionario, ogni due colpi si sentiva uno SDENG ed era una doga della rete che saltava… ;.)<br>Alla fine, abbiamo dovuto ribaltare il materasso e cercare di sistemare un po’ il tutto.
Prima di rientrare al bar, mia solita richiesta sul consiglio di qualche amica per il reply, ma mi dice che lì conosce solo Stella (che per ora non c’è, e che, a quanto ho capito, le ha fatto da madrina nel mestiere).<br>Diversamente dal solito, una volta rientrati al bar, la ragassa non si è eclissata, ma è rimasta un po’ a tentare di parlare del più e del meno … finchè mi ha presentato sua sorella.<br>Non ho notato molta somiglianza tra le due, e mi è venuto in mente un intervento apparso qui, nel quale si raccontava dell’arrivo di due sorelle polacche fisicamente non eccezionali… ecco, sono queste!<br>No, la sorella per il secondo giro non mi ispira proprio, quindi piacere di averti conosciuta, e addio.
Mentre penso di cambiare location e vedere che aria tira all’Hollywood, ho un improvviso e inatteso flash.<br>Sono tornato con la mente allo scorso febbraio, quando mi sono beccato il mio massimo missile: vedo arrivare Erika bulgara, ex Castione, ex Hollywood e ora tornata ancora al Castione.<br>Riepilogo della mia esperienza con lei: avevo iniziato a prendere un antidepressivo che, tra gli eventuali effetti collaterali, poteva portare ad una diminuzione della funzionalità dell’uccello. Ovviamente, beccai proprio quell’effetto collaterale, e feci una figura dimmerda proprio con questa Erika; lei, da parte sua, non è che si comportò proprio con il massimo della professionalità (mi prese quasi in giro perché il birillo non funzionava), e quindi da allora per me è rimasta come elemento da esorcizzare.<br>Per i miei parametri, bel pezzo di gnocca, vestita bene e con trucco appena accennato, proprio come la prima volta. Circa 175 con i tacchi, capelli castani, occhi nocciola, tono di voce particolare, indubbiamente un fisico notevole, pur non essendo esagerata in niente (né tettona né scarsa, né magra né abbondante… insomma, giusta!).<br>L’avevo incrociata altre volte, ma era vestita in maniera tipica della professione, con trucco pesante, capelli quasi biondi, minigonne inguinali e merce in esposizione. Addirittura, a maggio ero tanto spanato non l’avevo riconosciuta, e ci ero andato una seconda volta… ricordo una prestazione proprio da minimo sindacale, ma niente missile.<br>Stavolta, lei mi riconosce, e cominciamo a parlare.<br>Particolare interessante: mi ha classificato come “l’amico di Laura Moldava” (il mio mito, ci sono stato nove volte…) Ho quasi il dubbio che Laura mi pubblicizzi alle sue colleghe, per la serie “E’ tranquillo, ci mette un po’ ma non vuole cose assurde, e paga sempre senza storie”…<br>Comunque, Erika si ricordava del nostro SECONDO incontro, avvenuto proprio dopo la presentazione di Laura Moldava, quando il walter funzionò regolarmente. Ma non aveva nessuna reminiscenza del missile che mi aveva tirato al primo incontro in occasione della mia defaillance.<br>E’ vero, per me è stato un trauma, ma io per lei ero stato un pirla qualunque che è durato dieci minuti e poi l’uccello gli ha smesso di funzionare…<br>Ma stavolta non mi sono fatto problemi, e le ho raccontato tutto quello che era accaduto la prima volta, per filo e per segno.<br>Le ho tranquillamente dichiarato che lei era un mio punto esistenziale irrisolto (come tanti altri, purtroppo…); ma, almeno in questo per me nuovo ambiente postribolare, sono intenzionato a risolvermi definitivamente ogni questione, quindi … vai, mi butto nel terzo giro con questa Erika bulgara!<br>E stavolta con la cognizione di lanciarmi intenzionalmente verso un potenziale missile!
Camera n.4, subito a fianco di quella precedente.<br>Forse lei si è lasciata andare in maniera particolare, forse non è vero che non si ricordasse, forse sono io che ho acquistato esperienza, forse perché lei fisicamente mi intrippa assai, o forse per caso … ma è cominciata veramente bene!<br>DATY che veramente mi ha soddisfatto, BBJ non profondo,leggerissimo, appena accennato, con colpetti di lingua sapientemente posti, e tutto con sguardo fisso negli occhi. Poi incappuccia, e via BJ alla grande. Mi sono scoperto a pensare “Ora a questa propongo il doppio shot, perché stavolta proprio sta andando perfettamente!”.
Poi, improvviso, il crollo.<br>Mentre siamo alla missionaria, e la situazione mi prende particolarmente bene, se ne esce con il suo tragico “Guarda che per un’ora mi devi dare duecento franchi!”.<br>Ma dài, non è possibile uscirsene con frasi simili, proprio mentre ho il walter in azione nella tua patata! Mi fai perdere tutta la poesia!<br>Mi sento ripiombare alla stessa situazione di un anno fa, quando con questa frase mi aveva definitivamente smontato!<br>Mi ritraggo; lei, forse dalla mia espressione, si è resa conto di averla sparata un po’ grossa, ha provato a medicarla, si è messa a spiegare, non è che dopo 29 minuti ti butto fuori dalla stanza, se anche sono 35 va bene lo stesso, però non puoi fare un’ora pagando solo mezz’ora, dicevo così per dire, eccetera… <br>Ma ormai mi aveva spezzato l’incantesimo.<br> Il walter, ricordando il pregresso, stava già proclamando lo sciopero e cominciava a chinare la testa… ma stavolta gli ho imposto di non pensarci neanche, e di proseguire nel suo dovere!<br>Finale CIM nel preservativo, per adempiere fino in fondo a tutti gli impegni contrattuali.
Alla fine, una volta rivestiti, ritengo senza tradire alcuna emozione, le ho semplicemente chiesto “Quindi, quanto?”.<br>Se anche mi avesse chiesto duecento franchi, o qualsiasi altra (sensata…)cifra, avrei pagato senza rimostranze: ho già scritto diverse volte che sono maranza, non ho problemi economici, e, da sempre, il discorso rate è quello che mi disturba di più.<br>Si è accontentata del rate standard, 100 franchi o 80 euro.<br>Peccato, se non ci fosse stato quel tragico inciampo sarei andato avanti tranquillamente per il doppio shot.<br>Peccato doppio, perché, contrariamente a ogni aspettativa, mi stava scattando quel “nonsoche” che finora ho provato solo con Laura Moldava e, in maniera minore, con pochissime altre.<br>E peccato anche per lei, che avrebbe potuto farne due di fila, senza dover tornare al bar per trovarsi un altro pollo… vista anche la scarsità assoluta di avventori.
Conteggio finale, soliti 160 euro e solo 10 franchi di ingresso.<br>Diavolo Erika esorcizzato … però, che peccato!
Nota finale, quasi “inter nos” per @toulouselautrec e @crestor : incredibile, ho i poteri paragnostici!<br>“Gianluca” l’ho scritto circa un mese fa, quanto narrato qui sopra è successo oggi!
Alla prossima!
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