Sono stato al Samya per la terza volta negli ultimi giorni dello scorso luglio.
Non ripeto le varie info ormai stranote sulle tariffe di entrata e su quelle delle girls. Preciso, però, che, rispetto all'ultima volta che sono andato, sono stati ultimati i lavori di ristrutturazione dell'area wellness nel piano seminterrato.
Dopo essere arrivato facilmente con i mezzi pubblici, quasi all'entrata del Samya incontro un collega punter, proveniente dal Brasile e in tour per l'Europa. Mi chiede ragguagli in generale ed entriamo insieme: sono circa le 17 di un giorno infrasettimanale, mercoledì, per cui la situazione è abbastanza tranquilla.
Pagato l'obolo di entrata, ci fiondiamo subito negli spogliatoi, rapida doccia e via al bancone del bar della sala principale, ad ordinare la prima di molte birre e ad osservare la situazione.
Mentre chiacchiero con il collega brasiliano mi si avvicina Raissa, una mora veramente carina, of course rumena. Comincia a scaldarmi con bacetti sulla guancia per convincermi ad andare in camera. Ma io sono appena arrivato e so, a seguito delle molte letture di recensioni, che è buona norma non cedere alla prima che si presenta, per sondare meglio il terreno e per prevenire possibili missili. Quindi, anche se Raissa è molto carina e mi attizza, declino gentilmente il suo invito.
Forse non recepisce il messaggio, perché tornerà un altro paio di volte nel giro di poco tempo. Questa insistenza mi insospettisce, quindi le mie risposte sono sempre fermamente (ma gentilmente) negative. A questo punto il messaggio deve essere arrivato forte e chiaro alla ragazza, che, credo, si sia scazzata. Poco male: c'è tutto il resto del locale a disposizione, penso.
In seguito entro in contatto con altre ragazze presenti, non ne ricordo i nomi, purtroppo. Altre si rivolgono direttamente al collega brasiliano. Insieme facciamo un paio di giri per la sala, condividendo conversazioni e prime impressioni, poi decidiamo di separarci.
Quando sono da solo il mio atteggiamento è il seguente: cerco di conoscere attivamente qualche ragazza, talvolta vengo approcciato dalle ragazze, ma, in sostanza, non riesco a trovarne una che mi spinga a voler andare in camera con lei.
Comincia a prendere piede dentro di me una sensazione di scazzo che crescerà nel corso della serata e che ne comprometterà inevitabilmente gli esiti.
Verso le 22 l'amico brasiliano va via perché ha un volo da prendere: mi informa di non aver consumato. Da questo momento sono completamente solo.
Con il passare del tempo la serata al Samya si riscalda: più uomini, più ragazze, musica ad alto volume. C'era addirittura un cantante, credo congolese, che cantava live.
Continuavo a girare sostanzialmente invano, a prendere birra, a parlare con qualcuna, a mangiare qualcosa. Percepivo che non mi stavo divertendo, che non riuscivo a trovare una ragazza con cui andare in camera, come pure avrei voluto. Con uno stato d'animo così ai minimi termini, mi accorgo che Raissa è ancora in giro e che stava ballando. Vado da lei nel tentativo di scuotere me stesso; le chiedo se è libera per me, mi risponde qualcosa che non capisco, ma si tratta in pratica di un rifiuto: quindi sì, si era indisposta nei miei riguardi.
Più avanti mi siedo nei divanetti, vicino ad una ragazza (di cui non ricordo il nome) che sembrava annoiata a morte. Dopo un brevissimo social time, mi chiede di andare in camera, ma, al mio rifiuto, mi invita gentilmente a lasciare libero lo spazio vicino a lei, perché magari qualcun'altro avrebbe voluto consumare con lei.
A questo punto non so nemmeno più cosa pensare.
Faccio un ultimo tentativo. Mentre sono seduto nella zona buffet, vedo una ragazza bionda, rumena, che parla italiano (brutto segno). Comincio a tentare il tutto e per tutto, perché comunque vorrei svuotarmi. Stavo finendo di mangiare, ma rimaniamo d'accordo che ci saremmo visti alle scale dopo quindici minuti. Finisco di mangiare, un breve passaggio in doccia, lavaggio dei denti ed eccomi su all'orario concordato. Lei è seduta su uno sgabello di fronte alla reception dell'entrata. Quando le chiedo se è pronta per salire mi risponde che ha già preso accordi con qualcun altro; le dico qualcosa in modo freddo, e la saluto. Dopo quest'episodio mi accorgo di avere le palle girate, è mezzanotte passata e decido di andarmene. Non riesce a convincermi diversamente nemmeno l'incontro con Patricia, ragazza rumena già testata la volta precedente con cui mi ero trovato bene, ma con cui stavolta non è scoccata la "scintilla".
Uscito dal Samya il proprietario, gentile come sempre, mi chiede com'è andata. Gli rispondo "so so", non riuscendo però ad esternargli le mie considerazioni, dal momento che dovevo prendere l'ultimo S16 disponibile.
Insomma, la mia serata è stata parecchio negativa: me ne sono andato da Colonia il giorno dopo con le palle girate e senza aver consumato: una sensazione davvero sgradevole. Credo che in futuro mi toccherà cambiare città.
Mi piacerebbe, a questo punto, chiedere un vostro parere.
Secondo voi, che cosa è successo? Sono stato sfortunato? Ho avuto qualche atteggiamento sbagliato?
Se non posso fare un minimo di social time, perché loro poi si scazzano se non vado subito in camera con loro, se devo stare ai loro giochi, alle loro menate, cosa differenzia un fkk da un semplice bordello?
Non mi aspetto certo che si tratti di un ambiente in cui trovare dei sentimenti, ma un luogo in cui divertirmi, stare senza pensieri, avere un minimo di compatibilità per decidere se voglio fare una camera con una girl e, ovviamente, sesso. Chiedo troppo? Voi come vi comportate in posti del genere?
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