Kahlil

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Kahlil
Newbie
03/04/2020 | 07:26

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Mi sono trovato a Bangkok per puro caso perché dovevo recarmi in Cina dove abito. Ma durante il volo Pechino ha cambiato tutte le carte in regola per i visti e così sono rimasto bloccato nella capitale thailandese. Sembrava una sosta di tre, massimo quattro giorni, e invece sono qui da circa un mese. E chissà quanto starò qui ancora.

Mentre sto scrivendo questo post, una meravigliosa infermiera sta dormendo sul divano accanto a me. Stasera ho cucinato per lei, abbiamo chiacchierato tutto il tempo ed è poi crollata dopo due nottate di fila in servizio. Ma facciamo qualche passo indietro.

Non avrei mai immaginato di spendere così tanto tempo a Bangkok. Ho viaggiato tanto nella mia vita per lavoro e anche per passione, ho 33 anni, e se sono qui su questo forum (scoperto grazie alle cronache del mitologico Marchese, spettacolare) potete ben capire qual è l’altra mia passione. Un particolare da specificare: sono un amante spassionato del corteggiamento e della conquista, dunque quello che scriverò vale solo per la cosiddetta gnocca free. Quella a pagamento non mi interessa.

Nonostante il coronavirus, nonostante la città che gradualmente si è svuotata e ha chiuso attività e ritrovi, la vita sociale continua e anche di buona lena. Tantissime persone hanno abbandonato la capitale per tornare ai villaggi di provenienza. Ma la quotidianità, seppur spezzata, continua. E anche gli intrallazzi.

La prima ragazza che ho conosciuto è stata una hostess di Thai Airways, ho sempre avuto un debole per le assistenti di volo, ma sono anche tra le più difficili d’acchiappo. Solo due volte sono andato a segno, almeno dieci tentativi sono andati invece male. Piccola parentesi: non sono ricco, ho un fisico normalissimo, certo non nascondo di avere un bell’aspetto che aiuta parecchio assieme all’esperienza ventennale di broccolaggio che ormai è una tecnica collaudata.

La hostess, S., 29 anni, è un’esplosione di femminilità, curve morbide, leggermente burrosa il giusto, davvero un fisico splendido così come il sorriso e la dolcezza. Mi ha aiutato davvero tanto sia in volo quando stavo cercando di capire che diavolo fare con un visto non più utilizzabile e le madonne che volavano e anche atterrati, perché mi ha un po’ seguito visto il mio caso particolare. Una volta ottenuto il visto on arrival di 30 giorni ci siamo scambiati i contatti e ci siamo scritti per i successivi 10 giorni con una certa assiduità.

Nel frattempo ho trovato un buon posto dove alloggiare spendendo meno di 900 Bath al giorno (circa 25 euro) ma avendo una sorta di mini appartamento per me e massima discrezione in quanto a ospiti. Il posto è Hi Residence, vicino a un centro commerciale chiamato Central Plaza, con fermata metro annessa. Lì c’era tutto quello che mi serviva: cambio denaro, tanti ristoranti, caffè e gnocca da incontrare. La mia postazione era diventata Amazon Cafè, 35 bath per un espresso (1 euro) e via a lavorare col computer e gettare esche.

La prima ad abboccare è stata una ragazza che lavora come contabile presso un’azienda, B., 22 anni, si stava bevendo una sorta di frappuccino vicino a me. Ho attaccato bottone parlando proprio di caffè, poi come sempre ho dimostrato interesse per la cultura locale e tradizioni, che è sempre un buon viatico per creare una certa intesa tranquilla (sia chiaro, mi interessa veramente l’argomento). Scambiati i contatti, ci siamo scritti (su Line, scaricatelo) per l’intera sera. Il giorno dopo pioveva, lei era annoiata a casa a guardare Netflix e mi ha invitato da lei.

Una cosa che ho scoperto in Thailandia, anzi diciamo Bangkok: le ragazze odiano il tipico italiano acchiappone - molte hanno avuto brutte esperienze o amiche ficcate e abbandonate - infatti l'altra strategia è quella di scherzare su questo (come in tanti altri paesi nel mondo), ma di fatto mettere in pratica proprio ciò che si sta bonariamente prendendo ingiro. Però se le metti a loro agio, fai capire che sei un po’ piacione ma non maniaco allora abbassano le difese.

La faccio breve: sono andato da B., piccolissimo studio non lontano dal mio hotel, 10 minuti di chiacchiere, zero Netflix, si è partito con un caloroso abbraccio e si è proseguito con un’ora e mezza di tutto il repertorio possibile immaginabile con alla fine lei che si è addormentata russando come una falegnameria. Mi sono riposato un po’ anche io. Poi... ci rivediamo se vuoi, si certo, numero cancellato. Lo so, è brutto, ma già lo sapeva anche lei.

Sono stato tranquillo per almeno una settimana, visitando quel che era ancora aperto. Sempre al Cafè Amazon ho conosciuto l’infermiera J., 24 anni, bellissima da fare paura tanto che quando l’ho vista non ci ho capito più niente. Quando è così di solito gioco male le mie carte perché sono poco lucido, ma complice ogni tanto qualche incomprensione in inglese si è creata un’atmosfera simpatica e con grande intesa che è terminata con contatti scambiati e messaggi quotidiani. Ho capito che era una da rosolare un po’. Non siate timidi con le thailandesi, se siete gentili e avete un minimo di lettura del linguaggio del corpo si può sempre attaccare bottone, poi quel che sarà sarà.

Nel frattempo, però, era arrivato il momento di ritornare all’azione tempestiva e necessaria. Sono andato un po’ sul sicuro con una delle ragazze che lavoravano nel mio albergo, dato che avrei lasciato la stanza in due giorni. Lei era molto alla mano, non mi ricordo onestamente il nome, 25 anni, abbiamo parlato parecchio ma già avevo visto che c’era trippa per gatti e infatti l’ho timbrata il giorno dopo. Prestazione ordinata nello scritto, promossa a pieni voti nell’orale con doppia interrogazione.

Fatto check-out, mi sono mosso in un Airbnb in zona On nut, dove stanno molti stranieri, costa relativamente poco (prenotando un mese si parla di 10 euro al giorno) con cucina salotto, stanza da letto e balconcino in un condominio molto recente. Essendo di fatto un appartamento, si fa un po’ il caspita che si vuole in merito a ospiti. Ho incontrato una ragazza A. altissima, bella, ma fredda, non ci siamo trovati, non è successo niente.

E così era arrivato il momento di ri-incontrare la hostess che nel frattempo è stata cotta a puntino da due settimane di Line con romanticherie e frecciatine molto velatamente maiale per sondare il terreno. Solita manfrina vediamoci per mangiare e guardare Netflix col risultato che la Tv è rimasta a riprodurre episodi uno dopo l’altro mentre noi ci stavamo forsennatamente riproducendo sul letto.

Che dire, una delle migliori amanti della mia vita. Dopo un lunghissimo massaggio soprattutto alla testa, meraviglioso, si è passati alle vie di fatto. Era bagnatissima da spavento, corpo come già anticipato burroso il giusto, due meloni sodi e grandi come un palmo spalancato, un bel culo tondo e abbronzato da schiaffeggiare e labbra di zucchero. Ho scoperto dunque la sua passione per la pecorina e così ci ho dato dentro facendole raggiungere la felicità urlante per due volte. Ma visto che ho dovuto tenermi e pensare a cose orribili per non venire dopo 30 secondi il risultato è che non riuscivo più a finire.

Ho avuto conferma che le thailandesi possono prenderla particolarmente male perché si sentono non desiderate abbastanza. Si è così incaponita che dovevo venire mettendomi un po’ di ansia. Le ho suggerito di usare la bocca et voilà ho scoperto un’altra sua dote incredibile, un’abilità spaventosa, dopo 5 minuti si è ricevuta un litro di felicità. Al mattino, veloce bis.

Mi continuavo a sentire nel frattempo con l’infermiera per principio perché una ragazza così meravigliosa (e molto brillante, molto) non me la potevo perdere. Sarà che sto invecchiando ma mi sono venuti alcuni pensieri che prima non mi tangevano: la hostess è una ragazza dolcissima, gentilissima e molto passionale, mi sentivo una merda a fare così, quasi come se la tradissi, quasi come se ci fossimo già sposati. Ma nel contempo la nurse mi prendeva sempre più di testa.

Ci siamo visti una prima volta con l’infermiera per una cena fuori, assai frugale dato che c’è solo il take away in questo momento, bella intesa, lei molto timida. Lezione importante: non toccatele mai in pubblico, anche solo una carezza può compromettere tutto. Anche se volete solo bombarvele ricordate di essere cordiali e gentili. Anche in privato, se la ragazza è timida, è meglio lasciare tempo al tempo.

Partire dal contatto tra mani è sempre un buon mezzo con le Thai, ho scoperto, polpastrelli che sfiorano polpastrelli, confronti di palmo su palmo, ogni tanto giochicchiare con le sue dita. Quello è il contatto che rompe il ghiaccio (in privato, ripeto). Con l’infermiera è stato così. E dire che quando si è presentata con quegli shorts di jeans, la maglietta bianca minimal e i lunghissimi capelli setosi quasi fino ai fianchi stavo sbarellando completamente, l’avrei posseduta in piazza sotto la statua del re, di fatto condannandomi alla pena capitale.

Ho resistito con l’ultimo singulto di forza di volontà che avevo, con le mutande ormai devastate da erezioni arrogantissime una via l’altra. Però, ho tenuto duro, in tutti i sensi. Ho rivisto la hostess altre due volte,ma lei si stava prendendo troppo bene, con uscite tipo fidanzati e così ho preso un po’ di distanza, sentendomi peraltro molto colpevole. Certo, le sue qualità amatorie rimangono indiscutibili, pazzesche, ogni volta ho male all’uccello per un giorno intero.

E così si arriva a stasera, quando finalmente ho avuto il prolungamento del visto e l’infermiera mi ha chiesto di vederci. Abbiamo mangiato pasta col pesce fatta da me e bevuto un po’. È una creatura meravigliosa dentro e fuori. Certamente vorrei possederla con una certa veemenza, ma non l’ho ancora fatto. Sta dormendo vicino a me, non so cosa succederà stanotte perché sono già le 00.40 e ormai il coprifuoco le impedisce di tornare a casa.

Questa città ha un’atmosfera sensuale incredibile, non parlo della prostituzione perché sono arrivato quando già era tutto chiuso, parlo proprio della commistione tra il clima, l’eterogeneo movimento di persone, tutti quegli sguardi sopra le mascherine, i capelli morbidissimi, il sudore e i vestitini corti. Sto uscendo fuori di testa, Bangkok mi sta disintegrando, certo in bene, ma comunque disintegrando.

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