Racconto di una giornata con una ragazza all' FKK Magnum
Atterriamo all’aeroporto di Colonia.
Prendiamo il primo treno per Dusseldorf, autobus per Erkrath scendiamo al capolinea un po’ di strada a piedi di corsa e siamo al Magnum.
Entro rivedo Marta, non la riconosco.
Esco fuori, fumo, stavolta mi ricordo, è lei.
Furba ad allungare ad un’ora , ma ne valeva la pena.
Ritorno in sala, pochi clienti, le ragazze fiutano che sarà una giornata fiacca.
Vengo abbordato da Samantha, la milf bionda polacca.
Stavolta non ci sono giornate di festa, è diverso.
Ha il solito bicchiere di vino bianco in mano, mi limona sui divanetti davanti alle altre.
Scene da Globe, ma siamo al Magnum.
Samantha è una ragazza lussuriosa
anche se ha passato la trentina, ha ancora fame di vizi e shopping compulsivo.
“Tu sei il mio uomo …”
“Ok, comprami il BMW o l’AUDI , ti sposo domani”
Si crea una sottile ironia tra noi dettata dall’inversione delle regole del gioco.
Oggi ci sono pochi clienti, e quei pochi fumano la shisha o bevono.
E ti levi quelle soddisfazioni che solo un puttanaio semi deserto può darti.
Ignoro le solite rompiballe,
mi godo la mia giornata nessuno o nessuna può rovinarla.
Sono stanco di psicoanalizzare tutto.
Per una volta faccio il cliente, non ho più nessun romanzo da scrivere.
Joanna mi aggancia al bancone del bar, mi piace il suo viso.
Ha i fianchi un po’ larghi ma è simpatica.
Le dico che oggi mi sento un porco, lei ride … ci raccontiamo cazzate e siamo subito in sintonia.
Come due adolescenti spensierati lo facciamo senza regole tranne quella del condom.
“Mi piaci …”
“Oggi piaccio a tutte … ti faccio la stessa proposta che ho fatto alle altre… comprami la Mercedes, ne voglio una nera decapottabile … “
“Tu sei pazzo…”
Cala la notte, l’afflusso di clienti è sempre scarso.
Entra una milfona tedesca, indossa un abito scuro aderente. Posa la sua borsa Chanel, sopra il bancone del bar e prende da bere.
Con fare sornione mi avvicino.
“Sei la manager del locale?”
“No lavoro qui …”
“Ok andiamo …”
Mi offre anche il culo. Declino. Mi chiede la venuta. Acconsento.
Mi piace la sua schiettezza.
“Il lavoro è sempre una merda … anche questo lo è, ma sono autonoma e guadagno”
Con quella carrozzeria vintage e quel menù, ci credo che guadagni.
Le auguro buon lavoro e proseguo.
L’apoteosi delle Milf.
Barcollo ma non mollo.
Mentre scendo le scale, sbaglio il piede d’appoggio … storta dolorosa … stavolta sono fuori uso.
Certo la quiete … sprofondo nel primo divano utile .
Arriva Amanda, un’altra polacca, giovane, mora, poco seno.
“Andiamo
?”
“Ora no … dopo”
Amanda mi stampa un bacio sulla guancia.
“Mantieni questo segno … questo mio bacio indica che sei occupato … non puoi fare altre camere”
Annuisco.
Il piede mi fa male, ma cammino lo stesso … troppa foga … troppe ragazze sole …
Ripesco Amanda.
“Adesso andiamo?”
“Non posso mi fa male il piede … sono out …”
“Ti faccio il massaggio … ti calma il dolore”
“Solo massaggio?”
“No, massaggio erotico”.
Amanda mi sfiora il piede e scatta qualcosa, un meccanismo , una passione che non provavo da tempo …
“Allora iniziano il massaggio?”
“No è meglio se scopiamo …”
“Ok …”
Mezz’ora di fuoco. Lei esausta io vorrei prolungare ad un’ora.
“Adesso mangio e vado a dormire … mi hai distrutto …”
Sarò sincero era dai tempi del Babylon che non scopavo così.
“ … la prossima volta che mi vedi mi sa che cambi strada”
“Probabile …”
“ Da noi abbiamo un detto: non svegliare il can che dorme”
Mangio il dessert. C’è un gelato al sapore di cocco.
Rovino sul solito divanetto.
Alice che già conoscevo ed avevo sempre evitato torna alla carica.
“Tu sei uno stronzo perché non mi scopi”
“Lasciami stare … ”
“Ma perché non mi scopi?”
“Alice oggi non è serata … sto male …”
“Ti faccio un pompino, dopo stai bene …”
“Solo un pompino a regola d’arte potrebbe riprendermi e tu non lo sai fare …”
“Allora spiegami … “
“Una cosa così … nessuna
sa farla …”
Passa Adriana, lo spiego a lei.
Accetta in presenza di testimoni, tra cui il GT given.
Entriamo nella sgabuzzino coi divanoni.
Adriana chiude la tenda.
“Alice fattelo spiegare da Adriana come si fa …”
“Tu sei un pervertito … vaffanculo …”
Tutti ridono, alla fine pure Alice si fa una risata.
Domani si va al Samya.
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