Se nel percorso di studi della gnocca Caraibica Cuba è la scuola dell’obbligo, la Repubblica Domenicana sono le superiori, a Porto Rico si prende la laurea e pure il master.
Prima lezione che si impara a Portorico, dimenticate l’approccio da turista malato de figa. Le portoricane hanno quel complesso della mignotta a causa delle loro vicine d’isola. Devono essere coinvolte da qualche local. Che sia il fratello, l’amico, il marito a buttarla in mezzo, non cambia.
Quindi, lavoratevi prima lui, no, non c’è bisogno di spompinarlo. Se lo volete pure succhiare a lui, questo è un altro discorso.
Seconda lezione che è conseguenza della prima: a Porto Rico scopare in due, è da froci. Il thresome, il foursome, il fivesome e tutte le progressioni aritmetiche dei some, sono lo sport nazionale.
Prima del viaggio prendo qualche contatto sui social. Alla pesca a strascico abboccano: cetacei, Barracuda anche se fuori stagione, qualche finocchio di mare e cozze varie. Tra tutto il pescado, il primo contatto serio è dopo un messaggio tipo: “ sono a PR per vacanza etc, etc… vorrei fare amicizia, andiamo a bere qualcosa insieme. Insomma, le solite minkiate.
Tipo messaggio automatico out of office, arriva subito la risposta “Sì ok venerdì sarebbe un buon giorno.”
In queste situazioni gli scenari soliti di un incontro sono almeno tre: La coltellata in un vicolo. Fissare una cerveza tutta la sera in attesa che l’appuntamento si materializzi. L’appuntamento si materializza ma ti smaterializzi te perché scopare sì, ma questa non ce la faccio proprio.
Poi c’è la porta magica, quella che si apre solo in particolari allineamenti astrali tra Saturno, Marte, Venere e ‘sto cazzo. Questi eventi astrali nemmeno l'energia congiunta di Nostradamus, il mago Otelma e Arcimago Astrolampo da Rocca Sgurgola sarebbero in grado di prevedere.
Però nella magia, come nella vita, a tutto c’è un perché e anche un però.
Io arrivo giovedì. Nemmeno il tempo di riprendermi dal Jet Leg che praticamento il giorno dopo il mio arrivo parte la giostra. L’ appuntamento conoscitivo di venerdì è nella zona della movida di San Juan, la Placita. Una piazzetta, che il giorno è un mercato e la sera è sempre fiesta con musica dal vivo, ristoranti, gnocca come se non ci fosse un domani. Ci vediamo alle 8 in un luogo imprecisato all’interno della Placita, che è come dire ci troviamo al carnevale, io sono quello mascherato da orsacchiotto, ah… ho gli occhi azzurri. Ci scambiamo contatti Whatsapp per capire con chi abbiamo a che fare, guardo la foto del profilo, c’è una coppia abbracciata, quindi non so se aspettarmi di trovare lui o trovare lei. Faccio un ripasso della lezione e rileggo bene il profilo social e ora capisco che troverò tutti e due.
Arrivo a questa cazzo di Placita, mi messaggiano che sono di fronte a un club il Bad Jonny, quindi cerca il Bad Johnny su google maps, che ovviamente è dall’altra parte di dove mi trovo io. M’immergo nell’oceano di carne umana sudaticcia e agitata dalla musica, cercando la direzione col telefonino come bussola. Mi scrivono, siamo vestiti in camicia nera e vestito marrone. Non specificano chi dei due indossa cosa, sarebbe troppo semplice. Passo con fare disinvolto davanti a un paio di coppie che stanno lì in attesa di qualcosa o qualcuno. Nessuna somiglia alla foto del profilo. Nemmeno i colori dei vestiti sono gli stessi che mi hanno scritto. Mi viene il dubbio che mi stiano prendendo per il culo. L’asticella porta pazienza, ora sta vicino al rosso. Mi piazzo di fronte all’ingresso del Bad Johnny che è vuoto, messaggio: “ sembra una caccia al tesoro, sono dietro di voi.” La tipa di fronte fa vedere il cellulare al compagno, si girano, sono loro. Lei è vestita di giallo, lui pantaloni neri, camicia bianca, e qualcuno dovrebbe fare una visita oculistica.
Comunque .. ci presentiamo. Mi dicono i nomi ma tra il casino e la mia attenzione assorbita dalle tette strizzate dal vestitino, me li scordo in tre secondi. Lei c’ha questo nome strano Aroix, Aratiz, Astocazz e poi ricostruisco ore dopo dal profilo social che si chiama Aramoix, che non ho capito se è l’alias o proprio i suoi genitori hanno voluto fare uno scherzo. Il nome di lui è il vuoto totale. Lo chiameremo Coso, perché c’ha la faccia da coso. Coso, 35- 40 anni portati come un fardello, pelato, barbette sfatta, c’ha la faccia di un qualche comico ma non mi viene il nome nemmeno di quello. Armoix, biondina sui 30, quel gran culo tipico nel caribe creato da secoli di sborrate mixate tra europei, afro, indio e forse qualche primato. Si rifiuta di parlare inglese per qualche trauma infantile non so, apre la bocca solo per biascicare uno spagnolo delle borgate e succhiare cazzi, il marito parla anche un po ' di inglese. Offro un giro di shot di Tequila, ma loro bevono solo vodka, finalndese ci tengono a precisare, girano tutto il tempo con quei barattoli refrigera bevute. Coso mi sussurra all’orecchio, facciamola bere che si arrapa ancora di più. Che già dallo sguardo mi sembra abbastanza ingrifato. Sfogliamo l’album di famiglia dal cellulare, foto fresche non ancora pubblicate sul profilo. Lei a pecora minacciata da tre grossi cazzi. Lei legata a gambe e braccia allargate come una suina al macello, di lei che allarga la fica con le dita e guarda in camera come se scartasse il regalo di compleanno, lei che s’infila qualcosa di rosa e peli in bocca. Mi complimento, sei proprio una gran vacca fotogenica. Sono una coppia fiestera, mi dicono. Gli piace ballare, scopare, e tante cose che finscono per …are. Escluso il pagare, perché ci facciamo tre/quattro giri di bevute e non tirano fuori un centesimo.
Esauriti gli argomenti di conversazione, vedo che a lei sfugge sempre più spesso la mano e finisce sui miei fianchi. Il suo culo è sempre più premuto sempre sul mio pacco, mentre accenniamo qualche ballo dell’orchestra che sta suonando una salsa o un merengue o non so cosa cazzo sia di caraibico. Guardo la reazione di Coso e c’ha fisso questi occhi spiritati da debosciato, com’è il nome di quel comico... Non voglio fare il maleducato per cui aspetto che siano loro a proporre lo step successivo. Come Aramoix mi leggesse nel pensiero del cazzo, lei fa un gesto con un pugno, muovendolo avanti e dietro. Bum Bum. Che non vuol dire che le batte forte il cuore. Vamos!
Il mio appartamento è a cinque minuti a piedi dalla placita, ci incamminiamo. Mi vengono dietro come cagnolini arrapati, in mano sempre il refrigera bevute, vuoto. Li accolgo nel mio scannatoio. Mi chiedono se ho da bere, ma posso offrire solo acqua minerale, se ne stanno lì delusi con i barattoli in mano. Lei va al cesso a darsi una rinfrescata, appena esce si tira sul letto, fa una spaccata, da sotto la gonna le mutande nemmeno a dirlo, sono sparite, probabilmente non le ha mai indossate. Coso le massaggia quella bella fregna cicciosa, si annusa la mano come se assaggiasse un tartufo delle langhe.
L’odore è anche un po ' quello, mi metto ginocchio a bordo letto, sfarfuglio la passera come un labrador tartuferi. Prendo a leccarla, quella bella passera caraibica succosa e fungosa. Coso gironzola per la stanza. Non so cosa stia facendo dietro di me. Ogni tanto ci do un'occhio. C’è lui che sta con il cazzo in mano, il telefono nell’altra e riprende tutto. Ovviamente chiedere di riprendermi è un optional. Per cui, gira un porno non autorizzato di me che scopo a Porto Rico. Non avendo una reputazione da difendere, la cosa anzi m’ingrifa di più. Che poi il video intero non me l’ha mai mandato, ma solo qualche foto.
Mi giro la manza ricana a pecora, le prendo a sculacciare quel bel culotto caraibico. Le gusta la frusta, mi slaccio la cintura. Inizio a frustare senza pietà alcuna. è tutto un ahi, ohi e bestemmie tropicali. Ora c’ha queste chiappe color amaranto. Senza cintura mi ritrovo con i pantaloncini alle ginocchia, così a culo nudo pure io, con dietro il tipo che si sega. Non so a chi è dedicata la sega. Stantuffo con indice e pollice la fregna d’Aramoix tutta bavosa di sugo ficale e sputi. Il pollice le finisce diretto in culo senza tanta resistenza. Non si scompone. Poi le prende l'assoluto bisogno di succhiare cazzi, alterna la mia banana a quello di Coso, corta, tozza e pelosa, un pò scura come le banane lasciate in frigo come chi c’è attaccato. Indosso la preserva e parto chiavarla così a sponda del letto. Coso si gode lo spettacolo, mi sta mangiano pure i crackers che avevo lasciato in cucina. Sbriciola ovunque mentre si sega.
Coso, prende a fare il Francis Ford Cappella della situazione. Cerca le inquadrature più originali, nemmeno stessimo girando Il Padrino. Fammi vedere il cazzo, prendila così, metila di là, girati, sorridi, dammi un’espressione intensa, più intensa. Intensala di più.
Me lo ritrovo sotto il culo mentre fa un piano americano delle mie palle che le bussano la porta anale. Da come ‘sta suina urla, dimena, smadonna sembra più di essere sul set dell’esorcista che va di matto per i cazzi, non le croci. Coso tutto il tempo sta lì a urlare alla moglie: puta! tue eres una puta mala. Lei non nega. Nella situazione del terzo incomodo, non posso che essere d’accordo. Non so se questa scena fa parte della sceneggiatura del film, o è solo una specie di rito catartico tra loro due. Magari glielo ha consigliato il consulente di coppia. Comunque sono lì che sudo, sbatto ‘sta randagia, cercando di mantenere il mio profilo migliore nelle inquadrature, mentre loro due si urlano a vicenda.
L’ultima scena di questo capolavoro, ci sono io che sborro sulle sue tette. Questi due vorrebbero girare anche un sequel. Il prossimo ciak, magari un’altra volta. Aramoix mentre si riveste mi da anche un feedback sulla mia interpretazione. Non da oscar ma la palma d’oro me la sono conquistata. Coso, si complimenta anche per i crackers, me ne erano avanzati un altro pacchetto, mi chiede se posso darglielo. Questo ingordo figlio di puttana, gli ultimi crackers che mi erano rimasti. Poi ci penso che un pacchetto di crackers in cambio della fica della moglie, è uno scambio onesto.
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IlMarchese
26/02/2026 | 17:00
Silver
Se nel percorso di studi della gnocca Caraibica Cuba è la scuola dell’obbligo, la Repubblica Domenicana sono le superiori, a Porto Rico si prende la laurea e pure il master.
Prima lezione che si impara a Portorico, dimenticate l’approccio da turista malato de figa. Le portoricane hanno quel complesso della mignotta a causa delle loro vicine d’isola. Devono essere coinvolte da qualche local. Che sia il fratello, l’amico, il marito a buttarla in mezzo, non cambia.
Quindi, lavoratevi prima lui, no, non c’è bisogno di spompinarlo. Se lo volete pure succhiare a lui, questo è un altro discorso.
Seconda lezione che è conseguenza della prima: a Porto Rico scopare in due, è da froci. Il thresome, il foursome, il fivesome e tutte le progressioni aritmetiche dei some, sono lo sport nazionale.
Prima del viaggio prendo qualche contatto sui social. Alla pesca a strascico abboccano: cetacei, Barracuda anche se fuori stagione, qualche finocchio di mare e cozze varie. Tra tutto il pescado, il primo contatto serio è dopo un messaggio tipo: “ sono a PR per vacanza etc, etc… vorrei fare amicizia, andiamo a bere qualcosa insieme. Insomma, le solite minkiate.
Tipo messaggio automatico out of office, arriva subito la risposta “Sì ok venerdì sarebbe un buon giorno.”
In queste situazioni gli scenari soliti di un incontro sono almeno tre: La coltellata in un vicolo. Fissare una cerveza tutta la sera in attesa che l’appuntamento si materializzi. L’appuntamento si materializza ma ti smaterializzi te perché scopare sì, ma questa non ce la faccio proprio.
Poi c’è la porta magica, quella che si apre solo in particolari allineamenti astrali tra Saturno, Marte, Venere e ‘sto cazzo. Questi eventi astrali nemmeno l'energia congiunta di Nostradamus, il mago Otelma e Arcimago Astrolampo da Rocca Sgurgola sarebbero in grado di prevedere.
Però nella magia, come nella vita, a tutto c’è un perché e anche un però.
Io arrivo giovedì. Nemmeno il tempo di riprendermi dal Jet Leg che praticamento il giorno dopo il mio arrivo parte la giostra. L’ appuntamento conoscitivo di venerdì è nella zona della movida di San Juan, la Placita. Una piazzetta, che il giorno è un mercato e la sera è sempre fiesta con musica dal vivo, ristoranti, gnocca come se non ci fosse un domani. Ci vediamo alle 8 in un luogo imprecisato all’interno della Placita, che è come dire ci troviamo al carnevale, io sono quello mascherato da orsacchiotto, ah… ho gli occhi azzurri. Ci scambiamo contatti Whatsapp per capire con chi abbiamo a che fare, guardo la foto del profilo, c’è una coppia abbracciata, quindi non so se aspettarmi di trovare lui o trovare lei. Faccio un ripasso della lezione e rileggo bene il profilo social e ora capisco che troverò tutti e due.
Arrivo a questa cazzo di Placita, mi messaggiano che sono di fronte a un club il Bad Jonny, quindi cerca il Bad Johnny su google maps, che ovviamente è dall’altra parte di dove mi trovo io. M’immergo nell’oceano di carne umana sudaticcia e agitata dalla musica, cercando la direzione col telefonino come bussola. Mi scrivono, siamo vestiti in camicia nera e vestito marrone. Non specificano chi dei due indossa cosa, sarebbe troppo semplice. Passo con fare disinvolto davanti a un paio di coppie che stanno lì in attesa di qualcosa o qualcuno. Nessuna somiglia alla foto del profilo. Nemmeno i colori dei vestiti sono gli stessi che mi hanno scritto. Mi viene il dubbio che mi stiano prendendo per il culo. L’asticella porta pazienza, ora sta vicino al rosso. Mi piazzo di fronte all’ingresso del Bad Johnny che è vuoto, messaggio: “ sembra una caccia al tesoro, sono dietro di voi.” La tipa di fronte fa vedere il cellulare al compagno, si girano, sono loro. Lei è vestita di giallo, lui pantaloni neri, camicia bianca, e qualcuno dovrebbe fare una visita oculistica.
INCONTRA DONNE VOGLIOSEComunque .. ci presentiamo. Mi dicono i nomi ma tra il casino e la mia attenzione assorbita dalle tette strizzate dal vestitino, me li scordo in tre secondi. Lei c’ha questo nome strano Aroix, Aratiz, Astocazz e poi ricostruisco ore dopo dal profilo social che si chiama Aramoix, che non ho capito se è l’alias o proprio i suoi genitori hanno voluto fare uno scherzo. Il nome di lui è il vuoto totale. Lo chiameremo Coso, perché c’ha la faccia da coso. Coso, 35- 40 anni portati come un fardello, pelato, barbette sfatta, c’ha la faccia di un qualche comico ma non mi viene il nome nemmeno di quello. Armoix, biondina sui 30, quel gran culo tipico nel caribe creato da secoli di sborrate mixate tra europei, afro, indio e forse qualche primato. Si rifiuta di parlare inglese per qualche trauma infantile non so, apre la bocca solo per biascicare uno spagnolo delle borgate e succhiare cazzi, il marito parla anche un po ' di inglese. Offro un giro di shot di Tequila, ma loro bevono solo vodka, finalndese ci tengono a precisare, girano tutto il tempo con quei barattoli refrigera bevute. Coso mi sussurra all’orecchio, facciamola bere che si arrapa ancora di più. Che già dallo sguardo mi sembra abbastanza ingrifato. Sfogliamo l’album di famiglia dal cellulare, foto fresche non ancora pubblicate sul profilo. Lei a pecora minacciata da tre grossi cazzi. Lei legata a gambe e braccia allargate come una suina al macello, di lei che allarga la fica con le dita e guarda in camera come se scartasse il regalo di compleanno, lei che s’infila qualcosa di rosa e peli in bocca. Mi complimento, sei proprio una gran vacca fotogenica. Sono una coppia fiestera, mi dicono. Gli piace ballare, scopare, e tante cose che finscono per …are. Escluso il pagare, perché ci facciamo tre/quattro giri di bevute e non tirano fuori un centesimo.
Esauriti gli argomenti di conversazione, vedo che a lei sfugge sempre più spesso la mano e finisce sui miei fianchi. Il suo culo è sempre più premuto sempre sul mio pacco, mentre accenniamo qualche ballo dell’orchestra che sta suonando una salsa o un merengue o non so cosa cazzo sia di caraibico. Guardo la reazione di Coso e c’ha fisso questi occhi spiritati da debosciato, com’è il nome di quel comico... Non voglio fare il maleducato per cui aspetto che siano loro a proporre lo step successivo. Come Aramoix mi leggesse nel pensiero del cazzo, lei fa un gesto con un pugno, muovendolo avanti e dietro. Bum Bum. Che non vuol dire che le batte forte il cuore. Vamos!
Il mio appartamento è a cinque minuti a piedi dalla placita, ci incamminiamo. Mi vengono dietro come cagnolini arrapati, in mano sempre il refrigera bevute, vuoto. Li accolgo nel mio scannatoio. Mi chiedono se ho da bere, ma posso offrire solo acqua minerale, se ne stanno lì delusi con i barattoli in mano. Lei va al cesso a darsi una rinfrescata, appena esce si tira sul letto, fa una spaccata, da sotto la gonna le mutande nemmeno a dirlo, sono sparite, probabilmente non le ha mai indossate. Coso le massaggia quella bella fregna cicciosa, si annusa la mano come se assaggiasse un tartufo delle langhe.
L’odore è anche un po ' quello, mi metto ginocchio a bordo letto, sfarfuglio la passera come un labrador tartuferi. Prendo a leccarla, quella bella passera caraibica succosa e fungosa. Coso gironzola per la stanza. Non so cosa stia facendo dietro di me. Ogni tanto ci do un'occhio. C’è lui che sta con il cazzo in mano, il telefono nell’altra e riprende tutto. Ovviamente chiedere di riprendermi è un optional. Per cui, gira un porno non autorizzato di me che scopo a Porto Rico. Non avendo una reputazione da difendere, la cosa anzi m’ingrifa di più. Che poi il video intero non me l’ha mai mandato, ma solo qualche foto.
Mi giro la manza ricana a pecora, le prendo a sculacciare quel bel culotto caraibico. Le gusta la frusta, mi slaccio la cintura. Inizio a frustare senza pietà alcuna. è tutto un ahi, ohi e bestemmie tropicali. Ora c’ha queste chiappe color amaranto. Senza cintura mi ritrovo con i pantaloncini alle ginocchia, così a culo nudo pure io, con dietro il tipo che si sega. Non so a chi è dedicata la sega. Stantuffo con indice e pollice la fregna d’Aramoix tutta bavosa di sugo ficale e sputi. Il pollice le finisce diretto in culo senza tanta resistenza. Non si scompone. Poi le prende l'assoluto bisogno di succhiare cazzi, alterna la mia banana a quello di Coso, corta, tozza e pelosa, un pò scura come le banane lasciate in frigo come chi c’è attaccato. Indosso la preserva e parto chiavarla così a sponda del letto. Coso si gode lo spettacolo, mi sta mangiano pure i crackers che avevo lasciato in cucina. Sbriciola ovunque mentre si sega.
Coso, prende a fare il Francis Ford Cappella della situazione. Cerca le inquadrature più originali, nemmeno stessimo girando Il Padrino. Fammi vedere il cazzo, prendila così, metila di là, girati, sorridi, dammi un’espressione intensa, più intensa. Intensala di più.
Me lo ritrovo sotto il culo mentre fa un piano americano delle mie palle che le bussano la porta anale. Da come ‘sta suina urla, dimena, smadonna sembra più di essere sul set dell’esorcista che va di matto per i cazzi, non le croci. Coso tutto il tempo sta lì a urlare alla moglie: puta! tue eres una puta mala. Lei non nega. Nella situazione del terzo incomodo, non posso che essere d’accordo. Non so se questa scena fa parte della sceneggiatura del film, o è solo una specie di rito catartico tra loro due. Magari glielo ha consigliato il consulente di coppia. Comunque sono lì che sudo, sbatto ‘sta randagia, cercando di mantenere il mio profilo migliore nelle inquadrature, mentre loro due si urlano a vicenda.
L’ultima scena di questo capolavoro, ci sono io che sborro sulle sue tette. Questi due vorrebbero girare anche un sequel. Il prossimo ciak, magari un’altra volta. Aramoix mentre si riveste mi da anche un feedback sulla mia interpretazione. Non da oscar ma la palma d’oro me la sono conquistata. Coso, si complimenta anche per i crackers, me ne erano avanzati un altro pacchetto, mi chiede se posso darglielo. Questo ingordo figlio di puttana, gli ultimi crackers che mi erano rimasti. Poi ci penso che un pacchetto di crackers in cambio della fica della moglie, è uno scambio onesto.